La PLACENTA PREVIA, BASSA.

La PLACENTA è l’organo attraverso il quale avvengono gli scambi nutrizionali e metabolici tra la madre ed il feto; si tratta di una struttura molto complessa, aderente alla parete interna dell’utero e che dopo essersi staccata da questa verrà espulsa nella fase terminale del parto chiamata secondamento (fase immediatamente successiva alla nascita). Alla placenta, organo fondamentale per la crescita del feto sono state attribuite competenze immunologiche ed endocrinologiche.

Le anomalie di inserzione come la PLACENTA PREVIA e la PLACENTA BASSA possono determinare serie complicazioni.

 

Placenta previa centrale totale.

La PLACENTA PREVIA ricopre interamente la parte inferiore dell’utero e la zona che dilatandosi dovrebbe consentire il passaggio del feto.

La sua inserzione sulla parete uterina avviene normalmente nella parte superiore di questa, lontano dall’orificio uterino interno (OUI) e da quella parte inferiore dell’utero che diverrà il segmento uterino inferiore (SUI), zone entrambe coinvolte nella dilatazione (apertura) uterina necessaria per consentire al feto di attraversare il canale del parto e nascere.

Quando la sua inserzione è più bassa può raggiungere le aree critiche (SUI ed OUI) coinvolte nell’apertura della parte inferiore dell’utero configurando quella temibile situazione patologica chiamata placenta previa. La sua incidenza è di circa un caso su 200 gravidanze e comporta seri rischi sia per il feto che per la mamma.

I sintomi sono abbastanza caratteristici e consistono in perdite vaginali di sangue rosso vivo a volte scarsi altre volte veramente molto abbondanti. Questi sanguinamenti insorgono improvvisamente, spesso durante la notte o dopo un rapporto sessuale, quasi sempre senza alcun dolore; sono tipici del terzo trimestre di gravidanza ma talvolta possono iniziare già nel primo e secondo trimestre. E’ per questo motivo che in presenza di perdite amatiche vaginali non dolorose durante la gravidanza è sempre bene considerare l’eventuale presenza di una placenta previa. Quando alla perdita ematica si accompagna il dolore il medico specialista dovrà porre rapidamente una diagnosi differenziale con l’ematoma retro-placentare, il distacco di placenta e la minaccia di parto prematuro (contrazioni uterine); condizioni tutte importanti per la loro gravità, talvolta associate con la placenta previa.

La diagnosi di placenta previa è principalmente ecografica. E’ infatti solo dopo l’introduzione di questa tecnica diagnostica che è stato possibile studiare agevolmente la morfologia placentare ed i suoi rapporti in termini sia di estensione che di localizzazione con la parete uterina. L’ecografia consente una diagnosi precoce ed il monitoraggio dei rapporti tra placenta, Segmento Uterino Inferiore, apertura interna del canale cervicale (OUI) durante la gestazione. L’ecografia transvaginale (TV), basata sull’utilizzo di una sonda ecografica introdotta in vagina ed avvicinata al collo uterino si è dimostrata particolarmente utile per questi scopi; è una metodica sicura, accurata e di basso costo.
E’ stato proposto uno screening a tutte le gravide prima della 20^ settimana; personalmente condivido questo atteggiamento e raccomando alle mie pazienti  un controllo eco TV del collo uterino già alla 18^ settimana particolarmente quando si sono già verificati anche piccoli sanguinamenti, minaccia d’aborto o comunque sono presenti fattori di rischio per placenta previa.

