Donna: non si muore solo di tumore al seno. Infarto ed ictus molto più frequenti.

Un recente studio pubblicato Journal of the American College of Cardiology ha messo in evidenza che la conoscenza

infarto ed ictus nella donna

In tutto il mondo le malattie cardiache sono la prima causa di morte nelle donne causando 1 morte su 3 che si traduce circa in una donna ogni minuto!

del rischio della malattia vascolare è ancora scarsa sia tra le pazienti che tra i professionisti sanitari. In un indagine svolta su 1.011 donne americane con età compresa tra 25-60, 200 medici di base e 100 cardiologi sono emersi i seguenti risultati:
La maggioranza delle donne riferiva di essersi sottoposto a dei controlli di routine, ma solo il 40% si è sottoposto ad un controllo cardiologico. Il 74 % ha riferito almeno un fattore di rischio vascolare, ma solo nel 16% dei casi le pazienti hanno ricevuto informazioni adeguate sul loro profilo di rischio da parte dei medici. 63% delle donne ha ammesso di non sottoporsi alla visita e il 45% delle donne ha cancellato o posticipato la visita finché non hanno perso peso.
Molte donne hanno riferito di essere sopraffatte dalla loro malattia cardiaca e molte hanno anche ammesso difficoltà nel perdere peso o trovare tempo per l’esercizio fisico.
Da parte del personale sanitario, solo il 22% dei medici di base e il 42% dei cardiologi hanno riferito di essere adeguatamente preparati per valutare il rischio cardiovascolare nelle donne. Inoltre, solo il 16% dei medici di base e il 22% dei cardiologi hanno pienamente attuato linee guida per la valutazione del rischio
Questi risultati suggeriscono che dobbiamo contrastare gli stereotipi con una maggiore valutazione obiettiva del fattore di rischio per migliorare il trattamento da parte dei medici,

Personalmente, posso condividere la mia esperienza da medico che da sempre si occupa di malattia vascolare, in special modo nella donna. Mi trovo anche a vivere in modo riflesso la vita e la morte delle mie pazienti. Le osservo quando le dico che è più probabile che muoiano di infarto o di ictus quando a loro sembrano delle malattie molto più astratte rispetto il tumore al seno.
Guardo il loro stupore quando, misurandogli la pressione, si scoprono ipertese, mi dicono sempre: “ma come, io avevo sempre la pressione bassa!”. Alla mia domanda: “quando è stata l’ultima volta che vi siete misurate la pressione?” segue una pausa che viene poi riempito da un fiume di parole del tipo: “ma io non ho tempo. il marito, i figli, i nonni, …”.
Queste donne si trovano a gestire sia i genitori anziani, non più autosufficienti, sia i loro figli che vivono un momento di precarietà. Le vedo spesso nell’entrata in menopausa: è la più difficile delle fasi di vita per una donna, dove il profilo vascolare della donna perde la protezione degli ormoni femminili. In questa fase poi subentrano anche l’alterazione dell’umore che le porta a non essere comprese ed etichettate come “strane”, “lamentose” e molti dei loro disturbi non vengono presi sul serio.

I cardiologi hanno per primi descritto la “Yentl-syndrome” affermando che una donna deve apparire un uomo per essere credibile in caso di insorgenza di infarto del miocardio. In tutto il mondo le malattie cardiache sono la prima causa di morte nelle donne causando 1 morte su 3 che si traduce circa in una donna ogni minuto!
Mi ricordo di una donna che faceva assistenza la marito e lamentava dolore al braccio sinistro. Al terzo giorno finalmente un medico le ha detto quasi un po’ infastidito che si sarebbe dovuta far vedere dal pronto soccorso. Morale della favola: la signora è finita d’urgenza in unità coronarica dove le hanno messo diversi stent cardiaci.

