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| NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori. La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 18.09.2006 . |
I
peeling vengono classificati in base alla profondità d'azione dei loro
caustici.
1.peeling
molto superficiali
rimuovono lo strato corneo (quello più superficiale) dell'epidermide
i
caustici utilizzati sono:
acido glicolico 30-50%
soluzione
di Jessner 1-2 strati
acido
retinoico 5%
acido
salicilico 15%
TCA
10% unico strato
resorcina
20-30% applicata brevemente (5-10 min)
2.peeling
superficiali
creano una necrosi di tutta l'epidermide, dallo strato corneo a quello
basale
i
caustici responsabili sono: acido
glicolico 50-70%
combinazioni
di più alfa-idrossiacidi (piruvico, lattico, acetico, malico)
soluzione
di Jessner 3-5 strati
TCA
15-25%
resorcina
30-40% applicata per un lungo periodo (30-60 min)
acido
retinoico 5% ripetuto
3.peeling
medi
inducono necrosi dell'epidermide e derma papillare
i
caustici responsabili sono: TCA 30-35%
TCA
Mask
Jessner+TCA
25-30%
HPP+TCA30%
acido
glicolico + TCA 25-30%
4.peeling
profondi
inducono necrosi cutanea dall'epidermide sino a raggiungere il derma
reticolare
i
caustici responsabili sono: Fenolo e
derivati (molding mask)
Negli
ultimi anni si è ricorso sempre meno al peeling profondo, non tanto per la
difficoltà tecnica (se eseguito da personale esperto ed in ambiente idoneo, dà
ottimi risultati), quanto per la gestione del periodo post peeling. Il peeling
profondo richiede una domiciliazione forzata, bendaggi occlusivi, terapia
antibiotica ed, eventualmente, cortisonica. Ciò rende estremamente difficile
adattarlo alle esigenze sociali e lavorative della donna moderna. Si è
cercato,quindi, di creare peeling costituiti da miscele di caustici al fine di
ridurre le concentrazioni dei singoli componenti e gli effetti collaterali
(scomparsa delle medicazioni occlusive, riduzione del trattamento
farmacologico, minore limitazione alla vita sociale), ma nel contempo
sfruttare le sinergie tra i vari composti. Naturalmente ciò ha un prezzo:
sono necessarie più sedute.
1.Alfaidrossiacidi
(AHA)
Sono
a.organici carbossilici con un gruppo idrossile in posizione alfa dell’atomo
di carbonio
Sono
presenti in natura da sostanze naturali come:mele (acido malico), agrumi
(acido citrico), latte (acido lattico), uva acerba (acido tartarico), canna da
zucchero (acido glicolico), aceto (acido acetico).
Quelli
utilizzati in estetica vengono sintetizzati in laboratorio.
Il
più usato e conosciuto è l’acido glicolico
a
seconda della concentrazione si hanno funzioni diverse:sino al 6%
effetto idratante. In questa concentrazione è presente nelle formule
delle creme viso. Dall’8-15% è lievemente esfoliante. E’
presente in creme per trattamenti periodici viso e corpo. Sino al20% è
un’esfoliante
moderato. Si trova in creme per trattamenti periodici. Dal 30 al 70%
è un peeling medico ad azione esfoliante. Trattamenti periodici.
Indicazioni
all’uso di AHA (alfaidrossiacidi) sono: photoaging, cronoaging,
ipercheratosi, cicatrici acne, seborrea, iperpigmentazioni.
Ultimamente
sono stati proposti peeling con diversi AHA.
2.Acido
Retinoico
E’ un derivato della vitamina A. Applicato per via transcutanea è in grado di ripristinare la differenziazione cellulare e l’architettura del tessuto.
In
commercio l’acido retinoico è presente come crema per l’acne e per
l’invecchiamento cutaneo a diverse concentrazioni: 0,01%, 0,025%, 0,05%.
La
cute è molto sensibile all’attività farmacologica dell’acido retinoico:
quindi è molto importante la scelta del dosaggio giusto per evitare
l’insorgenza di dermatite da retinoidi.
