La Malattia di Raynaud: aspetti diagnostici e terapeutici.

AVERE SPESSO LE DITA DELLE MANI E DEI PIEDI FREDDE: E’ VERAMENTE SOLO L’ ESPRESSIONE D’UNA IPERSENSIBILITA’ TERMICA?

Spesso le giovani donne e quelle appena entrate in menopausa si lamentano di avere le dita delle mani intorpidite e fredde, soprattutto nella stagione invernale; questo fatto spesso coinvolge anche le dita dei piedi.

Se nel 50% di queste pazienti l’inconveniente può essere spiegato semplicemente con un’accentuata sensibilità personale allo stimolo del freddo, nell’altra metà è presente con sfumature ed estensione diverse un fenomeno vascolare chiamato Raynaud.

Il termine Raynaud è associato comunemente in Angiologia ad almeno due entità patologiche: la malattia di Raynaud (una volta chiamata sindrome di Raynaud) e il fenomeno di Raynaud.

LA MALATTIA ED IL FENOMENO DI  RAYNAUD: LA NECESSITA’ D’UNA DEFINIZIONE PRECISA

La malattia di Raynaud è una patologia difficile da inquadrare; per meglio comprenderla, prima definirò  e spiegherò il concetto di “Fenomeno di Raynaud”.

Esso è osservabile a livello delle dita delle mani e dei piedi (sottolineo subito che di solito il coinvolgimento delle estremità inferiori è più tardivo e sfumato nei pazienti oltre i 16 anni) e, in alcuni casi, anche a livello del naso e delle orecchie.

Il fenomeno consiste in una risposta al freddo esagerata da parte del sistema che regola la vasocostrizione dei piccoli vasi delle dita.

I pazienti che presentano quest’ipersensibilità, tipicamente soffrono del contatto con tutto ciò che è freddo: le loro dita diventano dapprima bianche (per ischemia), con un senso d’intorpidimento piuttosto che con dolore, quindi bluastre (per cianosi) e infine rosse (per eritema).

E’ da rimarcare che, ad eccezione della prima fase, la quale cessa solamente con la sospensione dello stimolo freddo, le altre due possono essere molto sfumate; in particolare la fase di cianosi dura maggiormente di quella eritematosa.

Dopo le tre fasi avviene il ritorno alle condizioni normali.

CHE ZONE DEL CORPO COLPISCE  E COSA LO SCATENA?

E’ importante rimarcare che il “Fenomeno di Raynaud” è sempre bilaterale, localizzato alle dita (tipicamente un intero segmento distale del dito oppure un dito intero), compare al contatto con il freddo e regredisce fino alla scomparsa con il caldo.

La mancanza di uno solo di questi criteri mette in discussione la diagnosi di Raynaud.

Con particolare attenzione alla topografia, devono essere quindi escluse dal fenomeno di Raynaud le manifestazioni cutanee che si localizzano in una sola faccia del dito, quelle che oltrepassano la radice delle dita impegnando il palmo o il dorso della mano e le manifestazioni a chiazze più o meno regolari.

Nei casi di pazienti con notevole ipersensibilità al freddo, anche una semplice ventata d’aria fredda può scatenare il “Fenomeno di Raynaud”; un fatto che il paziente con il “Fenomeno di Raynaud” deve sempre tenere presente, infatti, è che lo stimolo scatenante non deve essere necessariamente a carico delle dita, ma tutti i recettori del corpo possono provocarlo.

Da qui l’esigenza, per le pazienti, di coprirsi bene ed integralmente durante il periodo freddo.

QUALI SONO I MECCANISMI CHE PRODUCONO LE TRE FASI DEL “FENOMENO DI RAYNAUD” ?

         La prima fase, ischemica, è l’espressione del completo arresto della circolazione sanguigna nel sistema dei microvasi. Il fenomeno è dovuto a sostanza vasoattive locali (Trombossano, Bradichinine, Prostacicline, Serotina) con un coinvolgimento anche delle vie di deflusso, rappresentate dalle venule.

        La seconda fase, cianotica, segue l’inizio del ritorno del flusso ematico nel sistema dei microvasi. A causa della precedente ischemia, i microvasi sono in stato di vasodilatazione, che può anche essere massimale. La dilatazione è dovuta alla diminuzione del tono miocellulare; all’azione vasodilatante della CO2, accumulatasi e non rimossa.

       La terza fase, eritematosa, dipende dall’ulteriore cambiamento del rapporto tra flusso ematico e capacità microvasale. Si verifica quando il flusso è particolarmente abbondante e il sistema microvasale è ancora enormemente dilatato.

CHI SONO I SOGGETTI CHE PRESENTANO QUESTO “FENOMENO DI  RAYNAUD” ?

Questa manifestazione di regolazione “disordinata” della contrazione delle arteriole e delle venule delle dita si osserva prevalentemente a carico delle donne, in età fertile e in un range d’età mediamente compreso tra 16 e 40 anni, ma non è raro osservarla in concomitanza con lo stato di menopausa.

Essa può comparire e rimanere presente per anni o decenni e quindi scomparire improvvisamente e di solito è migliorata, fino alla guarigione, dallo stato di gravidanza.

Le persone affette dal “Fenomeno di Raynaud” presentano quasi sempre un carattere “nervosetto” e nelle donne si possono avere lievi turbe del ciclo mestruale, che può risultare scarso, modestamente irregolare e a volte senza tensione premestruale del seno.

Si può affermare che in certi soggetti esiste un terreno “predisponente” al Fenomeno di Raynaud, costituito da numerosi fattori spesso difficili da quantificare; se potessimo costruire una scala basata sulla “violenza” della reazione allo stimolo del freddo, ci accorgeremmo che il fenomeno compare e si comporta in modo diverso da individuo ad individuo.

QUALI SONO LE VARIANTI DELLA MALATTIA DI RAYNAUD ?

Dopo aver definito nelle righe precedenti il fenomeno, che costituisce la base della Malattia di Raynaud, possiamo ora affrontare la distinzione tra “malattia di Raynaud primaria” e “malattia di Raynaud d’accompagnamento o subalterna“.

La forma primaria è sostenuta esclusivamente dal fenomeno di Raynaud descritto sopra.

Il suo esordio, il suo comportamento e la sua scomparsa seguono esattamente le modalità descritte per il fenomeno.

La forma d’accompagnamento si verifica quando il terreno “predisponente” è di modesta entità per cui necessita d’altri fattori scatenanti.

Essa perciò si manifesta tipicamente assieme ad altre malattie, definite “autoimmuni” o “collagenopatie“, come la Sindrome di Sjogroen, la Sclerodermia, l’Artrite Reumatoide ed il Lupus Eritematosus.

In queste ultime perciò la malattia di Raynaud può costituire la spia di patologie più complesse, spesso ancora in stadio sub-clinico e quindi misconosciute.

ESISTONO ALTRI COFATTORI SCATENANTI PER LA MALATTIA DI RAYNAUD D’ACCOMPAGNAMENTO ?

Altri fattori che possono scatenare il Fenomeno di Raynaud su terreno predisposto sono:

·        le ernie discali e le discopatie

·        le malformazioni della gabbia toracica (coste soprannumerarie, pinzature muscolari)

·        le lesioni traumatiche dei nervi (comprese quelle chirurgiche)

·        il lavoro con strumenti a vibrazione  sia quelli ad elevata frequenza -da 7.000 ad oltre 50.000 giri/minuto- (torni elettrici, motori a scoppio ecc.) sia quelli a bassa frequenza (scalpelli e martelli pneumatici ecc.)

Anche la malattia arteriosclerotica nella sua variante diffusa anche agli arti superiori, poiché chiude oppure restringe enormemente le arterie delle dita, può scatenare un “Fenomeno di Raynaud”: in questo caso si parla di Raynaud tardivo , visto che i sintomi compaiono ben oltre il classico range d’età.

Infine nei cofattori scatenanti vanno ricordati quegli stati patologici del midollo spinale come il morbo di Parkinson

COSA SERVE QUINDI PER LA DIAGNOSI DI MALATTIA DI RAYNAUD ?

Indispensabili per la diagnosi sono:

la visita angiologia

un tracciato Doppler (indifferentemente C.W. oppure Eco)

una pletismografia (o una capillaroscopia)

alcuni esami del sangue come FAN, Fattore Reumatoide, PCR, Complemento C3 e C4, Crioglobuline con criocrito ed Elettroforesi Sieroproteica (con eventuale Immunoelettroforesi se risultassero bande atipiche).

Meno utili per la diagnosi risultano la termografia e l’angiografia.

E’ altrettanto fondamentale stabilire la risposta della malattia, sia essa primaria o secondaria, al trattamento sintomatico con Nitroglicerina dopo l’esecuzione della prova di stimolazionee reazione.

IN CHE COSA CONSISTE LA PROVA DI STIMOLAZIONE E REAZIONE ?

Un tracciato Doppler C.W. degli arti superiori o inferiori viene eseguito prima in condizioni basali, con particolare riguardo per le arterie dell’arcata palmare (o plantare) e quindi ripetuto subito dopo aver sottoposto il paziente a contatto con una sorgente di freddo (è sufficiente l’immersione delle mani in acqua ghiacciata) ed aver osservato la riproduzione del fenomeno..

Quindi, previa somministrazione di una compressa contenente 0,3 mg di Nitroglicerina per via sub-linguale, si attende la risoluzione dei sintomi in tre-quattro minuti.

A questo punto si esegue un terzo tracciato Doppler delle sole arterie digitali.

QUALE E’ L’ANDAMENTO DELLA MALATTIA DI RAYNAUD NEL TEMPO ?

La malattia di Raynaud primaria ha un andamento benigno e scompare nel corso della vita.

La gravidanza spesso “spegne” il fenomeno.

Va qui ricordato, per completezza, che spesso la malattia di Raynaud viene chiamata anche con termini quali:

“microangio-iperdisestesia”

“arterio-arteriolopatia funzionale”

“acrocianosi distale”

Ovviamente la malattia di Raynaud subalterna risente delle patologie d’accompagnamento e perciò può durare tutta la vita o almeno fino in età avanzata.

LA MALATTIA DI RAYNAUD RIMANE STABILE O SI AGGRAVA NEL TEMPO ?

La malattia, sia primaria sia d’accompagnamento presenta sintomi stabili nel tempo.

Nei casi più gravi della malattia (stimati attorno al 2%), entro due anni dall’inizio dei sintomi si formano a livello dei polpastrelli e delle unghie delle piccole ulcere o delle zone necrotiche, come conseguenza diretta dell’Arteriolopatia, un’affezione flogistica che comporta la chiusura delle arterie delle dita.

Ad eccezione di questi casi gravi ,però, la malattia si riflette esclusivamente in una fastidiosa reazione al freddo, la quale però è in grado di condizionare un’attività lavorativa.

Pertanto la malattia di Raynaud necessita di una terapia più per i problemi oggettivi che essa comporta che per la pericolosità della patologia in sé.

ESISTONO ALTRE PATOLOGIE CHE SIMULANO LA MALATTIA DI RAYNAUD ?

La malattia di Raynaud deve essere diagnosticata dopo aver escluso CLINICAMENTE E STRUMENTALMENTE le seguenti affezioni:

1). Le arteriopatie obliteranti periferiche:

la malattia arteriosclerotica, causa dell’arteriopatia cronica obliterante periferica – AOCP – compare più tardivamente ed è sovente MONOLATERALE; inoltre coinvolge di norma anche la mano  e/o il piede (mentre la malattia di Raynaud è SEMPRE e SOLO a carico delle dita) e tende a persistere A LUNGO, con scarsa dipendenza dallo stimolo freddo.

2). La sclerodermia:

tra le varie collagenopatie, la sclerodermia è quella che più assomiglia alla malattia di Raynaud, con la quale condivide numerosi sintomi; siccome poi nella sclerodermia è sempre presente una malattia di Raynaud d’accompagnamento, la diagnosi differenziale deve essere sempre ben valutata, usando tutti i test diagnostici oggi disponibili (esami del sangue, visita dermatologica, capillaroscopia).

3). Le microvasodistonie, frequenti soprattutto nella donna in menopausa:

in esse le manifestazioni cutanee hanno un andamento assai irregolare, largamente indipendente dallo stimolo freddo, con localizzazione NON ALL’ESTREMITA’ DELLE DITA.

ESISTE UNA TERAPIA PER LA MALATTIA DI RAYNAUD ?

Sì, ma può essere difficile da instaurare.

Come uso preventivo, l’adozione di farmaci vasodilatanti periferici oggi è ormai poco praticata perché priva di effetti clinici significativi.

Migliori risultati si hanno dall’uso di Calcio-antagonisti come la Nifedipina (che però nel 30% dei casi provoca cefalea ed abbassa in tutti i pazienti la pressione arteriosa).

