
Il
VARICOCELE
| NOTA
IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni
sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente
comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere
eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà
interpretative da parte dei lettori. La Medicina è una scienza in
costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione
clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può
illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione
e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non
rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle
informazioni fornite. Ultimo aggiornamento:
22.11.2011 . |
Ben pochi argomenti in medicina
risultano ancora tanto controversi e discussi come il varicocele ed il suo
significato nella patologia umana. Ma, innanzitutto, che cos’è il varicocele? Si
tratta di fatto di una dilatazione varicosa delle vene reflue del testicolo
(plesso pampiniforme, fino al coinvolgimento delle vene spermatiche interne),
che trova la sua massima età di incidenza tra i 15 e 25 anni. Interessa circa il
10-20% della popolazione generale maschile e nell’85% dei casi è ubicato a
sinistra, risultando a destra o bilaterale in una minoranza delle situazioni.
Ma perché tanto interesse per una
varice? Indubbiamente la peculiarità della sede di per sé stessa pone in risalto
la patologia, in particolare se il varicocele è di grado elevato (ricordiamo
che, clinicamente, in base alle dimensioni e alla evidenziabilità, il varicocele
è classificato da primo a terzo grado). Seppure spesso asintomatico, può causare
una sintomatologia clinica variabile da un senso di pesantezza fino ad un vero e
proprio dolore gravativo nella regione scrotale corrispondente E’ però
indubbiamente il potenziale rapporto con l’infertilità che gli ha conferito un
posto di rilievo nella patologia dell’apparato genitale maschile, rapporto che
tuttora lo pone all’attenzione della valutazione andrologica medica.
Quali sono i meccanismi
patogenetici del varicocele?
Oltre il 95% delle condizioni di varicocele sono legate ad
una situazione idiopatica (le cosiddette forme primarie). Le vene reflue dal
testicolo, per ragioni embriologiche, drenano nella vena renale a sinistra e
nella cava a destra; la statura eretta, acquisita evolutivamente dall’uomo, fa
sì che la colonna di sangue refluo dal testicolo gravi sulle vene spermatiche,
le quali sono provviste di sistemi valvolari di contenimento. E’ possibile che
fattori costituzionali, analogamente a quanto si verifica per le vene degli arti
inferiori, condizionino una debolezza della parete venosa, con progressivo
sfiancamento della stessa; ciò porta ad una conseguente incontinenza valvolare,
condizionante la comparsa di un reflusso retrogrado ematico che è caratteristica
saliente del varicocele. L’anatomia (angolo di entrata della vena spermatica di
sinistra nella vena renale; eventuale compressione della vena spermatica di
sinistra da parte dell’arteria mesenterica) rende ragione del fatto che questa
forma di varicocele interessa prevalentemente il lato sinistro. Va segnalato,
tuttavia, che eventuali processi espansivi retroperitoneali o pelvici
comprimenti le strutture venose possono causare un ostacolo al deflusso venoso e
la comparsa di varicocele (in particolare la comparsa di varicocele in età
adulta o in sede destra deve suggerire l’esclusione di eventuali patologie
compressive estrinseche – varicocele secondario).
Quali sono i sintomi del varicocele?
La sintomatologia è fortemente
condizionata dal grado del varicocele e dalla sua etiologia. E’ vero che la
maggior parte dei varicoceli sono asintomatici e vengono incidentalmente
riscontrati nel corso di iter diagnostici andrologici per infertilità o altro.
Il disturbo più frequentemente lamentato dai pazienti portatori di varicocele è
un senso di pesantezza fino ad un vero e proprio dolore gravativo nella regione
scrotale corrispondente. E’ peraltro da segnalare che nei rari casi di
varicocele secondario a processi espansivi retroperitoneali o pelvici, la
sintomatologia dolorosa in queste sedi può essere importante.
Come si diagnostica il
varicocele?
La diagnosi di varicocele è clinica e strumentale (eco-doppler
dei funicoli spermatici). Clinicamente è possibile evidenziare in posizione
eretta la dilatazione venosa del plesso pampiniforme, sia in condizioni basali
che dopo manovra di provocazione (la cosiddetta manovra di Valsalva). La
conferma è comunque ecografica, in particolare tramite l’eco-color doppler
scrotale che documenta il reflusso venoso, criterio essenziale per la diagnosi
di varicocele.
