Colpo della strega…chiama l’osteopata!

colpo della strega

Il colpo della strega è il nome gergale che diamo al mal di schiena.

Le origini di questo modo di dire provengono dal Medioevo, quando alle streghe, che praticavano magia nera, venivano attribuiti poteri occulti e macabri, tra cui quello di immobilizzare un nemico con un solo tocco.
In particolare, quando un uomo si avvicinava ad una strega ammaliante e si inchinava facendole il baciamano, l’incantesimo bloccava il malcapitato in quella posizione, impedendogli quindi di muoversi.

Tornando ai nostri giorni.. solitamente ci colpisce nell’atto di sollevare un oggetto pesante e, inesorabilmente, si resta piegati a metà, con dolori molto forti.

Il dolore a sua volta può restare localizzato nella zona lombare (lombalgia),che il paziente riferirà come “trasversale”, oppure irradiarsi al nervo sciatico (lombosciatalgia).

Questa patologia interessa, almeno una volta nella vita, l’80% della popolazione italiana. La fascia di età più colpita è compresa tra i 30 e i 50 anni, anche se attualmente sono interessati gli sportivi più giovani.

A volte si risolve spontaneamente ma, in alcune volte, può dare origine a mal di schiena cronici.

Se in alcuni casi si può sostenere che le cause della lombalgia vadano ricercate al di fuori della colonna vertebrale “in senso stretto”, in altri – come in questo- non si può ignorare il fatto che questi fenomeni, ripetuti nel tempo, comportano una degenerazione del disco intervertebrale con annesso invecchiamento precoce.

L’osteopata può trattare questa patologia anche durante lo stato acuto, poiché può avvalersi di tecniche dolci che non comportano la manipolazione diretta del paziente.

Anche in questo caso il lavoro non è standardizzato perché ogni paziente ha un vissuto a se, ed è, quindi, per questo motivo una corretta anamnesi è alla base della riuscita del trattamento.

Il professionista riuscirà , già in prima seduta, a stabilire la causa osteopatica responsabile dello sviluppo e del mantenimento del dolore e, attraverso la palpazione, deciderà quale tecnica sarà opportuno utilizzare; allo stesso modo, qualora il paziente in questione non sia di competenza osteopatica, lo indirizzerà verso le figure mediche più adeguate.

Nella maggior parte dei casi l’osteopatia è risolutiva per questa patologia e il numero di sedute necessarie possono variare da 2 a 4 in base alla risposta del paziente.

Compito dell’osteopata non è solo quello di somministrare il trattamento, ma anche quello di dare consigli su come mantenere i risultati ottenuti, tramite, ad esempio, della ginnastica posturale.

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Francesca Paciotti

Osteopata diplomata presso AIOT di pescara. Attualmente assistente presso Istituto Romano di Medicina Osteopatica di Pescara. Riceve: Poliambulatorio Eurocenter VenaLinfa San Benedetto del Tronto (AP); Centro Halos Castelfidardo (AN); Physiohealth Colonnella (TE). Tel 347/7057897
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Osteopata diplomata presso AIOT di pescara. Attualmente assistente presso Istituto Romano di Medicina Osteopatica di Pescara. Riceve: Poliambulatorio Eurocenter VenaLinfa San Benedetto del Tronto (AP); Centro Halos Castelfidardo (AN); Physiohealth Colonnella (TE). Tel 347/7057897 

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