Stress da lavoro: le donne sono più soggette rispetto agli uomini.

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Le donne sono più vulnerabili rispetto ai rischi legati allo stress da lavoro.

Nove milioni di italiani soffrono di stress da lavoro e ad essere colpite maggiormente sono le donne, con percentuali pari al doppio degli uomini.

È il risultato di uno studio condotto da O.n.da Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna – in collaborazione con il Dipartimento di Neuroscienze dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano. 

Sette donne su dieci, infatti, soffrono di disagi psichici quali mal di testa, insonnia, ipertensione, calo della concentrazione, disturbi cardiocircolatori e gastrointestinali, depressione, attacchi di panico e ansia.

Questi dati mostrano che a fianco di ottime performance, le donne sono più soggette ai rischi legati allo stress da lavoro.

Fra i fattori determinanti ci sono le forti pressioni lavorative che rendono la carriera della donna più difficile, le remunerazioni non in linea con le stesse posizioni ricoperte dai colleghi maschi e la competizione. Una situazione pesante sul posto di lavoro a cui si sommano le responsabilità quotidiane e il ruolo di caregiver familiare.

Le cause vanno ricercate anche nella carenza di servizi alla famiglia e di supporti sociali (asili nido, strutture attrezzate per gli anziani), aggravate dalla crisi economica. Tali carenze limitano la donna nell’ascesa professionale, provocando così sentimenti di incertezza nel futuro.

STUDI A CONFRONTO

Le donne giovani e quelle che lavorano a contatto con il pubblico, sono più vulnerabili agli stati di ansia.

Un sondaggio condotto dalla American Psychological Association ha rilevato che le donne riportano livelli più elevati di stress da lavoro, rispetto a quelli riscontrati dagli uomini.

Le donne sono più inclini a sentirsi sottovalutate e sottopagate.

Un curioso risultato emerso da uno studio australiano ha evidenziato che le donne rispondono al conflitto stress lavoro correlato, lavorando di più. Gli uomini stressati, invece, reagiscono allo stress mettendosi in malattia. Dunque, l’uomo rifugge dalle situazioni difficili, mentre le donne le affrontano come fossero delle vere e proprie sfide.

A confermare questa tendenza è un sondaggio della National Sleep Foundation, il quale ha rilevato come le donne siano più propense degli uomini ad avere problemi addormentamento, mentre i maschi non dimostrino affatto difficoltà a prendere sonno.

I risultati di un’altra ricerca sugli effetti psicosociali dello stress lavoro correlato, condotta su 100 candidati, hanno evidenziato nell’88% dei casi la perdita di funzionalità di coping, ovvero le capacità che consentono ad un individuo di attuare strategie di adattamento per far fronte a situazioni stressanti. L’aspetto importante messo in luce da tale indagine è che le persone esaminate hanno riacquisito capacità di coping in seguito ad un buon sostegno psicologico, soprattutto se supportato da un intervento diretto in azienda (counselling e attività di promozione della salute).

Questi risultati invitano, dunque, ad una maggiore attenzione e collaborazione tra istituzioni, realtà aziendale e clinica, nella tutela e nella prevenzione della salute psico-fisica dei dipendenti all’interno degli ambienti di lavoro.

COME GESTIRE LO STRESS

Esistono diverse tecniche comportamentali volte a controllare le risposte fisiologiche allo stress. Alcune di queste sono:

  • Sport: chi si impegna regolarmente a fare ginnastica aerobica ha battito cardiaco e pressione sanguigna più bassi in risposta alle situazioni stressanti.
  • Training di rilassamento: insegna tecniche per rilassare profondamente i muscoli e ridurre i pensieri, rallentando il battito cardiaco e abbassando la pressione ematica.
  • Meditazione: aiuta le persone con sentimenti cronici di ansia a migliorare l’autostima e ridurre le recidive in soggetti con depressione grave.

Secondo Francesca Merzagora, Presidente di O.N.DA:

«Nel nostro Paese sono ancora poche le aziende che si occupano della tutela della condizione femminile».

A tal proposito, l’Osservatorio mette a disposizione delle aziende sensibili a questo tema, in collaborazione con il Fatebenefratelli di Milano, un team di psicologhe in grado di rispondere alle richieste personalizzate delle aziende per la gestione dello stress da lavoro correlato.

Finché le donne non sceglieranno di prendersi cura di sé, soffriranno di più degli uomini.

In definitiva, appare dunque necessario rivolgere una maggiore attenzione al “work life balance”, ovvero la ricerca di iniziative ed azioni a favore di un sano equilibrio tra impegni familiari e lavorativi, con l’introduzione di servizi per alleviare le incombenze quotidiane (come lavanderia, servizi per l’auto e per la casa, consulenza fiscale) e di supporto per i figli (come baby sitting, doposcuola, campus estivi e asilo nido aziendale).

Mi auguro che nell’immediato le aziende si attivino per contrastare questo crescente fenomeno, non solo per evitare cali di produttività, assenze ed errori di disattenzione correlati allo stress da lavoro ma, soprattutto, per dimostrare di tenere a cuore la salute dei propri collaboratori.

 

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Silvia Bollettini

Copywriter e Digital PR

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