Un’altra categoria di farmaci che fornisce buoni risultati è quella degli Alfabloccanti ,come il Naftilidrofurile o l’Oxpentifillina. Questi farmaci presentano meno effetti collaterali dei Calcio-antagonisti ma anche, di riflesso, una minor efficacia.

ESISTE IN ALTERNATIVA UNA TERAPIA LOCALE?

A volte il trattamento sintomatico (cioè al bisogno) e topico (cioè locale) è l’unica terapia possibile o razionale da adottare; usando un unguento contenente Nitroglicerina al 2% si è in grado di risolvere in pochi minuti la totalità dei casi che sono risultati positivi al test di stimolazione e reazione descritto sopra.

Quest’unguento, spalmato in modica quantità sulle zone asfittiche delle dita, presenta come unico effetto collaterale la vasodilatazione del letto ungueale; alcuni pazienti possono, col tempo, provare perciò fastidio alla pressione esercitata sulle unghie.

A cura del Dott. Edoardo Colombo.

Per ulteriori informazioni: coledoco@alice.it

 

The following two tabs change content below.
Prof. Edoardo Colombo
Medico ospedaliero per tredici anni, Angiologo ed Anatomopatologo, alterna il lavoro a periodi di aggiornamento in Europa e negli Stati Uniti. Ha collaborato, come Ricercatore e come Visiting Professor, con la Northwestern University Medical School di Chicago, la Stanford University di Palo Alto e la Genentech Inc. di San Francisco, dedicandosi allo studio della replicazione cellulare nei tumori solidi e della angiogenesi mediante Citometria a Flusso. Esperto conoscitore di computer, ha elaborato diversi software inerenti la sua professione ed ha costruito questo sito Web per mettere gratuitamente a disposizione di tutti le sue capacita' professionali . Da venti anni partecipa a programmi per la prevenzione dell'AIDS, dell'alcolismo e delle tossicodipendenze nelle scuole superiori, attraverso incontri multimediali con gli studenti. E' l' ideatore del Corso di Autodifesa Informatica rivolto a genitori e insegnanti per la prevenzione delle dipendenze tecnologiche e il corretto uso dei Social Networks. E' revisore di pubblicazioni scientifiche inerenti le sue conoscenze presso riviste internazionali. E'autore di numerosi articoli sia scientifici che divulgativi su vari temi angiologici, pubblicati su numerose riviste nazionali ed internazionali. Conduce la rubrica di medicina preventiva IL MIO MEDICO sulle frequenze di CiaoComoRadio. Riveste il ruolo di Segretario Scientifico Aggiunto del C.T.G. Compression Therapy Study Group. E' Docente presso il Centro Formativo Starting Work di Como e Docente presso la EdiAcademy di Milano.
Prof. Edoardo Colombo

Ultimi post di Prof. Edoardo Colombo (vedi tutti)

Prof. Edoardo Colombo

Prof. Edoardo Colombo

Medico ospedaliero per tredici anni, Angiologo ed Anatomopatologo, alterna il lavoro a periodi di aggiornamento in Europa e negli Stati Uniti. Ha collaborato, come Ricercatore e come Visiting Professor, con la Northwestern University Medical School di Chicago, la Stanford University di Palo Alto e la Genentech Inc. di San Francisco, dedicandosi allo studio della replicazione cellulare nei tumori solidi e della angiogenesi mediante Citometria a Flusso. Esperto conoscitore di computer, ha elaborato diversi software inerenti la sua professione ed ha costruito questo sito Web per mettere gratuitamente a disposizione di tutti le sue capacita' professionali . Da venti anni partecipa a programmi per la prevenzione dell'AIDS, dell'alcolismo e delle tossicodipendenze nelle scuole superiori, attraverso incontri multimediali con gli studenti. E' l' ideatore del Corso di Autodifesa Informatica rivolto a genitori e insegnanti per la prevenzione delle dipendenze tecnologiche e il corretto uso dei Social Networks. E' revisore di pubblicazioni scientifiche inerenti le sue conoscenze presso riviste internazionali. E'autore di numerosi articoli sia scientifici che divulgativi su vari temi angiologici, pubblicati su numerose riviste nazionali ed internazionali. Conduce la rubrica di medicina preventiva IL MIO MEDICO sulle frequenze di CiaoComoRadio. Riveste il ruolo di Segretario Scientifico Aggiunto del C.T.G. Compression Therapy Study Group. E' Docente presso il Centro Formativo Starting Work di Como e Docente presso la EdiAcademy di Milano. 

Tags:

  84 comments for “La Malattia di Raynaud: aspetti diagnostici e terapeutici.

  1. Antonio.
    21 luglio 2013 at 18:14

    Buon giorno dottore ho seguito l’evoluzione ipotetica, mio padre 5 anni fa ha iniziato ad avere le mani bianche, tendenti al pallore, dopo 2 anni o poco più viola e poi rosse, solo ora si è convinto a fare accertamenti, sono convinto che innumerevoli sono le patologie legate a questi fattori, ma leggendo le sue informazioni ho ritrovato particolarità comuni. volevo chiederle se era il caso di fare direttamente gli accertamenti che consiglia? oppure mi consiglia altro?
    Premetto che il rossore arriva ad oggi fino ai gomiti e sono sempre freddi, quando fa caldo sta meglio. Mio padre ha 65 anni, fumatore, alimentazione povera di fibre, ha lavorato 40 anni come fabbro. in inverno spesso si copre anche in casa per i forti brividi e tremori, no febbre, ma forte torpore all’estremità alte e basse. Grazie Dottore.
    Antonio.

    • Prof. Edoardo Colombo
      26 novembre 2013 at 21:14

      Buongiorno Antonio. Sicuramente si deve escludere una patologia legata all’uso delle braccia per così tanto tempo; una costola anomala oppure una malattia delle vertebre del torace possono riprodurre il fenomeno; arrivando fino ai gomiti possiamo escludere la malattia di Raynaud, perchè è limitata solo alle dita. Un esamo eco-color-Doppler delle braccia è necessario per escludere malattie delle arterie delle braccia.
      Innanzitutto sarà necessaria la diagnosi: se non li ha già eseguiti, ecco l’elenco degli esami del sangue che consentono di dirimere la forma primitiva di malattia di Raynaud da quella secondaria:
      Ricerca del fattore anti-nucleo o FAN
      Ricerca anticorpi anti-ENA
      Fattore Reumatoide
      Complemento C3 e C4

      Cordriali saluti.

      Dott. Edoardo Colombo

  2. vanessa pinnale
    4 gennaio 2014 at 22:46

    buona sera dottore….mi chiamo vanessa ho 42 anni e da diversi anni mi capita di avere i sintomi appena letti….con il freddo mi diventano i polpastrelli prima bianchi e intorpiditi e poi neri…..ne ho parlato col mio medico e mi ha prescritto l’ecocolordoppler per sospetto morbo di raynaud…..devo fare anche qualcos’altro????grazie

    • Prof. Edoardo Colombo
      5 gennaio 2014 at 10:01

      Buongiorno Vanessa, la prima cosa da stabilire è se la malattia di cui stiamo parlando sia VERAMENTE un Raynaud: ci sono, infatti, almeno quattro patologie simili che presentano sintomi in parte sovrapponibili e spesso la diagnosi di Raynaud è quella più di “comodo”. Le altre forme sono micro-distonie, cioè regolazioni anomale del calibro capillare, per lo più su base emotiva o ormonale. Se il caso in questione fosse veramente un Raynud, bisogna stabilire con certezza se questa malattia è di tipo primitivo o secondario, perchè questo cambia (e di molto) il comportamento terapeutico. La malattia di Raynaud è una ipersensibilità personale al freddo, spesso sostenuta (nelle donne) da un livello di ormoni estrogeni medio-alto (e associata, nel 50% dei casi ad un carattere “nervosetto”) che produce una vasocostrizione tipicamente periferica (dita delle mani, dei piedi e a volte anche al naso). Il fenomeno è scatenato da piccoli sbalzi di temperatura, anche di uno o due gradi, ed è frequente nelle persone giovani o dopo la menopausa.
      La malattia di Raynaud primitiva decorre benevolmente e spesso regredisce con l’avanzare dell’età oppure con eventuali gravidanze; la forma secondaria (solitamente ad una malattia del collagene , un tessuto molto abbondante che è interposto nel corpo umano tra altri tessuti “specializzati” come il tessuto muscolare, adiposo, osseo etc.) invece presenta un andamento più bizzarro, con periodi di esacerbazione intervallati da altri di normalità; inoltre in questo tipo di patologia il fenomeno di Raynaud è provocato “involontariamente” dalla malattia del collagene (tipiche malattie del collagene – assimilabili alle malattie reumatiche – sono la sclerodermia, il lupus eritematoso, la sjogren e l’artrite reumatoide).
      Cosa fare allora?
      Innanzitutto la diagnosi: se non li ha già eseguiti, ecco l’elenco degli esami del sangue che consentono di dirimere la forma primitiva di malattia di Raynaud da quella secondaria:
      Ricerca del fattore anti-nucleo o FAN
      Ricerca anticorpi anti-ENA
      Fattore Reumatoide
      Complemento C3 e C4

      Se la forma di Raynaud dovesse essere secondaria, allora la persona con questa patologia deve rivolgersi ad un Reumatologo che la seguirà nell’impostazione della terapia adatta (le malattie del collagene sono croniche, cioè durano tutta la vita, ma oggi sono facilmente curabili per via farmacologica).
      Se invece la forma fosse primitiva (cioè un Raynaud puro) allora chi ne soffre deve attenersi, come prima cosa, a queste disposizioni:
      1. nel periodo freddo coprirsi bene tutta, non solo le mani (i recettori del freddo sono sparsi per tutto il corpo) 2. se fuma, SMETTERE NEL PIU’ BREVE TEMPO POSSIBILE 3. non prendere la pillola anticoncezionale Per il Raynaud primitivo o per il vasospasmo non esistono centri specializzati ed i pazienti sono seguiti dagli specialisti Angiologi.La terapia farmacologica può essere difficile da instaurare a causa della risposta molto soggettiva; è normale “provare” tre-quattro composti prima di trovare quello più adatto al caso.
      Cordiali saluti.

      • Stella90
        13 luglio 2015 at 13:30

        Buongiorno, anch’ io ho la sindrome di Raynaud e mi chiedevo se anche in Piemonte ci fossero dei centri specializzati per poter essere seguita, grazie

        • Prof. Edoardo Colombo
          13 luglio 2015 at 22:10

          Buongiorno Sugnora. Conosco poco la realta’della sua regione. Tuttavia per la cura di questa mslattia e’ corrente affidarsi ad un centro Universitario quindi al Dipartimento di Reumatologia dell Universita’ di Torino. Cordiali saluti.
          Prof. Dott. Edoardo Colombo

          • jessica
            15 settembre 2015 at 21:33

            Buonasera dottore. mi hanno diagnosticato la sindrome di ryanoud..
            mi sto curando con il deflan un cortisone.. purtroppo non noto nessun miglioramento.
            Lavoro come assistente alla poltrona in uno studio privato 12/13 ore al giorno.. i miei sintomi sono peggiorati, sudorazione addormentamento delle mani dei piedi, dolori, stanchezza, ultimamente ho addirittura tremore nelle mani, le gambe mi diventano molto calde come se avessi la febbre.
            Sono preoccupata anche perchè ho solo 26 anni e faccio fatica a svolgere la mia vita con tranquillita’. non so a chi rivolgermi.

          • Prof. Edoardo Colombo
            16 settembre 2015 at 15:18

            Buongiorno Jessica; mi spiace leggerla sofferente. D’altra parte la terapia della sindrome di Raynaud a volte è difficile e necessita di tempo. Le consiglio di rivolgersi ad un centro Universitario vicino a lei (Dipartimento di Reumatologia o Immunologia Clinica) perchè, in alcuni casi, esistono alternative farmacologiche al solo cortisone. Il miglioramento dei sintomi del Raynaud, comunque, è secondario alla terapia della malattia che lo ha causato: migliorando la malattia di base si ottiene un miglioramento anche del Raynaud.
            Cordiali saluti.
            Prof. Dott. Edoardo Colombo

  3. gabriella bernardi
    15 febbraio 2014 at 8:36

    Buon giorno professore,
    Ho una figlia di dodici anni alla quale hanno diagnosticato la sindrome di raynour dopo svariatii ps per traumi, dalle analisi effettuate sembra essere tutto regolare se non fosse che con il passare dei mesi mutano alcuni sintomi, oltre ai dolori agli arti superiori ed inferiori, presenta forti mal di testa ormai giornalieri e noturni compromettendo il sonno, sincopi senza perdita di coscienza( con disturbi dell’equilibrio e erresto motorio ) e adesso forti dolori tra le costole. E’ seguita da un reumatologo che ha svolto indagini con i colleghi in campo oculistico ( studio del fundus) dermatologico( visita e capillaroscopia)cardiologico ( elettrocardiogramma) psicologica, neurologica. Non e’ mai stata vista da un angilogo e adesso inizia ad accusare stanchezza dello stato attuale! chiaramente da mamma mi pongo tante domande e dubbi -Stiamo percorrendo le strade giuste? Perche’ invece che tenere sottcontrollo la malattia, la ragazza sta regredendo considerando che non e’ mai stata male sino all’ anno scorso? A chi posso affidarmi qui a roma? Grazie

    • Prof. Edoardo Colombo
      15 febbraio 2014 at 19:04

      Buonasera Signora; il caso di sua figlia mi sembra necessiti di un’equipe di tipo ospedaliero. Le consiglio di rivolgersi al Servizio di Medicina Interna ed Angiologia del policlinico Gemelli di Roma.

