Cosa nasconde la dipendenza da social network

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Si chiama FOMO. E la sigla sta per Fear of missing out. È la paura di rimanere tagliati fuori da quello che sta succedendo sui social network e nasconde anche una sensazione d’inferiorità rispetto a quello che gli amici virtuali condividono sulle piattaforme (Facebook, Twitter, ecc.).

La dipendenza da social network si manifesta in due modi: da un lato, c’è la paura che le cose ci possano sfuggire, emarginandoci dalla community, dall’altro vi è una sorta di invidia che porta a considerare le esperienze degli altri più appaganti delle nostre.

Da uno studio del centro americano Kleiner Perkins Caufield & Byers’s è emerso che un utente medio controlla il proprio telefono almeno 150 volte al giorno, una volta ogni 6 minuti. Oramai siamo tutti coinvolti nella morsa della dipendenza da social network innescata dalla paura di rinunciare a qualcosa di più interessante rispetto a quello che stiamo facendo in quel momento.

Science Daily sostiene che i Millennials hanno più probabilità di essere depressi a causa dei social media. Un sondaggio nazionale condotto dall’Università di Pittsburgh ha mostrato che i giovani adulti che utilizzano da 7 a 11 piattaforme di social media hanno avuto più di tre volte il rischio di depressione e ansia, rispetto ai loro coetanei che usano da 0 a 2 piattaforme.

dipendenza-social-donneSecondo lo studio della Pew Research Center le donne utilizzano i principali canali sociali molto più degli uomini, soprattutto Facebook. Nell’ultimo aggiornamento sui Social Media 2016, Facebook rimane la piattaforma più popolare: circa tre quarti (76%) di utenti visitano il sito ogni giorno, di cui il 55% più volte al giorno.

In Italia non esistono ancora ricerche sulla FOMO, ma molte persone esprimono questo disagio sociale direttamente sulle piattaforme; ad esempio, su Twitter molti giovani dicono di soffrire di tristezza o depressione se trascorrono una serata a casa. Dietro alla FOMO si cela una forma di insicurezza e lavorare su se stessi potrebbe aiutare a risolvere il problema.

Per sensibilizzare gli utenti attorno a questo fenomeno, la Coca Cola ha realizzato uno spot ironico fornendo una possibile soluzione per superare la dipendenza da social network. Si chiama Social Media Guard, un finto collare che potrebbe porre fine a questa dipendenza costringendo gli utenti ad alzare lo sguardo dallo schermo e a guardarsi direttamente negli occhi.

Se riusciamo davvero a prenderci una pausa dalle connessioni virtuali, ricominceremo a definire la nostra vera identità e a vivere il presente. Ecco un buon proposito per il nuovo anno: essere meno connessi e più umani.

 

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Silvia Bollettini

Copywriter e Digital PR

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