L’alimentazione corretta nel diabete gestazionale!

La gravidanza è uno stato fisiologico durante il quale lo stato di salute della madre e del nascituro sono strettamente dipendente l’uno dall’altro.  Essa consta di una serie di continui cambiamenti fisiologici di vari organi ed apparati che determinano il cambiamento del metabolismo dei nutrienti finalizzati all’ottimale sviluppo e crescita del feto. È caratterizzata da un adattamento endocrino metabolico necessario, per garantire l’apporto di nutrienti al feto e una adeguata preparazione dell’organismo al parto e alla lattazione, il cambiamento si ha grazie alla secrezione di ormoni come la gonadotropina corionica,  il lattogeno placentare, estrogeni e progesterone il cui meccanismo va ad incidere nel metabolismo di macro e micro nutrienti.

Il diabete gestazionale è stato definito dall’American Diabetes Association; Metzer e Couston 1998 come “una ridotta tolleranza al glucosio di severità variabile con inizio o primo riconoscimento durante la gravidanza”. Esso può essere considerato come un diabete di tipo 2, il trattamento tempestivo di questa alterazione metabolica, potrebbe evitare o rallentare lo sviluppo di una forma severa di diabete di tipo 2, riducendo il rischio di insorgenze di complicanze.

La gravidanza può essere un fattore diabetogeno scatenante su una condizione di instabilità metabolica legata alla maggiore resistenza insulinica e alla ridotta tolleranza ai carboidrati tipici. L’incidenza di diabete gestazionale si ha essenzialmente in concomitanza dei fattori predisponenti di natura genetica ( predisposizione genetica) e/o ambientale; di norma, l’alterazione metabolica glucidica  subito dopo il parto si ristabilisce, normalizzandosi.

Criteri diagnostici del diabete mellito gestazionale (GDM):

Una glicemia pari o uguale a 92 mg/dl permette di porre diagnosi di diabete gestazionale in qualsiasi momento della gravidanza e non vi è più la necessità di un’ulteriore conferma.

Dal punto di vista nutrizionale i seguenti obiettivi sono :

  • Assicurare che l’intake di macro e micro nutrienti della madre e del feto siano soddisfatti.
  • Fornire un’adeguata introduzione di fibra sia idrosolubile e insolubile.
  • Preparare l’organismo materno al parto e all’allattamento.
  • Raggiungere la composizione corporea e peso desiderabile ottimale.
  • Prevenire le complicanze ostetriche e mediche nella gravidanza.

Il trattamento nutrizionale deve essere personalizzato e pianificato tenendo presente lo stile di vita, il lavoro, l’eventuale attività fisica che possono incidere sia positivamente che negativamente sull’adesione al piano dietetico elaborato.  Il fabbisogno energetico in termini di calorie delle gravide con GDM non differisce da quelle con diabetiche e deve essere sufficiente per incrementare l’aumento ponderale fisiologico ottimale. Le raccomandazioni suggeriscono che le donne con GDM con un indice di massa corporea pregravidico normale o sottopeso dovrebbero assumere una dieta con contenuto calorico pari a 30/35 Kcal/kg/die.

Si consigliano alimenti a basso indice glicemico, che hanno la capacità di migliorare nettamente il controllo glicemico, l’insulina resistenza, riducendo l’incremento ponderale non fisiologico, inoltre,  non alterano i livelli di chetoni nel sangue.

Per quanto concerne i carboidrati, a seguito del congresso sul GDM svolto nel 2005 a Chicago è stato definito che il contenuto di carboidrati in gravidanza dovrebbe essere pari a 175 gr giornalieri (140gr per la mamma, più una supplementazione di 35gr necessari per il metabolismo cerebrale fetale). In questo contesto, la British Diabetic Association ha raccomandato di utilizzare una percentuale non inferiore al 45% sottoforma di carboidrati a basso indice glicemico in modo da ridurre la glicemia post prandiale e da limitare contemporaneamente la percentuale di acidi grassi nella dieta (quelli saturi).

Contenuto di fibre

Le fibre rivestono un ruolo estremamente importante nella dieta, infatti, dovrà contenerne almeno 28 gr, preferibilmente idrosolubile (come ad esempio i betaglucani contenuti nell’orzo e nell’avena) in quanto la fibra idrosolubile ha la capacità di abbassare l’indice glicemico e il carico glicemico del piatto.

Si consiglia quindi di :

  • Consumare almeno 3 volte a settimana i legumi.
  • Consumare le verdure, soprattutto : Broccoli, carciofi, melanzane, zucchine.
  • Preferire cereali integrali.
  • Consumare almeno una porzione di avena o orzo alla settimana.
  • Bere almeno 2L di acqua al giorno, preferibilmente lontano dai pasti.

 

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Dott.ssa Sonia Bolognesi

Dott.ssa Sonia Bolognesi

Biologa Nutrizionista, si è laureata in Biologia Molecolare, Sanitaria e della Nutrizione presso la facoltà di scienze biomediche dell'Università di Urbino Carlo Bo con votazione di 110 e lode. Master in nutrizione e dietetica applicata. Esperta in nutrizione antiaging e perfezionata in nutrizione ed integrazione nello sport. Riceve presso: il Centro Medico New Medica a Porto Sant'Elpidio (FM) in Via Canada 3, il Centro Medico Ulisse Loreto Via Pavarotti 10 (AN), Centro Medico Le Palme San Benedetto del Tronto (AP) Via Togliatti 20 , Centro Medico Bio Center a Osimo (AN) in Via Ticino 20. Prenotazioni tel: 3337529564
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Biologa Nutrizionista, si è laureata in Biologia Molecolare, Sanitaria e della Nutrizione presso la facoltà di scienze biomediche dell'Università di Urbino Carlo Bo con votazione di 110 e lode. Master in nutrizione e dietetica applicata. Esperta in nutrizione antiaging e perfezionata in nutrizione ed integrazione nello sport. Riceve presso: il Centro Medico New Medica a Porto Sant'Elpidio (FM) in Via Canada 3, il Centro Medico Ulisse Loreto Via Pavarotti 10 (AN), Centro Medico Le Palme San Benedetto del Tronto (AP) Via Togliatti 20 , Centro Medico Bio Center a Osimo (AN) in Via Ticino 20. Prenotazioni tel: 3337529564 

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