Nuova speranza di cura per le donne che soffrono di caldane intense e frequenti in menopausa

Le caldane sono improvvise sudorazioni associate a vampate di calore principalmente a livello del viso, sono un caldane intense frequenti in menopausasintomo molto frequente in menopausa. Quando particolarmnete intense possono giungere anche ad alterare la qualità della vita (determinando anche insonnia) rendendo difficili talvolta anche i rapporti interpersonali a livello familiare e lavorativo.

Il trattamento più efficace per le caldane (chiamate spesso anche solo vampate di calore) fino ad oggi è stato ed è anche attualmente l’assunzione di estrogeni eventualmente associati ad un progestinico se l’utero è presente per evitare la stimolazione dell’endometrio.

Ma quando gli estrogeni sono controindicati in cosa possono sperare le pazienti che soffrono di caldane intense? le alternative terapeutiche attualmente per le vampate di calore si basano sulla somministrazione di fitoestrogeni e nei casi più gravi di antidepressivi; soluzioni, trattamenti, purtroppo non sempre comunque efficaci.

Uno studio sperimentale condotto presso l’Imperial College di Londra e pubblicato sulla famosa rivista scientifica “The Lancetsembra dare una speranza alle donne che non possono assumere estrogeni: in 28 donne affette da importanti sintomi menopausali con caldane intense (frequenza di caldane di almeno 7 al giorno) la somministrazione di un nuovo farmaco attivo su specifici recettori del Sistema Nervoso Centrale sembra poter ridurre di almeno il 70% la loro frequenza.

Si tratta di una nuova molecola chiamata MLE4901 in avanzata fase di sperimentazione capace di bloccare la produzione di Neurochinina B (NKB, un modulatore chimico intra-cerebrale il cui aumento si è dimostrato nei topi associato all’insorgere delle caldane.

In effetti da studi precedenti si è visto che le donne che soffrono di caldane frequenti ed intense hanno una concentrazione cerebrale più alta di Neurochinina B e che la somministrazione di questa sostanza può causare caldane anche in donne molto giovani.

Il trattamento con la MLE4901 che riduce nel cervello la Neurochinina B attraverso un’azione di blocco del recettore NK3. Lo studio condotto per in modo randomizzato, in doppio ceco verso placebo presso l’Imperial College di Londra (NHS)ha dimostrato chiaramente dimostrato l’efficacaia della MLE4901 alla dose di 80 mg già entro 4 settimane di utilizzo.

Si tratta quindi di un risultato davvero interessante che da una speranza particolarmente a quelle donne in menopausa che presentano controindicazioni o che comunque hanno paura di utilizzare estrogeni o estro-progestinici.

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