Il parto in acqua è sicuro?

Il PARTO IN ACQUA è una modalità di parto molto diffusa anch se non vi sono dati concreti sul suo reale utilizzo.

parto in acqua

L’American College of Obstetricians and Gynecologist ha emanato le nuove raccomandazioni 2016 sul travaglio e parto in acqua.

Seppure fino ad oggi alcune Organizzazioni professionali come il Royal College of Obstetricians and Gynaecologists e l’American College of Nurse-Midwives abbiano autorizzato il parto in acqua per donne sane senza complicazioni della gravidanza, altre Organizzazioni come l’UK National Institute of Health raccomandavano di dire alle donne che non vi erano concrete prove sia per incoraggiare che per scoraggiare tale pratica.

Indubbiamente nell’esperienza di chi ha praticato e pratica il parto in acqua è evidente come questa tecnica sia spesso più confortevole per le donne, alleviando in particolare i dolori del travaglio e rendendo meno necessario il ricorso alla parto-analgesia.

Ma proprio per chiarire le numerose ombre che ancora sussistono l’American College of Obstetricians and Gynecologist (ACOG) ha deciso, partendo da una meticolosa analisi di studi retrospettivi (fatta dalla famosa Cochrane), di fare chiarezza e dare indicazioni più precise agli operatori (Medici ed Ostetriche).

Innanzitutto il Bollettino emesso dall’ACOG ritiene utile distinguere l’immersione in acqua durante il travaglio e quella che invece riguarda la fase espulsiva ed il parto vero e proprio perchè diversi sembrano i vantaggi e gli svantaggi nei due momenti; vantaggi e svantaggi che vanno poi differenziati a livello di madre e feto.

Nel PRIMO STADIO DEL TRAVAGLIO cioè il travaglio, quel periodo necessario alla dlatazione ed accorciamento del collo dell’utero che può durare anche diverse ore, i vantaggi per la MADRE sarebbero principalmente riconducibli al maggior comfort ed alla minore sensazione di dolore; rischi particolri non vi sarebbero. Trascorerre il travaglio in acqua potenzialmente potrebbe anche abbreviare i tempi complessivi del parto. Per il FETO invece non vi sarebbe alcuna differenza tra travaglio a terra ed in acqua.

Nel cosiddetto SECONDO STADIO o periodo esplusivo, il momento in cui la donna spinge attivamente ed il bambino nasce le cose non sono più così sicure.

Per quanto riguarda il FETO infatti mentre nessuno studio ha dimostrato concreti e reali vantaggi, i pericoli non sarebbero pochi. Fra questi gli studi esaminati dalla Cochrane e sui quali l’ACOG da poi le sue raccomandazioni: aumentato rischio di infezioni, aspirazione di acqua, rottura del funicolo. I dati sono pochi e mancano studi comparativi su effetti a distanza sui neonati nati in acqua rispetto a quelli nati a terra.

Per quello che rigiarda la MADRE mentre non ci sarebbero rischi particolari a partorire in acqua le prove di reali vantaggi in termini di lacerazioni perineali sarebbero inconsistenti. E’ indubbia comunque una maggiore soddisfazione delle donne, un minor uso di analgesici ed una minore incidenza di episiotomie.

Il PROBLEMA REALE riguarderebbe PRINCIPALMENTE IL FETO e non la madre. Ed anche se mancano studi conclusivi l’ACOG sollecita alla prudenza ed all’emazione di rigorosi protocolli per gli Istituti che offrono questa modalità del parto.

Le RACCOMANDAZIONI ACOG concludono quindi che il travaglio in acqua vada riservato a donne sane senza complicazioni della gravidanza che si trovano in un’epoca gestazionale tra la 37a  e la 41a.Trascorerre il primo stadio del travaglio in acqua non solo è più confortevole ma potenzialmente può abbreviare i tempi di dilatazione e raccorciamento del collo uterino.

Tuttavia, le donne dovrebbero uscire dall’acqua prima della seconda fase, cioè prima di spingere e partorire (secondo stadio). Infatti i potenziali rischi per i neonato durante l’immersione riguardano l’annegamento, le infezioni gravi, il distacco del cordone ombelicale con sanguinamenti e necessità di trasfusioni.

L’ACOG comprende che alcune donne vogliano continuare a partorire in acqua e non vuole negare questa possibilità ma raccomanda in questi casi la sottoscrizione di un adeguato consenso informato riguardo i rischi neonatali, l’adozione di rigorosi protocolli per la selezione delle candidate ed il monitoraggio ad intervalli regolari sia delle condizioni materne che fetali durante l’immersione.

Non viene tralascita anche la necessità di mantenere una adeguata igiene degli ambienti e condurre frequenti ed adeguati controlli infettivologici degli ambienti.

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Dott. Filiberto Di Prospero
Specialista in Ginecologia e Ostetricia, Endocrinologia e Metabolismo. Direttore dell’Unità di Endocrinologia Ginecologica presso l’Ospedale Santa Lucia di Civitanova Marche 62012. Visita a Civitanova Marche (Macerata), Milano e Roma. Prenotazioni tel. +39 337 634491 Numero Verde (rete fissa) 800131014
Dott. Filiberto Di Prospero

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Specialista in Ginecologia e Ostetricia, Endocrinologia e Metabolismo. Direttore dell’Unità di Endocrinologia Ginecologica presso l’Ospedale Santa Lucia di Civitanova Marche 62012. Visita a Civitanova Marche (Macerata), Milano e Roma. Prenotazioni tel. +39 337 634491 Numero Verde (rete fissa) 800131014 

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