 

FATTORI DI RISCHIO PER PLACENTA PREVIA

  • Età materna (a 35 anni è tre volte più frequente che a 25)
  • Numero di gravidanze (grandi multipare rischio 5%)
  • Fumo di sigaretta
  • Gravidanze multiple
  • Pregressi interventi sull’utero compresi i tagli cesarei (1 TC aumenta delllo 0,65%, 3 TC del 2,2%, 4 o più TC del 10%)
  • Pregressa placenta previa (rischio di recidiva 4-8%)

Bisogna però precisare che il riscontro di una placenta bassa prima della 24^ settimana ha un’incidenza pari al 20-28% di tutte le gravidanze e che questa percentuale scende  al 18% già subito dopo quest’epoca, per ridursi poi ulteriormente fino a valori del 3%. Il decremento è legato alla risalita (migrazione) dell’impianto placentare secondario allo sviluppo dell’utero ed al formarsi del SUI. E’ quindi per questo motivo che la diagnosi di placenta previa dovrebbe essere posta solo dopo le 26 – 28 settimane (quando si forma il SUI), fino a quel momento sarà bene continuare ad utilizzare la denominazione di placenta bassa. 

Esiste anche una discreta percentuale di casi di mancata diagnosi: si stima che ciò avvenga in circa il 7% dei casi di particolarmente quando la placenta è posteriore, la testa fetale copre la parte inferiore dell’inserzione placentare, non è stata usata una sonda endovaginale.

CLASSIFICAZIONE DELLA PLACENTA PREVIA

  • centrale totale (copre completamente l’OUI)
  • centrale parziale (ricopre parzialmente l’OUI)
  • marginale (giunge prossima al margine dell’OUI senza ricoprirlo)
  • laterale (raggiunge il SUI ma è distante almeno 2,5 cm dall’OUI)

I rischi della placenta previa sono sia fetali che materni. Questa condizione è infatti associata ad una serie di temibili e pericolose complicanze quali il parto prematuro, il sanguinamento improvviso ed abbondante, il distacco di placenta. E’ particolarmente il sanguinamento che può mettere in serio pericolo la vita del feto ed in alcuni casi anche quella della madre. Anche se una placenta previa può determinare sanguinamenti già nel primo e secondo trimestre e nel terzo trimestre, tipicamente intorno alla 28 settimana che compare il primo abbondante sanguinamento caratterizzato dall’emissione vaginale improvvisa di sangue rosso vivo in assenza di dolore. Talvolta può subentrare anche il dolore legato a complicanze frequenti come il distacco di placenta e/o l’inizio di una attività contrattile uterina (minaccia di parto prematuro).

Per questi motivi già il riscontro di una placenta bassa impone una particolare attenzione che certamente sarà incrementata nei casi dove poi verrà posta la diagnosi di placenta previa.

RACCOMANDAZIONI PER LE PAZIENTI CON DIAGNOSI DI PLACENTA PREVIA

  • evitare rapporti sessuali, sforzi, viaggi, sport
  • seguite strettamente i controlli e le prescrizioni mediche
  • portate sempre con voi il tesserino del Gruppo Sanguigno e Fattore Rh
  • mantenete uno stretto contatto con lo Specialista Curante ed il Centro Ospedaliero di riferimento
  • non allontanatevi mai troppo dall’Ospedale e rimanete sempre nell’area di un Servizio di Emergenza prontamente disponibile
  • quando siete in casa cercate di avere sempre un familiare vicino a voi
  • se osservate una perdita ematica mantenete la calma, sdraiatevi e mettetevi sul fianco sinistro (posizione di sicurezza) mentre il vostro familiare allerterà i soccorsi.


I controlli clinici e strumentali (ecografici) in queste pazienti avranno certamente una cadenza diversa dalle altre gravidanze ed in molti casi sarà necessaria l’ospedalizzazione.

L’obiettivo dei trattamenti e delle eventuali ospedalizzazioni è quello di far raggiungere al feto un’epoca di sufficiente maturità con il minimo rischio possibile di esiti peri-natali, salvaguardando la salute della mamma. L’alta probabilità di un parto prematuro impone quando possibile la scelta di ricoveri presso Strutture Ospedaliere dotate di una Terapia Intensiva e Rianimazione Neonatali; l’Ospedale dovrebbe sempre avere inoltre adeguati servizi di emergenza (rianimazione) ed un Centro Trasfusionale per le necessità materne.

