SITUAZIONI CONTRACCETTIVE PARTICOLARI.

A cura del Dott. Filiberto Di Prospero


NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori.  La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 18.09.2006 .

Puerperio, allattamento.

In questa condizione non è possibile assumere preparati ormonali. Consigliamo l'adozione di un metodo di barriera come il preservativo con uso di lubrificanti che ne aumentano il comfort (molto spesso è presente una episiorrafia o il postumo di una lacerazione perineale). Altro metodo contraccetivo consigliato è lo IUD (dispositivo intrauterino) applicabile a giudizio del medico anche abbastanza precocemente (la cavità uterina deve comunque aver raggiunto dimensioni normali).

 

Violenza sessuale, rottura del preservativo, rapporto occasionale non protetto in periodo fecondo.

In queste situazioni vengono usati metodi denominati "intercettivi" perchè intervengono impedendo l'annidamento (a livello dell'endometrio) dell'ovocita eventualmente fecondato. L'annidamento avviene infatti dopo circa 4-5 giorni dalla fecondazione dell'ovocità (nella parte più distale delle tube) e questi metodi hanno la possibilità di essere efficaci se praticati entro le 48-72 ore dal rapporto sessuale.

Non esiste in Italia un  preparato commerciale registrato e chiamato "pillola del giorno dopo". Il ginecologo deciderà se e quale intercettivo adoperare sulla base di considerazioni di carattere professionale, clinico ed etico.

Quali sono i metodi intercettivi più diffusi.

Il metodo ormonale più diffuso è quello di Yuzpe (1974) che ha dimostrato come la somministrazione di estro-progestinici (pillola) ad alte dosi possa modificare rapidamente l'endometrio e renderlo inidoneo ad accogliere l'ovocita fecondato (blastocisti). Il fallimento del metodo è stimato tra lo 0,6 ed il 2,4 %. Può determinare effetti collaterali (nausea, perdite ematiche, irregolarità mestruale) e sono stati ipotizzati (ma non confermati da ricerche cliniche) in caso di fallimento possibili effetti teratogeni sull'embrione.

Una valida alternativa è rappresentata, quando possibile, dall'inserimento di un Dispositivo Intrauterino. Molti ritengono questo metodo, se applicato correttamente, efficace nel 100 % dei casi.

Nei casi di rapporto occasionale non protetto (molto spesso si tratta di donne giovani alle prime esperienze), risolto il problema intercettivo, va fortemente valutata la successiva programmazione di un efficace metodo anticoncezionale.

CONTRACCEZ.          HOME