Prevenzione delle malattie venose

Le malattie delle vene sono un argomento di discussione molto comune: provate a parlarne in mezzo ad un gruppo di amici o conoscenti e scoprirete che alcuni di loro sono interessati da questa patologia.

La manifestazione tipica delle flebopatie è la comparsa di vene, che diventano sempre più visibili e voluminose, alle gambe: si tratta di una malattia cronica (che dura cioè tutta la vita) che esordisce, apparentemente, come semplice difetto estetico e che solo dopo svariati anni provoca sintomi tali da indurre il paziente a rivolgersi al Medico.

Le varici degli arti inferiori rappresentano una malattia con un impatto medico-sociale veramente impressionante se si pensa che la loro frequenza oscilla fra il 40% e il 60% della popolazione adulta mondiale. Il mondo Occidentale è la zona con maggior frequenza e, se esaminiamo la malattia venosa nel suo complesso (includendo, cioè, anche il gonfiore delle gambe e le emorroidi) nel corso della loro vita il 70% degli Occidentali sarà affetto da una di queste patologie. Esiste inoltre una familiarità per le malattie venose, anche se non è noto quale sia il fattore scatenante. L’ipotesi più accreditata oggi è che il tessuto elastico che forma la parete venosa sia, nei soggetti predisposti, di qualità inferiore e che quindi si deteriori più velocemente di chi non presenta una familiarità per malattie venose.

Indubbiamente, la rivoluzione evolutiva che ha portato la nostra specie sulle due gambe, ha reso più difficoltoso il ritorno del sangue venoso che deve percorrere un lungo tragitto prima di ritornare al cuore e, soprattutto, deve lottare in questa sua risalita con la forza di gravità che tende invece a spingerlo verso il basso. La progressiva industrializzazione ed una sempre crescente vita sedentaria e inattiva, hanno creato i presupposti per un incremento della malattia venosa: a queste condizioni si aggiungono i danni provocati dalla moda, con le sue calzature poco funzionali al ritorno del sangue venoso oppure con i jeans o i leggins troppo attillati.

Nei soggetti femminili predisposti alle malattie venose, le gravidanze ed alcune terapie ormonali possono fungere da evento scatenante per la comparsa della malattia venosa. A tal proposito, è singolare il fatto che molte donne, all’inizio di una gravidanza, non siano indagate sul versante angiologico, dal momento che la trombosi venosa in gravidanza e nel post-parto (periodo nel quale sono concentrate l’ 80% delle trombosi venose) è un’evenienza assai comune che potrebbe essere prevenuta nella maggior parte delle pazienti semplicemente con l’adozione di calze elastiche idonee. Il rischio trombotico, infatti, aumenta 10 volte nelle donne gravide e 40 volte nelle puerpere e in un terzo dei casi danneggia in modo irrimediabile la circolazione venosa, provocando una flebopatia che diventa sempre più fastidiosa negli anni e danneggiando esteticamente le gambe.

Una varice che provoca dolore, una gamba affetta da vene varicose che diventa improvvisamente pesante o gonfia, un rossore che compare su una parte di una gamba sono tutti eventi che necessitano un sollecito approfondimento diagnostico; tuttavia solo la metà delle vene varicose o delle malattie venose provocano un dolore tale da indurre il paziente a rivolgersi al Medico. E’ importante, quindi, eseguire un controllo della propria situazione venosa almeno una volta nella vita, specie se in presenza di familiarità per malattie venose o se si svolge un lavoro a rischio, come lo stare troppo seduti o in piedi.

L’esame che permette di esaminare il sistema venoso superficiale e profondo è l’ eco-colo-Doppler: si tratta di un esame ad ultrasuoni e come tale assolutamente innocuo. L’eco-color-Doppler valuta la funzionalità delle valvole venose e la direzione del flusso venoso; in caso di varici, consente di definire il grado della malattia venosa e, assieme alla visita clinica, di stabilire l’eventuale rischio trombotico.

Per chi è già affetto da malattia varicosa, oltre alla terapia invasiva (chirurgia tradizionale, trattamento endovasale o scleroterapia), è fondamentale l’uso di calze elastiche idonee e, in alcuni casi, il ricorso alla terapia farmacologica oppure con integratori alimentari. Questi ultimi non devono essere considerati come innocui e perciò devono essere consigliati e prescritti dal Medico, in quanto oggi la maggior parte degli integratori alimentari ad uso flebologico non deve sottostare a normative comunitarie e perciò può contenere composti erboristici di bassa qualità o addirittura contaminati da pesticidi o funghi. Queste norme sono ancor più valide per tutte le persone che non soffrono di flebopatie e che vogliono ridurre (o limitare, nelle persone predisposte o che esercitano professioni “a rischio” come impiegati o commesse) la probabilità di comparsa di una malattia venosa.