La strategia di attesa per la placenta previa è possibile e particolarmente indicata prima della 34^ settimana gestazionale in pazienti stabili (buone condizioni generali), senza o con modesti e molto limitati episodi di sanguinamento con feto non sofferente. E’ frutto di una approfondita valutazione clinica e di un attento bilancio rischio-benefici. In questi casi viene intrapresa solitamente una terapia corticosteroidea per accelerare la maturità polmonare fetale e tocolitica (inibente le contrazioni uterine) se è presente una minaccia di parto prematuro.
L’ospedalizzazione è la misura di scelta più sicura in molti casi e viene protratta particolarmente quando avviene dopo la 28^ fino all’espletamento del parto; ma anche l’attesa a domicilio è possibile anche se riservata a pazienti selezionate che vivono o possono soffermarsi in vicinanza dell’Ospedale (idoneo all’assistenza).

La modalità del parto avviene nella gran parte dei casi mediante Taglio Cesareo d’urgenza o elettivo; questa infatti è da considerarsi la modalità elettiva del parto. Solo in alcuni casi selezionati, nei quali la placenta è di tipo marginale o laterale ed il feto in presentazione cefalica, dopo una deguata informazione sui rischi, può essere considerato il parto spontaneo sempre comunque in un ambiente adeguatamente preparato e pronto per l’emergenza materna e neonatale.

 

 

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Dott. Filiberto Di Prospero
Specialista in Ginecologia e Ostetricia, Endocrinologia e Metabolismo. Direttore dell’Unità di Endocrinologia Ginecologica presso l’Ospedale Santa Lucia di Civitanova Marche 62012. Visita a Civitanova Marche (Macerata), Milano e Roma. Prenotazioni tel. +39 337 634491 Numero Verde (rete fissa) 800131014

  22 comments for “La PLACENTA PREVIA, BASSA.

  1. Sabrina
    1 maggio 2016 at 17:54

    In una visita ginecologica “la morfologica” mi hanno detto che la mia placenta e bassa ho 19 anni e volevo sapere se è possibile non avere problemi con un parto naturale opure no.

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    • Dott. Filiberto Di Prospero
      3 maggio 2016 at 9:07

      Gent.ma una placenta “bassa” pone certamente attenzione particolarmente se diagnosticata tra 20 e 22 settimane ma va distinta dalla “placenta previa” e normalmente viene ricontrollata tra 26 e 28 settimane.

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  2. Antonella
    4 giugno 2016 at 20:12

    Buonasera,
    sono alla 33+3 e mi è stata diagnostica la placenta previa – 9 mm dall’OUI.
    Sono stata ricoverata per 3 giorni causa contrazioni e accorciamento collo dell’utero 2,2 mm, mi è stato somministrato cortisone e tractocile e dopo dimessa con la raccomandazione del riposo quasi assoluto.
    Dall’ultima eco il collo dell’utero non ha subito variazioni anzi dalla misurazione era 2, 8mm.

    – Vorrei gentilmente sapere a quale settimana deve essere programmato il cesareo?
    ( già deciso in quanto ho avuto in passato una laparatomia per asportare un fibroma).
    – Quale percentuale c’è di poter portare avanti la gravidanza fino alla 37 settimana?
    Ringrazio per la disponibilità

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    • Dott. Filiberto Di Prospero
      15 giugno 2016 at 0:02

      Gent.ma la placenta previa particolarmente nella sua variante centrale costituisce un serio problema per la madre ed il nasciuturo e richiede un Taglio Cesareo spesso prima del termine di gravidanza. In questi casi, come probabilmente è avventuto anche per lei, si effettua un ciclo di trattamento per l’induzione polmonare fetale. L’epoca del Taglio Cesareo dipende da molteplici fattori tra i quali sicuramente le condizioni cliniche della gestante.

