TONSILLITI
CRONICHE
| NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori. La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 17.07.2007 . |
Il
contenuto di questa sezione è stato elaborato in base alle domande che più
frequentemente vengono poste sull'argomento all'Otorinolaringoiatra.
Cosa
sono e a cosa servono le tonsille?
Le
tonsille sono organi costituiti da tessuto linfatico e si distinguono in:
tonsille
palatine: situate nel cavo orale;
tonsille
faringee o adenoidi: situate dietro alle fosse nasali dove il naso comunica con
la faringe appena dietro e in alto rispetto al palato molle e all'ugola (rinofaringe);
tonsille
linguali: isole di tessuto linfatico situati dietro alla base della lingua.
Questi
organi, nel loro complesso, costituiscono una delle parti più importanti del
sistema difensivo immunitario delle prime vie aeree.
La
loro azione si esplica tuttavia quasi esclusivamente nei primi anni di vita,
sino ai tre- quattro anni per le adenoidi, sino agli undici-dodici anni per le
tonsille.
Quando parliamo di tonsillite ?
La tonsillite è un processo infiammatorio acuto o
cronico (se perdura oltre i tre mesi) che colpisce le tonsille. Se, oltre che al
tessuto tonsillare, l'infiammazione si estende ai tessuti vicini parliamo invece
di angina (più grave).
Nella
maggior parte dei casi l'infezione, se correttamente diagnosticata e curata,
guarisce completamente senza creare alcun danno.
Talvolta,
tuttavia, le adenotonsilliti dell'infanzia e le tonsilliti dell'adulto tendono a
recidivare continuamente anche sino a 6/7 episodi nel corso di un anno. In
questi casi i germi, che più frequentemente causano l'infezione, sono gli
streptococchi.
Di
loro esiste un tipo particolarmente aggressivo (streptococco beta emolitico di
gruppo A) che può essere responsabile dell'evoluzione delle tonsilliti in
reumatismo articolare acuto (affezione ben più grave che coinvolge l'intero
organismo) nonché di altre gravi complicazioni.
Quali
possono essere queste complicazioni ?
Episodi recidivanti di adenoiditi e di tonsilliti in
età infantile possono causare:
Infezioni
ripetute dell'orecchio: otite sieromucosa, catarro tubarico, otiti acute,
perforazioni del timpano con danni anche permanenti dell'udito.
Gravi
disturbi del sonno: dal russamento (roncopatia) sino alle apnee notturne (blocco
del respiro), che sono responsabili di difficoltà di concentrazione, facile
irritabilità, debolezza, disturbi della crescita, disturbi cardiaci.
Anomalie
dentarie: malocclusioni, palato ogivale, affollamento dentario, anomalie
nell'accrescimento del volto (micrognazia della mandibola) che dovranno essere
corrette con la terapia ortodontica (apparecchio fisso o mobile) o con la
chirurgia.
Arresti
o ritardi nell'accrescimento staturoponderale.
Reumatismo
articolare acuto (febbri reumatiche): grave affezione estesa a tutto l'organismo
che colpisce le articolazioni e il cuore (valvole cardiache).
Glomerulonefrite:
infezione acuta delle reni che può in rari casi portare anche a grave
insufficienza renale.
Complicazioni nell’adulto:
Nell'adulto
si possono presentare le stesse complicazioni che abbiamo visto per il bimbo in
forma sempre più grave (reumatismo articolare, carditi, nefriti). Non si
osservano invece le complicanze relative alle adenoiditi che colpiscono
l'orecchio (infatti l'adenoide tende a scomparire durante lo sviluppo nell'epoca
della pubertà intorno ai 14-15 anni).
Altre
gravi complicazioni che possono verificarsi nell’adulto sono:
L'ascesso
peritonsillare in cui
l'infezione dalle tonsille si diffonde in profondità formando una raccolta di
pus, tra tonsilla e parete della faringea, che deve essere sempre prontamente
evacuata con un intervento chirurgico d'urgenza.
La
setticemia quando
l’infezione attraverso al sangue si diffonde in tutto l'organismo (è la
complicanza più grave e può anche essere mortale).
In
caso di infezioni, quindi, le adenoidi e le tonsille dovrebbero sempre essere
asportate per evitare le complicazioni ?
Non
sempre, ovviamente!
Esiste
tutta una serie di dati clinici e di esami che ci possono guidare nella
decisione di asportare chirurgicamente le adenoidi e le tonsille o di trattarle
con nuove terapie come la laser chirurgia o con la sola terapia medica.
Abbiamo
già detto che la funzione delle adenoidi e delle tonsille, che si espleta nella
prima e nella seconda infanzia, è un'importante funzione di difesa nei
confronti delle infezioni delle prime vie aeree.
Sino
ad un certo punto i linfociti delle tonsille e delle adenoidi
"distruggono" i germi attraverso alla produzione di anticorpi
specifici. Si crea una sorta di equilibrio per cui il paziente va incontro ad un
numero limitato di infezioni alla gola, ma viene protetto da altre patologie. Se
questo "equilibrio" si altera il numero delle infezioni aumenta
sensibilmente e adenoidi e tonsille esauriscono la loro azione di difesa e
diventano organi "dannosi" per la salute del paziente.