Lo stesso si verifica per l’ictus: i dati dello studio di Framingham Heart rivelano che su cinque donne che raggiungono l’età di 55 anni senza andare incontro ad un ictus uno svilupperà un evento di ictus negli anni successivi.
L’età avanzata è il principale fattore di rischio non modificabile di questa patologia, infatti l’incidenza dell’ictus aumenta significativamente con l’età sia negli uomini che nelle donne: la metà di tutti gli ictus si verificano nella popolazione di età maggiore ai 75 anni.
Anche con l’ictus le donne tendono a manifestare sintomi meno specifici come il dolore, l’instabilità posturale e la riduzione dello stato di coscienza. tali fattori però determinano un ritardo nel recarsi al Dipartimento di Emergenza e nell’assegnazione del “codice ictus”. Quante volte ho viste delle meravigliose signore essere etichettate come “confuse” o affette da “un improvviso Alzheimer”, ma in realtà presentavano disturbi dell’eloquio a cui nessuno voleva dare ascolto finche non ha sviluppato una grave emiparesi destra. Nel frattempo era passata la finestra terapeutica per la terapia acuta dell’ictus e questa donna forte ed indipendente è finita in una casa per anziani.

Un altro caso che mi è rimasto impresso è il più recente. Una donna diabetica che aveva dieci anni prima ha rischiato un piede diabetico con ischemia dell’arto inferiore, ma con buona riperfusione dell’arto. L’ho rivista poche ore prima della sua morte avvenuta durante l’amputazione dell’arto inferiore. Il volto distorto dalla sofferenza, si girava verso le figlie: “ non voglio essere un peso per voi, ma voglio vivere senza essere utile…come sta tuo padre?”
L’ictus, l’infarto e la malattia vascolare periferica sono malattie prevenibili nell’80% dei casi.
Sarebbe già un grande passo misurare la regolarmente la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca per escludere aritmie come la fibrillazione atriale ed insegnare un sano stile di vita con spazi ritagliati per una camminata. Sta a noi classe medica mettere le giuste priorità per le nostre pazienti.

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Prof. Caso Valeria
La Prof.ssa Valeria Caso è neurologa vascolare presso la Stroke Unit dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. È visiting professor in Neurologia all’ Università di Belgrado. La Academic Ranking of World Universities posiziona l’Università di Belgrado tra la 201-300 posizione che è la stessa posizione del Politecnico di Milano. Nel 2012 è stata eletta nell’Executive Committee dell’European Stroke Organization (prima donna entrata a farne parte) e nel 2014 è stata scelta dall’assemblea come President Elect e nel 2016 ha iniziato a svolgere appieno il Suo mandato. http://eso-stroke.org/about-eso/#eso-mission. Al livello scientifico dal 2003 si è occupata attivamente di ricerca sulle donne, pubblicando diversi lavori sulle differenze di genere nella patologia cerebro-vascolare e attualmente sta per concludere le linee guida Europee dell’ictus nelle donne. Affiliazione: Santa Maria della Misericordia, Stroke Unit Via E. Dottori 06156 Sant’ Andrea delle Fratte email: valeria.caso@ospedale.perugia.it
Prof. Caso Valeria

Prof. Caso Valeria

La Prof.ssa Valeria Caso è neurologa vascolare presso la Stroke Unit dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. È visiting professor in Neurologia all’ Università di Belgrado. La Academic Ranking of World Universities posiziona l’Università di Belgrado tra la 201-300 posizione che è la stessa posizione del Politecnico di Milano. Nel 2012 è stata eletta nell’Executive Committee dell’European Stroke Organization (prima donna entrata a farne parte) e nel 2014 è stata scelta dall’assemblea come President Elect e nel 2016 ha iniziato a svolgere appieno il Suo mandato. http://eso-stroke.org/about-eso/#eso-mission. Al livello scientifico dal 2003 si è occupata attivamente di ricerca sulle donne, pubblicando diversi lavori sulle differenze di genere nella patologia cerebro-vascolare e attualmente sta per concludere le linee guida Europee dell’ictus nelle donne. Affiliazione: Santa Maria della Misericordia, Stroke Unit Via E. Dottori 06156 Sant’ Andrea delle Fratte email: valeria.caso@ospedale.perugia.it 

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