Fibromialgia, quale aiuto dall’osteopatia?

Osteopatia: ottimo approccio nel trattamento del dolore cronico della fibromialgia

“ Oggi mi fa male dappertutto”, ecco la frase più usata dai pazienti colpiti da fibromialgia.

Questa patologia è piuttosto subdola e poco diagnosticata, si stima che in Italia il 4-6% della popolazione ne soffra, e di questi  il 90% è rappresentato da donne.

È solita colpire due fasce d’età distinte: la prima va dai 25 ai 35 anni, la seconda dai 45 ai 55.

La fibromialgia è un quadro patologico contraddistinto da dolori localizzati all’apparato muscolo scheletrico, dapprima le zone interessate sono la cervicale e la lombare, successivamente , l’intero corpo.

I pazienti si contraddistinguono per la presenza di un importante abbassamento della soglia del dolore comprovata, in sede di diagnosi,ad opera del reumatologo, dalla pressione su specifici punti dolorifici (tender points).

L’abbassamento della soglia del dolore è dovuto, in parte, ad una minore concentrazione di serotonina circolante e ad un innalzamento di sostanze specifiche pro-infiammatorie.

I pazienti fibromialgici, con il passare del tempo, soffrono di disturbi gastro-intestinali, cefalee mio tensive  e disturbi del sonno.

Solitamente trascorrono un  un paio d’anni  a peregrinare da uno specialista all’altro ed ,esami alla mano, sentirsi ripetere che “è tutto apposto”,” i valori sono nella norma”, “le immagini non evidenziano nulla di patologico”, ma il dolore rimane immutato, e con esso il disagio di chi, nel dolore, ci vive costantemente.

Ad oggi non esiste un trattamento farmacologico risolutivo. La terapia prescritta è sintomatica.

L’osteopatia cosa può fare in questo caso?

 

Facciamo chiarezza, l’osteopatia non può curare la fibromialgia ma può essere una terapia di supporto al trattamento dei sintomi e quindi del dolore.

Andando a valutare il corpo nella sua interezza e non come singolo segmento articolare, l’osteopata ha una visione d’insieme che gli permette di cercare un equilibrio (omeostasi) , laddove questo è andato perduto.

La tecnica cranio sacrale è stata considerata, negli ultimi anni, di elezione nel trattamento di questa patologia, e di tutto l’insieme di sintomi che comporta, poiché permette una buona fluttuazione del liquido cefalo-rachidiano ( ossia il liquido che circonda l’encefalo e il canale midollare).

In generale i pazienti che si sottopongono a questo trattamento migliorano la qualità della vita in termini di percezione del dolore.

Essendo una patologia cronica, si consiglia la somministrazione di 3-4 trattamenti a distanza ravvicinata (circa una settimana l’uno dall’altro) e dei richiami mensili- o bimestrali- a seconda della  necessità.

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Francesca Paciotti

Osteopata diplomata presso AIOT di pescara. Attualmente assistente presso Istituto Romano di Medicina Osteopatica di Pescara. Riceve: Poliambulatorio Eurocenter VenaLinfa San Benedetto del Tronto (AP); Centro Halos Castelfidardo (AN); Physiohealth Colonnella (TE). Tel 347/7057897

Francesca Paciotti

Osteopata diplomata presso AIOT di pescara. Attualmente assistente presso Istituto Romano di Medicina Osteopatica di Pescara. Riceve: Poliambulatorio Eurocenter VenaLinfa San Benedetto del Tronto (AP); Centro Halos Castelfidardo (AN); Physiohealth Colonnella (TE). Tel 347/7057897 

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