MENOPAUSA: istruzioni per l’uso.

Il Dott. Di Prospero può essere certamente considerato uno dei maggiori esperti sulle problematiche della MENOPAUSA. Fondatore di uno dei primi Centri Menopausa pubblici italiani è stato autore di ricerche e pubblicazioni scientifiche su questo importante argomento. Vorrei parlarvi in un modo diverso  della Menopausa, senza entrare quindi in semplici e spesso aride definizioni scientifiche ma aiutandovi a comprendere e vivere meglio questo momento e gli anni che lo seguono. 

La donna dei nostri giorni ha una aspettativa di vita spesso superiore agli 85 anni ed è facile comprendere come avere 50 anni (l’epoca di insorgenza media della menopausa fisiologica) non rappresenti certamente l’inizio della vecchiaia, definizione che ora si applica con una certa difficoltà dopo i 70 anni. Ciò nonostante, la cessazione della funzione ovarica rappresenta ancora per moltissime donne un  traguardo negativo. La perdita definitiva della funzione riproduttiva, le paure riguardanti l’estetica, la sessualità, la vita di relazione pervadono la psiche femminile talvolta anche molti anni prima che la menopausa si verifichi rendendo questo momento particolarmente angosciante.

A questo proposito a nulla serve dire che si tratta di un fenomeno fisiologico, tentando di liquidare in modo semplicistico quello che è un momento indubbiamente pieno di valenze complesse. In una società sempre più competitiva, dove i veri valori del vivere sembrano essere sempre più racchiusi nel successo personale, nella ricerca spasmodica dell’eterna giovinezza, nel vivere una sessualità esasperata è normale che un momento ben  preciso che fa da orologio biologico e ricorda il passare degli anni, generi in chiunque molte  domande e talvolta anche delle paure. Cosa che certamente non avviene nell’uomo, il quale  vive il tempo in modo molto diverso, privo di riferimenti biologici precisi e che tende proprio per questo talvolta anche a dimenticare ed a sganciarsi dalla propria età reale, vivendola (identificandola) spesso nelle persone (tipicamente la propria compagna) che lo circondano.

Il sesso femminile infatti vive una particolare e specifica relazione con il tempo, avendone una percezione reale: tutto inizia con il menarca e poi prosegue con il ciclo mestruale, con le gravidanze, per finire con l’ultimo dei “marcatori del tempo” che è rappresentato dalla Menopausa. Forse anche questo cambiare vita, questo abbandonare definitivamente un antico, ancestrale  modo di rapportarsi al tempo ed avvicinarsi al vivere dell’uomo contribuisce alla paura di non essere più donna.

La menopausa certamente non era prevista quando la donna è stata progettata, se un progetto c’è stato. La vita femminile infatti fino a non molte decadi fa raramente superava i 50 anni e l’esperienza delle caldane, dell’insonnia, dei disturbi disturbi da carenza estrogenica del tratto genito-urinario era ad appannaggio di pochissime donne longeve che spesso dalla medicina ufficiale venivano scambiate per isteriche. Ancora alla fine del 1800 Farnham scriveva su una nota rivista scientifica (Alienist Neurologist) che “le ovaie dopo un lungo periodo di attività non hanno la capacità di ritirarsi con eleganza nell’età avanzata, ma cominciano ad irritarsi ed a trasmettere questa condizione ai gangli addominali che, a loro volta, indirizzano l’irritazione al cervello provocando disordini tessutali che si manifestano sotto forma di nervosismo o con esplosione di vera follia “.

L’ovaio ha un numero ben determinato di follicoli che prevede un “rifornimento” di estrogeni al corpo femminile garantito fino ad un’età che mediamente va dai 48 ai 52 anni.  . Talvolta però fattori genetici costituzionali, alcune malattie o talvolta anche delle terapie possono determinare un precoce perdita di questo patrimonio e quindi una menopausa precoce.

Senza volermi ora soffermare sui disturbi legati al deficit degli estrogeni vorrei porre la vostra e la mia attenzione su come oggi modernamente viene affrontato questo importante periodo della vita femminile. Dopo un lungo disinteresse la medicina ufficiale prima negli anni 40 e poi con maggior energia negli anni 80 e 90 scopre la terapia estrogenica sostitutiva e la possibilità di modificare, migliorare sostanzialmente la qualità della vita delle donne in menopausa attraverso la somministrazione di estrogeni e talvolta di progesterone in associazione con essi. Si assiste ad un crescente sviluppo della ricerca farmacologica ed alla uscita in commercio di sempre nuovi prodotti.(tra questi ad esempio  i tanto famosi cerotti transdermici). Finalmente le donne trovano un supporto, una risposta alle loro domande, un’attenzione che si concretizza anche nella creazione di strutture assistenziali ad esse dedicate (Centri Menopausa). La terapia estrogenica non solo si propone come rimedio ai disturbi acuti ed a medio termine ma anche come strumento preventivo verso alcune importanti malattie come quelle cardiovascolari (infarto, ipertensione, arteriosclerosi) e l’Osteoporosi.

