SENZA MOCASSINI – giugno 2009

Tempo fa organizzando la mia valigia vado alla ricerca disperata di un paio di mocassini ed alla fine mi rendo conto di non averne nemmeno un esemplare;  mi stupisco ma poi d’un tratto una spiegazione la trovo.

 

E’ allora che con la mente inizia un altro viaggio, un viaggio imprevisto nel mio passato, quando ero ancora un giovane studente di Medicina.  Premetto che in quegli anni gli ospedali e le cliniche universitarie mostravano ancora molto la loro origine militare napoleonica:  c’erano i Reparti, le Divisioni; c’erano Primari, Aiuti ed Assistenti, i Medici Specializzandi ed in fine gli studenti in medicina (ultimi tra gli ultimi); tutti organizzati in una precisa catena di comando e di responsabilità; anche l’organizzazione infermieristica aveva una sua gerarchica che vedeva al vertice la Caposala.

Ricordo quando prossimo alla Laurea decisi di frequentare l’Istituto di Clinica Chirurgica della mia Università.  Era il reparto all’epoca più prestigioso ed anche il più duro, talmente duro che io ero l’unico studente interno in quel periodo.  Quel reparto fu la mia Accademia; li vissi per due anni e  li consegui la Laurea in Medicina e Chirurgia.

Fu proprio li che un giorno di primavera il Direttore incontrandomi per il corridoio si soffermò per invitarmi a cambiare subito le mie scarpe. Indossavo dei bei mocassini comprati al mercato del venerdì e sinceramente non riuscivo a capire perché non andavano bene. I medici più anziani si affrettarono a spiegarmi che il Direttore odiava i mocassini e scoprii così la pretesa che tutti i “suoi medici” indossassero scarpe con i lacci; era convinto infatti che allacciare le scarpe fosse un ottimo allenamento per le dita di un chirurgo.

La chirurgia pur rimanendo una componente importante della mia professione lasciò ben presto spazio alla nuova  crescente passione per l’endocrinologia che sembrava completare il mio progetto di medico. Iniziarono così gli anni dell’internato universitario e della ricerca, gli anni delle specializzazioni in Ginecologia ed Ostetricia prima  e poi  in Endocrinologia e Metabolismo.

Medici specializzandi e strutturati, vestivamo sempre in modo molto classico; c’erano però non poche occasioni dove ci omologavamo tutti allo “stile Oxford” che ben si prestava per cene e congressi ma anche per altre occasioni formali. Io però ricordo che a differenza di tutti gli altri avevo la mia costante: continuavo sempre ad indossare scarpe con i lacci.

I viaggi nel passato non possono mai durare troppo. Sono passati molti anni; guardo le mie mani, le guardo bene come poche volte forse è accaduto e ricordo per un attimo anche quando in cucina mi allenavo a fare i nodi con un filo da sarta e la schiena di una sedia. Le guardo e riflettendo penso che ormai siano sufficientemente allenate; che anch’io finalmente, come tanti, possa permettermi un bel paio di mocassini.

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Dott. Filiberto Di Prospero
Specialista in Ginecologia e Ostetricia, Endocrinologia e Metabolismo. Direttore dell’Unità di Endocrinologia Ginecologica presso l’Ospedale Santa Lucia di Civitanova Marche 62012. Visita a Civitanova Marche (Macerata), Milano e Roma. Prenotazioni tel. +39 337 634491 Numero Verde (rete fissa) 800131014
Dott. Filiberto Di Prospero

Dott. Filiberto Di Prospero

Specialista in Ginecologia e Ostetricia, Endocrinologia e Metabolismo. Direttore dell’Unità di Endocrinologia Ginecologica presso l’Ospedale Santa Lucia di Civitanova Marche 62012. Visita a Civitanova Marche (Macerata), Milano e Roma. Prenotazioni tel. +39 337 634491 Numero Verde (rete fissa) 800131014 

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