Biolifting: ringiovanire il viso mediante le cellule staminali

Da diversi anni, dopo aver seguito gli insegnamenti del Prof. Sidney Coleman della Tribeca Plastic Surgery Clinic e del NYU Downtown Hospital di New York, ho iniziato a praticare la lipostruttura secondo la tecnica pubblicata dal Dr. Coleman stesso (S. Coleman SR: facial recontouring with lipostructure. Clin Plat Surg 24 (2): 347, 1997)

Questa tecnica evoluta di lipofilling permetteva già allora di prelevare  del tessuto adiposo autologo mediante una microcannula ed ottenendo un tessuto grasso ancora vitale che veniva innestato nella zona desiderata al fine di ridarle il volume perso, risollevando il tegumento e scolpendone i profili.

 

Nell’Aprile del 2001 un gruppo di studiosi della University of California di Los Angeles ha separato 4 diversi tipi di cellule staminali dal grasso rimosso dopo una liposuzione.

Secondo il Dr. Marc Hedrick quando una cellula staminale si trasforma in una cellula specifica (come un adipocita, la cellula del grasso) i geni che le permettono di modificarsi si “disattivano”. I ricercatori, invece, sono riusciti a intervenire sulle cellule prima che questo avvenisse, trasformandole in cellule di cartilagine, ossa e muscolo. (Tissue Engineering, aprile 2001: Vol 7; N°2, pp: 211-228)

 

Grazie ad una intuizione del Prof. PierLuigi Santi, Direttore della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica dell’Università di Medicina e Chirurgia di Genova si è cercato di quantificare con dati di laboratorio le cellule staminali presenti in un prelievo di adipe per lipostruttura.

La classica sedimentazione a strati post prelievo, ha permesso di isolare facilmente gran parte delle stesse che ora vengono “reimpastate” con il filler adiposo.

Il successivo impianto di questo “BioFilling” ha permesso di raggiungere dei risultati mai visti prima.

Si è evidenziata un’intensa rigenerazione dei tessuti proporzionale al numero di impianti nel tempo.

La notevole capacità di queste cellule, benchè adulte, di continuare a differenziarsi è indiscutibile.

Grazie a questi risultati si sono aperte nuove strade e campi di utilizzo di un materiale organico “il grasso”, un tempo tanto odiato ed universalmente visto come un nemico da combattere, mentre ad oggi considerato addirittura una “RISORSA”, una preziosa “MINIERA” da cui estrarre cellule preziose in grado di riparare tessuti messi a dura prova dal passare del tempo.

 

LE DOMANDE PIU’ FREQUENTI

 

L’intervento  si effettua in anestesia locale o generale?

Avviene assolutamente in anestesia locale, con tutti i vantaggi di tale anestesia tra cui la dimissione in giornata.

L’intervento  si effettua in day hospital?

Si, nella quasi totalità dei casi la dimissione  avviene il giorno stesso dell’intervento. Il recupero è molto rapido, poiché la paziente, pur convalescente, è motivata psicologicamente dall’essersi sottoposta all’intervento desiderato e dal risultato estetico gratificante

Vengono utilizzate medicazioni?
No. La paziente viene dimessa unicamente con piccoli cerotti nei siti di inserzione delle cannule.

E’ un intervento doloroso?

No .Nella maggioranza dei casi la dimissione  avviene il giorno seguente all’intervento. Il recupero è molto rapido, poiché la paziente, pur convalescente, è motivata psicologicamente dall’essersi sottoposta all’intervento desiderato e dal risultato estetico gratificant

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Dott. Giulio Maria Maggi
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