Come riconoscere e affrontare le intolleranze alimentari

intolleranzForse non a tutti risulta ben chiara la differenza fra allergia a determinati cibi e intolleranza alimentare. Si può considerare la prima come una forte reazione che viene scatenata dal sistema immunitario nei confronti di un allergene; quest”ultimo viene ritenuto un elemento estraneo che provoca una reazione da parte degli anticorpi. Tale reazione è spesso sproporzionata in maniera da impedire all”allergene di causare danni.

Nei casi di intolleranza, invece, non viene coinvolto in alcun modo il sistema immunitario e perciò la reazione da parte dell”organismo è differente. Quando si è intolleranti ad una determinata sostanza, l”organismo si trova in una situazione di difficoltà poiché non è in grado di digerirla in maniera corretta. Quali sono gli alimenti che possono far insorgere intolleranze? Sono quelli che contengono queste quattro sostanze: lattosio, sorbitolo, glutine e fruttosio.

L”intolleranza al fruttosio è forse meno conosciuta rispetto a quella al glutine o al lattosio, ma bisogna sapere che si tratta di una vera e propria malattia di tipo ereditario legata al metabolismo. Come viene spiegato nel sito Abcsalute.it, a causare l”intolleranza al fruttosio è l”assenza nel fegato di un particolare enzima, l”aldolasi B; tale enzima non si trova soltanto nel fegato, ma anche nel piccolo intestino e nei reni. Chi soffre di intolleranza al fruttosio non è capace di metabolizzare questo tipo di zucchero, che quindi si deposita, accumulandosi, negli organi in cui dovrebbe trovarsi l”enzima aldolasi B.

Man mano che il fruttosio si accumula nel fegato, va ad interferire con i metaboliti epatici e inibisce la sintesi del glucosio e la trasformazione del glicogeno. Ciò significa che l”assunzione di fruttosio da parte di una persona intollerante può causare grave ipoglicemia, la quale può anche condurre alla morte. Appare chiaro, dunque, che bisogna capire il prima possibile se si soffre di questa intolleranza, che può manifestarsi nei neonati sin dai primi giorni di vita se vengono nutriti con latte artificiale, di solito preparato con fruttosio.

Se si verificano disturbi gastro-intestinali gravi, dolori addominali e ritardo nella crescita, ci troviamo di fronte all”intolleranza al fruttosio, che può causare danni ai reni e, appunto, ipoglicemia. Coloro che fin da piccoli soffrono di questa intolleranza, da grandi svilupperanno un”avversione per qualunque alimento che contenga fruttosio, ovvero verdura, frutta, dolci, bevande zuccherate e miele. Una volta individuata tale intolleranza, si interviene eliminando il fruttosio dal regime alimentare.

Con l”eliminazione della sostanza responsabile, scompariranno tutti i sintomi ad essa collegati. Per comprendere nello specifico a quali sostanze si è intolleranti, bisogna rivolgersi ad un allergologo, che attraverso anamnesi ed esami clinici sarà capace di individuare gli alimenti “pericolosi”. La sola terapia possibile consiste nell”evitare tutte le sostanze che causano intolleranza.

I tempi di reazione da parte dell”organismo alla nuova dieta variano in base al livello di intolleranza: maggiore è la sensibilità rispetto ad una sostanza, maggiore sarà il tempo necessario per “disintossicarsi” dall”alimento che la causava. Di solito occorre un mese affinché la situazione migliori, ma i risultati più evidenti si avranno a partire dal secondo mese.

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