
SENO PICCOLO:
STRATEGIE DI TRATTAMENTO NON CHIRURGICHE.
A cura del Dott.
Filiberto Di Prospero,
Il Dott. Di Prospero è Specialista in Ginecologia ed Ostetricia,
Endocrinologia e Malattie del Ricambio ed è Responsabile della Unità Funzionale di Endocrinologia Ginecologica presso
il Dipartimento
Materno Infantile dell'Ospedale di Civitanova Marche 62012 (MC)
VISITA A CIVITANOVA MARCHE, ROMA, MILANO
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| NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori. La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 18.01.2008 . |
ASPETTI FISIOLOGICI
Prima di affrontare il discorso sulle strategie non chirurgiche per il
trattamento del "seno piccolo" è importante soffermarsi e ricordare
che il seno, la mammella è composta dalla ghiandola mammaria (più interna che
arriva in superficie attraverso dei dotti collegati con il capezzolo), tessuto
adiposo (che la ricopre) e cute (il suo rivestimento esterno). Normalmente sono
presenti due mammelle (nella gran parte dei casi simmetriche) ma vi sono anche
casi di mammelle sovrannumerarie (o accessorie) collocate lungo una linea
immaginaria (linea mammillare) che parte dall'ascella e scende giù verso
l'addome da ambo i lati; queste ultime sono spesso rudimentali o poco sviluppate
essendo il risultato di un errore embrinario.
La mammella appartiene ad entrambe i sessi ma mentre in quello maschile non ha
alcuna funzione e non subisce modificazioni rimanendo scarsamente sviluppata in
quello femminile costituisce l'organo deputato all'allattamento del neonato e
subisce nel corso della vita continue e talvolta anche importanti
trasformazioni.
Nella donna subisce le prime importanti modificazioni al momento della pubertà
con lo sviluppo delle gonadi (le ovaie); la mammella è infatti un organo
"estrogeno dipendente": è durante lo sviluppo puberarle che
progressivamente (telarca) assumerà quell'aspetto molto prossimo a quello della
donna adulta.
Ma modificazioni continueranno ad esserci durante tutta la vita riproduttiva
femminile: ogni mese infatti la mammella risentirà delle cicliche variazioni
ormonali che interessano ogni donna, presentandosi più tesa e leggermente più
grande alla fine del ciclo mestruale, in prossimità della mestruazione e meno
tesa e più piccola subito dopo quest'ultima; a fase follicolare (la prima metà
del ciclo) costituisce proprio per questo il momento migliore per
effettuare visite ed indagini strumentali.
Ma le modificazioni mensili alle quali abbiamo accennato sono veramente poca
cosa rispettoa quello che accade imnvece in corso di gravidanza: è in questo
momento infatti che la ghiandola e le strutture che la sostengono e circondano
raggiungono il massimo sviluppo per prepararsi alla lattazione sotto lo stimolo
degli ormoni ovarici, placentari ed ipofisari (Prolattina).
Durante la menopausa il tessuto ghiandolare subisce una progressiva involuzione
ma l'aspetto generale della mammella non sempre mostra questa involuzione
essendo dipendente anche dalla quantità di tessuto adiposo che al contrario in
molte donne tende a rimanere o ad aumentare.
ASPETTI CULTURALI
Dovrò necessariamente essere molto sintetico ma vi assicuro che su questi
aspetti della ghiandola mammaria potremmo soffermarci per ore. Il seno per la
dona è indubbiamente molto di più di un organo legato alla riproduzione ed
alla crescita dei "cuccioli di uomo". E' importante nella
capacità di attrazione verso l'altro sesso, espressione di benessere, di
femminilità con risvolti sulla vita di relazione e sulla sessualità. Attorno
al seno orbita un mondo fatto di moda, design, tendenza che ne ha esasperato
ancora di più l'importanza non riproduttiva.
E sono proprio questi aspetti che interessano la donna moderna che sempre più
ha cura della propria immagine.
Tutto questo spiega la grande importanza di un argomento e come donne giovani e
meno giovani si rivolgano sempre più frequentemente al chirurgo plastico per
l'intervento di mastoplastica additiva.
UN PROBLEMA DA NON TRASCURARE
Non vi nascondo che ancora oggi molti medici trattano il seno piccolo con
superficialità ritenendolo comunque una condizione non patologica, un
problema solamente estetica.
Di problema estetico certamente si tratta ma non dobbiamo dimenticare che alcune
donne arrivano a sviluppare problemi psicologici; alcune si sentono meno donne,
meno femminile, non adeguate; altre arrivano ad avere ripercussioni negative non
solo a livello sessuale ma anche relazionale e lavorativo.
PICCOLO O GRANDE, MA QUAL'E' IL SENO GIUSTO?
Potremmo dire che un medico conosce senz'altro bene quello che è il seno
giusto: è il seno sano che allatta regolarmente o che è in grado
all'occorrenza di farlo, integro nelle sue diverse componenti. Ma riguardo al volume? Ogni epoca storica ha avuto il
volume ideale. Pensate che all'epoca degli antichi Romani fu inventato il
"mammillare", una fascia di cuoio che serviva per appiattire e
contenere lo sviluppo del seno (forse il primo antenato del reggiseno); oggi
invece il seno deve essere piuttosto abbondante e ben in vista.