In
questi casi la possibilità di insorgenza delle complicazioni aumenta
considerevolmente.
Quando
si verificano queste condizioni, va eseguito l'intervento chirurgico!
Esiste una correlazione tra adenotonsilliti ed enuresi?
Molto frequentemente bimbi sofferenti da anni di enuresi, sottoposti all'intervento chirurgico di adenotonsillectomia, vedono scomparire completamente il problema. I motivi sono del tutto ignoti.
Esiste
una certa differenza di vedute tra l'otorinolaringoiatra e il pediatra sulla
necessità dell’intervento?
Esisteva soprattutto in passato ed era legata a diverse scuole di pensiero,
quella chirurgica degli otorinolaringoiatri e quella medica dei pediatri. Oggi
tanti problemi sono stati superati grazie al fatto che è nata una nuova
specializzazione che è la otorinolaringoiatria pediatrica. In essa
otorinolaringoiatri e pediatri in pieno accordo hanno fissato in modo preciso i
criteri per scegliere l'intervento chirurgico o la cura medica.
Quali sono i criteri per decidere l'intervento?
Nel bambino le adenoidi (organo attivo sino ai tre anni) si devono togliere quando:
· il bimbo, in un periodo di tempo di un anno, ha avuto più di tre episodi di otite o molti episodi di "male all'orecchio".
· Il bimbo presenta una possibile perdita uditiva (ipoacusia) che può essere sospettata dal fatto che dice frequentemente di non aver capito le parole e chiede di ripeterle (attenzione a non sottovalutare questo sintomo pensando che sia solo distratto o pigro).
· Quando il dentista o l'ortodonzista ci informa che si riscontrano gravi anomalie dentarie (malocclusioni, palato ogivale, affollamento dentario, micrognazia della mandibola) secondarie ad una respirazione nasale insufficiente.
· Quando sono presenti episodi di apnea notturna (blocco temporaneo del respiro).
Nel bambino le tonsille (organo attivo sino ai 10-11 anni) si devono togliere quando
· il bimbo viene colpito da più di 4-5 episodi di tonsillite all'anno (in età scolare) e più di 6-7 episodi (in età pre-scolare);
· quando sono così voluminose da determinare difficoltà di respirazione attraverso il naso (dispnea) o di ingestione dei cibi (disfagia);
· quando sussiste il rischio di possibili complicazioni.
Nell'adulto le tonsille si devono togliere quando:
· il paziente riferisce episodi recidivanti (4-5) in un anno;
· il paziente riferisce una sintomatologia (dolore, bruciore) anche di lieve entità, ma presente molto frequentemente;
· il paziente accusa grave russamento (roncopatia) ed apnee notturne;
· il paziente lamenta la presenza di grave alitosi (sgradevole alterazione dell'alito). In questo caso sussiste una forma particolare di tonsillite cronica che viene detta criptico-caseosa, per la presenza di "placche biancastre" sulla superficie tonsillare;
· quando sussiste il rischio di possibili complicazioni.
E'
possibile prevedere una complicazione?
Un certo numero di indizi si manifesta dalla storia clinica del paziente. Vanno,
ad esempio, valutati il numero di episodi di infezione in un anno e il fatto di
aver già subito o meno ascessi tonsillari. Inoltre, è estremamente utile
consigliare, quando si hanno dei sospetti sulla natura non benigna delle flogosi
adenotonsillari, l'esecuzione di una serie di esami estremamente orientativi:
Titolo antistreptolisinico - Si esegue prelevando una minima quantità di sangue. Viene comunemente abbreviato negli stampati dei laboratori in "ASLO o TAS". E' di gran lunga l'esame più importante e valuta la presenza nel sangue di anticorpi prodotti dai linfociti contro il germe streptococco beta emolitico che è il più pericoloso.
Valori elevati ed oscillanti di questo esame ( >200 u ) testimoniano l'avvenuta infezione e consigliano l'intervento!!
Esame colturale sul muco faringeo e tonsillare con antibiogramma (tampone faringeo) - Si esegue prelevando una piccola quantità di muco sulla superficie delle tonsille e della faringe. E' assolutamente indolore e consente di svelare la presenza di germi nel cavo oro-faringeo anche in pochi minuti (test rapido). Sui germi eventualmente isolati si può eseguire un test che ne valuta la sensibilità agli antibiotici (antibiogramma).
Se l'esame risulta più volte positivo per lo Streptococco beta emolitico, è consigliabile l'intervento.
VES
(velocità di eritrosedimentazione): si esegue su sangue ed è un indice di
infiammazione.
Valori
elevati della VES ( > 20 ) soprattutto se abbinati ad oscillazioni del titolo
ASLO (o TAS), consigliano
l'intervento!!
Autore
dei testi:
Dott.
Claudio Lambertoni