Medicina narrativa, la cura basata sul racconto

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La medicina narrativa è una pratica clinica che aiuta il paziente e, in particolare, i medici e gli infermieri a riconoscere aspetti più complessi della malattia, attraverso la narrazione. Il malato è sollecitato a raccontare la sua storia e il medico si rende disponibile all’ascolto.

L’universo è fatto di storie, non di atomi”. (Muriel Rukeyser)

 

Medicina narrativa: che cos’è e come funziona

Sono storie di lotte contro mali, spesso incurabili. Storie ‘interrotte’ dalla malattia. Racconti di coraggio che hanno visto in faccia la paura. Sono questi i principi della Medicina Narrativa che ascolta i racconti del malato e aiuta il medico a focalizzarsi sulle informazioni utili per la diagnosi e la terapia. Molte diagnosi sbagliate dipendono da un mancato ascolto, infatti, nel 70 per cento dei casi il medico interrompe il paziente dopo 18 secondi.

È di fondamentale importanza per i pazienti poter comunicare la propria esperienza di malattia, infatti,  molte ricerche in campo sanitario dimostrano che per migliorare la compliance e i risultati dei trattamenti, diventa importante il modo in cui il medico riesce a dialogare con i suoi pazienti.

Per questo motivo un approccio narrativo offre la possibilità di ascolto che permette al paziente non solo di sentirsi compreso ma anche di sentirsi accolto in una sorta di missione comune.

La narrazione contribuisce anche a migliorare il rapporto medico-paziente, a costruire un canale comunicativo privilegiato che aiuta la relazione terapeutica e a restituire al malato la propria dignità di persona, portatrice di una storia personale.

Il metodo prevede di lasciare il paziente libero di utilizzare le espressioni linguistiche e la struttura narrativa che preferisce, senza influenzare la modalità e il contenuto della narrazione. Così facendo il medico avrà a disposizione un’ampia gamma di comportamenti narrativi che saranno successivamente analizzati per trovare insieme la strategia di cura migliore.

L’individuo colpito da una malattia è investito da una specie di “rottura biografica” e per guarire ha bisogno di rimettere insieme i suoi pezzi. (Umberto Veronesi)

Ecco alcuni effetti positivi della medicina narrativa:

  • favorisce una diagnosi più approfondita;
  • migliora la strategia di cura;
  • riduce la sofferenza del paziente;
  • stimola a seguire meglio le cure prescritte;
  • verifica la funzionalità della terapia attraverso i feedback raccolti;
  • migliora la qualità del servizio sanitario.

Da un uso competente della narrazione traggono maggior benessere sia il paziente che il medico e, di conseguenza, trae vantaggio anche il sistema sanitario attraverso un aumento della fiducia e una diminuzione delle denunce per malpractice.

 

Le parole che curano

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E proprio partendo da questi principi, si sono moltiplicati negli ultimi tempi i casi di iniziative che si muovono in tal senso. È il caso di Parole che curano, di Franca R. Parizzi e Maurizio M. Fossati, un libro che racconta le storie di malati, familiari e curanti nelle quali l’empatia è intesa come buona medicina. Edito da Publiediting e arricchito con la prefazione di Umberto Veronesi della quale propongo un piccolo estratto:

“Nel lavoro di medico, che dopo gli anni di studio ci mette di fronte a uomini e donne che si fideranno di noi, non possiamo portare solo la preparazione scientifica e la competenza professionale. Possiamo dire molte parole, ma solo con l’intelligenza del cuore si può creare il dialogo”.

Come afferma il professore recentemente scomparso questo è “un testo la cui lettura si raccomanda per comprendere a fondo la medicina narrativa che ha il grande merito di voler capire l’uomo malato, l’individuo che è stato investito in pieno da una specie di “rottura biografica” e che per guarire ha bisogno di rimettere insieme i suoi pezzi.”

Della malattia come processo biologico il medico sa tutto o quasi, della malattia come esperienza del paziente, invece, non sa nulla. E la medicina narrativa ha lo scopo di sensibilizzare i medici sull’importanza dell’empatia.

La malattia descritta nei trattati di medicina ha ben poco in comune con la malattia vissuta. Ecco perché i professionisti sanitari dovrebbero sforzarsi di recuperare il senso della cura e dell’assistenza alla persona nella sua globalità, pronunciando una semplice frase: “Raccontami la tua storia”.

 

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Silvia Bollettini

Copywriter e Digital PR

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