Articolo pubblicato a cura dell' Associazione Italiana Sclerosi Multipla.
La malattia colpisce
soprattutto le giovani prima dei 30 anni, la fase in cui si pianifica la vita
affettiva e lavorativa. Dalla sclerosi multipla per ora non si guarisce ma oggi,
grazie alla ricerca scientifica, le persone con sclerosi multipla vivono meglio
e possono guardare con speranza al futuro
| NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori. La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 18.9.2006 . |
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La
sclerosi multipla è una malattia che colpisce più le donne degli uomini, con
un rapporto di 2 a 1, condizionando in Italia la vita di oltre 31.000 donne, per
la maggior parte di età compresa tra i 20 e i 30 anni.
Scegliendo
di parlare di sclerosi multipla nei suoi risvolti “al femminile” l’AISM
vuole soprattutto diffondere informazione per aiutare le donne a convivere al
meglio con questa malattia senza dover rinunciare a progetti importanti nella
vita di ogni persona come quello di
lavorare, vivere una normale vita di coppia, gestire una casa e desiderare un
figlio.
Un
messaggio importante visto che l’incidenza della malattia è massima nella
fascia di età compresa tra i 20 e i 30 anni, quando nascono e si affermano i
progetti di vita che riguardano affetti e lavoro. Progetti che dovranno
certamente essere tarati sulle effettive e reali problematiche legate alla
sclerosi (stanchezza, disturbi della sfera sessuale, difficoltà nel movimento e
nella parola, ecc…), ma ai quali nessuna donna sarà costretta, a priori, a
rinunciare.
I
sintomi della sclerosi multipla sono variabili per tipo e per gravità e possono
dare luogo a un’ampia varietà di quadri clinici. Anche nei casi in cui non si
verifichi una disabilità evidente, la conoscenza della diagnosi e la
consapevolezza dell’imprevedibilità dell’evoluzione della malattia possono
modificare profondamente la vita della persona con sclerosi multipla e dei
familiari, amici e colleghi che la circondano.
Tra i più frequenti
sintomi all’esordio ricordiamo i disturbi motori, disturbi della sensibilità,
tremori, deficit nell’equilibrio, deficit visivo ed altri ancora. Questi
sintomi possono presentarsi singolarmente ma altre volte possono associarsi tra
loro, senza seguire delle regole fisse. Hanno durata variabile: da alcuni giorni
a settimane, e in generale regrediscono o scompaiono, parzialmente o totalmente,
altre volte, invece, raggiunta la fase di massima espressione, si stabilizzano
nel tempo.
Il
lavoro
La SM rende difficoltoso il percorso delle donne – oltre che nella
loro attività quotidiane di mogli e di madri – anche a proposito di
un’altra importante dimensione: il lavoro. Più dei due terzi delle persone
colpite da SM, infatti, entro 15 anni dall’esordio della malattia non lavorano
più e la diminuzione dei livelli occupazionali è maggiore nei primi 5 anni
dall’insorgenza dei sintomi. Malgrado siano in grado di lavorare, nei primi
5-7 anni successivi alla diagnosi, molte persone abbandonano il lavoro o sono
costrette a ritirarsi per varie motivazioni.
Esistono, infatti, diversi fattori che influenzano negativamente
l’attività lavorativa delle persone con sclerosi multipla in Italia. Tra
questi: l’affaticamento, le difficoltà di movimento – sia nel raggiungere
il posto di lavoro, sia negli spostamenti all’interno dei luoghi di lavoro –
alle quali si aggiungono i frequenti disturbi visivi e urinari. D’altra parte,
spesso, c’è una mancanza di informazione sui diritti del lavoratore disabile
(benefici di legge, permessi) da parte del lavoratore stesso, ma anche – sulla
normativa in materia di disabilità e lavoro – da parte dei datori e delle
aziende (sgravi fiscali o sovvenzioni per gli adeguamenti dei luoghi di lavoro).
Queste difficoltà emergono chiaramente dalle telefonate ricevute dal
consulente del lavoro che lavora al numero verde dell’AISM: nell’arco di due
anni sono stati attivati oltre 1.000 contatti, di cui il 70 per cento promossi
da donne, persone con sclerosi multipla o familiari. Le questioni più scottanti
sono: la difficoltà a trovare un posto di lavoro (anche tra le persone con SM,
le donne disoccupate sono più numerose degli uomini) e la rigidità dei datori
di lavoro a concedere il part time (non è un diritto per le persone con
sclerosi multipla), modalità che potrebbe contribuire a mantenere
l’occupazione anche nelle fasi sintomatiche della malattia oppure se la donna
decide di avere un figlio. Non è un caso che l’AISM dedicherà la sua
settimana nazionale e il libro bianco 2006 alle tematiche del lavoro.