Varicocele ed infertilità
maschile
Il ruolo del varicocele nell’infertilità maschile è
sicuramente l’argomento più controverso. Molteplici argomentazioni possono
essere addotte a favore e contro il suo coinvolgimento nella compromissione
della qualità del liquido seminale. Cito ad esempio il fatto che il varicocele
può essere presente in soggetti con normali caratteristiche seminali
(normospermici), seppure la sua prevalenza sia maggiore nei soggetti con
caratteristiche seminali alterate (dati da uno studio dell’Organizzazione
Mondiale della Sanità – WHO – del 1992). Altri numerosi studi hanno documentato
un effetto negativo della presenza del varicocele sulla motilità e sulla
morfologia degli spermatozoi; i meccanismi patogenetici coinvolti possono essere
l’effetto termico per l’aumentata temperatura scrotale, l’incrementata pressione
legata all’ostacolato deflusso ematico, l’eccesso di radicali liberi. La
questione focale è, però, se la correzione del varicocele nei maschi con
alterati parametri seminali comporti il miglioramento delle caratteristiche del
seme stesso e l’aumento della probabilità di concepimento, valutata tramite il
cosiddetto "pregancy rate". Riguardo a quest’ultimo punto cruciale, va rilevato
che esistono attualmente soltanto sette studi randomizzati e controllati sugli
effetti della correzione del varicocele nei confronti della pregnancy rate; di
questi, soltanto uno evidenzia un miglioramento statisticamente significativo
del concepimento spontaneo dopo correzione del varicocele. Per quanto riguarda
l’effetto della correzione del varicocele sui parametri seminali, gli studi
controllati (che effettuano cioè un confronto con una popolazione "di controllo"
in cui il varicocele non viene corretto) giungono a
conclusioni contradditorie, nel senso che alcuni studi forniscono dati
dimostranti un miglioramento della qualità del seme ed altri non evidenziano
modificazioni significative. L’eventuale miglioramento dei parametri seminali di
per sé stesso potrebbe essere utile anche ai fini dell’ottimizzazione del seme
maschile per le coppie che decidono di ricorrere alle tecniche di riproduzione
assistita, nel senso che la migliore qualità del seme potrebbe aumentare la
probabilità di successo delle stesse o ridurre il grado di complessità di
intervento (es. un’inseminazione intrauterina piuttosto che una FIVET, ecc).
Infine i dati controllati disponibili attualmente concordano sul fatto che è
fortemente improbabile che una azoospermia (assenza di spermatozoi
nell’eiaculato) o una severa oligospermia o criptozoospermia siano causate dal
varicocele.
Trattare o non trattare il
varicocele?
In questi termini, la questione
sembrerebbe quasi essere posta da Shakespeare. In realtà la risposta dipende
molto dal tipo di paziente e dall’obiettivo che ci prefigge (sarebbe meglio dire
aspettativa che si crea) dalla correzione stessa del varicocele. Alcune
questioni fondamentali nell’esperienza personale: è un soggetto giovane (tra
18-20 anni) o adulto (> 30-35anni)? E’ sintomatico o no? Lo scopo della
correzione del varicocele è la prevenzione di eventuali alterazioni seminali nel
tempo oppure il miglioramento delle potenzialità di concepimento? In questo
ultimo caso, quanti anni ha la partner, da quanto tempo stanno cercando figli e
quali sono gli orientamenti della coppia a proposito di un eventuale ricorso
alle tecniche di riproduzione assistita? In concreto, è certamente ben diverso
il caso di un giovane di 18 anni con un varicocele sintomatico (es. dolore
gravativo) ed alterazioni seminali, rispetto al caso di un uomo di 40 anni
asintomatico, con una modesta astenospermia, che cerca figli da qualche anno con
una partner di 38 anni.
Le situazioni devono essere quindi
valutate singolarmente, in funzione delle specificità proposte dal caso clinico.
Esiste comunque un largo consenso al trattamento del varicocele nelle seguenti
condizioni: i) adulti e adolescenti con varicocele sintomatico (dolore); ii)
adolescenti con riduzione del volume testicolare sinistro > 2-3 ml rispetto al
controlaterale (prevenzione); iii) adolescenti avanzati con varicocele di 3°
grado e progressivo deterioramento dei parametri seminali in follow-up di 1-2
anni; iv) maschi partners di coppia infertile da meno di tre anni, con anomalia
della qualità seminale inspiegata, con età dei partners < 30 anni (in
quest’ultimo caso attenzione al fatto che eventuali accessi alle tecniche di
riproduzione assistita andrebbero programmati entro un anno e dopo sei mesi
dalla correzione del varicocele.
Va infine ricordato al paziente che i)
non è verosimile attendersi un miglioramento seminale dalla correzione del
varicocele in caso di azoospermia o oligospermia severa; ii) che sono possibili
recidive del varicocele stesso; iii) che la correzione del
varicocele, comunque sia fatta, è sempre comunque una manovra invasiva e come
tale con possibili complicanze.
Come si corregge il
varicocele?
La correzione può avvenire i)
chirurgicamente, tramite legatura della vene spermatiche secondo varie tecniche;
ii) tramite scleroembolizzazione percutanea, senza quindi accesso chirurgico. La
scelta della modalità dipenderà molto dall’esperienza individuale dell’operatore
al quale il paziente si rivolge e con il quale dovrà confrontarsi.
Il Dr. G. Balercia, responsabile del
settore di Andrologia Medica e del Laboratorio di Andrologia e Genetica
dell’Infertilità Maschile presso la Clinica di Endocrinologia dell’Az. Ospedali
Riuniti di Ancona – Università Politecnica delle Marche è a disposizione per
eventuali ulteriori chiarimenti in merito all’argomento trattato. Gli eventuali
quesiti potranno essere proposti al seguente indirizzo e.mail:
g.balercia@ao-umbertoprimo.marche.it