  4. antonio
    27 settembre 2014 at 3:57

    mia moglie ha la s. di raynaud
    il reumatologo ha chiesto la tc del torace ad alta risoluzione e la dlco
    lo pneumologo ha eseguito esami preliminari ( spirometria, saturazione emogas e test del cammino) che sono nella norma e ritiene quindi che la tc e la dlco siano inutili.
    quale è il suo parere ?
    grazie

    • Prof. Edoardo Colombo
      30 settembre 2014 at 14:04

      Buongiorno; quando esiste una discrepanza nella prescrizione di un esame devono interagire i due specialisti, il reumatologo e lo pneumologo, perchè la risposta definitiva può essere fornita solo dopo che i colleghi si sono parlati.
      Cordiali saluti.

  5. angelica
    24 dicembre 2014 at 1:17

    Salve, mi è stata diagnosticata un inizio di sindrome di raynaud.. se prendo la pillola anticoncezionale la sindrome peggiora in modo significativo oppure posso prenderla tranquillamente? Mi è stato detto dalla mia reumatologa di cercare di non assumere caffeina ne alcolici ne tanto meno di fumare.. la pillola è una cosa che devo per forza eliminare come la maggior parte di quest’ultime? Grazie mille in anticipo.

    • Prof. Edoardo Colombo
      24 dicembre 2014 at 10:20

      Buongiorno Signora Angelica. Nella sindrome di Raynaud sono da evitare stimoli che peggiorano la circolazione delle piccole arterie delle dita; la pillola anticoncezionale è pertanto sconsigliata (non pproibita) nel suo caso, al pari di quanto indicato già dalla sua reumatologa. Ne parli comunque con il suo ginecologo. Cordiali saluti. Prof. Dott. Edoardo Colombo

  6. silvio
    28 dicembre 2014 at 23:25

    Salve Professore, sono un 42 enne al quale e’stata riscontrata l’inizio della sindrome di Raynaud, patologia che gia’ avevo durante i periodi freddi e invernali, ma che si e’ prepotentemente manifestata al lavoro, al contatto con acqua e freddo per tutta la durata della giornata lavorativa. Personalmente oltre alle dita ho avuto conseguenze anche agli avambracci, con sintomi uguali a quelli letti qua’ sopra…innanzitutto l’intorpidirsi delle mani che mi provocano freddo interiore fino a compromettermi le normali mansioni lavorative. Vorrei specificare che il tutto mi si e’ presentato da quando nella azienda in cui lavoro c’e’ stato un avvicendamento lavorativo, dovuto alla rotazione dei posti di lavoro. Nei periodi autunnali, complice il bel tempo, notavo conseguenze come gonfiore e l’intorpidirsi di mani e avanbracci, ed anche la notte spesso mi svegliavo perche’ mi si addormentavano le braccia. Poi la situazione e’precipitata con i primi freddi , dove oltre ai sintomi gia’ evidenziati ho avuto veri e propri crolli fisici dovuti al freddo , con febbre anche oltre i 39^. Ho fatto una cura basata su antibiotici e punture di “Kocefen”, accompagnate da pomate come Gentalin Beta ed altre che aiutano la circolazione. Mi scuso se mi sono dilungato, ma visto che mi e’successo recentemente, non nasondo un certo spavento , anche perche’ nonostante il medico che mi ha avuto in cura, visite private e al pronto soccorso, molti non sono riusciti a fare una diagnosi specifica,…ricordandole che il tutto si manifesta prepotentemente quando ho le mani bagnate e complice il freddo divento una statua che si ghiaccia dall’interno. Cordiali saluti e mi scuso ancora se mi sono dilungato.

    • Prof. Edoardo Colombo
      30 dicembre 2014 at 10:00

      Buongiorno Silvio. Dopo aver letto la sua email credo che la soluzione più razionale sia di chiedere al suo Curante di appoggiarsi ad un centro di riferimento Universitario per la cura delle malattie immunologiche. Gli episodi febbrili che mi ha descritto sono difficilmente interpretabili ma sembrano non essere causati da un’infezione bensì da una reazione anomala del suo sistema immunitario. Cordiali saluti. Prof. Dott. Edoardo Colombo

  7. Terraneo luigi
    22 gennaio 2015 at 19:10

    Professore scusi. Il disturbo. Sono una mamma di due gemelle hanno diagnosticato la malattia raynaud solo che il problema si aggrava di piu quando loro. Svolgendo un attivita fisica pattinaggio artistico a livello italiano hanno grossi problemi hai piedi freddi quando si allenano e svolgono gare come posso aiutarle considerando allenamento pesante grazie

    • Prof. Edoardo Colombo
      23 gennaio 2015 at 9:31

      Buongiorno Signora. Per poterle risponderle ho bisogno di sapere l’età delle sue figlie. Cordiali saluti. Prof. Dott. Edoardo Colombo

  8. Jonathan
    29 gennaio 2015 at 11:57

    Buongiorno Professore,
    mi rivolgo a Lei in quanto la mia situazione sta divenendo invalidante.
    Da qualche anno infatti a contatto col freddo (ma mi è capitato anche in estate) alcune dita delle mani mi diventano bianche ed intorpidite.
    Io come persona sono molto ansioso e detesto il freddo ma purtroppo nel freddo ci devo lavorare!
    Ho notato che sempre più spesso sudo sotto le ascelle pur avendo freddo in tutto il corpo, infatti sudo mentre le mie mani ed i miei piedi sono gelidi!
    Non bevo e non fumo, faccio sport intenso (podismo), ho 36 anni e tra pochi giorni dovrò effettuare una capillaroscopia seguita tra un mese da un Eco color doppler.
    Purtroppo il mio medico curante non mi ha prescritto gli esami del sangue che lei suggerisce (oggi co torno e me li faccio prescrivere).
    Leggendo quanto scrive poi, devo segnalare che da circa una decina di anni ho male in un preciso punto della bassa schiena , in zona T3…può essere dato questo fenomeno appunto da un ernia del disco o da un problema alla schiena?
    Se si mi saprebbe indicare a quale esame sottopormi?
    In ogni caso mi sa dire come mai sono così insofferente al freddo e se posso fare qualcosa per smettere di sudare pur avendo i geloni?

    La ringrazio per il tempo e per le informazioni che mi ha dato
    Cordiali saluti
    Jonathan

    • Prof. Edoardo Colombo
      30 gennaio 2015 at 16:34

      Buongiorno Jonathan; nel vasospasmo sono implicati diversi attori e da quello che mi scrive posso ipotizzare alcune cause. La diagnosi di una malattia è clinica, perciò sarà il suo Curante a poterla indirizzare verso lo Specialista che dovrà assisterla. Tuttavia posso risponderle che un problema ad una vertebra toracica è in grado di sostenere un vasospasmo come quello che mi descrive; in questo caso è un problema ortopedico o neurochirurgico e in questi ambiti va cercata la soluzione. Oppure, se gli esami che eseguirà (sempre che siano ritenuti congrui dal suo Curante) evidenzieranno una malattia infiammatoria del collagene, dovrà rivolgersi ad un Reumatologo oppure ad un Endocrinologo se l’organo infiammato fosse la tiroide.
      Cordiali saluti.
      Prof. Dott. Edoardo Colombo

      • Jonathan
        31 gennaio 2015 at 17:08

        La ringrazio Professore, ho eseguito come da lei suggerito gli esami del
        sangue :
        Ricerca del fattore anti-nucleo o FAN
        Ricerca anticorpi anti-ENA
        Fattore Reumatoide
        Complemento C3 e C4

        Vorrei gentilmente spedirglieli di persona una volta che ricevo gli esiti.
        Potrei scriverLe privatamente? La mia mail è j.jonny.j@gmail.com

        La ringrazio infinitamente
        Jonathan

  9. Raffaele
    14 febbraio 2015 at 0:04

    Salve professore mi chiamo raffaele ho 24 anni e da piccolissimo ho una esagerata sensibilita al freddo e ho notato che sotto i 16gradi ho difficolta nei movimenti delle mani diventando bianche e non riesco piu ad aprire i pugni e solo dopo circa un 45minuti messo vicino a una fonte di calore riesco a rimuovere le mani.invece quando la temperatura scende sotto i 10 gradi mi si bloccano pure gomiti e gambe e diventa doloroso camminare.io uso abitualmente un intimo termico sotto i normali indumenti e poi cerco di coprirmi quasi completamente.e sono preoccupato perche non sto riuscendo a contrastare questo mio problema nemmeno esagerando nel coprirmi,e forse il momento di fare dei controlli approfonditi?grazie mille in anticipo

    • Prof. Edoardo Colombo
      18 febbraio 2015 at 13:35

      Buongiorno Raffaele, le consiglio di sottoporre i suoi sintomi al suo Curante e ad uno specialista in Reumatologia per gli esami del caso.
      Potrebbe trattarsio di una malattia simil-reumatica oppure una debolezza congenita al freddo.
      Cordiali saluti.

      Prof. Dott. Edoardo Colombo

  10. yanina
    21 febbraio 2015 at 12:16

    Salve dottore ho quasi 37 anni e soffro di raynaud, bilaterale, e in 2 dite delle mani, e piedi, solo in inverno. Ho una ernia di disco e fino ad aprile 2014 tutti gli esami del sangue erano negativi; perciò la mia reumatologa ha pensato al mio raynaud per ernia discale. In dicembre di 2014 il mio ginecologo mi ha dato una cura con ormone che ho fatto per 14 gg, dovevo ripetere la cura per 5 mesi, ma ho dovuto sospendere a gennaio per un intervento emorroide e prolasso di mucosa fatto il 20 gennaio, il 5 febbraio le ditte della mano destra si sono gonfiate diventando rosse 3 ditte sulle articolazioni e molto gonfie, ieri 20 febbraio ho ripetuto gli esami del sangue e adesso ho ANA 1.4positivo (10 mesi fa era 0.2 negativo) ENA negativo, reuma negativo e anti sdna negativo. Linfociti 1800 e tempo di protrombina 75.07%. Tuttora ho le ditte gonfie per più che prendo antiinflamatorio fans. Ho . reumatologa il 16/03 ma la mia domanda è il mio raynaud e adesso secondario? O il ANA può essere positivo per altri motivi secondari come le ormone presse a dicembre?
    Ho mia madre che soffre di fibriomialgia. .
    Grazie per la sua risposta
    Atte

    • Prof. Edoardo Colombo
      21 febbraio 2015 at 16:53

      Buongiorno Signora. Gli anticorpi anti-nucleo si positivizzano in numerose evenienze (terapie, interventi chirurgici, infiammazioni varie) quindi non sono utilizzabili, presi singolarmente, come indice di malattia di Raynaud primitiva o secondaria. Aspetti tranquillamente la visita reumatologica di controllo, in modo da verificare se le modificazioni che mi descrive siano da riferire all’intervento per emorroidi (cosa probabile), alla precedente terapia ormonale oppure ad un mutamento del Raynaud (ipotesi meno probabile).
      Cordiali saluti.
      Prof. Dott. Edoardo Colombo

      • yanina
        22 febbraio 2015 at 14:28

        Mi spiace ho scritto in spagnolo! Dicevo che adesso sono più tranquilla, e la ringrazio molto. Che lo único che mi preoccupa sono le mie dite che sono gonfie e le articolazioni doloranti e una molto rossa, e se come ho il leucocitos un po bassi magari ce una infezione?
        O bene il raynaud può provocare questa lunga infiammazione, già che sono stata esposta a freddo nelle mani?
        Grazie mille per la sua disponibilità
        Buona domenica
        Yanina

        • Prof. Edoardo Colombo
          22 febbraio 2015 at 15:48

          Buongiorno Yanina; le dita gonfie di solito sono provocate dal Raynaud, specie in inverno.
          Il dolore alla articolazioni con i leucociti bassi (indice magari di stress immunitario prolungato) devono essere valutati dal Reumatologo per capire se in questo momento, oltre al Raynaud, c’è anche una infiammazione delle articolazioni.