L’era d’oro delle terapie ormonali finì drammaticamente nell’estate del 2002 quando vennero pubblicati i risultati dello studio americano Whomen’s Health Initiative (WHI) che  letteralmente distruggeva gran parte di tutte le aspettative che si erano create intorno alle loro potenzialità. Alle mai sopite remore riguardo il rischio oncologico mammario ora venivano messe in discussione le capacità preventive in particolare a livello cardiovascolare e lo stesso utilizzo in alcune indicazioni come l’Osteoporosi. Anche se il metodo scientifico di quello studio fu ed è anche oggi fortemente criticato (furono trattate pazienti di età molto diversa e talvolta anziane anche con gravi fattori di rischio) è innegabile che da quel momento la terapia sostitutiva è stata fortemente rivista ed è cambiato l’atteggiamento complessivo dei medici e delle stesse donne riguardo alla menopausa.
Dal quel momento il trattamento ormonale sostitutivo è stato raccomandato esclusivamente alle donne affette da una significativa sintomatologia neuro-vegetativa utilizzando, al dosaggio minimo efficace e per periodi generalmente non superiori a 6 anni; in questi casi infatti la terapia può drammaticamente migliorare la qualità di vita delle donne restituendole ad una normale vita di relazione.
Caddero tutte le indicazioni di tipo preventivo. A quel punto la comprensibile diffidenza delle donne riguardo le terapie ormonali in menopausa ha portato ad un  forte abbandono e pochi medici alzarono gli scudi per difendere farmaci che indubbiamente avevano ed hanno grandi meriti nell’aver cambiato in positivo la vita di tante donne. 

La crisi delle strategie di intervento farmacologico, apparentemente negativa (è troppo presto per fare un reale bilancio) in realtà ha avviato  un profondo ripensamento su cosa è realmente utile per migliorare la vita di una donna in menopausa e negli anni successivi. Queste riflessioni hanno portato ad esempio a capire che la prevenzione delle malattie cardiovascolari (molto più frequenti proprio nelle donne dopo i 50 anni e gravate purtroppo da un’alta mortalità) è molto più efficace quando si basa su modifiche alimentari (es. dieta mediterranea), riduzione del peso corporeo quando si è in sovrappeso o si è obese, dello stile di vita (effettuando una regolare attività fisica di tipo aerobico, astenendosi dal fumo di sigaretta). Di fronte a patologie ad alto rischio come l’ipertensione arteriosa e  le dislipidemie i farmaci anti-ipertensivi, cardiovascolari, quelli anti-aggreganti piastrinici, le statine si sono dimostrati molto più efficaci degli estrogeni. Proprio il fatto che l’infarto miocardico è poco frequente nella donna in età riproduttiva aveva portato ad enfatizzare un possibile ruolo protettivo degli estrogeni ma probabilmente il problema del danno vascolare è molto più complesso di quello che pensiamo ed anche se alcuni studi sperimentali hanno dimostrato un effetto positivo sulle arterie coronariche, nella pratica clinica la somministrazione di estrogeni particolarmente in alcune pazienti (ad esempio quelle che hanno avuto già incidenti cardiovascolari) la loro somministrazione si è dimostrata potenzialmente nociva. E’ caduto, proprio per le osservazioni del WHI l’uso dei sistemi transdermici nelle donne ipertese dove pure comunque si era osservato un calo dei valori pressori e la riduzione del dosaggio dei farmaci anti-ipertensivi. 

E’ chiaro quindi che la terapia estrogenica sostitutiva deve essere prescritta da persone, specialisti esperti riguardo questo delicato ed ancora controverso argomento; specialisti che conoscono bene le potenzialità dei farmaci, i loro possibili effetti collaterali e le controindicazioni; la terapia sostitutiva rimane uno strumento prezioso di intervento da limitare nel tempo o da proseguire sempre sotto una diretta osservazione medica e con un costante aggiornamento del bilancio rischi-benefici. Da notare inoltre che l’intervento medico in menopausa si è spostato dall’obbiettivo di curare e prevenire singoli disturbi ad una visione ù generale delle problematiche del climaterio femminile tesa in sostanza ad ottenere un miglioramento della qualità della vita.


Ora la donna sa che alcune strategie di comportamento migliorano ed allungano la vita: la menopausa quindi può diventare un importante stimolo, un importante momento per dare un impulso positivo alla propria vita.
Il rischio di ingrassare con tutte le conseguenze negative che questo comporta può essere precocemente affrontato con una dieta e con l’incremento dell’attività fisica; comportamenti che abbassano il rischio cardiovascolare, riducono l’incidenza di osteoporosi e diminuiscono anche l’incidenza di sintomi neurovegetativi (caldane) quando presenti. Un pizzico di egoismo attraverso una maggiore attenzione per il proprio corpo sia sotto l’aspetto estetico che funzionale è certamente positivo e può anche essere in molti casi un impulso a migliorare, a dare nuovi stimoli anche alla vita di coppia. La medicina estetica ed il fitness in questi anni hanno certamente contribuito molto a raggiungere questi obiettivi. La riscoperta di attività sportive all’aria aperta o di semplici ma molto salutari passeggiate (molto utili percorsi di 40 minuti almeno tre volte la settimana a passo sostenuto), una maggiore attenzione per l’estetica portano sicuramente effetti positivi nell’umore, nella relazione di coppia e nella sessualità. Ed è molto importante non cadere nel facile sentimento di perdita che pervade tante donne: la fine del periodo riproduttivo non è certamente la perdita della femminilità, della sessualità e del  fascino femminile che trovano sempre nuove diverse dimensioni di espressione.


