SOPRAVVISSUTI – dicembre 2006

Forse non tutti sanno che per la specie umana il periodo di più alta mortalità e di maggior rischio in generale è quello che va dal concepimeto alla nascita. Pensate che un piccolo embrione ha ben il 30% di possibilità di morire entro la sola sesta settimana gestazionale cioè all’incirca nei primi 14 giorni di ritardo; molti di questi aborti precoci vengono infatti scambiati con semplici ritardi mestruali e non si ha nemmeno la percezione clinica del fenomeno.


Ma anche dopo la sesta settimana le cose non vanno molto meglio. La mortalità embrionaria è infatti molto alta fino alla 12^ settimana. Successivamente rischi malformativi, malattie infettive, anomalie della placenta, morti endouterine, alterazioni della crescita, rischi del travaglio e del parto (talvolta anche prematuri) costituiscono un vero percorso ad ostacoli.

Quante favole e quanta poesia intorno a questo periodo così misterioso. La “dolce attesa” non è stata proprio così dolce con tante donne segnate nell’animo e nel fisico dopo un evento ostetrico negativo; inoltre, purtroppo ancora oggi, il parto costituisce la principale causa di morte femminile nei paesi in via di sviluppo. In molte parti del mondo mortalità materna e fetale si uniscono a rappresentare una terribile quotidianità.

Neonati autentici sopravvissuti ad un pericoloso, inevitabile percorso; questa è la realtà. Molti di loro non ce l’hanno fatta ed hanno lasciato i propri genitori nel dolore. Ricordo Nelly* giovane trentaduenne con una morte fetale all’ottavo mese di gravidanza, ricordo le sue lacrime, la sua disperazione nel sapere che avrebbe dato alla luce un piccolo cadavere. Ricordo Rosanna* al suo secondo aborto consecutivo; era una donna molto bella e nel pieno del successo professionale ma vide la natura all’improvviso tradirla ed accanirsi su di lei; cominciò a parlare di destino, di scelte sbagliate ed entrò in una profonda e grave depressione. Davvero niente poesia in tutto questo.
Neonati sopravvissuti ma anche mamme sopravvissute grazie ad una sempre più moderna assistenza ostetrica. Immaginate solo quante donne sarebbero morte senza quello che oggi viene considerato un semplice intervento chirurgico, il taglio cesareo.

La riproduzione quindi come principale momento di selezione naturale, carico ancora oggi purtroppo di piccoli e grandi drammi personali e familiari. La sofferenza di alcune donne mi ha talvolta colpito profondamente e mi ha indotto a studiare approfonditamente i fallimenti riproduttivi, a mai sottovalutarli. Perchè se è vero che la nostra società invecchia è altrettanto vero che l’unico strumento per renderla più giovane è fare in modo che i sopravvissuti che accogliamo in sala parto siano sempre di più  e questo può essere fatto diminuendo ad esempio l’alta mortalità embrionaria nelle fatidiche prime 12 settimane.

(*) nomi di fantasia

The following two tabs change content below.
Dott. Filiberto Di Prospero
Specialista in Ginecologia e Ostetricia, Endocrinologia e Metabolismo. Direttore dell’Unità di Endocrinologia Ginecologica presso l’Ospedale Santa Lucia di Civitanova Marche 62012. Visita a Civitanova Marche (Macerata), Milano e Roma. Prenotazioni tel. +39 337 634491 Numero Verde (rete fissa) 800131014
Dott. Filiberto Di Prospero

Dott. Filiberto Di Prospero

Specialista in Ginecologia e Ostetricia, Endocrinologia e Metabolismo. Direttore dell’Unità di Endocrinologia Ginecologica presso l’Ospedale Santa Lucia di Civitanova Marche 62012. Visita a Civitanova Marche (Macerata), Milano e Roma. Prenotazioni tel. +39 337 634491 Numero Verde (rete fissa) 800131014 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.