Vaccino HPV, confusione virale ed il ruolo dimenticato del medico

Il vaccino contro il virus HPV (Human Papilloma Virus) è il primo concreto strumento di

vaccino hpv e sicurezza

Il Dott. Filiberto Di Propsero parla del Vaccino HPV e della disinformazione su questo importante presidio di prevenzione.

prevenzione primaria di un tumore. E’ il primo tentativo di debellare un cancro dalle sue origini. La diffusione della vaccinazione tra le giovani donne e tra gli adolescenti maschi, come è già avvenuto per altre temibili malattie, potrebbe infatti portare inizialmente ad una sensibile riduzione dei casi di cancro cervicale e poi alla sua scomparsa in un periodo stimatao di 40 anni.

Il cancro della cervice uterina è particolarmente insidioso ed aggressivo;  la sua morbilità è diminuita nei paesi occidentali solo grazie ad efficaci campagne di screening basate sul Pap Test che consentono di intervenire molto precocemente. Ciò nonostante è ancora oggi la seconda causa di morte femminile nel mondo e colpisce preferibilmente giovani donne senza risparmiare comunque anche l’età matura e la post-menopausa.

Il vaccino HPV introdotto nell’utilizzo da circa 10 anni è usato attualmente in più di 129 paesi. In una revisione sistematica pubblicata nell’agosto del 2016 sulla rivista Clinical Infection Diseases riguardante quello quadrivalente è stata chiaramente confermata la sua capacità protettiva contro le lesioni displastiche (di basso ed alto grado) ed il tumore nelle ragazze vaccinate prima dell’inizio dell’attività sessuale.

Ciò nonostante… paure ancestrali, cattiva informazione, diffidenza verso le Istituzioni, credulità verso profeti occasionali di ogni tipo hanno indotto molti genitori a non sottoporre le proprie figle alla vaccinazione.

Aggiungo anche che ancora oggi pochissimi medici lo consigliano; pochi di essi ad esempio conoscono la sua utilità anche in donne già sottoposte a conizzazione. L’Associazione dei Ginecologo Ospedalieri Italiani (AOGOI) sulla base delle numerose evidenza scientifiche già nel 2014 aveva pubblicato un documento che raccomandava tale pratica nelle donne trattate per lesioni genitali HPV correlate. Particolarmente il vaccino tetravalente (ed ora il nonavalente) sembra possano ridurre la percentuale di recidive e quindi anche il rischio di asportazione dell’utero o di interventi chirurgici maggiori in queste pazienti. Cosa assolutamente, permettetemi di sottolieare non da poco, in donne che altrimenti dopo conizzazione vengono inserite in programmi di follow-up senza alcuna attiva protezione, nell’attesa del loro destino.
A questo proposito vi invito a leggere il mio articolo sul vaccino nonavalente.

Diffidenza e paure dei pazienti si uniscono quindi a scarsa cultura dei medici sul metodo vaccinale. Il risultato è che poi di tutto questo ne fanno le spese le donne stesse, le pazienti, sulla propria pelle.

Si è creato quindi un terreno fertile per quella che definirei “disinformazione virale” dove qualsiasi predicatore di turno con un buon numero di connessioni sui Social Networks può diffondere idee molto pericolose che in altre epoche difficilmente avrebbero superato il limite delle mura domestiche o del bar del quartiere; idee opinioni che però, indipendentemente quindi dall’autorevolezza e competenza della fonte, vanno a raggiungere migliaia di persone. Una folla di riceventi tra l’altro spesso confusa da un rumore di fondo fatto di messaggi inutili o falsi e quindi prona ad accogliere quello più rumoroso o più suggestivo con il rischio concreto che lo spam assurga addirittura ad elemento di cultura, di discussione e diventi persuasivo.

Molta confusione si è scatenata ad esempio sul tema cruciale della sicurezza dei vaccini. Il giudizio di sicurezza di un farmaco (vaccino) è affidato alle Agenzie Regolatorie dei diversi Stati (AIFA per l’Italia) e ad Istituzioni sovranazionali come l’Agenzia Europea per il Farmaco, FDA americana. Questi enti hanno anche il compito di vigilare su tutta la vita del prodotto farmaceutico. Premesso che non esiste farmaco che non possa dare effetti collaterali od avversi deve essere chiaro che è l’incidenza e la gravità di tali fenomeni sul totale degli utilizzatori che determina il giudizio di sicurezza.  Inoltre, tali fenomeni per essere considerati effetti collaterali od avversi non devono essere semplicemente coincidenti. Per esemplificare: se su mille utilizzatori di un treno, alla stazione di arrivo 2 hanno il mal di testa, 1 ha il mal di schiena e 2 accusano disturbi digestivi non possiamo correlare direttamente tutte queste condizioni al mezzo di trasporto per il solo fatto che sono state lamentate o riferite alla stazione di arrivo; senza una eventuale indagine tecnico-statistica potremmo creare il panico nei passeggeri e disincentivare l’uso di un mezzo che al contrario si è dimostrato sempre molto sicuro.

Può il Sistema Sanitario utilizzare la stessa comunicazione virale per controbattere la disinformazione? Credo proprio di no. Oltre che fare delle costose campagne pubblicitarie non raggiungerebbe mai livelli “virali” proprio perché la fonte è nota e poco stimata dalla popolazione.
La perdita di autorevolezza della fonte, nel caso anche di importanti istituzioni pubbliche, è un grave problema legato ai diffusi fenomeni di corruzione che non hanno risparmiano anche il settore della salute. Sarebbero quindi ulteriori soldi sprecati e magari un’ulteriore occasione di distribuzione illecita di denaro.

Il CDC (Center for Disease Control and Prevention), l’equivalente americano del nostro Ministero della Salute, si è accorto di questa criticità ed ha capito finalmente la centralità del medico anche nelle politiche vaccinali. Direi il cosidetto “uovo di Colombo”. Comprendendo la centralità del medico ha deciso di aiutarlo e porlo al centro della strategia comunicativa predisponendo anche dei supporti online.

Questa è la via giusta? Probabilmente si! La vaccinazione HPV ed i programmi di vaccinazione in generale sono un importantissimo elemento di prevenzione per la salute pubblica nazionale mondiale. Da un lato bisogna avere medici preparati e sensibilizzati al problema; dall’altro medici attivi nel fare informazione diretta.

Un’informazione che non cadrà più dall’alto, da enti politicizzati e spesso invisi alla popolazione. Sarà un’informazione data un uomo in carne ed ossa, un professionista, il protagonista da sempre della nostra salute, il medico.

 

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Dott. Filiberto Di Prospero
Specialista in Ginecologia e Ostetricia, Endocrinologia e Metabolismo. Direttore dell’Unità di Endocrinologia Ginecologica presso l’Ospedale Santa Lucia di Civitanova Marche 62012. Visita a Civitanova Marche (Macerata), Milano e Roma. Prenotazioni tel. +39 337 634491 Numero Verde (rete fissa) 800131014

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