Storia di vita e morte prima della nascita.

A cura
del Dott. FILIBERTO DI PROSPERO
Medico Chirurgo Specialista in Ginecologia ed Ostetricia, Endocrinologia. Responsabile Unità Funzionale Semplice di Endocrinologia Ginecologica presso il Dipartimento Materno Infantile di Civitanova Marche (MC).



Parole chiave:
aborto, aborto spontaneo, minaccia d'aborto, aborto ripetuto, aborto abituale, cause, indagini, terapia.

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NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori.  La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 18.01.2008.

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INTRODUZIONE
Forse pochi sanno che nella nostra specie il periodo di vita nel quale rischiamo maggiormente di morire è quello che va dal concepimento alla nascita. E' nelle prime 12 settimane gestazionali che Il tasso di mortalità è particolarmente elevato: proprio in questo periodo avviene infatti circa l'80% degli aborti ed il 30% delle gravidanze si interrompe probabilmente già prima della 6 settimana gestazionale. Anche un embrione apparentemente sano e del quale è stata documentata la vitalità (regolare attività cardiaca) ha una probabilità di morire pari al 5-10% finchè non sarà superata la fatidica 12^ settimana.
Sulla base di questi dati e del rischio globale di morte in utero prima della nascita potremmo vedere i nostri neonati come autentici "sopravvissuti" e festeggiarli per lo scampato pericolo.

DEFINIZIONE
Per aborto spontaneo si intende l'interruzione involontaria (senza ausilio quindi di mezzi farmacologici o chirurgici) della gravidanza prima che il feto possa vivere fuori dell'utero; il limite tecnico di questo momento è posto oggi intorno alla 20^ settimana gestazionale; momento oltre il quale in centri ad elevata specializzazione neonatale il feto può avere una ragionevole speranza di sopravvivenza. Si parla di aborto ripetuto quando si verifica un secondo evento negativo e di aborto abituale quando gli aborti spontanei sono almeno tre.
La minaccia d'aborto è una situazione clinica caratterizzata da algie pelviche, perdite ematiche genitali in una gravida con epoca gestazionale inferiore alle 20 settimane di gestazione il cui feto è ancora vitale (battito cardiaco rilevato e regolare).

EPIDEMIOLOGIA
L'incidenza dell'aborto spontaneo è molto alta. Il periodo più critico è quello tra concepimento e 6^ settimana di amenorrea. Circa il 15-20% delle gravidanze clinicamente evidenti (diagnosticate) esita in aborto ma stime attendibili parlano di valori anche pari al 30% se si considera che molte gravidanze interrotte precocemente vengono scambiate con un semplice ritardo mestruale.
La tendenza ad abortire cresce progressivamente con l'aumentare dell'età materna e passa dal 9-12% tipica di una ragazza di età < 20 anni a valori superiori al 50-70% dopo i 45aa. Anche l'età paterna è stata correlata con l'aborto spontaneo ma la forza (l'importanza) di questa correlazione sembra molto più debole.

CAUSE
Le cause sono veramente tante e non completamente note e non sempre identificabili.
Possiamo distinguerle in due grandi gruppi: fetali e materne.


Fattori fetali:

Fattori materni:

INDAGINI CONSIGLIATE
La maggior parte degli Autori (per l'elevata frequenza dell'evento anche in donne perfettamente sane) non considera un singolo aborto spontaneo particolarmente allarmante e suggerisce un iter diagnostico solo dopo 2 o 3 aborti consecutivi. Il mio parere personale è che vadano sempre valutati l'età della paziente e le sue condizioni cliniche; nell'esperienza abortiva  è infatti diversa una donna che ha superato i 35 anni rispetto ad una ventitreenne.

Le indagini generalmente consigliate sono:

TERAPIA
La terapia della minaccia d'aborto e la prevenzione dell'aborto sono oggetto di controversia. Le scelte terapeutiche muovono ovviamente dalle evidenze diagnostiche e seguono i convincimenti scientifici del medico specialista articolandosi a seconda delle esigenze cliniche su:

Le scelte terapeutiche, i dosaggi farmacologici ed la durata dei trattamenti esulano dagli obiettivi di questa trattazione.
In occasione di un aborto o di una minaccia d'aborto le donne Rh negative andrebbero sottoposte a profilassi della Malattia Emolitica Neonatale (somministarzione di immunoglobuline anti D).

Come avete visto la "dolce attesa" è in realtà  ancora oggi un'autentica tragedia per molti piccoli esseri umani e per i loro genitori. Questo dovrebbe farci riflettere e far capire a chi ha in mano la gestione politica della sanità dove realmente bisogna investire in termini di risorse e di ricerca scientifica.

CONSIGLI
Prima di affrontare una gravidanza fate una visita ginecologica e preferibilmente assumete dell'acido folico già prima del concepimento.
Se avete avuto un aborto spontaneo e particolarmente se è stata necessaria una procedura chirurgica (isterosuzione, revisione della cavità uterina) è consigliabile attendere qualche mese prima di tentare un nuovo concepimento.
Se siete a conoscenza di malattie ereditarie che riguardano la vostra famiglia o quella di vostro marito è opportuno che consultiate un genetista (consueling pre-natale).

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