          Cordiali saluti.
          Prof. Dott. Edoardo Colombo

  11. Annamaria
    17 maggio 2015 at 22:41

    Ciao prof eduardo.
    Mi chiamo Annamaria e ho 19 anni ho
    sempre le mani fredde anche in estate e mi crescono alcune bolle rosse che con il tempo si seccano e cadono. Sono andata dal mio medico e mi ha detto che erano geloni,ma mi dicono che i geloni non possono uscire anche in estate. Cosa può essere

    • Prof. Edoardo Colombo
      18 maggio 2015 at 12:38

      Buongiorno Annamaria; da quello che scrive potrebbe trattarsi di una alterazione vascolare conosciuta come malattia di Raynaud.
      Tuttavia la prima cosa da stabilire è se la malattia di cui stiamo parlando sia VERAMENTE un Raynaud: ci sono, infatti, almeno quattro patologie simili che presentano sintomi in parte sovrapponibili e spesso la diagnosi di Raynaud è quella più di “comodo”.
      Le altre forme sono micro-distonie, cioè regolazioni anomale del calibro capillare, per lo più su base emotiva o ormonale.
      Se il caso in questione fosse veramente un Raynud, bisogna stabilire con certezza se questa malattia è di tipo primitivo o secondario, perchè questo cambia (e di molto) il comportamento terapeutico.
      La malattia di Raynaud è una ipersensibilità personale al freddo, spesso sostenuta (nelle donne) da un livello di ormoni estrogeni medio-alto (e associata, nel 50% dei casi ad un carattere “nervosetto”) che produce una vasocostrizione tipicamente periferica (dita delle mani, dei piedi e a volte anche al naso). Il fenomeno è scatenato da piccoli sbalzi di temperatura, anche di uno o due gradi, ed è frequente nelle persone giovani o dopo la menopausa.
      La malattia di Raynaud primitiva decorre benevolmente e spesso regredisce con l’avanzare dell’età oppure con eventuali gravidanze; la forma secondaria (solitamente ad una malattia del collagene , un tessuto molto abbondante che è interposto nel corpo umano tra altri tessuti “specializzati” come il tessuto muscolare, adiposo, osseo etc.) invece presenta un andamento più bizzarro, con periodi di esacerbazione intervallati da altri di normalità; inoltre in questo tipo di patologia il fenomeno di Raynaud è provocato “involontariamente” dalla malattia del collagene (tipiche malattie del collagene – assimilabili alle malattie reumatiche – sono la sclerodermia, il lupus eritematoso, la sjogren e l’artrite reumatoide).
      Cosa fare allora?
      Innanzitutto la diagnosi: se non li ha già eseguiti, ecco l’elenco degli esami del sangue che consentono di dirimere la forma primitiva di malattia di Raynaud da quella secondaria:
      Ricerca del fattore anti-nucleo o FAN
      Ricerca anticorpi anti-ENA
      Fattore Reumatoide
      Complemento C3 e C4

      Se la forma di Raynaud dovesse essere secondaria, allora la persona con questa patologia deve rivolgersi ad un Reumatologo che la seguirà nell’impostazione della terapia adatta (le malattie del collagene sono croniche, cioè durano tutta la vita, ma oggi sono facilmente curabili per via farmacologica).

      Se invece la forma fosse primitiva (cioè un Raynaud puro) allora chi ne soffre deve attenersi, come prima cosa, a queste disposizioni:
      1. nel periodo freddo coprirsi bene tutta, non solo le mani (i recettori del freddo sono sparsi per tutto il corpo)
      2. se fuma, SMETTERE NEL PIU’ BREVE TEMPO POSSIBILE
      3. non prendere la pillola anticoncezionale
      Per il Raynaud primitivo o per il vasospasmo non esistono centri specializzati ed i pazienti sono seguiti dagli specialisti Angiologi.
      La terapia farmacologica può essere difficile da instaurare a causa della risposta molto soggettiva; è normale “provare” tre-quattro composti prima di trovare quello più adatto al caso.

      Cordiali saluti.

      Prof. Dott. Edoardo Colombo

  12. lucia
    26 giugno 2015 at 15:18

    buongiorno professore, dopo aver letto il suo chiarissimo articolo, finalmente ho trovato le risposte al problema che mi accompagna da qualche anno. ho 39 anni. mi sorge solo d’inverno, quando per esempio esco da un luogo caldo all’esterno, quando la temperatura è rigida. mi diventa insensibile uno o due dita della mano sinistra (indice e medio di solito), pallido, ghiacciato e rigido, e poi le punte tendono al livido, per poi diventare rosse. ‘unico rimedio è esporle ad una fonte di calore’ per riprendere la funzionalità. devo sempre portare i guanti o tenere le mani coperte. non ho mai parlato al mio medico di questo problema, ed essendo un soggetto che evita ospedali e farmaci, le chiedo è necessario che mi faccia curare o posso trascurare la problematica? la ringrazio.

    • Prof. Edoardo Colombo
      26 giugno 2015 at 18:09

      Buongiorno Lucia; la prima cosa da stabilire è se la malattia di cui stiamo parlando sia VERAMENTE un Raynaud: ci sono, infatti, almeno quattro patologie simili che presentano sintomi in parte sovrapponibili e spesso la diagnosi di Raynaud è quella più di “comodo”. Le altre forme sono micro-distonie, cioè regolazioni anomale del calibro capillare, per lo più su base emotiva o ormonale. Se il caso in questione fosse veramente un Raynud, bisogna stabilire con certezza se questa malattia è di tipo primitivo o secondario, perchè questo cambia (e di molto) il comportamento terapeutico. La malattia di Raynaud è una ipersensibilità personale al freddo, spesso sostenuta (nelle donne) da un livello di ormoni estrogeni medio-alto (e associata, nel 50% dei casi ad un carattere “nervosetto”) che produce una vasocostrizione tipicamente periferica (dita delle mani, dei piedi e a volte anche al naso). Il fenomeno è scatenato da piccoli sbalzi di temperatura, anche di uno o due gradi, ed è frequente nelle persone giovani o dopo la menopausa. La malattia di Raynaud primitiva decorre benevolmente e spesso regredisce con l’avanzare dell’età oppure con eventuali gravidanze; la forma secondaria (solitamente ad una malattia del collagene , un tessuto molto abbondante che è interposto nel corpo umano tra altri tessuti “specializzati” come il tessuto muscolare, adiposo, osseo etc.) invece presenta un andamento più bizzarro, con periodi di esacerbazione intervallati da altri di normalità; inoltre in questo tipo di patologia il fenomeno di Raynaud è provocato “involontariamente” dalla malattia del collagene (tipiche malattie del collagene – assimilabili alle malattie reumatiche – sono la sclerodermia, il lupus eritematoso, la sjogren e l’artrite reumatoide).
      Cosa fare allora?
      Innanzitutto la diagnosi: se non li ha già eseguiti, ecco l’elenco degli esami del sangue che consentono di dirimere la forma primitiva di malattia di Raynaud da quella secondaria:
      Ricerca del fattore anti-nucleo o FAN
      Ricerca anticorpi anti-ENA
      Fattore Reumatoide
      Complemento C3 e C4

      Se la forma di Raynaud dovesse essere secondaria, allora la persona con questa patologia deve rivolgersi ad un Reumatologo che la seguirà nell’impostazione della terapia adatta (le malattie del collagene sono croniche, cioè durano tutta la vita, ma oggi sono facilmente curabili per via farmacologica).

      Se invece la forma fosse primitiva (cioè un Raynaud puro) allora chi ne soffre deve attenersi, come prima cosa, a queste disposizioni:
      1. nel periodo freddo coprirsi bene tutta, non solo le mani (i recettori del freddo sono sparsi per tutto il corpo)
      2. se fuma, SMETTERE NEL PIU’ BREVE TEMPO POSSIBILE
      3. non prendere la pillola anticoncezionale
      Per il Raynaud primitivo o per il vasospasmo non esistono centri specializzati ed i pazienti sono seguiti dagli specialisti Angiologi.
      La terapia farmacologica può essere difficile da instaurare a causa della risposta molto soggettiva; è normale “provare” tre-quattro composti prima di trovare quello più adatto al caso.

      Cordiali saluti.
      Prof Dott Edoardo Colombo

  13. Graziella
    13 luglio 2015 at 18:12

    Ho letto il suo articolo,mi farò prescrivere questi esami che lei consiglia di fare con il mio medicò .Perché. Oltre che avere sempre questo formicolio alle dita delle mani di notte e di giorno sono sempre molto gonfie,avevo fatto circa 10 anni fa’ gli esami del sangue perché mi facevano molto male e le dita si sono un po’ deformate e hanno riscontrato che sono reumatiche.Ho fatto diversi cicli di magnetoterapia,immersioni con ultrasuoni e laser.Vorrei gentilmente un suo parere che cosa mi consiglia di fare ,la ringrazio della Sua risposta che mi vorrà dare.

    • Prof. Edoardo Colombo
      13 luglio 2015 at 22:05

      Buonasera Signora Graziella. Formocolii alle dita specie alle mani sono spesso espressioni, oltre che di una eventuale malattia artrosuca, di uno stato infiammatorio a livello cervicale. Si faccia manipolare ls schiena da un fisioterapista o da un osteopata. Vediamo poi l’esito degli esami. Cordiali saluti.
      Prof. Dott. Edoardo Colombo

  14. Sara
    5 agosto 2015 at 12:34

    Buongiorno Professore, oggi ho 40 anni ed una decina di anni fa mi hanno riscontrato il Fenomeno di Raynoud; in questi ultimi 4 anni ho avuto due gravidanze ed il disturbo è sempre presente ma, nettamente in forma più leggera. Sia a maggio ed esattamente due mesi dopo, ho avuto due episodi di orticaria acuta. Nel secondo episodio la Dott.ssa Allergologa che mi segue mi ha prescritto, tra i tanti, esami ANA che hanno dato il seguente esito positivo – Pattern Speckled – 1/320 – Conclusione: la mia orticaria è di origine autoimmune; causa sconosciuta: “pasticcio alimentare” (gamberi?) – virus (anche un semplice raffreddore) – stress (periodo effettivamente molto pesante lavorativamente parlando e sì… il mio carattere è decisamente “nevosetto”). La Dott.ssa mi ha spiegato che il mio sistema immunitario è andata in tilt per una delle cause sopra indicate, che non esiste cura per ristabilirlo, se non il tempo e, siccome a distanza di tre settimane ho ancora orticaria, continuare per tre mesi con antistaminico; tra quattro mesi si ripetono gli esami e si rifà il punto della situazione. Ora, le mie domande sono: può esserci relazione tra l’orticaria autoimmune ed il fenomeno di Rayoud, può essere che si sia accesa qualche spia nel mio corpo? è il caso che ripeta gli esami diagnostici per il Fenomeno di Raynaud (li ho fatti per tre anni fila: capillaroscopia ed esami del sangue sempre negativi) oppure ha da suggerirmi altri esami mirati. Grazie mille e Buona Estate!

    • Prof. Edoardo Colombo
      5 agosto 2015 at 17:10

      Buongiorno Sara.
      La malattia di Raynaud è una malattia in parte autoimmune, quindi il suo sistema immunitario è già di base instabile. Detto questo, concordo con la terapia mediante anti-istaminico e la ripetizione del test ANA tra 3-4 mesi. Gli esami come la capillaroscopia adesso sono inutili ma, se il titolo degli anticorpi ANA – tra 3-4 m3si – sarà ancora elevato (uguale o maggiore di 1/320), verrà intrapresa eventualmente una terapia (in genere cortisonica) per spegnere questo stato infiammatorio e un nuovo esame capillaroscopico per comprendere meglio cosa sta accadendo. Al momento, comunque, non ravviso elementi di allarme.
      Buona estate anche a lei.

      Prof. Dott. Edoardo Colombo

  15. Rosaria
    5 agosto 2015 at 21:16

    Buonasera Professore,
    ho 49 anni e sono in menopausa chirurgica, per endometriosi profonda, da circa due anni.
    Ho sempre sofferto, nel periodo invernale, il freddo. Quello che mi preoccupa di più e che mi crea più disagio è che le mie gambe diventano completamente bluastre oltre, naturalmente, mani e labbra, non ho dolori o intorpidamenti alle dita delle mani, nè noto il passaggio dal pallore al rossore delle dita.
    Potrebbe essere la sindrome di Raynaud? Ho sempre sperato in un miglioramento nell’arco degli anni ma nulla.
    La ringrazio.

    • Prof. Edoardo Colombo
      6 agosto 2015 at 9:23

      Buongiorno Rosaria; da quello che mi scrive NON si tratta di Raynaud, malattia che colpisce solo le dita di mani e piedi. Potrebbe essere una sua predisposizione ad avere effetti esagerati quando incontra ambienti freddi, oppure un piccolo problema della tiroide (evidenziabile con un’ecografia e degli esami di laboratorio); ne parli con il suo Curante.
      Cordiali saluti.