Cerchiamo ora di chiarire attraverso una serie di DOMANDE E RISPOSTE alcuni punti fondamentali sulla menopausa e sulle terapie ormonali sostitutive.

D Ho 51 aa, da un anno non ho più mestruazioni e mi capita di sentire ogni tanto calore improvviso al collo ed al volto; sono in menopausa?
R Molto verosimilmente si. L’età, l’amenorrea e le caldane sono tipici sintomi della menopausa.

D Sono in menopausa. Devo preoccuparmi? Cosa devo fare?
R Se ha un’età compresa tra i 48 ed i 52 anni nessuna preoccupazione,  sta vivendo un momento fisiologico della sua vita. Segua i programmi di screening (pap test, mammografia, sangue occulto nelle feci) e consulti il suo medico di famiglia ed il suo ginecologo per una visita di controllo; loro sapranno consigliarla sulla eventuale necessità di esami e/o visite specialistiche.

D Cos’è la terapia ormonale sostitutiva?
R E’ la somministrazione di estrogeni e progestinici per riequilibrare il deficit ormonale della menopausa quando è responsabile di importanti sintomi soggettivi (vampate di calore, insonnia, disturbi uro-genitali) che alterano la normale vita di relazione e la performance generale. I progestinici solitamente non vengono prescritti nelle donne isterectomizzate.

D Sono da poco in menopausa ed il mio medico mi ha detto che per la mia storia clinica personale e familiare sono a rischio di osteoporosi. La terapia ormonale sostitutiva può essere utile?
R Se non controindicata per altri motivi, certamente si. Iniziata precocemente in soggetti a rischio, è un valido strumento per prevenire l’osteoporosi.

D Ho la pressione arteriosa alta da qualche anno e sono in menopausa. La terapia estrogenica può aiutarmi?
R Seppure numerosi studi abbiano dimostrato che gli estrogeni agiscono beneficamente sulla maggior parte dei fattori di rischio cardiovascolare non esistono studi longitudinali controllati che permettano di confermare queste ipotesi e l’ipertensione arteriosa è attualmente considerata una controindicazione. Sicuramente utili nel suo caso sono la dieta ed una regolare attività fisica.

D Per quanto tempo devo continuare la mia terapia sostitutiva?
R E’ il suo medico specialista curante che decide la durata della terapia sulla base delle sue condizioni cliniche generali e ginecologiche. Quando queste terapie vengono intraprese per una menopausa fisiologica un periodo massimo di sei anni è generalmente considerato sicuro.

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Dott. Filiberto Di Prospero
Specialista in Ginecologia e Ostetricia, Endocrinologia e Metabolismo. Direttore dell’Unità di Endocrinologia Ginecologica presso l’Ospedale Santa Lucia di Civitanova Marche 62012. Visita a Civitanova Marche (Macerata), Milano e Roma. Prenotazioni tel. +39 337 634491 Numero Verde (rete fissa) 800131014
Dott. Filiberto Di Prospero

Dott. Filiberto Di Prospero

Specialista in Ginecologia e Ostetricia, Endocrinologia e Metabolismo. Direttore dell’Unità di Endocrinologia Ginecologica presso l’Ospedale Santa Lucia di Civitanova Marche 62012. Visita a Civitanova Marche (Macerata), Milano e Roma. Prenotazioni tel. +39 337 634491 Numero Verde (rete fissa) 800131014 

  2 comments for “MENOPAUSA: istruzioni per l’uso.

  1. Avatar
    Anna
    11 Agosto 2016 at 16:56

    Salve o 46 anni da 3 anni che sono in menopausa da 3 anni non sono più la stessa.sempre stanchezza confusione non riesco più a sentire bene a volte sento tremare il cuore, sono ingrassata da 10 kl non riesco più a ritornare normale nella vita giornaliera voglio solo sempre stare seduta e non sentire più nessuno tutto mi fa innervosire . Che consigli può darmi voglio ritornare con il sorriso di una volta grazie

    • Dott. Filiberto Di Prospero
      9 Settembre 2016 at 16:54

      Il consiglio è di non pensare che tutto possa dipendere dalla menopausa. Bisogna consultare il proprio medico di famiglia ed eventualmente fare degli accertamenti; da non escludere anche una componente psicologica.

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