VAGINITE DA GARDNERELLA
A cura del Dott. Filiberto Di Prospero
| NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori. La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 18.9.2006 . |
|
HOME | collaboratori | cerca un medico | contatti | collabora | direttore | download | editoriali | eventi | english | informazioni | link | aggiungi ai preferiti |
L'organismo responsabile è la Gardnerella Vaginalis. Fino alla sua identificazione (1978) queste infiammazioni vaginali (identificate come forma clinica già nel 1955) venivano denominate aspecifiche. Si tratta di una infiammazione molto comune e caratterizzata da abbondante leucorrea (perdita vaginale) grigiastra e da odore fetido (pesce) che peggiora dopo un rapporto sessuale; il prurito, il bruciore ed il dolore possono essere minimi o assenti. Rara è l'estensione dell'infezione alla cervice uterina.
Molti ritengono che questa infezione vada considerata una Malattia Sessualmente Trasmissibile e sia l'uomo che la donna possono esserne portatori asintomatici. E' opportuno quindi che la terapia (preferibilmente sistemica) venga estesa sempre anche al partner. Molto adoperato è il Metronidazolo che richiede una temporanea sospensione dell'utilizzo di bevande alcoliche. Esiste anche la possibilità di un trattamento locale con ovuli e creme che è da preferire in gravidanza accertata o presunta; in gravidanza è comunque possibile una terapia alternativa sistemica con Ampicillina o Cefalosporine (ma sono meno efficaci).
Consigliamo di effettuare sempre un tampone vaginale di controllo entro 10 giorni dalla fine della terapia. La percentuale di guarigione dopo un primo ciclo terapeutico è infatti pari all'85% dei casi.