      Prof. Dott. Edoardo Colombo

  16. DAVIDE
    19 agosto 2015 at 12:06

    Salve professore i miei sintomi sono simili per quello che riguarda le mani alla sindrome di Raynaud ma mentre faccio attivita’ fisica in condizioni di freddo mi si riempiono i glutei e le anche di bugne tipo punture di zanzara che mi provocano prurito .Ogni tanto anche nei gomiti. Dopo circa 2 ore mi sparisce il tutto. Questa patologia in forma lieve mi si presentava anche da ragazzo ma ultimamente ( ho 42 anni ) e’ peggiorata. Mi devo preoccupare?

    • Prof. Edoardo Colombo
      22 agosto 2015 at 19:19

      Buongiorno Davide. La malattia di Raynaud si manifesta a livello delle dita o, nella forma associata ad una malattia autoimmune, alle mani o ai piedi. I sintomi descritti non appartengono a questa patologia; chieda al suo Curante di indagare eventuali malattie tiroidee o autoimmuni. Cordiali saluti. Prof. Dott. Edoardo Colombo

  17. DAVIDE
    22 agosto 2015 at 15:06

    Buongiorno professore ho 43 anni e’ ho i sintomi della malattia di Raynaud per quello che riguarda le mani e i piedi tuttavia mentre faccio sport a volte in condizioni di freddo anche non intenso mi escono nei gomiti e nella zona circoscritta alle braghette corte o ciclisti delle bugne tipo puntura di zanzara che dopo 2 ore dalla cessazzione dell’attivita’ mi vanno via. Mi devo preoccupare

  18. Cristina
    26 settembre 2015 at 17:20

    Gentile dottore, da anni convivo col fenomeno di Raynaud esteso alle dita di mani e piedi. Alcuni anni fa a causa di una ischemia al secondo dito di un piede, ho perso l’unghia e ancora il dito in questione è sensibile e spesso dolente. Da alcuni mesi ho delle formazioni di tipo nodulare nel padiglione auricolare destro sul bordo esterno, che si desquamano e l’orecchio mi duole la notte al contatto col cuscino. Ho pensato che si tratti dei noduli di Winkler. Esiste una correlazione tra queste formazioni e il Raynaud?
    Grazie.

    • Prof. Edoardo Colombo
      26 settembre 2015 at 18:56

      Buonasera Cristina. Il dito del piede dolente è una conseguenza dell’ischemia di cui scrive nella sua email ed è una situazione destinata a perdurare nel tempo. Per quello che riguarda i noduli di Winkler, si trovano spesso quando il paziente è affetto da malattie del collagene (tipo atrite), ma a volta basta anche l’esposizione alle basse temperature (nei soggetti che soffrono di Raynaud la resistenza alle basse temperature è ridotta o assente). Non sono, comunque, tipici del fenomeno di Raynaud.
      Cordiali saluti.
      Prof. Dott. Edoardo Colombo

      • cristina
        27 settembre 2015 at 18:41

        Grazie per la risposta, dottore!
        Ripeto periodicamente gli esami per la sclerodermia e patologie affini in quanto c’e’ familiarità per queste sindromi; ancora gli anticorpi risultano negativi, però. Nel frattempo mi copro bene per contrastare il freddo…
        I noduli all’orecchio permangono anche in estate, nonostante il caldo e il sole della Sardegna!
        Ne parlerò comunque anche con l’immunologa che mi segue.
        Ancora grazie!

  19. Daniele
    25 ottobre 2015 at 8:41

    Gentile dottore buona sera sono Daniele, un ragazzo di 25 anni. Sono un soggetto magro, ho spesso mani sudate e fredde e sin da piccolo soffro molto la bassa temperatura. Mi hanno diagnosticato un Raynaud 3 anni fa ed ho eseguito in questo periodo 3 capillaroscopie di controllo sempre negative. Nell’ultima capillaroscopia il reumatologo che effettuava l’esame mi ha detto che il mio non è un Raynaud ma un’acrocianosi.
    In pratica ho le unghie di entrambe le mani, in maniera simmetrica e con la stessa intensità, sempre viola (sono coinvolti maggiormente medio anulare e mignolo). Non è presente la fase ischemica ne quella erimatosa, la pelle delle dita non ha variazioni di colore (neanche vicino le unghie) e non ho attacchi nel senso che il “viola” è sempre presente ma diventa più accesso in base alla temperatura: si nota molto quando fa freddo e/o sono stressato ma si nota in maniera molto molto sfumata persino quando fa caldo! Anche mio fratello e mia mamma hanno un letto ungueale leggermente tendente al viola, con la differenza che a loro quando fa freddo non diventa più scuro.
    Il dottore mi ha consigliato di approfondire la questione con un angiologo, anche se secondo lui è un problema costituzionale.
    Sono un po’ perplesso perché per 3 anni ho fatto capillaroscopie per un sospetto Raynaud (con tutta l’ansia che ne deriva come può immaginare) ed ora mi dicono che non lo è!

    Dalla descrizione le sembra un Raynaud? Ne vale la pena di approfondire la questione con un angiologo?

    Grazie mille,
    Saluti.

    • Prof. Edoardo Colombo
      26 ottobre 2015 at 13:53

      Buongiorno Daniele. Da quello che leggo sono d’accordo con il Collega che ha formulato una diagnosi di acrocianosi; è un vasospasmo benevolo (al di là del fastidio cromatico) su base predisponente (il carattere soprattutto) che può essere (a volte) mitigato da alcuni composti erboristici per via generale o per via locale. Dal momento che è stata suggerita una visita angiologica, le suggerisco di farla non tanto perchè si possano trovare rimedi al vasospasmo (ahimè), ma per dimostrare che i vasi delle mani e delle braccia sono normali, ovvero non esistono malformazioni venose che possono essere la causa di questo vasospasmo.
      Cordiali saluti.

      Prof. Dott. Edoardo Colombo

  20. helmut
    24 gennaio 2016 at 23:37

    buon giorno professore,
    mi chiamo Helmut ho 44 anni e sono un ciclista, ho notato nelle mie ultime uscite invernali che quando rientravo le dita medio e anulare della mando sinistra erano bianche fredde ed intorpidite, poi pian piano sotto la doccia ritornavano calde e colorate, pensavo fosse dovuto alla postura e al freddo anche se adeguatamente coperto.
    adesso cercando in rete ho trovato la sua spiegazione a questa “sindrome/malattia” ma lei ha citato solo casi che riguardano donne, ma e’ veramente cosi o puo colpire anche gli uomini?
    E soprattutto dalla spiegazione che ho fornito in maniera abbreviata puo trattarsi di tale malattia?

    • Prof. Edoardo Colombo
      25 gennaio 2016 at 13:51

      Buongiorno Helmut; in effetti la patologia è molto più femminile, a causa degli ormoni che sostengono le modificazioni. Nei maschi le causa, invece, sono più variegate: problemi tiroidei, osteoarticolari, reumatologici, dall’uso di alcuni farmaci e altro ancora. Da quello che mi scrive si tratta quasi certamente di un vasospasmo di tipo Raynaud e perciò vale la pena di approfondire. Chieda al suo Curante di considerare le due categorie più frequentemente implicate nella sindrome di Raynaud maschile: autoimmunità (ANA, ENA, anti-TPO) e nevrite del braccio per patologie tipo la periartrite scapolo-omerale.
      Cordiali saluti.
      Prof. Dott. Edoardo Colombo

  21. Sissi
    19 febbraio 2016 at 16:02

    Buon giorno dottore mi chiamo Sissi ed ho 34 anni. Ho cominciato ad avere questi sintomi circa 12 anni fa. Premetto che soffro di iperidrosi palmare che si manifesta esclusivamente in alcune occasioni (se devo dare la mano a qualcuno che non conosco ad esempio). Quindi verso i 20/22 anni mi accorsi che con il freddo una o alcune dita delle mani, di solito una o due falangi, diventavano pallidissime e fredde per poi tornare alla normalità dopo circa cinque dieci minuti senza passare per le successive fasi del fenomeno di Raynaud e senza dolore. Il medico mi disse che i sintomi erano troppo sfumati per parlare di Ryanaud. Questo per un paio di anni o più per poi sparire o comunque manifestarsi in maniera quasi impercettibile. .Negli anni successivi ho avuto saltuariamente un paio di volte piccoli geloni (almeno credo fossero geloni ) anche questi scomparsi in breve tempo. Quest’anno un paio di volte ho avuto leggero firmicolio ad alcune dita delle mani (medio indice mignolo) con qualche minuto di falangi biancastre sempre alle stesse dita anche questi sintomi scomparsi senza dolore o fastidi particolari. Preciso che lavoro al computer per moltissime ore al giorno per il mio lavoro, sono giornalista.
    Secondo lei si tratta di Ryanaud o incide l’i peridrosi palmare e come dice il mio medico si tratta di ipersimpaticotonia?

    • Prof. Edoardo Colombo
      20 febbraio 2016 at 15:07

      Buongiorno Sissi. da quello che mi scrive sono d’accordo con il suo Curante per l’ipotesi di un vasospasmo su base di ipertono sompatico; l’iperidrosi si associa bene, infatti, a questa condizione.
      Anche una patologia osteoarticolare come la cervicalgia può determinare i fenomeni che descrive.
      Cordiali saluti.

      Prof. Dott. Edoardo Colombo

  22. Paola
    3 marzo 2016 at 9:11

    Buongiorno Dottore,
    sono la mamma di una ragazza di 20 anni che proprio in questi giorni ha avuto un episodio di questo genere, cioè dita delle mani improvvisamente viola scuro con leggero formicolio, pur stando in casa e quindi a temperatura intorno ai 18/20 gradi.
    E’ la prima volta che le capita.
    Cosa mi consiglia di fare per cominciare e soprattutto a quale specialista rivolgermi?
    Viviamo in provincia di Macerata.
    Anticipatamente ringrazio e porgo cordiali saluti.

    • Prof. Edoardo Colombo
      3 marzo 2016 at 18:54

      Buonasera Paola.
      Non si preoccupi: episodi di vasospasmo sono comuni nelle adolescenti e sono causati dagli ormoni femminili o da periodi di stress/emozioni.
      Se il fatto non si ripete a breve non ha significato clinico.
      Viceversa, sottoponga il caso al suo Curante, così potrà fare eseguire gli esami del sangue di primo livello per vedere se la manifestazione ha una qualche rilevanza clinica.
      Cordiali saluti.
      Prof. Dott. Edoardo Colombo

  23. Fabio
    24 marzo 2016 at 3:13

    Salve Professore,

    Ho 37 anni e da tempo una situazione di salute abbastanza delicata. Per quanto riguarda dita mani e piedi soffro di un costante intorpidimento. Riesco a impugnare e utilizzare oggetti, ma da un anno non più con la sensibilità di prima, ed è molto frustrante. Come se tenessi le mani in acqua per ore e raggrinzissero o si diventassero spugnose. Coi piedi è peggio, perchè fatico a camminare non potendo ben contare sulla funzionalità delle dita. Col freddo esterno poi diventano gelide e tendono ad addormentarsi o diventare rigide come legni, ma mai blu o bianche cadaveriche. Soffro molto gli sbalzi termici, anche in casa. Indosso doppie calze, eccetto in estate. Mi ha visitato una neurologa, che ritiene io abbia delle parestesie. Secondo lei sono dovute a un problema di assorbimento di vitamina b. Pur nutrendomi adeguatamente, tendo a non ingrassare e anche a dimagrire scendendo sottopeso. Gli esami del sangue non rilevano problemi enzimatici o mancanza di ferro e calcio, ma ho il potassio che tende sempre a essere molto basso. Da anni ho un intestino che mi crea problemi tra infiammazioni o stipsi o irregolarità dell’alvo , da anni ho un costante e leggero tremore alle dita delle mani (ma nn alle mani), da anni soffro di catarro cronico e rinosinuti (come se fossi allergico, ma i test sono stati negativi). Il mio problema è che ho una sintomatologia varia e complessa, ma non trovo un professionista che riesca a legare insieme queste cose e a capire qual’ è la fonte del disturbo generalizzato Per cui intervenendo sui singoli sintomi non ho risolto nulla, perchè il mio corpo reagisce in modo troppo bizzarro e strano a cose che non dovrebbero creare fastidio se stessi bene, come il clima, il cibo, l’acqua quando mi lavo, il freddo, il caldo. È come se il mio corpo fosse diventato ipersensibile a tutto. Scusi se mi sono dilungato, è che sono convinto che il punto di partenza per capire cosa posso avere siano proprio i disturbi che ho alle dita di mani e piedi, essendo così netti.

    • Prof. Edoardo Colombo
      24 marzo 2016 at 8:20

      Buongiorno Fabio; si tratta effettivamente di un caso complesso ma credo che lo specialista a cui ci si possa rivolgere sia un Immunologo Clinico. Pertanto le consiglio di trovare un centro universitario comodo per lei, in modo da sottoporre il problema e, eventualmente, condurre degli accertamenti più mirati.
      Non si tratta di una patologia vascolare, indubbiamente. La prima cosa che mi viene alla mente è una disfunzione della tiroide.
      Cordiali saluti.