La
vita di coppia e la sessualita’
La
sclerosi multipla ha un notevole impatto emotivo sulla relazione di coppia perché
le eventuali ripercussioni ricadono anche sul partner. Ciò non significa che
una donna con sclerosi multipla non possa – o non debba per qualche motivo –
investire energie in un rapporto d’amore, costruendo una relazione, arricchita
da momenti di gioia legati anche alla sfera sessuale.
Nessuno
nega che vivere con una malattia cronica come la sclerosi multipla può
modificare la funzionalità del proprio corpo e influenzare negativamente la
sessualità, ma in pochi sanno che può anche diventare un’occasione per
scoprire una nuova capacità di comunicare con il partner, diventare complici,
approfondire la conoscenza reciproca ed esprimere le proprie emozioni.
Parte
integrante di questo percorso è riscoprire il proprio corpo e quello del
partner attraverso i gesti e le parole per stabilire una profonda intesa
sessuale. A tale proposito per una coppia sarebbe importante rivalutare i
preliminari, cioè l’insieme di baci, carezze ed effusioni varie che i partner
si scambiano prima di iniziare a fare l’amore e che molti ritengono
indispensabili per creare la necessaria intimità. I preliminari sono la modalità
più facile con cui una donna e un uomo possono manifestare amore, affetto e
desiderio dell’altro.
Per
questo le donne con sclerosi multipla non rinunciano a innamorarsi e formare una
coppia in grado di affrontare insieme le situazioni complesse che la malattia
impone, progettare il futuro e trovare un senso nuovo alla vita al di là della
sclerosi multipla.
La Gravidanza
Mentre in presenza di SM fino a qualche anno fa si sconsigliava quasi
sempre la gravidanza, oggi è invece
possibile affrontare il parto e il puerperio in maniera più serena rispetto a
prima. E’ stato infatti dimostrato da alcuni studi che nei 9 mesi di
attesa la malattia presenta un minor numero di ricadute e quindi un’evoluzione
più lenta. Al contrario, durante il puerperio generalmente si riscontra una
maggiore frequenza di attacchi. Complessivamente nell’ “anno gravidanza”
(9 mesi + 3 di puerperio) la frequenza delle ricadute non si discosta in modo
significativo da ciò che avverrebbe nell’arco di un anno in donne che non
hanno mai avuto gravidanze. In altre parole i due
effetti opposti si annullano a vicenda, non interferendo sull'evoluzione della
malattia.
Ovviamente
rimane importante la valutazione del singolo caso: la gravidanza e la SM possono
influenzarsi reciprocamente sia in senso fisico sia psicologico ed è
estremamente importante quindi consigliarsi con il proprio neurologo ed
ginecologo, che dovranno lavorare in équipe per fornire informazioni le più
esaustive possibili e assistere nel modo più completo le donne con SM che
intraprendono una gravidanza.
La
maternita’
La domanda nasce spontanea in tutte le donne: “Sarò in grado di
prendermi cura del mio bambino”?. In particolare nelle donne con SM si
aggiungono alcune problematiche legate alla consapevolezza di una malattia
cronica e imprevedibile, come la paura di essere inadeguati alla gestione del
proprio figlio.
Essere una buona mamma non fa riferimento alle
competenze motorie ma a quelle affettive, alle capacità di rispondere ai
bisogni fondamentali di amore e sicurezza. Crescere un bambino significa allattarlo, lavarlo,
vestirlo ma soprattutto amarlo, preoccuparsi di lui, della sua vita.
A tale
proposito quando un genitore scopre di avere la sclerosi multipla, il primo
imperativo nei confronti dei bambini è quello di spiegare, parlare, comunicare
che c’è un disagio. E ascoltare il bambino. Non dire nulla, rifugiarsi in
mezze verità è molto peggio. I bambini sono straordinari recettori della realtà e soprattutto immaginano le
peggiori spiegazioni per ciò che non conoscono. Sanno, invece adattarsi
benissimo alla realtà che vedono chiaramente delinearsi.
Per i bambini la necessità
assoluta, quella senza cui non possono vivere, è sapere di essere amati. Se
hanno questa certezza possono accettare qualsiasi modificazione della vita
quotidiana, persino che la mamma non sempre riesca a coccolarli.