Alzheimer e caffè: connubio salutare con valore sociale

Per ridurre il rischio di Alzheimer, come indicato dall’Autorità Europea per la

caffè-alzheimer

Il consumo moderato di caffè può aiutare a prevenire il Morbo di Alzheimer

Sicurezza Alimentare (EFSA),

un’assunzione moderata di caffè risulta essere una buona abitudine collegata ad una serie di benefici fisiologici per il nostro organismo.

In occasione della Giornata Mondiale Alzheimer 2016, celebrata il 21 settembre scorso, ISICInstitute for Scientific Information on Coffee ha pubblicato la terza edizione del report “Le cose buone della vita: il consumo di caffè può ridurre il rischio di sviluppare l’Alzheimer?” che raccoglie le più recenti evidenze scientifiche su consumo di caffè e diminuzione del rischio di Alzheimer.

L’Istituto per l’Informazione scientifica sul caffè (ISIC) è un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro costituita nel 1990 e dedicata allo studio, alla raccolta e alla divulgazione di studi  e ricerche scientifiche in tema di “caffè e salute”.

LE RICERCHE

Circa 26 milioni di persone in tutto il mondo sono malate di Alzheimer e, soprattutto in Europa, il progressivo invecchiamento della popolazione sembra essere correlato ad un aumento della malattia

Il consumo moderato di caffè può ridurre fino al 27% il rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer.

La dieta mediterranea ricopre un ruolo fondamentale: alcuni frutti, ortaggi e bevande come il caffè contengono polifenoli. Queste molecole agiscono sulle cellule cerebrali per ridurre l’infiammazione, diminuire la mortalità dei neuroni e mantenere bilanciati i livelli di acetilcolina. Quest’ultima è una sostanza chimica che funge da neurotrasmettitore, rilasciata dalle cellule nervose per inviare segnali alle altre cellule. 

La caffeina inoltre ha mostrato di ridurre due marcatori tipici dell’Alzheimer: l’accumulo del peptide beta-amiloide e la iperfosforilazione di proteina tau. La caffeina ridurrebbe anche la morte dei neuroni, soprattutto nelle aree del cervello che giocano un ruolo nella memoria, infine, come neuro-stimolante, produce elevati livelli di acetilcolina.

Un altro recente studio ha evidenziato il ruolo svolto dalla quercetina, uno dei componenti del caffè, come neuroprotettore nei confronti sia della malattia dell’Alzheimer che nel morbo di Parkinsons.

I BENEFICI

La letteratura scientifica riporta numerosi benefici per il nostro organismo derivanti da un moderato consumo di caffè: dalla memoria alla concentrazione, dalla performance fisica al rallentamento del fisiologico declino cognitivo legato all’età, dalla riduzione del rischio di malattie neurodegenerative (come la malattia di Alzheimer e il morbo di Parkinson) a una forte azione preventiva nei confronti del diabete di tipo 2 e di alcune malattie del fegato.

Un’assunzione di circa 3-5 tazzine di caffè al giorno, come indicato dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), può far parte di una dieta sana ed equilibrata e di uno stile di vita attivo.

Il sito Caffè Salute inoltre sostiene che il consumo di caffeina può essere benefico per le funzioni cognitive. Comunemente riconosciuta come stimolante del sistema nervoso centrale, la caffeina aiuta il miglioramento delle funzioni cognitive superiori e della memoria. Gli studi dimostrano come i recettori per l’adenosina A2A possono essere il bersaglio molecolare responsabile degli effetti benefici del consumo di caffeina sullo sviluppo della malattia di Alzheimer.

IL VALORE SOCIALE

Il caffè è un piacere da gustare in modo conviviale, allo stesso tempo intimo e personale, racchiude gusto e beneficio per l’organismo e può essere definito la bevanda nazionale degli italiani. 

Il connubio caffè e Alzheimer si può trovare anche all’interno di iniziative socio-assistenziali, come l’esperienza di Caffè Alzheimer, uno spazio protetto e gratuito in cui malati e familiari possono interagire a livello interpersonale. L’obiettivo è quello di mantenere attive le funzioni sociali residue dei malati e permettere ai familiari di discutere dei propri problemi e delle strategie trovate per risolverli. Tutto ciò serve per conoscere la malattia e i relativi sintomi, otre a trascorrere alcune ore in un’atmosfera accogliente e cordiale.

Dal 2009, anche a Senigallia, è presente un Caffè Alzheimer, grazie all’iniziativa della cooperativa sociale Progetto Solidarietà. Concepito come un luogo di incontro informale, centrato sull’ascolto, sulla condivisione e sul sostegno alle difficoltà legate alla gestione della malattia, l’iniziativa cerca di rafforzare le azioni dei caregiver, migliorando la qualità della vita del malato e dell’intero nucleo familiare.

Il caffè, da semplice bevanda quotidiana si trasforma così in un compagno di viaggio per tutta la vita: un vero alleato per la salute contro l’Alzheimer e, nello stesso tempo, attivatore sociale per la creazione di relazioni sociali a tutte le età.

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Silvia Bollettini

Copywriter e Digital PR

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