Farmaci generici ed anziani

Da una videointervista al Prof. Stefano Fumagalli, S.O.D. Cardiologia e Medicina Geriatrica della A.U.O. Careggi di Firenze.

Il Prof. Fumagalli ha risposto ad alcune domande in merito all’uso di farmaci brand e generici nei pazienti anziani.

La popolazione anziana è in netto incremento ed il consumo di farmaci nell’età avanzata è sicuramente molto frequente; l’uso dei farmaci nell’anziano è quindi di grande attualità ed importanza.

Il Prof. Fumagalli accenna a come differenze di bioequivalenza possano particolarmente incidere nell’anziano. Con l’avanzare dell’età, con l’invecchiamento, cambiano le funzioni dell’organismo sia dal punto di vista respiratorio che cardiovascolare, renale ed epatico. Il risultato è una maggiore sensibilità a tutto quello che può alterare il nostro equilibrio.

Cambia quindi anche la capacità di assimilare i principi attivi assunti.

Nel metabolismo e farmacocinetica dei farmaci organi come i reni ed il fegato sono molto importanti ed il Professore accenna alle modifiche che questi organi subiscono inevitabilmente con l’invecchiamento:

–    la funzione renale diminuisce, e quindi anche la capacità di allontanare sostanze (non solo tossiche) dall’organismo come farmaci e loro metaboliti. La percentuale di insufficienza renale nei pazienti anziani è progressivamente maggiore rispetto a quelli più giovani, rispetto ai quali si ha mediamente una perdita del 15/16% nella capacità di eliminare i farmaci;

–    stessa cosa avviene per il fegato dove nell’anziano la capacità di metabolizzazione dei farmaci si riduce di circa il 40%.

Il Prof. Fumagalli fa quindi notare come tutto questo renda più problematica la somministrazione di farmaci e come esempio cita i farmaci di largo uso come i sonniferi che, alle stesse dosi dell’età adulta, possono creare effetti collaterali anche molto importanti come il delirio nell’età avanzata.

Quali conclusioni si possono trarre quindi riguardo l’uso di farmaci generici?

Il Prof. Fumagalli fa notare che in virtù del processo di invecchiamento e della variabilità (più o meno 20%) della bioequivalenza potremmo trovarci ad avere pericolosi accumuli del principio attivo oppure paradossalmente una sua bassa concentrazione.

Inoltre, lo sviluppo di effetti collaterali aumenta con l’aumento del numero delle prescrizioni ed il paziente anziano ha sicuramente più patologie. Il Prof. Fumagalli prende come esempio  un paziente con infarto non complicato che nel caso abbia fatto anche l’angioplastica: solo per questa patologia arriva ad assumere ben 5 farmaci (Betabloccante, ACE Inibitore, Aspirina, Clopidrogel, Statina).

Altro punto importante da considerare nell’anziano è l’aderenza alla terapia dal momento che spesso i farmaci non vengono assunti nel modo, posologia e tempi idonei; molta attensione quindi, dice il Prof. Fumagalli, va prestata a come la specialità viene identificata, a come nei blister vengono indicati i giorni della settimana o le ore del giorno. Un non appropriato utilizzo di farmaci può essere causa di effetti collaterali anche gravi o mortali.

Il problema è complesso e nell’intervista viene sottolineata l’importanza del momento prescrittivo e la dovuta attenzione in soggetti che hanno un equilibrio metabolico o un’omeostasi ridotta come i pazienti in età avanzata.

 

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