Sindrome dell’occhio secco e depressione nelle donne

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Chi è depresso ha una probabilità quasi tripla di soffrire di secchezza oculare.

Passare molte ore davanti al computer può compromettere la salute degli occhi e, in particolare, ridurre i livelli di lubrificazione lacrimale andando incontro al rischio di secchezza oculare.

La sindrome dell’occhio secco (DED – “dry eye disease”) è caratterizzata da una varietà di sintomi visivi e non, inclusi il deficit lacrimale, l’eccessiva evaporazione lacrimale e l’infiammazione della superficie oculare. Il disturbo è più diffuso nelle donne in menopausa, probabilmente a causa degli squilibri ormonali tipici di questa fase della vita.

I sintomi più comuni sono bruciore oculare, sensazione di corpo estraneo, alterata lacrimazione, arrossamento oculare e fastidio alla luce, difficoltà di apertura delle palpebre e annebbiamento visivo. Il più delle volte questi sintomi si manifestano in persone che si trovano, ad esempio, in ambienti ventosi, fanno uso prolungato di lenti a contatto, frequentano ambienti con aria condizionata o riscaldamenti troppo alti.

Ma come si può diagnosticare?

La sindrome dell’occhio secco si può accertare mediante lo studio del film lacrimale che può essere effettuato durante una visita oculistica con il test di Schirmer e con il test di rottura del film lacrimale (BUT).

In un recente studio pubblicato da Scientific Report il 12 ottobre 2016, per la prima volta la sindrome dell’occhio secco è stata indicata come un possibile fattore che contribuisce ad aumentare i disturbi del sonno nelle donne di mezza età.

Lo scopo di tale ricerca era quello di valutare i disturbi del sonno e dell’umore nelle donne di età compresa tra i 30 e i 69 anni, che presentavano la sindrome dell’occhio secco. I soggetti sono stati sottoposti agli esami corneali e hanno compilato due tipi di questionari: il Pittsburgh Sleep Quality Index (PSQI) sulla qualità del sonno e l’Hospital Anxiety and Depression Scale (HADS) sui livelli di ansia e depressione.

I soggetti sono stati divisi in tre gruppi in base all’età: più giovani 30-45 anni, premenopausa 46-55 anni e anziani 56-69 anni. I risultati ottenuti da questi test sono stati divisi in base alla presenza o meno della sindrome dell’occhio secco. I punteggi di entrambi i questionari sono stati peggiori nei soggetti che presentavano il disturbo, rispetto a quelli che non ne soffrivano.

La ricerca ha concluso che la qualità del sonno era deteriorata nelle donne con la sindrome dell’occhio secco e che i soggetti con tale sindrome sono affetti anche da depressione, un problema psichiatrico comune nelle donne e strettamente associato ai disturbi del sonno.

Durante la premenopausa, i cambiamenti ormonali possono causare modifiche che riguardano la salute mentale, il sistema endocrino e il sistema circolatorio. Una terapia ormonale sostitutiva viene proposta sia per il trattamento della sindrome dell’occhio secco che per i disturbi legati alla menopausa.

In alcuni casi, un comune fastidio oculare può essere correlato a un forte disagio psicologico e all’assunzione di certi farmaci. La mente e l’occhio sono sempre a stretto contatto, tanto che chi è clinicamente depresso ha una probabilità quasi tripla di soffrire di secchezza oculare.

I ricercatori dell’Università dell’Illinois (Chicago) hanno constatato che questo comune fastidio può avere, in taluni casi, anche una correlazione con la depressione. Per condurre lo studio, pubblicato sulla rivista Cornea, sono state reclutate 53 persone affette da occhio secco e 41 individui che non ne soffrivano.

Dallo studio è emerso che la depressione aumenta il rischio di occhio secco. L’impiego di diversi farmaci assunti per via sistemica, tra cui gli antidepressivi e gli ansiolitici, è stato associato a un aumento del rischio.

 

Esistono altri fattori che possono contribuire alla sindrome dell’occhio secco come lo smog, il fumo di sigaretta, l’esposizione eccessiva all’aria condizionata o all’aria calda e l’utilizzo prolungato del computer.

E allora cosa fare per limitare la secchezza oculare?

È possibile attenuare i sintomi e aiutare la lubrificazione con l’uso di lacrime artificiali, oppure di gel oftalmici che, nei casi più gravi, permettono di umettare l’occhio per un periodo prolungato. È importante sottoporsi a una visita oculistica per la prescrizione terapeutica adatta al singolo caso di sindrome dell’occhio secco.

Alcuni utili consigli per proteggere la salute dei nostri occhi potrebbero essere quelli di bere molta acqua dato che l’idratazione assicura la produzione di lacrime, evitare ambienti dove si fuma e fare pause frequenti se si usa il computer per molte ore.

Se si lavora al computer, infatti, per combattere la secchezza e l’offuscamento degli occhi, bisognerebbe seguire la “regola del 20/20/20”: ogni 20 minuti si prende una pausa di 20 secondi volgendo lo sguardo ad una distanza equivalente a 20 piedi (circa 6 metri). Questo sistema serve a dare sollievo ai muscoli della messa a fuoco, non bloccandoli sempre alla medesima distanza.

Basterebbero, infine, alcuni accorgimenti per limitare gli effetti della sindrome dell’occhio secco come la giusta distanza e il modo corretto in cui si sta seduti davanti al monitor: lo schermo del computer dovrebbe stare circa 46-66 centimetri lontano dal volto e 10-13 centimetri più in basso rispetto al nostro livello visivo.

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Silvia Bollettini

Copywriter e Digital PR

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