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      • Claudia
        20 settembre 2016 at 8:18

        Buongiorno dottore ! Sono alla 35+3. Mi hanno diagnOsticato alla 30 settimana placenta previa marginale a 2,5 cm dall oui. Successivamente ad un secondo controllo (epoca gestazionale 33) placenta a Circa 5 cm Dall oui. seconto lei è opportuno fare un Cesario o un parto naturale ? Grazie!

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        • Dott. Filiberto Di Prospero
          30 ottobre 2016 at 18:04

          Francamente se la PLACENTA è a 5 cm dall’Orificio Uterino Interno e se non vi sono altre indicazioni non ci sono motivi per fare un Taglio Cesareo di elezione.

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  3. 20 giugno 2016 at 10:35

    buongiorno io sono alla 26 sett.di gravidanza e il mio ginecologo mi ha detto che ho la.placenta previa ma che solo tra 2 settimane potrò fare la risonanza.magnetica e poi andare in una struttura diversa ..cioe il policlinico di napoli ..dott.martinelli.
    il mio gimecologo nn mi ha detto che tipo di placenta previa ho..perche secondo lei vuole farmi aspettare ancora? grazie per l info

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    • Dott. Filiberto Di Prospero
      25 giugno 2016 at 15:59

      Gent.ma, credo semplicemente perché la diagnosi conclusiva di placenta previa si fa a 28 settimane.

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  4. Incoronata
    2 agosto 2016 at 14:51

    Buongiorno dottore, le scrivo x avere un consiglio….ho 30 ho avuto un distacco di placenta di quasi 5 cm con emorragia durante il terzo mese ho fatto un mese di progesterone e riposo a letto. Dopo 2 mesi la placenta era normoinserita ora invece sono a 30+4 e ho placenta previa marginale posteriore con distanza dall’ovi 7,2mm. Ho il terrore di un altra emorragia può capitare? Dovrò fare un cesareo?

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    • Dott. Filiberto Di Prospero
      30 ottobre 2016 at 18:02

      Da quello che scrive e se la sua è effettivamente un PLACENTA PREVIA lei è in una condizione di gravidanza a rischio nella quale la complicazione purtroppo più frequente è l’emorragia.
      Le consiglio di seguire strettamente le indicazioni del suo ginecologo o del centro ospedaliero di riferimento.

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  5. Sara
    24 settembre 2016 at 16:00

    Salve Dottore sono alla 21 settimana e alla 20+2 ho fatto la strutturale e il referto dice che :” la placenta è inserita sulla parete posteriore ed arriva nella parte bassa fino a lambire ma non coprire l’OUI e presenta regolare eco struttura”. La vorrei chiedere se è qualcosa di preoccupante? Grazie mille in anticipo per la risposta.

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    • Dott. Filiberto Di Prospero
      11 ottobre 2016 at 23:28

      In questa situazione generalmente si consigliano un nuovo controllo ecografico a 28 settimane e l’adozione di alcune precauzioni come controlli clinici ravvicinati ed astensione da sforzi ed attività sensuale.

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  6. Tina
    28 ottobre 2016 at 19:51

    Salve dottore , sono alla 22+5 e oggi ho fatto la morfologica dove mi è stata diagnosticata la placenta previa centrale. Preciso che ho scoperto di essere incinta al 3 mese perché avevo quello che pensavo fosse ciclo invece erano minacce d’aborto. Ora nn ho più minacce da circa due mese faccio punture di lentogest e assumo ferro perché scarso. Il mio ginecologo mi ha raccomandato assoluto riposo quello che ormai faccio da quando ho scoperto la gravidanza,inoltre, mi ha detto ke se tutto va bene il cesareo dovrei farlo alla 38 settimana e che comunque comporta rischi consistenti di emoraggie durante l operazione. Volevo sapere in caso malaguramente ho un emoraggia prima o riesco ad arrivare almeno alla 38 settimana che rischi reali ci sono per la mia bambina e per me?! Questa è la mia seconda gravidanza completamente diversa dalla prima avuta 10 anni fa. Grazie aspetto una sua risposta

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    • Dott. Filiberto Di Prospero
      21 novembre 2016 at 17:17

      Gent.ma la PLACENTA PREVIA CENTRALE è purtroppo una condizione di alto rischio sia per la mamma che per il feto ed fa bene il suo ginecologo a raccomandarle delle attenzioni. Il Cesareo è certamente l’unica modalità per partorire. Nell’articolo troverà altre utili raccomandazioni.