      Prof. Dott. Edoardo Colombo

      • Fabio
        24 marzo 2016 at 22:32

        Grazie della pronta risposta e del consiglio di rivolgermi a un immunlogo clinico, cosa a cui non avevo affatto pensato e che non mi era stata suggerita dal medico di base. Potrebbe in effetti valutare il quadro d’insieme di questi disturbi. Per quanto riguarda la tiroide, ho i tratti fisici di un ipertiroideo (alto, magro, metabolismo molto rapido). Nel 2012 feci gli esami del sangue per valutare disturbi tiroidei, il medico di base leggendoli disse che non li avevo. Tuttavia nei 2 valori evidenziati dal test riferiti alla tiroide, uno rientrava nei parametri indicati ma l’altro era sballato oltre i valori limite di riferimento, sebbene non di molto. La cosa mi ha posto qualche interrogativo. All’epoca comunque non avevo i marcati disturbi alle dita attuali. Risulto negativo anche a test celiachia. Approfondirò. Grazie ancora, e buona Pasqua.

  24. Giovanna
    8 giugno 2016 at 8:46

    Buongiorno dottore, ho 39 anni e da ragazzina mi era stata diagnosticata la sindrome di Raynaud per i classici problemi di blocco di circolazione alle mani. Negli anni il fenomeno è passato. Ora però su tre dita è iniziato un forte prurito con puntini come piccole punture e la pelle si è scurita e indurita, come fosse andata in cancrena . Mi è stato detto che può essere una recrudescenza della sindrome e prescritta una pomata cortisonica. È il caso di fare altri accertamenti, visto che in famiglia ho anche una nonna paterna morta di artrite reumatoide? La ringrazio

    • Prof. Edoardo Colombo
      8 giugno 2016 at 11:43

      Buongiorno Giovanna; da quello che mi descrive sembra più una manifestazione di una vasculite (infiammazione dei piccoli vasi) che è coerente con quello che ha avuto in passsato.
      OK per la pomata cortisonica, ma le consiglio di farsi valutare da un ambulatorio di Reumatologia che le prescriverà gli esami del sangue necessari alla diagnosi e che imposterà, se necessario, una terapia.
      Cordiali saluti.

      Prof. Dott. Edoardo Colombo

  25. stefania
    18 giugno 2016 at 19:09

    Gent.Le Professore Colombo

    sono la mamma di una bambina di 32 mesi.L’inverno scorso,quindi all’età di 2 anni,la piccolina ha cominciato ad avere problemi con le manine ed i piedini.Sempre gelati e ricoperti di geloni in forma,secondo me,abbastanza violenta,con formazione di piaghe dolorose rosso-violacee che restavano aperte.Ho cercato di curarla con gentalin, una crema alla calendula e tenendola al caldo con guanti e calzini.Le cose,dopo un pò di tempo, sono migliorate ma alla fine di marzo passata la fase acuta dei geloni che hanno lasciato cicatrici sulle manine è subentrata un’altra fase.Le dita delle manine e dei piedini a contatto col freddo si coloravano di viola.Era molto evidente il netto contrasto tra le dita viola ed il resto della mano/piede di colore normale.Tuttora ,che fa caldo,i piedini a contatto col pavimento si colorano di viola.
    Io ho sofferto di geloni con piaghe dall’età di 7/8 anni fino alla scomparsa dopo la prima gravidanza.La bambina invece l’anno scorso,all’età di 13 mesi,è stata ricoverata per anemia megaloblastica da carenza di vit.B12,con conseguente omocisteina alta ed emocromo a 6.2 subendo,quindi, una trasfusione . Per fortuna è guarita del tutto senza riportare alcun problema.La pediatra sospetta la sindrome di Reynaud.
    Ho consultato una reumatologa infantile che mi ha prescritto una capillaroscopia ed alcuni degli esami che consiglia Lei.
    Mi chiedevo se il problema che ha avuto possa aver influito sulla comparsa di questo fenomeno e se ci sono casi di bambini così piccoli affetti da questa patologia che so,potrebbe nasconderne altre.Inoltre Le chiedo quale tipo di specialista dovrei consultare? un angiologo pediatrico o va bene la reumatologa?
    La ringrazio davvero tanto per la sua risposta

    cordiali saluti

    stefania

    • Prof. Edoardo Colombo
      19 giugno 2016 at 12:03

      Buongiorno Stefania. Certamente si riscontrano casi come quello di sua figlia, perchè il Raynaud può manifestarsi anche in età pediatrica.
      Credo si debba valutare attentamente la questione dell’anemia megaloblastica: sono infatti riportati in Letteratura diversi casi di Raynaud scatenati da questa patologia.
      La carenza di Vit. B12 scatena la produzione di alcune sostanze (agglutinine a freddo) che sono in grado di provocare un vasospasmo come quello del Raynad; inoltre ci possono esserer disturbi delle piastrine o delle proteine circolanti, tutti fattori che fanno diventare il sangue più denso e quindi creare pià difficoltà nel transitare attraverso piccoli vasi..
      La Reumatologa va bene, perchè stiamo parlando di una malattia non vascolare ma causata da una situazione ematologica; la Collega farà eseguire i test ematologici necessari (oltre a quelli autoimmunitari) ad individuare la causa del vasospasmo.
      Cordiali saluti.

      Prof. Dott. Edoardo Colombo

  26. 8 luglio 2016 at 15:32

    Buonasera dottore… sono Silvana ho 40 anni solitamente godo normalmente di buona salute tranne episodi ogni tanto di emicranie vicino al ciclo , o anche se sono sotto stress o dormo poco , a volte pressione bassa ma in genere sopporto l’andamento altalenante della vita. (questo periodo per motivi personali è stato molto molto stressante e io sono una un’pò ansiosa)
    ieri sera dopo il caldo della giornata decido di andare in piscina (anche se avevo un pò di emicrania) e mentre ero a mollo mi è successo che le punte delle dita di entrambe le mani si sono ghiacciate come averle messe nella neve. le ho messo poi sotto l’acqua bollente e si sono riprese ma il mattino seguente mi sembrava di aver dormito su entrambe . Non mi è mai successa una cosa così e quindi sono andata dal medico che mi ha prescritto una visita angiologica per probabile Raynad. Ma come è possibile??
    da dove viene questa cosa? ho appena fatto tutte le analisi anche degli ormoni l’unica cosa che ho sempre avuto che da piccola non sopportavo il freddo e le mani e piedi con la neve mi si ghiacciavano ..emicranie si tante è di famiglia ..ma ho subito parecchi colpi di frusta ho fatto anche tac per escludere altro e in genere quando vengono le controllo con del brufen…

    Mi sa dire qualcosa di più? basta questa visita per escludere questa cosa ? e come mai mi arriva così di punto in bianco?posso fare qualcosa per controllarla se dovessi averla?

    grazie in anticipo se vorrà rispondermi
    Silvana

    • Prof. Edoardo Colombo
      8 luglio 2016 at 18:17

      Buonasera Silvana.
      Da quello che mi racconta è stato un episodio di vasospasmo (anomala chiusura temporanea delle arterie alla punta delle dita); la visita Angiologica dirà se sussistono i criteri per inquadrarla come Raynaud. Saranno necessari degli esami del sangue specifici che il Collega prescriverà. Non escluderei, comunque. una semplice nevrite (infiammazione dei nervi dele braccia) legato ai traumatismi sulla cervicale, di cui parla nella email. Il Raynaud nasce con le persone (forse la sua intolleranza al freddo da bambina) e compare improvvisamente anni dopo. Se fosse confermato il Raynaud non si preoccupi perchè verrà seguita dagli specialisti che possono essere gli Angiologi oppure i Reumatologi: dipenderà dal quadro clinico trovato.
      Cordiali saluti.

      Prof. Dott. Edoardo Colombo

  27. Giulia
    19 ottobre 2016 at 23:11

    Salve professore, leggo solo oggi questo articolo. Ho 23 anni e 2 anni fa mi è stata diagnosticata la sindrome di reynaud (senza analisi di nessun tipo, semplicemente esponendo i miei sintomi al medico di base) in quanto mi si ghiacciavano e intorpidivano completamente due dita dei piedi (tanto da rendermi quasi impossibile camminare) e delle mani. Non mi è stata data alcuna cura e sono stata liquidata con un “in gravidanza potrebbe passarti”.
    Io raccontai al medico di avere notato anche altri sintomi strani alle mani, a cui però non diede peso. Molto spesso (in alcuni periodi anche tutti i giorni più volte al giorno, in altri come ad esempio in estate quasi mai) mi capita che di colpo entrambe le mani diventano molto calde e rosse specialmente negli spazi tra le dita e soprattutto mi si screpolano improvvisamente, diventano molto secche specialmente in quei punti con la conseguenza che il palmo mi inizia a “tirare”. È una sensazione tremenda, sia per il fastidio sia a livello estetico. Non so mai come risolvere, cerco di mettere una crema idratante ma non serve a nulla, agito le mani per smuovere la circolazione ma niente. E come è venuto, cioè improvvisamente, mi passa anche. Il fatto è che non si verifica per forza quando ho freddo ma anche quando sono al caldo a casa e non sto facendo nulla di particolare, magari sto a letto. Sa dirmi cosa può essere? Non fumo e non prendo anticoncezionali (anche se qualche anno fa ho dovuto prendere la pillola per 8 mesi per un problema ovarico).
    Nb. Non so se è utile per lei saperlo ma ho familiarità con malattie autoimmuni e problemi venosi-circolatori da parte di mia madre e mia zia (che sono gemelle) . Mia zia ha la malattia di sjogroen e mia madre ha le vene varicose da quando è ragazza, le hanno tolto le safene, e continua ad avere problemi.
    Io ho fatto due visite negli ultimi due anni dall’angiologo che mi ha fatto il doppler ma ha detto che per ora non ho problemi di vene anche se sicuramente ho problemi circolatori, fragilità capillari e ristagno linfatico.

    • Prof. Edoardo Colombo
      20 ottobre 2016 at 9:51

      Buongiorno Giulia; quanto mi descrive rende assai probabile l’ipotesi di una sindrome di Raynaud ovvero di una malattia delle arterie delle estremità (tecnicamente un vasospasmo) causata da una patologia del collagene, di cui mi ha riportato la familiarità. Questa malattia del collagene presenta diverse sfumature e forme cliniche che vanno dalla Sjogren alla Connettivite: si tratta sempre della medesima patologia che in alcune persone si manifesta colpendo un organo particolare (come l’occhio nella Sjogren) oppure il tessuto connnettivo in generale, rendendolo più rigido e causando problemi alla corretta circolazione delle estremità (mani, piedi, naso) che sfociano nella comparsa “anarchica” di zone troppo calde o troppo fredde. La familiarità per malattie venose invece non rovoca un vasospasmo.E’ necessario, quindi, che si rivolga a un Reumatologo o ad un Immunologo Clinico (un reumatologo ancora più specializzato che si trova nelle strutture ospedaliere Universitarie) perchè dovrà sottoporsi ad accertamenti che vanno dala visita clinica specialistica alla capillaroscopia fino all’esecuzione di alcuni esami del sangue. Si arriverà così alla disgnosi ed eventualmente ad una terapia per mitigare/risolvere il problema. Nel frattempo idrati spesso le mani con una crema all’acqua termale (disponibile in ogni farmacia), stando lontana da tutto ciò che è in formulazione gel, per evitare un peggioramento della secchezza della sua pelle.
      Cordiali saluti.

      Prof. Dott. Edoardo Colombo

  28. Benedetta Calisesi
    6 dicembre 2016 at 1:42

    Gentile Dott. Colombo,
    mi chiamo Benedetta, ho 36 anni e vorrei sapere se è possibile prenotare una visita con lei, e presso quali strutture. Io sono residente in provincia di Forlì-Cesena, Emilia Romagna.
    La ringrazio

    • Prof. Edoardo Colombo
      6 dicembre 2016 at 7:39

      Buongiorno Benedetta. Vista la distanza, è meglio si appoggi ad una struttura più vicina a lei. Può rivolgersi agli ambulatori presso il Dipartimento di Medicina Vascolare dell’Università di Perugia, Ospedale Silvestrini (Dott. Gianfranco Carlini); oppure al Dipartimento di Chirurgia Vascolare dell’Arcispedale di Ferrara (Prof. Vincenzo Gasbarro).
      Cordiali saluti.

