
VACCINO
CONTRO IL PAPILLOMA VIRUS (HPV)
AD UNA SVOLTA EPOCALE LA LOTTA AL CANCRO DEL COLLO
UTERINO
A cura del Dott.
Filiberto Di Prospero,
Medico Chirurgo; Specialista in Ginecologia ed Ostetricia, Endocrinologia e
Malattie del Ricambio.
Responsabile dell'Unità Funzionale di Endocrinologia Ginecologica presso il
Dipartimento Materno-Infantile dell'Ospedale di Civitanova Marche. Direttore di SaluteDonna.it
VISITA A CIVITANOVA MARCHE, ROMA, MILANO
Maggiori informazioni e contatti
| NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori. La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 18.01.2008 . |
Non è affatto antica la scoperta della relazione causale tra Papilloma Virus (HPV) e Cancro della Cervice Uterina che infatti risale ai primi anni '90. E' in quel periodo che si nota una stretta relazione tra alcuni tipi (ceppi) di HPV ed il cancro cervicale: in particolare si arriverà a concludere che tra i circa 100 virus identificati solo alcuni (13 in totale) possono causare il tumore e che tra questi solo il tipo16 e 18 rappresentano la causa di circa il 70% dei casi.
Il Papilloma Virus è un virus a DNA in grado di trasformare le cellule entrando nel controllo del loro meccanismo di replicazione; la sua trasmissione avviene per via sessuale. Oltre a determinare le alterazioni cellulari della cervice uterina (da forme lievi fino al cancro) è anche la causa (particolarmente il ceppo 6 ed 11) dei condilomi acuminati da alcuni chiamati anche "creste di gallo". Tumore della cervice uterina e condilomi sono quindi strettamente correlati con l'attività sessuale.
Il cancro del collo uterino ha una sua storia; non viene all'improvviso ma parte da lesioni cellulari iniziali che se individuate precocemente permettono la completa guarigione...........
Fino ad oggi la prevenzione di questo tumore si è basta nell'adottare comportamenti sessuali prudenti (uso del preservativo con persone a rischio o poco conosciute) e nell'effettuare periodicamente il Pap Test. Quest'ultimo che consiste nel prelevare alcune cellule dalla cervice uterina e studiarle al microscopio si è rilevato il più efficace mezzo di prevenzione consentendo attraverso l'identificazione delle cellule maligne o potenzialmente tali di salvare moltissime donne. Il Pap Test può essere effettuato anche nel corso di una normale visita ginecologica, non è doloroso e viene consigliato dopo l'inizio dell'attività sessuale.
La vaccinazione è uno strumento nato per
combattere le malattie infettive ed ha lo scopo di promuovere una difesa
immunitaria specifica, permanete (o comunque di lunga durata), sicura (priva di
effetti avversi e collaterali), efficace verso un determinato agente patogeno.
Quando si è compreso in modo definitivo che il Papilloma Virus (HPV) era la
causa della quasi totalità dei tumori del collo uterino si è anche capito che
la strada maestra per vincere questo cancro era quella di combatterlo alla
radice prevenendo l'infezione virale ed i risultati sono stati veramente
incoraggianti.
Per la prima volta ora possiamo sconfiggere un tumore attraverso una campagna di
vaccinazione. E' imminente infatti la distribuzione (si parla di alcuni mesi)
nelle farmacie di almeno due tipi di vaccino, uno bivalente (attivo verso i
ceppi 16 e 18) ed uno quadrivalente (attivo verso i ceppi 6, 11, 16,18); quest'ultimo
avrebbe quindi un'azione preventiva anche verso i condilomi.
Le donne maggiormente candidate alla vaccinazione sono principalmente le adolescenti, prima dell'inizio dell'attività sessuale; è in questa popolazione che il vaccino mostra la sua massima efficacia. La vaccinazione potrebbe essere effettuata anche in donne più adulte che non abbiano mai contratto l'infezione e risultino negative alla ricerca (tampone cervicale) del virus ma su quest'ultimo requisito al momento le opinioni sono diverse.
Purtroppo sia per i limiti di applicabilità alla popolazione femminile generale, sia perchè i ceppi virali possibile causa del tumore sono (anche se con minor rilevanza clinica) ben più numerosi di quelli interessati dagli attuali vaccini, non riusciremo subito a modificare drammaticamente a modificare "la storia" di questa malattia.
La strategia vincente dovrà ancora per molto tempo
basarsi sull'effettuazione periodica (1-2 anni salvo diverse indicazioni) del
Pap Test, meglio con contestuale ricerca dell'HPV (ed identificazione del ceppo
se presente). Questo screening proprio per i motivi già esposti verrà
sicuramente raccomandato, con cadenze probabilmente diverse anche alle future
donne vaccinate.
Mi preme sottolineare l'importanza attualissima del Pap Test che
purtroppo ancora oggi non viene effettuato da molte donne. Ben venga la
vaccinazione e speriamo anche che la sua applicabilità possa diventare
universale e riguardare un maggior numero di virus ma non dimenticate che avete
già oggi e da molto tempo un formidabile strumento che vi consente di
sconfiggere precocemente questa temibile malattia, non dimenticatelo.