Dolore pelvico cronico: in Italia ne soffre una donna su quattro

dolore-pelvico-cronico

Il dolore pelvico cronico è una malattia che può limitare le semplici attività quotidiane.

Fino al 28 ottobre 2016 è possibile usufruire di servizi gratuiti sul tema del dolore pelvico cronico in quattro ospedali nazionali. L’iniziativa è di Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna, insieme al contributo di IBSA Farmaceutici, con lo scopo di sensibilizzare la popolazione femminile sull’importanza della prevenzione e del riconoscimento precoce dei sintomi, agevolando le donne nella scelta del luogo di cura.

Si tratta di un progetto che coinvolge quattro ospedali ubicati in quattro diverse regioni italiane (Campania, Lombardia, Sardegna e Toscana), in rappresentanza delle differenti realtà territoriali a livello sanitario. Gli ospedali coinvolti, che offrono visite, esami, incontri, consulenze e materiale informativo, sono l’Azienda Ospedaliera Giuseppe Moscati di Avellino, l’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo, il Presidio Ospedaliero Giovanni Paolo II di Olbia e l’Azienda Ospedaliero Universitaria Senese di Siena.

Per conoscere i servizi messi a disposizione dalle strutture si può consultare il sito di Onda o chiamare il numero 02.29015286; inoltre, sul Portale della Salute, ci sono degli specialisti disponibili a fornire informazioni.

In Italia una donna su quattro soffre di dolore pelvico cronico, una malattia che può debilitare e limitare le semplici attività quotidiane.

Il dolore pelvico cronico è una condizione caratterizzata dalla presenza di sintomatologia dolorosa per almeno sei mesi in assenza di patologie organiche (endometriosi, problematiche legate a disfunzioni, ecc.). Una malattia che colpisce il sesso femminile caratterizzata dalla presenza di dolore in tutto il pavimento pelvico: può interessare, infatti, il basso tratto urinario, con dolore alla minzione o nella fase di riempimento vescicale, oppure il tratto genitale, con fastidi durante i rapporti sessuali.

Secondo l’indagine svolta da Onda su un campione di 600 donne dai 18 ai 50 anni, per il 48% delle intervistate il dolore pelvico cronico influisce su molteplici ambiti della vita quotidiana. Il 30% delle donne intervistate dichiara di essere stata visitata da più di tre medici prima di arrivare a una diagnosi. La rilevazione è stata eseguita nel mese di settembre 2016, attraverso un questionario online della durata di circa 20-25 minuti.

Per la maggioranza delle donne, il dolore pelvico cronico evoca l’immagine di tanti spilli pungenti (17%), per altre si tratta di un dolore come quello di una coltellata (12%), altre lo descrivono come un martello irrompente (10%) o un fuoco che brucia dentro (10%).

Per alcune donne, soffrire di dolore pelvico cronico significa convivere con qualcosa di fastidioso e assillante; per altre, invece, si tratta di un dolore lancinante e straziante e, in qualche caso, anche invalidante. Il disturbo è considerato come qualcosa che intacca la felicità della donna, la fa sentire a disagio, stanca e depressa.

Sono molteplici le dimensioni della vita quotidiana colpite dal dolore pelvico: dall’umore all’intimità di coppia, dalla difficoltà di avere attività di svago alla compromissione della qualità del sonno, tutti aspetti che determinano un deterioramento della qualità di vita.

Nonostante ciò, le donne spesso tardano a rivolgersi a un medico: infatti, trascorrono sette mesi tra la comparsa dei sintomi e la diagnosi. Il primo medico interpellato è quello di famiglia, anche se il ginecologo rimane la figura di riferimento, consultato da sette donne su dieci.

Le cause di questo disturbo sono connesse a molteplici fattori, poiché la pelvi accoglie gli organi dell’apparato riproduttivo, urinario, gastroenterico, muscolo-scheletrico e nervoso. Di conseguenza, la diagnosi arriva molto in ritardo a causa di un percorso ad ostacoli tra vari specialisti.

Il dolore pelvico cronico è un fenomeno che, se trascurato, può portare a conseguenze anche gravi. La diagnosi è la somma di più cause di diversa competenza specialistica che interagiscono nell’insorgenza della sintomatologia dolorosa.

Quando il dolore diventa cronico, si crea una sorta di cortocircuito a livello delle strutture nervose deputate alla sua elaborazione. Il dolore si trasforma così in vera e propria malattia, diventando un compagno di viaggio pervasivo in tutti gli ambiti della vita (affettivo, familiare, relazionale e lavorativo).

Oggi, grazie ad un insieme di terapie mediche e comportamentali di alto livello, il dolore pelvico cronico può essere trattato e controllato in modo efficace.

In generale, sia per le donne sane sia per quelle affette dalla malattia, internet rappresenta la prima fonte d’informazione (40% circa) e, nove donne che ne soffrono su dieci, esprimono il bisogno di avere maggiore informazione sulla malattia.

Diventa fondamentale quindi rivolgersi a strutture gestite da équipe multidisciplinari: composte di figure professionali tra loro complementari, capaci di indagare le possibili cause di questa complessa patologia e individuare le misure terapeutiche più indicate. In quest’ottica sono molto utili i Centri che prendono in carico la donna nella sua globalità, mediante un supporto da parte di gastroenterologi, neurologi, urologi e psicologi, in grado di fornire risposte più complete per combattere il dolore pelvico cronico.

The following two tabs change content below.
Avatar

Silvia Bollettini

Copywriter e Digital PR

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.