Dal momento che il danno principale della malattia varicosa è causato dal sangue immobile per lungo tempo nelle vene, bisogna evitare di restare fermi, in piedi o seduti, per periodi troppo prolungati. Ogni movimento delle gambe, dal semplice sollevamento, al camminare, al salire una scala, mette in azione i muscoli (soprattutto del polpaccio) che “spremono” la vene, spingendo il sangue in alto verso le cosce ed oltre. Semplicemente facendo 20 passi (o sollevandosi 5 volte sulle punte dei piedi) si mette in azione la “pompa plantare”, una sorta di spugna venosa situata sotto il piede, che scarica velocemente le vene delle gambe. Durante un lungo viaggio (sia esso in aereo oppure in treno), è bene alzarsi spesso e fare almeno 20 passi. Se si usa l’auto, fermarsi ogni due ore a sgranchire le gambe. Alcuni sport sono molto indicati per chi soffre di vene o per chi vuole prevenire un eccessivo ristagno del sangue: fra le attività sportive, il nuoto è la più utile e completa. In alternativa si può praticare jogging o fare lunghe passeggiate, meglio se a passo svelto. E’ necessario curare anche la scelta delle scarpe più idonee e preferire la corsa su un fondo morbido: correre su un tappeto erboso risulta più vantaggioso che correre sull’asfalto. Un’attività alla portata di chiunque, è quella di salire le scale a piedi: usando l’ascensore il meno possibile, le gambe ne trarranno grande vantaggio. Bisogna poi evitare l’esposizione diretta e prolungata delle gambe a fonti di calore (stufe, radiatori, ecc.) e rinunciare anche a fare bagni in acqua troppo calda, privilegiando la doccia. Il controllo del peso corporeo assume un significato importante: il sovrappeso risulta dannoso in quanto rende meno efficiente il ritorno venoso e nel contempo rende più faticoso il cammino ed ogni esercizio muscolare, fino a favorire la vita sedentaria.

Dal punto di vista dietetico, poi, è molto importante anche l’apporto vitaminico della frutta, in particolare gli agrumi, perché contengono molte sostanze utili per il trofismo della parete venosa. La riduzione dei cibi piccanti, degli alcolici e del caffè tende ad eliminare l’insorgenza di vasodilatazione, crampi e prurito.

I soggetti che soffrono di vene varicose spesso dormono con le gambe rialzate: tale comportamento risulta ingiustificato nella maggior parte dei casi, dato che solo il Medico può valutare se tale posizione possa arrecare beneficio oppure essere pericolosa per il paziente.

L’estate rappresenta un momento delicato per le malattie venose. L’esposizione diretta delle gambe al sole provoca, infatti, la dilatazione della parete delle vene, con tutte le conseguenze negative, soprattutto in presenza di vene varicose. In estate è bene allora proteggere le gambe con uno schermo solare elevato e raffreddare frequentemente le gambe con immersioni in acqua o con docce fredde. Assolutamente controindicate sono le sabbiature. Molto utili per le gambe sono le passeggiate in acqua con l’accortezza di stare a bagno almeno fino alla vita: il movimento delle gambe, immerse totalmente in acqua e sottoposte ad un massaggio continuo, facilita il ritorno venoso.

 

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Prof. Edoardo Colombo
Medico ospedaliero per tredici anni, Angiologo ed Anatomopatologo, alterna il lavoro a periodi di aggiornamento in Europa e negli Stati Uniti. Ha collaborato, come Ricercatore e come Visiting Professor, con la Northwestern University Medical School di Chicago, la Stanford University di Palo Alto e la Genentech Inc. di San Francisco, dedicandosi allo studio della replicazione cellulare nei tumori solidi e della angiogenesi mediante Citometria a Flusso. Esperto conoscitore di computer, ha elaborato diversi software inerenti la sua professione ed ha costruito questo sito Web per mettere gratuitamente a disposizione di tutti le sue capacita' professionali . Da venti anni partecipa a programmi per la prevenzione dell'AIDS, dell'alcolismo e delle tossicodipendenze nelle scuole superiori, attraverso incontri multimediali con gli studenti. E' l' ideatore del Corso di Autodifesa Informatica rivolto a genitori e insegnanti per la prevenzione delle dipendenze tecnologiche e il corretto uso dei Social Networks. E' revisore di pubblicazioni scientifiche inerenti le sue conoscenze presso riviste internazionali. E'autore di numerosi articoli sia scientifici che divulgativi su vari temi angiologici, pubblicati su numerose riviste nazionali ed internazionali. Conduce la rubrica di medicina preventiva IL MIO MEDICO sulle frequenze di CiaoComoRadio. Riveste il ruolo di Segretario Scientifico Aggiunto del C.T.G. Compression Therapy Study Group. E' Docente presso il Centro Formativo Starting Work di Como e Docente presso la EdiAcademy di Milano.
Prof. Edoardo Colombo

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Medico ospedaliero per tredici anni, Angiologo ed Anatomopatologo, alterna il lavoro a periodi di aggiornamento in Europa e negli Stati Uniti. Ha collaborato, come Ricercatore e come Visiting Professor, con la Northwestern University Medical School di Chicago, la Stanford University di Palo Alto e la Genentech Inc. di San Francisco, dedicandosi allo studio della replicazione cellulare nei tumori solidi e della angiogenesi mediante Citometria a Flusso. Esperto conoscitore di computer, ha elaborato diversi software inerenti la sua professione ed ha costruito questo sito Web per mettere gratuitamente a disposizione di tutti le sue capacita' professionali . Da venti anni partecipa a programmi per la prevenzione dell'AIDS, dell'alcolismo e delle tossicodipendenze nelle scuole superiori, attraverso incontri multimediali con gli studenti. E' l' ideatore del Corso di Autodifesa Informatica rivolto a genitori e insegnanti per la prevenzione delle dipendenze tecnologiche e il corretto uso dei Social Networks. E' revisore di pubblicazioni scientifiche inerenti le sue conoscenze presso riviste internazionali. E'autore di numerosi articoli sia scientifici che divulgativi su vari temi angiologici, pubblicati su numerose riviste nazionali ed internazionali. Conduce la rubrica di medicina preventiva IL MIO MEDICO sulle frequenze di CiaoComoRadio. Riveste il ruolo di Segretario Scientifico Aggiunto del C.T.G. Compression Therapy Study Group. E' Docente presso il Centro Formativo Starting Work di Como e Docente presso la EdiAcademy di Milano. 

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