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  7. Roberta Vitiello
    29 ottobre 2016 at 22:50

    Buonasera sono alla seconda gravidanza. La prima bimba nata 36+4 per preeclampsia grave… adesso sono quasi 30 settimane e mi è stata diagnosticata la placenta previa posteriore quali sono i rischi? Quando verrà fatto l altro cesareo?

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    • Dott. Filiberto Di Prospero
      30 ottobre 2016 at 17:52

      La placenta previa può essere del tutto asintomatica fino al momento in cui si determina la complicazione che solitamente è l’emorragia genitale. La diagnosi viene posta con l’ecografia. Si tratta di una condizione di gravidanza a rischio che richiede stretto monitoraggio clinico e provvedimenti particolari che le saranno spiegati dal suo ginecologo.

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  8. Mafy
    25 novembre 2016 at 18:34

    Salve dottore sono a 34+2 ed ho placenta bassa centrale dovro partorire al cardarelli di napoli ed avere anche embolizzazioni … ho avuto perdite a 30 settimane con ricovero ospedaliero di tre giorni dove mi hanno fatto anche la risonanza magnetica poi da li solo muchi con filamenti di sangue il mio dottore mi ha spiegato che la bimba sta bene ma che al momento del parto potrei avere un emorraggia o anche prim dell parto e quindi forse asportazione dell utero ho paura che oltre alla salute della bimba anche a me puo succedere qualcosa tipo morire .. ho gia avuto un taglio cesareo due anni fa e due anni prima un aborto spontaneo … non voglio morire dissanguata o sotto ai ferri

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  9. Laura
    8 dicembre 2016 at 0:49

    Salve Dottore, ho 29 anni e sono alla 19 settimana, mi hanno diagnosticato: “placenta inserita sulla parete posteriore dell’utero e che ricopre l’OUI”.
    Significa che ho la placenta bassa? in che percentuale questa non diventa previa?
    Inoltre mi hanno detto di non fare sforzi, volevo capire, in che modo gli sforzi mettono a rischio la nostra salute?.. Un allettamento può favorire la risalita della placenta?
    Grazie….

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  10. Anna
    30 gennaio 2017 at 19:09

    Salvedottore ho 30 anni e sono alla 4 gravidanza sono alla 30 settimana a 29+3ho fatto l eco ed hoplacenta inserta posteriormente in bassoimpiantoil bordo placentare inferiore si porta a 20mm dall’ o.u.i placenta previa marginale posteriore secondo lei potrò rifare un parto naturale ho avrò bisogno di un cesario può ancora risalire la placenta?Il bimbo pesa già circa 1.529 grazie

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  11. Lucia
    2 aprile 2017 at 14:04

    Salve dottore mi hanno diagnosticato la placenta previa centrale a 8 settimane di gravidanza e mi hanno proposto l interruzione di gravidanza …nn ho alcuna patologia secondo lei è il caso?

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    • Dott. Filiberto Di Prospero
      9 aprile 2017 at 12:38

      E’ sicura di aver capito bene? Probabilmente si tratta di altro. Non esiste una placenta previa a 8 settimane.

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      • Lucia
        9 aprile 2017 at 12:45

        Si purtroppo ho capito bene credo che a questo punto la “dottoressa ” avesse bevuto ….addirittura a propormi l intervento di interruzione di gravidanza x questo motivo ..grazie mille

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