Come i Farmaci Generici cambiano il rapporto del paziente con il farmacista

Da un’intervista all’Avv. Iadecola

 Quando il paziente va dal faramcista con la ricetta rossa del medico e quest’ultimo non ha apposto sulla medesima la clausola di non sostituibilità, il farmacista deve comunicare al paziente l’esistenza di farmaci generici equivalenti a costo minore. In questo caso il paziente decide quale farmaco preferisce. Diversamente, se il medico appone la scritta “non sostituibile” con una piccola motivazione, il farmacista è obbligato a consegnare il farmaco prescritto.

“Il farmaco generico malgrado sia bioequivalente rispetto al farmaco originale” – spiega l’Avv. Iadecola – “in realtà ha eccipienti diversi che potrebbero determinare effetti avversi ad esempio di tipo allergico o una ridotta efficacia per cui il farmacista dovrebbe porre attenzione in questa fase di sostituzione”.

 

Quali sono i diritti del paziente?

“Il diritto fondamentale del paziente” – dice l’Avv. Iadecola – “è quello della salute e del rispetto della privacy. Pertanto dal farmacista dovrebbe essere informato relativamente alla disponibilità di farmaci equivalenti meno costosi ma anche riguardo le differenze in termini di eccipienti ed indicazioni tra il farmaco prescritto e gli equivalenti”.

L’Avv. Iadecola, a titolo di esempio di un momento di rischio, porta il caso nel quale un paziente intollerante al lattosio o al glutine non viene informato della presenta di questi eccipienti nelle formulazioni proposte. In tal caso ecco che il diritto alla salute viene meno. Ugualmente, è difficile che il farmacista possa chiedere quali patologie ha il paziente proprio al fine di rispettarne la privacy.

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