Osteopatia e pediatria.. un aiuto ai bambini

Osteopatia, valido alleato per i nostri figli.

osteopatia bambini

Viola Frymann ( 1921-2016) , massima esponente dell’osteopatia in ambito pediatrico, era solita dire che ogni bambino andrebbe trattato entro le prime 5 ore dalla nascita. Questo perché il parto è un evento estremamente traumatico sia per la mamma che per il neonato.

E’ necessario rivolgersi all’osteopata solo in caso di parto cesareo?

No, il parto (naturale o cesareo) è da considerarsi sempre un trauma per il nascituro. Si tenga presente che durante la gravidanza il bambino assume delle posizioni in utero, che ,protratte per diversi mesi, possono portare a disfunzioni.

Un esempio è la plagiocefalia posturale che presenta diversi gradi di severità (a volte regredisce spontaneamente, altre volte è necessario l’intervento dell’osteopata), ma in generale colpisce il 46.6 % dei neonati -soprattutto gemelli- e può essere associata a torcicollo miogeno.  L’intervento dell’osteopata, in questi casi, è da considerarsi una risorsa fondamentale per il bambino, poiché attraverso delle manipolazioni specifiche, aiuta l’organismo a ritrovare il giusto equilibrio,sia per quanto riguarda la sfera muscolo scheletrica (torcicollo), sia per l’espansione –e la successiva simmetria- del cranio.

Un lattante che ha difficoltà  nella suzione è un buon candidato al trattamento osteopatico, questo perché attraverso l’utilizzo di tecniche cranio sacrali, si va a decomprimere le strutture del cranio che danno passaggio ai nervi per la lingua.

Altri motivi per rivolgersi all’osteopata?

L’osteopatia è da considerare un valido alleato se il bambino soffre di insonnia, eccessiva irrequietezza, reflusso gastro-esofageo , coliche e stipsi. Inoltre può velocizzare la risoluzione di quadri prettamente muscolo-scheletrici associati a fenomeni traumatici come le cadute (molto frequenti nei bambini che iniziano a camminare).

Per i bambini più grandi?

I bambini in età scolare possono essere valutati ed eventualmente trattati poiché, solitamente, a quell’età iniziano le cure ortodontiche e il lavoro in equipe può diminuire i tempi di permanenza dell’apparecchio.

Nella fase prepuberale ,ossia quella fascia d’età che va dagli 11 ai 16 anni, inizia una trasformazione, più o meno lenta, che porta l’individuo a diventare adulto.

In questa fase molti giovani lamentano dolori articolari, definiti anche “dolori della crescita”; laddove sia stata scongiurata dal pediatra o dallo specialista la presenza di lesioni traumatiche, l’osteopata può intervenire con successo sulla gestione del dolore.

Conclusioni

L’osteopata è da considerare un valida risorsa in ambito pediatrico. Poiché ogni paziente rappresenta un quadro a se, il professionista valuterà, di volta in volta, quante sedute necessita ogni bambino e la durata delle stesse. Solitamente, scongiurati casi acuti, l’osteopatia in ambito pediatrico rappresenta un “accompagnamento alla crescita” pertanto i controlli possono essere anche mensili o bimestrali.

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Francesca Paciotti

Osteopata diplomata presso AIOT di pescara. Attualmente assistente presso Istituto Romano di Medicina Osteopatica di Pescara. Riceve: Poliambulatorio Eurocenter VenaLinfa San Benedetto del Tronto (AP); Centro Halos Castelfidardo (AN); Physiohealth Colonnella (TE). Tel 347/7057897

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