      Prof. Dott. Edoardo Colombo

  29. Sara
    15 dicembre 2016 at 11:30

    Salve dottore, sono una donna di 30 anni, 19 di BMI, anemica e microcitemica ma in salute.
    Due anni fa, a seguito di un periodo estremamente stressante, che mi causò anche un notevole dimagrimento, ebbi delle manifestazioni estremamente dolorose in cui la mano sinistra subiva spasmi vascolari diveniva bianca e poi blu, poi rossa e di nuovo bianca…. per mesi è stato un continuo a volte prendeva le prime tre dita a volte le ultime con coinvolgimento del palmo, si vedevano ad occhio nudo capillari in stenosi ed il dolore (tipo di aghi conficcati su tutta la mano) era insopportabile ero costretta a farmi aiutare a lavarmi e vastirmi… La mano destra al contrario gonfiò fino a subire lesioni cutanee per l’estremo gonfiore. Il medico curante mi diagnosticò la sindrome di Raynauld primaria e fatti ANA, ENA, PROTEINA C REATTIVA non risultò nulla di anormale. Mi consigliò di curarmi con aspirinetta quando sarebbe stato insopportabile il dolore.
    Con l’estate ebbi un po’ di tregua nella frequenza delle manifestazioni e dall’inverno successivo la situazione è che non ho più dolore ma solo insensibilità e difficolta di articolazione, i classici cambiamenti di colore sono solo sui polpastrelli delle prime tre dita della mano sinistra, sebbene entrambe le mani siano costantemente gelate e bianche, e le mani sono quasi sempre insensibili.
    La mia preoccupazione è data dal fatto che la sindrome di Raynauld leggo debba essere sempre bilaterale e per me non lo è mai stata, inoltre non prende mai (dopo il primo inverno) anulare o mignolo.
    Ho fatto una capillaroscopia, ma i tempi di attesa hanno fatto si che fosse effettuata in agosto percui non fu evidenziato nulla.
    Avendo escluso con le analisi del sangue la presenza di patologie autoimmuni, posso rassegnarmi alla diagnosi fattami ed all’insensibilità delle dita? Tranquillizzarmi sul fatto che, eccetto questi spiacevoli sintomi, non ci sia nulla di più serio?
    Accettare che non ci sia terapia se non la momentanea con aspirinetta all’occorrenza?
    Inoltre è normale che negli ultimi tre anni muoio sempre dal freddo anche se mi vesto come gli esquimesi e ho i termosifoni sempre accesi?
    La ringrazio infinitamente per l’attenzione e resto in attesa di una sua cortese risposta

    • Sara
      15 dicembre 2016 at 11:50

      Dimenticavo un ulteriore dettaglio che non so se sia o meno rilevante, spesso ho una strana sensazione ad entrambi i polsi, non un dolore piuttosto un disagio, non so come descriverlo diversamente…
      Grazie ancora Dottore.

    • Prof. Edoardo Colombo
      15 dicembre 2016 at 12:58

      Buongiorno Sara. Da quello che mi scrive è probabile che si tratti proprio di un Raynaud primitivo. La negatività degli autoanticorpi e della capillaroscopia (anche se eseguita in agosto avrebbe visto anomalie dei capillari) è un buon segno; l’anemia microcitica può favorire col freddo lo scatenamento del fenomeno. Il Raynaud primitivo è bilaterale ma questo non è un dogma: alcune persone sviluppano la bilateralità dopo molti anni; anche alcune dita possono essewre indenni dal fenomeno. Per quanto attiene la aspirinetta, ormai è stato dimostrato la sua inefficacia nei vasospasmi, quindi può astenersi dall’assumerla. Un integratore che porti un po’ più di ossogenazione al microcircolo, invece, è consigliato. Gli estratti del seme della vite rossa (vitis vinifera) sono i più indicati perchè hanno dimostrato scientificamente di essere attivi: la dose giornaliera deve essere di almeno 100 mg di principio attivo e in farmacia la sapranno consigliare bene. Anche l’uso di un gel scaldante per le dita, tipo il Kalur gel, può aiutare durante le crisi. Per quanto attiene la sensazione al polsi, ritengo che sia una faccenda diversa, legata ad un problema di cervicale che si accentua quando il Raynaud è attivo. Prenda in considerazione di fare un massaggio cervicale decontratturante 1-2 volte al mese nel periodo freddo e chieda al Collega se ritiene necessario indagare con una radiografia eventuali anomalie delle costole che possono provocare il fenomeno di Raynaud. Un ultima annotazione: a volte la scarsa tolleranza alle basse temperature è provocata da una tiroide che funziona poco: nelle malattie vasospastiche accade in una percentuale variabile, circa il 30%. Vanno ricercati gli autoanticorpi anti-tiroide, perchè il dosasggio degli ormoni TSH, FT3 e FT4 risulta spesso nella norma; se fossero negativi, allora è una sua condizione personale e non c’è molto da fare.
      Cordiali saluti.

      Prof. Dott. Edoardo Colombo

      • Sara
        15 dicembre 2016 at 13:36

        Grazie mille per la celere e dettagliata risposta.
        Ad essere onesta il medico curante mi prescrisse una radiografia al costato per cercare aventuali formazioni all’apice del polmone che a suo dire potevano causare il raynaud, io per timore, sono una fumatrice accanita, non feci…
        Mi sa che è arrivato il momento di farla.
        Per il resto cercherò in farmacia gli integratori da lei consigliati

        Grazie ancora e buon Natale!

  30. Elisa
    1 febbraio 2017 at 22:51

    Buongiorno e’ il terzo inverno che soffro di geloni , mani sempre fredde e piedi anche , ma quest’inverno sono peggiorata cioè stando anche per soli 5 minuti fuori al freddo ho reazioni ai piedi di geloni tipo bolle rosse che bruciano come aghi al freddo e mi danno prurito al caldo … Quando mi ghiacciano dita dei piedi diventano bluastre bianche mentre nello scaldarsi rossissimi e gonfi … E al freddo perdo sensibilità dita mani e piedi ! Oggi Angiologo mi ha diagnosticato il morbo di raynaud dicendomi di recarmi da un immunologo per capire se sindrome o malattia … Io prima di questi problemi ho sofferto tre anni fa di prurito a parti delle gambe che poi si trasformavano in grossi ematomi anche di 5/6 cm che mi restavano anche per 3/4 settimane … Prendevo pillola ma una delle più leggere, finché oltre ai lividi si aggiunsero emicranie e senso di fiato corto la notte , allora sospesi subito di mia iniziativa anche se il medico ai lividi non mi diede importanza e provai con mia dermatologa ma anche lei non capì ! Nello smettere pillola presa solo 3/4 mesi il problema diminuì ma inizio’ questo di raynaud ! Quello che io mi chiedo quei lividi cosa erano ? Reazioni alla pillola ? sono cose collegate col successivo inizio del morbo ? Ora devo prenotare immunologo … Grazie mille per l’attenzione ! Saluti ! Elisa

    • Prof. Edoardo Colombo
      2 febbraio 2017 at 10:03

      Buongiorno Elisa. I sintomi elencati sono infatti molto suggestivi per Raynaud; gli esami del sangue saranno in grado di diagnosticare la forma primitiva (vascolare pura) da qualla secondaria (cambiamento di colore causato da una malattia simile al reumatismo). La presenza di ematomi nelle zone di prurito indica una difficoltà di scorrimento del sangue in superficie (nulla di gravem, semplicemente il sangue sta troppo fermo e danneggia i capillari), frequente in chi presenta il problema del Raynaud. In linea generale, comunque, gli ematomi sono causati da una carenza di vitamina C, quindi nel periodo freddo le consiglio di assumere un integratore (che trova in farmacia o parafarmacia) per compensare questa carenza. La pillola, se la diagnosi sarà confernata, è controindicata nel Raynaud, quindi per il momento non la deve assumere. L’Immunologo le fornirà indicazioni a riguardo.
      Cordiali saluti.

      Prof. Dott. Edoardo Colombo

  31. Elisa
    2 febbraio 2017 at 21:26

    Grazie molte per il suo tempestivo ed esaudiente parere !

  32. Viviana Petraroli
    16 marzo 2017 at 17:08

    Gent.mo Dott. Colombo,
    sono una studentessa di 28 anni. Dopo circa 10 anni di stagioni invernali terribili durante i quali ho creduto di soffrire di geloni (e come tali, inutilmente, li ho trattati seguendo i suggerimenti del medico di famiglia), questo inverno è stata avanzata l’ipotesi di Raynaud dal chirurgo cardiovascolare che mi ha velocemente visitato (alla luce di ecocolordoppler e capillaroscopia che non hanno rivelato disfunzioni).
    Mi è stata suggerita la somministrazione di Diidergot fino all’arrivo della stagione calda, pertanto Le chiedo, semplicemente, se possa essere un trattamento valido, anche solo per avere un minimo di sollievo.
    I sintomi (cambiamenti di colore e pruriti indescrivibili) li avverto da sempre solo alle dita dei piedi quando questi diventano molto caldi. Ho raggiunto livelli di disperazione altissimi perchè sono ormai impossibilitata a fare qualsiasi cosa durante l’inverno senza pagarne le conseguenze. Anche dormire è diventato un tentativo quasi impossibile ormai, e le calde coperte le mie peggiori nemiche!
    Chiedo scusa per essere stata prolissa e Le porgo distinti saluti.
    Viviana

    • Prof. Edoardo Colombo
      16 marzo 2017 at 19:55

      Buonasera Viviana. Il composto suggerito è un vasocostrittore, quindi è coerente con la situazione vascolare che descrive, cioè un eccessivo calore alle estremità dei piedi. Lo scopo del farmaco è quello di stringere un po’ le vene che le creano questa situazione e sicuramente fino all’arrivo del caldo può fare questa terapia. Effetti collaterali importanti, alle dose basse, non ce ne sono; le rammento che il farmaco non tollera la presenza della nicotina, quindi se fuma, è un’occasione per smettere. Non credo sia un Raynaud “puro” che è caratterizzato dai sintomi opposti ovvero freddezza delle dita e colore bianco o bluastro; piuttosto propendo per una forma vascolare (che appartiene alle medesima categoria) tipo l’eritromelagia (che però ha qualche carattere diverso dalla forma che lei descrive) oppure una malattia che coinvolge i nervi delle gambe, a cui è affidata la regolazione del calibri dei vasi (cioè sono quelli che aprono o chiudono i rubinetti con conseguente modificazione del colore della pelle). Siccome la terapia di queste forme è empirica, perchè ogni paziente fa storia a sé, concordo con l’uso del Diidergot che dovrebbe, quanto meno, mitigare i sintomi.
      Mi tenga aggiornato sull’evoluzione.

      Cordiali saluti.
      Prof. Dott. Edoardo Colombo

  33. Sara
    17 marzo 2017 at 9:38

    Buongiorno dott. Colombo,
    Le scrivo a causa di un’acrocianosi/fenomeno di Raynaud che mi è subentrato da circa due mesi. Ho 23 anni e precedentemente non avevo mai sofferto di disturbi di questo genere. A dire il vero l’angiologo a cui mi sono rivolta mi ha diagnosticato un’acrocianosi (da quello che ho capito l’acrocianosi è “meno” seria del fenomeno di Raynaud, tanto da non costituire una vera e propria patologia, ma mi dica lei se mi sbaglio), ma da dopo la visita la situazione a mio avviso è andata peggiorando e temo che possa essere un’acrosindrome più seria. Non le sto a dire tutti i sintomi che ho da diversi mesi a questa parte perché altrimenti diventerei troppo prolissa e pedante, vorrei solo che lei mi chiarisse alcuni dubbi:
    – la capillaroscopia può chiarire quale sia il tipo di acrosindrome che mi è subentrata? E nel caso fosse fenomeno di Raynaud, può chiarire se è tipo primario o se è secondario ad altre patologie?
    – ci può essere un nesso tra questa acrosindrome subentrata ed una serie di disturbi subentrati nell’ultimo anno e mezzo? In particolare questi disturbi sarebbero: emicrania frequente (molto più che in passato), episodi di strana orticaria alle gambe con intenso prurito e pomfi che sparivano da soli nell’arco di una mezzora, una forma di arrossamento alle guance e alla punta del naso simil-couperose che fino ad un paio di anni fa non avevo mai avuto
    – l’acrosindrome può essere stata causata da postura sbagliata? Sono cifotica e il fatto di studiare molte ore al giorno mi porta ad assumere da tempo una postura molto scorretta
    – l’acrosindrome può essere stata provocata da episodi di freddo? Mi è capitato in un paio di occasioni di stare diverse ore ferma in un clima molto rigido (qualche grado sottozero) non adeguatamente coperta. In seguito a questo episodio ho avuto geloni ai piedi e fastidio alle mani e mi è subentrato il problema di cui le ho parlato
    – ho fatto delle analisi per scongiurare malattie immunitarie: potrei soffrire di una malattia autoimmune avendo ves, tas, pcr, c3 e c4 nella norma, anticorpi antifosfolipidi IgM e IgG e anticorpi antipeptide citrullinato e ana assenti, ma reuma test alterato (34 su un massimo di 14) ed anticorpi ena screening debolmente positivi (1,4 con valori di riferimento >1 positivo)? E’ preferibile andare da un reumatologo adesso o dopo aver fatto capillaroscopia? Mi consiglia di indagare il risultato degli Ena?
    La ringrazio moltissimo.

