TOXOPLASMOSI

A cura del Dott. Filiberto Di Prospero


NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori.  La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 18.09.2006 .

Il Toxoplasma Gondii è un protozoo intracellulare diffuso in tutto il mondo ed è ospite specifico del gatto potendo divetare parassita accidentale di tutti gli esseri viventi omeotermi. Secondo alcune ricerche circa il 40 - 70 % delle persone adulte ha contratto l'infezione (più corretto comunque è il termine infestazione); essa può quindi facilmente interessare donne in età fertile. Nell'adulto non causa danni particolari ed i sintomi sono molto scarsi o assenti; quando presenti sono del tutto aspecifici (in meno del 10 % dei casi può dare debolezza ed ingrossamento delle linfoghiandole).

Costituisce invece un serio pericolo per il feto. Se l'infezione avviene nel primo e secondo trimestre di gravidanza la trasmissione è  rara  ma quando avviene determina gravi lesioni fetali. Nel terzo trimestre la trasmissione al feto è abbastanza frequente ma i danni eventuali sono molto scarsi. I danni attribuiti al Toxoplasma vanno dall'aborto alla morte intrauterina del feto; sono state descritte anomalie del sangue, delle strutture cerebrali (talvolta ad insorgenza tardiva molto tempo dopo la nascita), della retina, del fegato e di altri organi.

E' importante quindi un programma di diagnosi e screening che consenta l'identificazione preconcezionale o nelle prime settimane di gravidanza delle donne che non hanno contratto la malattia; quelle che l' hanno contratta infatti sono immuni e non necessitano di ulteriori controlli. A tutte le donne che dai test sierologici risultano non immuni si consiglia di evitare contatti con i gatti , che sono le riserve naturali del Toxoplasma e di evitare l'ingestione di cibi che possono essere contaminati come carne cruda, insaccati (carni parassitate non cotte possono contenere cisti delprotozoo), verdure non lavate adeguatamente ( rischio di contaminazione da escrementi).

La diagnosi può essere fatta esclusivamente con test ematici per la ricerca degli anticorpi (immunoglobuline- Ig) anti Toxoplasma. Nello schema seguente riportiamo l'interpretazione dei possibili risultati:


Infezione già avvenuta (soggetto immune)          IgG positive          IgM negative

Infezione mai avvenuta (soggetto non immune) IgG negative          IgM negative

Infezione in atto (di recente insorgenza)              IgG negative         IgM positive


Lasciate comunque sempre al Medico Specialista l'interpretazione dei risultati.  Non arrivate mai a nessuna conclusione senza averlo prima consultato. In alcuni casi potrà richiedere ulteriori e più approfonditi test ematici di conferma.

La funicolocentesi ecoguidata consente con certezza di porre diagnosi di avvenuta infezione fetale.

La terapia medica va iniziata precocemente. I farmaci più utilizzati sono la Spiramicina e la Josamicina per cicli di 20 giorni al mese fino al termine della gravidanza. Consente di ridurre  notevolmente l'incidenza di danni fetali ma non li evita con certezza.  bene affidarsi a Centri specializzati in Medicina e Diagnostica Prenatale. 

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