LA COLPA – ottobre 2005

Quando sento parlare di errori medici, di pazienti morti o danneggiati,  provo dentro di me sconforto, tristezza ma anche rabbia.
Anni fa una canzone ripeteva “la vita è tutto un quiz”. E’ proprio vero! Quiz si usano molto a scuola e moltissimo all’Università; per prendere la patente facciamo dei quiz  e … dulcis in fundo (perla delle perle) nel nostro paese l’Educazione Continua in Medicina (ECM) di tutto il personale sanitario poggia la valutazione dell’apprendimento su quiz finali a risposta multipla al termine di ogni convegno o corso di aggiornamento!

Personalmente non ho nulla di preconcetto contro i quiz ma vi sembrano lo strumento migliore per valutare il mantenimento di una capacità chirurgica, l’adeguatezza di una condotta clinica?  Dove sono finiti  l’osservazione delle azioni, la critica, la domanda, il colloquio? Forse costano, forse richiedono troppo tempo, forse non sappiamo più nemmeno scegliere il metodo adeguato per valutare una capacità professionale.

Si è mai pensato a valutare realmente la qualità di un Ospedale attraverso la tipologia e la complessità delle prestazioni che fornisce, il numero di successi ed insuccessi terapeutici, la soddisfazione dei pazienti, il livello di studio ed aggiornamento dei singoli professionisti che vi lavorano?

Uno studio pubblicato sul New England Journal of Medecine ha chiaramente dimostrato che l’errore medico è spesso legato a stanchezza e stress eccessivo. Chi verifica e fa in modo che i turni di lavoro dei medici siano rispettati e che le ferie ed i turni di riposo vengano goduti sempre regolarmente?

In Inghilterra il paziente ha il diritto di conoscere la storia professionale del medico al quale si affida ed in Italia cosa sappiamo del medico o dell’equipe che gestirà il nostro ricovero, la nostra salute? Qualcuno ancora oggi sostiene che la salute è il bene più caro, allora non sarebbe giusto sapere quante controversie giudiziarie per imperizia, imprudenza, difetti organizzativi e strutturali orbitano intorno al nosocomio al quale ci stiamo affidando?

Mio nonno Giuseppe era molto concreto, faceva il muratore ed aveva vissuto per sua sfortuna ben due guerre mondiali; ricordo quando diceva “le nozze non si fanno con i fichi secchi”.
Come si può fare una buona sanità senza investire molto denaro in strutture e risorse umane? Come si può contenere la spesa sanitaria in un paese che invecchia?

Certo è vero, gli sprechi ci sono e sono tanti: ospedali che sopravvivono solo per logiche politiche di campanile o per alchimie difficilmente comprensibili ad un tecnico, ospedali costruiti e mai funzionanti….ma di chi è la colpa? E’ forse dei medici?

Conosco medici per i quali l’orario di lavoro è un’utopia, medici abituati a fare due o tre cose contemporaneamente, medici che hanno rinunciato alla propria vita privata, medici con la necessità di parlare in cinese, tunisino, russo o pakistano senza interpreti disponibili, medici assediati da carte e moduli di ogni tipo. Ho conosciuto e conosco tanti pazienti che meriterebbero un sistema sanitario migliore.

Ecco allora la tristezza per le vittime (pazienti e medici), la solidarietà per quanti soffrono e la rabbia nel non vedere ancora una soluzione a tutto questo.

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Dott. Filiberto Di Prospero
Specialista in Ginecologia e Ostetricia, Endocrinologia e Metabolismo. Direttore dell’Unità di Endocrinologia Ginecologica presso l’Ospedale Santa Lucia di Civitanova Marche 62012. Visita a Civitanova Marche (Macerata), Milano e Roma. Prenotazioni tel. +39 337 634491 Numero Verde (rete fissa) 800131014
Dott. Filiberto Di Prospero

Dott. Filiberto Di Prospero

Specialista in Ginecologia e Ostetricia, Endocrinologia e Metabolismo. Direttore dell’Unità di Endocrinologia Ginecologica presso l’Ospedale Santa Lucia di Civitanova Marche 62012. Visita a Civitanova Marche (Macerata), Milano e Roma. Prenotazioni tel. +39 337 634491 Numero Verde (rete fissa) 800131014 

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