Cura dei capelli: come rigenerarli dopo l’estate

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I capelli dicono molto della persona a cui appartengono: significano cambiamento, soprattutto per le donne, e forza per gli uomini.

Simbolo di vitalità, la capigliatura ha avuto un importante ruolo nelle tradizioni e nei riti sin dall’antichità. Tutt’oggi il look scelto da ognuno di noi è sinonimo di espressione della propria personalità e bellezza. Esistono però dei periodi nell’arco dell’anno, durante i quali bisogna prendersene cura in modo particolare e, uno di questi, è dopo l’estate.

Al termine della bella stagione, la chioma risente degli effetti di sole, salsedine e cloro, a causa dei frequenti bagni fatti al mare o in piscina. Per evitare l’eccessivo indebolimento e il rischio estremo di alopecia, occorre rigenerarla utilizzando dei prodotti naturali.

Settembre è un mese di passaggio fra due mondi: si lasciano alle spalle le vacanze e ci si prepara alla ripresa delle consuete attività. I capelli possono risentire molto degli sforzi fatti per affrontare il cambio di stagione e appena compaiono le prime carenze di vitamine e minerali, associate ad affaticamento psico-fisico, essi sono i primi ad indebolirsi.

I CAPELLI PATISCONO I CAMBIAMENTI

I capelli sono intimamente legati all’immagine che ognuno ha di se stesso.

Non è solo un fatto estetico: si tratta proprio di uno schema corporeo che ha a che fare con il tema dell’identità generale della persona. E i capelli sono i primi a risentire molto anche dell’entusiasmo o del disagio che ognuno di noi prova verso questo nuovo inizio. Se facciamo fatica a rientrare nei soliti schemi, sarà probabile andare incontro ad un indebolimento della chioma.

I PRODOTTI NATURALI

Esistono dei prodotti in grado di rigenerare i capelli, evitando così di ricorrere alle forbici: basta scegliere quello più adatto secondo il problema da risolvere.

FELCE E FIORE D’ORIENTE: due estratti vegetali da usare come alleati dalla fine dell’estate e per tutto l’autunno, poiché nutrono il cuoio capelluto, migliorano la consistenza delle lunghezze e curano anche forfora e dermatiti.

CAPELVENERE: una felce dei boschi ideale per rigenerare i capelli che hanno perso corpo e struttura. Viene utilizzata, sotto forma di decotto e tintura madre, per stimolare il cuoio capelluto. Si friziona dopo lo shampoo, da solo o abbinato a malva e ortica per un’azione ammorbidente e anti caduta. Le sue foglie sono ricche di sostanze ristrutturanti che accelerano il ricambio.

OLIO DI CAMELIA: per doppie punte, forfora, irritazioni e caduta. Si prepara un impacco nutriente che previene prurito e desquamazione e rende i capelli più forti e folti. Applicato sul pettine tutti i giorni, questo olio rende la chioma più lucida eliminando l’effetto crespo.

ARGAN: grazie alle sue proprietà nutrienti e antiossidanti è un ottimo ingrediente per mantenere i capelli più lucidi e forti. Lo si trova in commercio sotto forma di  shampoo, maschere, balsami e sieri. È particolarmente adatto per i capelli secchi, oppure sfibrati che hanno subito troppi trattamenti. Se poi l’inquinamento causa prurito e arrossamenti del cuoio capelluto, l’olio di argan può essere un ottimo calmante delle irritazioni. È utile anche in impacco per domare i capelli ricci: basta applicarne una piccola quantità sulla capigliatura asciutta e lasciarlo in posa 15 minuti, con la testa avvolta in un asciugamano, prima dello shampoo.

 IL SIMBOLISMO DEI CAPELLI

La chioma esprime il vigore dell’organismo e segue gli stessi ritmi e tempi della natura, in particolare, degli alberi, con cui sono in stretta sintonia.

Per molti popoli antichi i capelli simboleggiavano la potenza del cervello: un esempio noto di questa credenza è l’episodio biblico di Sansone, la cui forza si concentrava nella capigliatura. Nella Grecia arcaica, la capigliatura era considerata simbolo di nobiltà (agli schiavi era vietato portare i capelli lunghi), di verginità o di erotismo.

Per gli Indiani Navajo i capelli rappresentavano la parte del corpo più vicina ai pensieri: “all’altezza dell’attaccatura ci sono quelli più recenti, mentre le punte trattengono i più lontani nel tempo“.

Una particolare simbologia connette i capelli al dolore e lutto: tagliarli, lasciarli incolti, sono atti simbolici stereotipati con cui si manifestano in forma visibile la sofferenza, l’amore non ricambiato o la disperazione.

Ancora oggi l’espressione “strapparsi i capelli per il dolore” indica una situazione di estrema sofferenza, tale da spingere l’individuo all’auto-degradazione.

Ad ogni modo, nel diradamento settembrino c’è una risposta fisiologica: la caduta dei capelli esprime la sintonia dell’essere umano con la natura, che si manifesta con la caduta delle foglie. Se tale fenomeno non diventa eccessivo, può essere interpretato come la capacità di lasciare dietro il passato, i pensieri e le esperienze estive, per fare posto al nuovo che si affaccerà nella stagione invernale.

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Silvia Bollettini

Copywriter e Digital PR

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