Scambio di embrioni e diritto di maternità: chi è la madre?

Quando parliamo di “madre” in rapporto alla prole (wordreference.com) delineiamo la “donna che ha concepitoSchermata-2013-01-30-a-09.53.532 e partorito”. Lo status di madre e quindi il diritto-dovere a crescere i propri figli (tranne particolari situazioni di incapacità individuate dalla Legge) non è stato mai contestato.

Un antico detto latino trasformatosi nel comune sentire recitava: “mater semper certa est…” la madre è sempre certa; in ciò alludendo alla assoluta certezza dell’identificazione materna e per contro alla sempre ammissibile discutibilità di quella paterna.

Ma la madre è realmente sempre certa? Le tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) non sono nate per mettere in crisi questo principio ed in realtà non lo mettono in crisi nemmeno nel caso limite dell’utero in affitto (gravidanza surrogata) dove la madre è certa ma per propria volontà sulla base di accordi economici e legali rinuncia al diritto-dovere di accudire la prole cedendola ad un’altra donna.

Proprio recentemente però uno scambio di embrioni ha creato la situazione paradossale dove una gestante ha nel proprio grembo, senza preventivo consenso, un feto geneticamente appartenente ad un’altra coppia la quale a sua volta appresa la notizia sembra (a quanto si legge sui media) ne reclami il possesso alla nascita.

Se le cose stanno così è evidente che su questo caso dovrà esprimersi un giudice. La notizia comunque è quella che si possa arrivare a chiedere la sottrazione di un neonato ad una futura mamma che sembrerebbe non avere alcuna intenzione di cederlo e perfettamente in grado di accudirlo; mettendo così in crisi quindi la certezza del diritto di maternità di chi ha concepito (anche artificialmente) e partorito. Quello che però mi ha colpito in questa situazione oltre a discussioni su colpe, responsabilità, risarcimenti, attribuzione del futuro nato (o dei futuri nati in caso più coppie coinvolte) nessuno abbia parlato del feto come terza persona coinvolta.

Oltre a comprendere la particolare stato d’animo delle due coppie che meritano indubbiamente grande comprensione e senza scendere in considerazioni etiche e giuridiche che non mi competono a me ora preme porre l’attenzione proprio sull’interesse del feto e del futuro nato estendendo per similitudine le mie considerazioni anche all’interesse fetale nelle maternità surrogate.

Ho avuto modo di studiare la vita fetale oltre che per la mia professione anche per ricerca scientifica; è nell’ambito di questo interesse che nel 2012 ho ideato una piccola applicazione (fetalactivitymonitor.com)  dedicata alla sicurezza fetale e basata proprio sull’analisi del comportamento intrauterino.

A mio parere il feto non può essere considerato semplice passeggero in un contenitore indispensabile per la sua crescita. La relazione materno-fetale infatti va ben oltre il supporto di fattori nutrizionali: feto vive e non è nella semplice attesa della nascita; sappiamo bene come intercorrano tra madre e feto in modo bidirezionale relazioni bioumorali e come la relazione feto-materna abbia anche importanti aspetti psicologici-esperienziali e comportamentali per i due soggetti.
Il feto nei nove mesi di vita intrauterina permanenza nel grembo materno ha percezioni (riconosce le voci dei genitori, i rumori, il cuore materno), emozioni (sognia, avverte e conosce il carattere e le emozioni materne) e fa continue esperienze che trovano nel momento della nascita e nell’allattamento il coronamento di un continuum di crescita fondamentale per i suoi anni futuri. È caratteristica infatti della specie umana che il neonato sia strettamente dipendente dalla mamma anche dopo la nascita.

Nell’utero in affitto (maternità surrogata) ed in una eventuale contestazione di maternità nel caso del quale abbiamo accennato chi valuta adeguatamente l’interesse del neonato?
Mettendo da parte l’interesse delle coppie, per il bambino è più importante l’origine genetica o il vissuto intrauterino e perinatale? Chi è ancora incontestabilmente la mamma? Quella che ha fornito i cromosomi o quella che ha partorito?

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Dott. Filiberto Di Prospero
Specialista in Ginecologia e Ostetricia, Endocrinologia e Metabolismo. Direttore dell’Unità di Endocrinologia Ginecologica presso l’Ospedale Santa Lucia di Civitanova Marche 62012. Visita a Civitanova Marche (Macerata), Milano e Roma. Prenotazioni tel. +39 337 634491 Numero Verde (rete fissa) 800131014

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