Allarme smog, fa male al cuore

smoke-stacks-862929_640Che lo smog sia il male del nuovo millennio, è ormai molto noto. Che possa incidere in maniera significativa sullo stato di salute delle persone, è altrettanto palese. Quello che forse non ci si aspetta, è che lo smog possa condizionare la salute del cuore.
Lo smog fa male al cuore? Pare proprio di sì e tale riscontro è emerso durante l”annuale congresso londinese della European Society of Cardiology.

Il livello di No2 è costantemente tenuto sotto i limiti stabiliti, ma il risultato di alcune ricerche, lascia i medici perplessi e preoccupati. Il dottor Jean-François Argacha, cardiologo presso l”Università di Bruxelles, ha condotto uno studio che lo ha poi in seguito portato a mettere fermamente in dubbio i livelli di smog ad oggi consentito.

Argacha ha preso in considerazione un campione di circa 12 mila pazienti colpiti da infarto miocardico che, secondo il dottore, è quello con la prognosi più grave perché va a colpire le coronarie a causa di una occlusione. Una volta rilevati i dati e confrontati con altri pazienti, il ricercatore ha potuto constatare che il livello di smog nell”aria, alza il rischio di infarto del 2,8 per cento.
Se lo smog misurato, arriva ad un livello di 10g per cento, il rischio sale addirittura al 5 per cento.
Nei campioni studiati, il dottore ammette di aver controllato solo gli esemplari maschili e che lo studio dovrà essere comunque approfondito.

Se la correlazione tra smog nell”aria e rischio di infarto verrà comprovata, sarò necessario un intervento da parte delle autorità preposte, per pretendere l”abbassamento dei livelli ora consentiti dalla legge.
Questi esperimenti sono stati effettuati prendendo in considerazione solo un giorno di esposizione. A quanto pare, i rischi per il cuore, sono sostanzialmente altissimi anche solo dopo poco tempo in cui si rimane in una città molto inquinata.

Il dottor Krzysztof Bryniarski, dell”Università di Cracovia, ha invece studiato il rapporto tra smog e rischio futuro di malattie cardiovascolari.
Ha infatti preso a campione alcuni studenti della sua facoltà di medicina presso la città di Cracovia. Cracovia è purtroppo una delle città più inquinate in tutta Europa. Ha scelto poi alcuni campioni da una città simile per dimensioni ed abitanti, ma che contiene un tasso di inquinamento di due volte inferiore rispetto a Cracovia.
Su circa 800 persone, sono stati esaminati 444 studenti di Cracovia e 382 abitanti di Lublino. Sottoposti ad esami di routine per verificarne lo stato di salute, come la misurazione della pressione ad esempio, il risultato della ricerca ha fatto crescere molta preoccupazione nella facoltà.
Nel sangue degli studenti di Cracovia, sono stati rilevati alti tassi di proteina c-reattiva, di omocisteina e di fibrinogeno, tutti elementi che indicano infiammazioni in corso e che potrebbero portare ad un infarto in futuro.
Dati allarmanti quindi che palesano segni precoci già visibili e noti come marcatori infiammatori.

Non solo quindi, l”esposizione anche di un solo giorno, mette a rischio tutti noi, ma ancora peggio, coloro che vivono ad anni o che sono cresciuti in città particolarmente inquinate, hanno il doppio se non il triplo del rischio di manifestare una grave malattia cardiovascolare nel futuro.

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