Piccolo magari poteva andar bene in epoche passate quando la figura femminile
delle giovani donne tendeva a perdere i caratteri dolci della femminilità per
avvicinarsi a quelli più adatti alla contestazione.
Sicuramente quindi la dimensione ideale è un argomento delicato che deve tenere
presente da un lato l'aspettativa della donna (l'immagine che vorrebbe del suo
corpo), il costume e quindi le tendenze sociali del momento ma dall'altro il
rispetto dell'aspetto fisico generale (giusta proporzione) e della fisiologia.
LA CHIRURGIA ESTETICA
Ha un ruolo importantissimo. La mastoplastica additiva condotta nelle diverse
modalità oggi disponibili risolve il problema rapidamente, in modo efficace e
con buoni margini di sicurezza. Si tratta comunque di un intervento chirurgico e
seppur contenute non mancano le complicanze quali ad esempio infezioni,
sanguinamenti, intolleranze ai materiali etc.
Non mi soffermerò sulla descrizione di questi interventi, affrontata ampiamente
in altre sezioni di questo sito ma quello che mi preme ora sottolineare è che
in tante situazioni varrebbe la pena di tentare strategie non chirurgiche.
PERCHE' IL SENO E' PICCOLO?
Con le mie pazienti affronto il problema e dedico ad esso la giusta
considerazione evitando inutili e talvolta pericolose semplificazioni o
minimizzazioni. Bisogna infatti comprendere perchè il seno
è piccolo e distinguere questa condizione abbastanza frequente da condizioni
molto più rare e patologiche.
Una valutazione oggettiva è sempre necessaria e va rapportata all'età ed alle
condizioni fisiologiche o patologiche della donna. Abbiamo visto infatti come un
seno piccolo in alcuni momenti della vita femminile sia un reperto del tutto
normale (infanzia, tarda senilità).
Sulla determinazione del volume adulto della mammella certamente giocano fattori
costituzionali, nutritivi (quindi anche la quantità di grasso), ormonali;
riguardo questi ultimi un ruolo fondamentale è svolto dai livelli degli
estrogeni (in particolare quelli prodotti dall'ovaio e dal tessuto adiposo) ma
non meno importanti sono il Progesterone, la Prolattina e gli ormoni tiroidei
hanno.
Un seno piccolo non è un seno malato; in esso infatti la ghiandola mammaria è
normalmente rappresentata e funzionante (seni piccoli possono allattare
benissimo).
Condizioni di ipoestrogenismo come possono verificarsi talvolta
durante un'amenorrea (protratta assenza delle mestruazioni), trattamenti medici
farmacologici (es. Analoghi del GnRH, chemioterapie) o fisici sulle gonadi (radioterapia),
castrazione chirurgica possono
determinare sensibili riduzioni volumetriche del seno. Ma anche forti
dimagramenti, condizioni di malnutrizione hanno una grande importanza.
A volte inoltre si tratta di un "falso problema" per una alterata percezione
del proprio corpo ed è compito del medico e dello psicologo aiutare la donna a comprendere.
MA QUANDO UNA STRATEGIA NON CHIRURGICA?
Personalmente credo che una via non chirurgica vada considerata quando:
- la differenza tra l'aspetto del seno attuale e l'aspettativa della donna è
contenuta (es. una taglia di reggiseno);
- la donna è molto giovane o insicura;
- c'è una forte paura dell'intervento;
- l'intervento è controindicato.
UNA SOLUZIONE, NON UNA AUTOMEDICAZIONE
In una buona percentuale dei casi è sufficiente risolvere una condizione di
ipoestrogenismo, una eccessiva magrezza per ottenere un discreto risultato a
livello estetico mammario; gran parte della mammella è fatta di grasso ed il
grasso stesso con la sua produzione estrogenica è importante per il trofismo di
questo organo.
Talvolta correzioni posturali, esercizi in palestra che potenziano il cingolo
scapolare ed i muscoli pettorali possono contribuire al raggiungimento di
migliori risultati.
In alcune giovani donne desiderose di contraccezione la scelta di un
contraccettivo orale può essere un ulteriore significativo contributo alla
soluzione del problema; parlatene con il vostro ginecologo.
In questi ultimi anni sono stati utilizzati anche elevati dosaggi di
fitoestrogeni per periodi di circa sei mesi ma personalmente non ho alcuna
esperienza al riguardo; ho letto studi condotti all'estero che sembrano
abbastanza promettenti. Si tratta di integratori alimentari con molecole
dal "profilo di sicurezza" abbastanza buono ma credo che i singoli
prodotti andrebbero ancora più attentamente valutati anche in funzione degli
effetti tardivi.
Con molta chiarezza poi desidero precisare che una strategia non chirurgica non
è assolutamente una automedicazione; la correzione di un ipoestrogenismo, il
trattamento di una importante magrezza, la prescrizione di una pillola
contraccettiva sono atti medici che devono quindi sempre passare attraverso la
valutazione del singolo caso da parte uno specialista che abbia possibilmente
anche provate competenze sull'argomento.