    • Prof. Edoardo Colombo
      17 marzo 2017 at 13:51

      Buongiorno Sara.
      Sì, l’acrocianosi è un vasospasmo meno pericoloso del Raynaud, nel senso che non è mai associato ad una malattia del collagene.
      La capillaroscopia è uno dei tasselli per comprendere se la forma di vasospasmo è un possibile Raynaud, assieme alla visita clinica reumatologica e agli esami del sangue; da sola dice poco.
      I sintomi che mi descrive sono dovuti ad alterazioni della circolazione superficiale, quindi esiste un nesso tra il vasospasmo e la comparsa dei sintomi. In particolare mi sembrano sintomi legati al mecanismo regolatore dell’irrorazione cutanea ovvero, banalmemte, di chi “apre” o “chiude” i rubinetti che mamdano più o meno sangue a livello della pelle. Il regolatore in questione è il sistema nervoso simpatico, quello che funziona senza la nostra volontà.
      Certamente una postura sbagliata provoca un’infiammazione a muscoli e nervi, pertanto in certi casi il nesso sussiste e può peggiorare una situazione già esistente.
      Il freddo è sempre un fattore scatenante, qualunque sia il vasospasmo.
      Gli esami del sangue evidenziano un’alterazione al Reuma test e un risultato dubbio agli anticorpi anti_ENA: è necessaria una valutazione specialistica Reumatologica perchè la diagnosi e l’eventuale terapia o prevenzione è situata in questo ambito. Tenga presente che alcuni esami possono passare da positivo a negativo e viceversa nel corso degli anni e non sempre questo ha un significato migliorativo o peggiorativo.
      Cordiali saluti.

      Prof. Dott. Edoardo Colombo

      • Sara
        17 marzo 2017 at 15:18

        Dottore, la ringrazio per la celerità e l’esaustività della sua risposta. Ne approfitto per chiederle qualche altro chiarimento, scusandomi in anticipo se sarò prolissa.
        – La questione relativa al sistema nervoso simpatico me l’ha accennata anche l’angiologo, parlando di un problema che potrebbe essere insorto anche per cause di natura emotiva e psicologica. Ammetto che ho un carattere piuttosto ansioso da sempre e che gli ultimi due anni sono stati per me piuttosto faticosi, con una quotidianità abbastanza frustrante dal punto di vista sia fisico che psicologico. Lei crede che potrebbe esserci un qualche nesso? E se sì, il problema potrebbe rientrare se solo riuscissi a ristabilire una situazione di benessere psicofisico?
        – Lei ritiene che un trattamento di depilazione con laser a diodi potrebbe far sviluppare in una persona predisposta una malattia di tipo autoimmune? Glielo chiedo perché molti di questi distrurbi (non tutti, ma buona parte) sono sono subentrati qualche tempo dopo aver iniziato questo trattamento. Premetto che molte altre persone lo fanno e a loro non è accaduto nulla e che prima di sottopormici, proprio perché sono una persona ansiosa, ho chiesto a tutti i medici possibili se potesse avere effetti collaterali gravi e mi hanno assicurato di no e che in seguito al fenomeno di Raynaud insorto ho chiesto sia al medico curante che all’angiologo che al dermatologo estetico se le due cose potessero avere attinenza e mi è stato detto che nessun laser, specialmente quello depotenziato di un’estetista, potrebbe mai avere effetti tali da creare danni circolatori. Tuttavia mi è stato detto dall’estetista in questione che il laser ha effetti collaterali su persone che hanno tumori o malattie immunitarie come il lupus. Credo di poter escludere di essere stata affetta da lupus o altre malattie simili quando ho iniziato questo trattamento, tuttavia non vorrei che il laser possa avere la capacità di indurre la malattia in soggetti sani ma geneticamente predisposti (cosa che io potevo essere, pur senza esserne a conoscenza). Questa idea mi è venuta leggendo che fra le cause del lupus c’è anche l’esposizione eccessiva a raggi. Lei la ritiene una cosa possibile? Perché mi sembra di avere anche altri sintomi che possono rientrare nella sintomatologia del lupus, però ammetto che il lupus in quanto patologia sistemica contempla praticamente problemi a tutti gli organi e non vorrei essermi suggestionata riconducendo al lupus anche problematiche che potrebbero avere un’origine più banale.
        Mi scuso nuovamente per la prolissità, ma ho bisogno di qualche chiarimento perché la mia qualità dela vita negli ultimi due mesi è notevolmente peggiorata e le visite de visu per il momento non sono stati particolarmente risolutive.
        La ringrazio e le auguro una buona serata.

        • Prof. Edoardo Colombo
          17 marzo 2017 at 18:15

          Buonasera Sara.
          Sicuramente lo stato emozionale influisce sulla circolazione superficiale, quindi non c’è dubbio che nei periodi di stress alcune forme vasospastiche possano peggiorare o diventare clinicamente evidenti; riuscire a trovare una valvola di sfogo (palestra, piscina o yoga) significa modificare positivamente i sintomi del vasospasmo (e della qualità di vita).
          Le confermo che nessuna depilazione a diodi (o laser) può causare una malattia autoimmunitaria; il riferimento agli effetti collaterali su pazienti neoplastici significa che queste persone, che si sottopongono a cure chemioterapiche/radioterapiche, hanno il sistema linfatico devastato e quindi anche un insulto modesto come quello della luce pulsata o del laser può provocare seri danneggiamenti locali; per il lupus la controindicazione viene data per il danno cutaneo che provoca della malattia e che, come per i pazienti neoplastici, può essere peggiorato da qualsiasi azione fisica.
          Cordiali saluti.

          Prof. Dott. Edoardo Colombo

  34. Sara
    17 marzo 2017 at 18:53

    La ringrazio, dottore. Esauriente e rassicurante. Cordiali saluti e buona serata.

  35. Claudia
    20 marzo 2017 at 16:49

    Gentilissimo dottor Colombo,
    vorrei avere un suo parere su una problematica di cui ho cominciato a soffrire da qualche mese. Ho ventidue anni, mai avuti problemi circolatori se non capillari evidenti sulle gambe. Da qualche tempo ho problemi a mani e piedi: per quanto riguarda le mani tutto è iniziato durante i mesi invernali in quanto hanno iniziato ad assumere un colorito “livido”, dopo hanno perso il colorito livido e la circolazione è “impazzita”, cioè in presenza di fonti di calore le mani iniziano a diventare rossissime in maniera uniforme nonché calde ed “intorpidite”. Sotto l’acqua (calda, soprattutto) capita che il dorso delle mani si arrossi molto e le dita rimangano bianche (come nel caso del fenomeno di Raynaud) ma con nocche molto arrossate. In altri frangenti improvvisamente è un dito (o più dita) a diventare rosso mentre il dorso della mano resta del colore normale. E’ capitato anche che un dito fosse in parte rosso e in parte bianco non in senso orizzontale (come tipico del fenomeno di Raynaud), ma in senso longitudinale. Mi hanno detto che il mio problema è il freddo, ma in realtà mi sembra di avere maggiore fastidio in presenza di fonti di calore (la notte sotto le coperte le mani si riscaldano moltissimo e io avverto molto disagio, mi risveglio sempre con una sensazione di intorpidimento). Ai piedi la manifestazione più evidente è quella di dita arrossatissime (anulare e mignolo in particolare) non sempre, ma soprattutto la sera o dopo aver camminato. Dopo aver camminato molto mi capita anche di sentire come “spilli” o sensazioni contemporanee di caldo/freddo nonchè capillari dilatati, come se i piedi “non ce la facessero più” (mi scusi il linguaggio poco tecnico) a sostenere il peso del corpo. Anche alle mani noto sulle dita teleangectasie e vasi molto più evidenti di prima (tutto questo in pochi mesi). L’emergere di questi sintomi si è accompagnato a sensazioni di calore frequenti nonché ad arrossamenti ormai fissi di guance e punta del naso (e talvolta anche delle orecchie). Al minimo sbalzo di temperatura o al minimo sbalzo emotivo avverto proprio il sangue “salire” al viso. La cosa mi lascia stupita perché sono sempre stata pallidissima, non è un tipo di manifestazione tipica del mio essere (ad esempio anche mia sorella ha problemi del genere, ma ha sempre sofferto di una leggera forma di rosacea, sin da bambina). Quello che mi lascia più stupita però è il problema a mani e piedi perché non mi sembra che rispecchi il quadro di nessuna delle problematiche microcircolatorie più note (Raynaud, eritromelalgia, acrocianosi). Può esistere un Raynaud “atipico”? In più le posso dire che il tutto avviene ad entrambe le mani e ad entrambi i piedi, ma non in modo perfettamente simmetrico, anzi spesso ne è decisamente più il colpito il lato destro. La ringrazio per l’attenzione

    • Prof. Edoardo Colombo
      20 marzo 2017 at 20:40

      Buonasera Claudia. In effetti la forma che la disturba è una specie di mix di alcuni vasospasmi; l’unica cosa certa è che il caldo (e la conseguente dilatazione venosa) è responsabile di quasi tutti i sintomi avvertiti e anche delle colorazioni più scure. Credo che la diagnosi potrà essere formulata non da un Angiologo ma da un Internista, in modo da valutare l’eventuale presenza di malattie infiammatorie (articolari, intestinali, polmonari, tiroidee…) che possono dare come primo sintomo questo vasospasmo bizzarro; probabilmente saranno necessari alcuni approfondimenti diagnositici come esami del sangue, ecografia o TC. Le consiglio di rivolgersi quindi ad un ambulatorio di Medicina Internistica di un centro Universitario, perchè serve una casistica notevole per arrivare alla diagnosi di una forma vasospastica anomala.
      Cordiali saluti.
      Prof. Dott. Edoardo Colombo

      • Claudia
        22 marzo 2017 at 20:48

        La ringrazio moltissimo. Le volevo fare una domanda che non ha direttamente a che vedere con la questione, ma spero che da medico possa tranquillizzarmi. Ho effettuato le analisi del sangue per verificare eventuali disordini immunitari (Ana, Ena, Anti-SS ecc…), però le ho effettuate in prossimità del ciclo. Questo potrebbe provocare qualche oscillazione dei valori? Non parlo ovviamente dei valori ematici che sono sicura usciranno più bassi del normale, ma dei valori degli anticorpi. Sono esami costosi e le eventuali malattie che vanno ad indicare piuttosto gravi, quindi non vorrei correre il rischio di far basare una diagnosi su valori sballati.

        • Prof. Edoardo Colombo
          23 marzo 2017 at 13:55

          Buongiorno Claudia; il ciclo mestruale non influenza gli esami o gli esiti per l’autoimmunità.
          cordiali saluti.

          Prof. Dott. Edoardo Colombo

  36. Susi
    3 aprile 2017 at 19:12

    Gent.mo dott. Colombo,
    da qualche tempo ho problemi di vasospasmo alle dita dei piedi e alle mani.
    Mi impensieriscono soprattutto le mani: quando mi sveglio le sento sempre gonfie ed indolenzite, l’aspetto è spesso “tozzo” e ho l’impressione che le nocche si siano “allargate” e che la pelle sia spesso lucida e rugosa. Non posso dire di avere delle mani elefantiache, ma l’aspetto è quello di chi ha ritenzione idrica. Le mani assumono questo aspetto durante gli episodi di vasodilatazione (2/3 al giorno), in altri momenti le mani hanno un colore normale e anche l’aspetto è “normale” (anche se non come prima di cominciare a soffrire di questi disturbi).
    Inoltre ho notato sulle dita dei capillari rotti. Queste manifestazioni sono tipiche del vasospasmo? Può essere ritenzione idrica dovuta alla cattiva microcircolazione? O devo pensare a malattie gravi come la sclerodermia? Attualmente le analisi hanno dati esiti nella norma, ad eccezione del solo anticorpo anti RNP che è risultato “dubbio” (8.6, con valori di riferimento 10 positivo). I sintomi che ho possono essere di natura solo circolatoria o devo preoccuparmi?

    • Prof. Edoardo Colombo
      3 aprile 2017 at 20:38

      Buonasera Susi. Da quello che mi scrive, propendo, in prima ipotesi, per una forma di malattia infiammatoria di competenza reumatologica; la pelle lucida è causata dalla difficoltà della linfa a scorrere normalmente durante le crisi, perché il sistema vascolare è vittima della malattia infiammatoria, che deve essere inquadrata e eventualmente trattata dallo Specialista Reumatologo. I capillari si possono rompere durante il vasospasmo ma non sono pericolosi. Una seconda causa di vasospasmo potrebbe essree la presenza di una o più ernie alla colonna cervìcale. Comunque non si tratta di una forma che può essere diagnosticata solamente attraverso gli esami del sangue, occorre una visita clinica.
      Cordiali saluti.

      Prof. Dott. Edoardo Colombo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *