L’osteoporosi, una malattia comune nelle donne in menopausa

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L’osteoporosi comporta un aumento della fragilità ossea e maggior rischio di fratture.

Oggi, 20 ottobre, si celebra la Giornata mondiale contro l’osteoporosi: una malattia che colpisce maggiormente le donne, ma che interessa anche gli uomini.

Quest’anno la SIOMMS Società italiana dell’osteoporosi, del metabolismo minerale e delle malattie dello scheletro – pone il focus sull’aumento dell’osteoporosi fra gli uomini, attraverso iniziative di sensibilizzazione a livello nazionale.

L’osteoporosi è una malattia sistemica dell’apparato scheletrico, caratterizzata da ridotta massa minerale e deterioramento micro strutturale del tessuto osseo, con conseguente aumento della fragilità dell’osso e maggior rischio di fratture.

Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel mondo sono circa 200 milioni le persone affette da osteoporosi e in Italia oltre cinque milioni.

Tale malattia compare in maniera subdola e silente, ma quando le ossa diventano più fragili, soprattutto nelle zone del polso, delle vertebre e del collo del femore, tanto da creare importanti fratture dopo una semplice caduta, diventa impossibile ignorarla.

Si stima che l’osteoporosi colpisca una donna su tre dopo i cinquant’anni.

Perché l’osteoporosi è più comune nelle donne?

La causa principale è legata al deficit degli estrogeni dopo la menopausa: il calo degli ormoni femminili, infatti, altera il meccanismo alla base del rinnovamento del tessuto osseo, lasciando più spazio di azione agli osteoclasti, le cellule che demoliscono il tessuto osseo. E i rischi sono maggiori se la donna va in menopausa precoce, cioè prima dei quarantacinque anni.

La Dott.ssa Catherine Hood, specialista della salute delle donne, ha rilevato che il rischio di osteoporosi può essere più elevato nelle donne con ipertiroidismo; inoltre, l’assunzione di alcuni farmaci, ad esempio per il trattamento contro il cancro, influenzano i livelli ormonali e la densità ossea.

LE CAUSE

Alcol, sedentarietà e fumo contribuiscono a rendere le ossa fragili perché inibiscono l’azione degli osteoblasti, le cellule deputate a produrre nuovo materiale osseo. Anche alcuni farmaci, in particolare il cortisone, e alcune patologie, come il diabete e le malattie endocrine incidono negativamente sul bilancio osseo.

L’osso è un tessuto che continuamente si rinnova, si riassorbe e si riforma, attraverso un processo fisiologico che trae beneficio da una regolare attività fisica e da un’alimentazione equilibrata e varia in grado di garantire calcio a sufficienza.

Ci sono però delle condizioni che bloccano questo meccanismo come, ad esempio, in presenza di forte stress, considerato un importante fattore di rischio. Lo stress esercita degli effetti negativi sulla densità ossea attraverso l’azione del cortisolo, uno dei suoi principali ormoni. Il cortisolo, infatti, inibisce la formazione di osteoblasti, le cellule per la costruzione delle ossa e rompe anche il collagene che è la matrice su cui si basano le ossa. Non solo, alti livelli di cortisolo, prodotto dallo stress quotidiano, inibiscono l’assorbimento della vitamina D; inoltre, uno stress cronico esaurisce di magnesio l’organismo, un minerale più importante del calcio per mantenere le ossa forti.

LO SPORT E LA DIETA COME ALLEATI

Accanto ad una buona dieta ricca di calcio e vitamina D, è importante associare un costante esercizio fisico per prevenire lo sviluppo di osteoporosi.

Camminare almeno 30 minuti per cinque volte alla settimana esercita un effetto benefico sulle ossa perché, stando in piedi, il peso grava sullo scheletro e il movimento determina una contrazione muscolare che influisce sul rinnovamento scheletrico.

L’ideale sarebbe fare lunghe passeggiate all’aria aperta perché l’esposizione ai raggi solari stimola nell’organismo la produzione di vitamina D, nutriente che contribuisce a ridurre il rischio di fratture causato dalla fragilità ossea.

La nutrizione gioca anche un ruolo importante nella salute delle ossa e questo vale dall’infanzia fino all’età avanzata.

Il calcio è un elemento importante delle ossa e per questo motivo i bambini dovrebbero mangiare molta verdura a foglia verde e latticini. Si consiglia di dare spazio ad alimenti naturalmente ricchi di questo minerale come yogurt, mandorle, noci, fagioli, ceci, cavoli e broccoli.

La vitamina D regola la quantità di calcio assorbita dal nostro intestino e contribuisce all’adeguata mineralizzazione dello scheletro. Alcuni alimenti particolarmente ricchi sono sgombro, anguilla, salmone e uova.

Le donne, soprattutto se in menopausa, dovrebbero assumere ogni giorno una buona dose di vitamina D e calcio, ma l’alimentazione purtroppo garantisce solo in parte il fabbisogno di questi minerali; quindi, per mantenere le ossa forti, diventa importante, oltre ad un’adeguata esposizione solare, anche il ricorso a integratori specifici.

L’osteoporosi è una malattia che non va trascurata, poiché se non è trattata in modo efficace, può pregiudicare la qualità di vita degli anziani più soggetti alle fratture e, di conseguenza, a situazioni di disabilità e perdita di autosufficienza. Si consiglia, dunque, di adottare tutte le precauzioni necessarie per ridurre al minimo il rischio di cadute in casa e fuori.

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Silvia Bollettini

Copywriter e Digital PR

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