Nel
1997 è stato messo a punto da Cucè un metodo di peeling seriati con acido
retinoico al 5%.
Determina:
esfoliazione superficiale, ma se ripetuto può approfondire l’effetto sino
ad un livello medio.
La
guarigione avviene in una settimana circa.
Il
peeling può essere ripetuto dopo 15 giorni.
Controindicazione
assoluta: la gravidanza.
3.Acido
Salicilico
E’
un acido organico carbossilico con un gruppo idrossilico in posizione beta.
L’acido
salicilico è poco solubile in acqua, molto in alcool; in soluzione alcolica
al 25%può essere utilizzata per peeling superficiali.
Esistono
diverse formulazioni: dal 15% al 25% a seconda delle necessità.
Indicazioni:
acne papulo-pustolosa di lieve e media entità.
Il
peeling può essere ripetuto dopo 15-20 giorni.
Controindicazione:
allergia ai salicilati.
4.Soluzione
di Jessner
E’
una miscela di caustici. Con questa soluzione si possono ottenere risultati di
peeling diversi a seconda di quanti strati vengono applicati. E’ un peeling,
comunque, superficiale indicato anche ai pazienti con cute sensibile e
sottile.
La
soluzione di Jessner può dare reazione allergica: si richiede quindi patch
test epidermico.
Indicazioni:
photoaging, cronoaging, iperpigmentazioni cutanee.
5.Resorcina
Si
tratta di una vecchia formula di peeling. E’ un derivato del fenolo. In
realtà dovremmo parlare di “pasta resorcinata”, dato che è data da una
miscela di diversi componenti.
Funzione:
staccare senza distruggere lo strato corneo dall’epidermide; disorganizzare
la cheratina; stimolare la rigenerazione dello strato basale
dell’epidermide e la proliferazione dei fibroblasti del derma con
rigenerazione di collagene.
Presenta
un rischio di tossicità sistemica e di reazione allergica: è obbligatorio
quindi eseguire patch test cutaneo.
Inconvenienti: senso di vertigine o di sbandamento al momento di rialzarsi dal lettino. E’ una reazione normale che deve regredire nell’arco di pochi minuti.
Iindicazioni:
acne, ipermelanosi.
Precauzioni:
nei 10 gg prima della seduta e, per tutta la durata del trattamento, non si
deve applicare altro prodotto esfoliante (creme AHA, acido retinoico, ecc.)
che potrebbero potenziare l’effetto della pasta resorcinata.
6.Tricloroacetico
(TCA)
E’
un cristallo deliquescente derivato dall’acido acetico solubile in acqua.
Vengono
utilizzate concentrazioni diverse: dal 10 al 40% a seconda del risultato
ricercato.
Azione:
totale rimozione dell’epidermide e del derma superficiale per coagulazione
delle proteine delle cellule della pelle. Questa azione è visibile
attraverso uno sbiancamento (FROST) più o meno intenso della zona
trattata: più il frost è bianco a compatto più il peeling è profondo.
Il
TCA presenta il vantaggio di creare un’esfoliazione medio-profonda senza una
seria tossicità sistemica. L’acido viene, infatti, neutralizzato dal
siero del derma, prevenendo l’assorbimento sanguigno dell’acido.
Queste caratteristiche renderebbero il TCA utilizzabile anche in pazienti
affetti
da patologie renali, epatiche o cardiache.
Il
TCA, inoltre, non sembra produrre reazioni allergiche.
Fondamentale
per un peeling al TCA è la preparazione della pelle nelle due settimane
precedenti con trattamento domiciliare a base di creme esfo
lianti, schiarenti e schermi solari totali.
Nel
trattamento ambulatoriale, la velocità d’insorgenza e l’intensità del
frost corrispondono ad una minore o maggiore profondità del peeling.
Nei
giorni successivi al peeling, la pelle andrà incontro ad una serie di
mutamenti sino all’esfoliazione di una crosta necrotica più o meno scura
in relazione alla concentrazione del caustico. E’, questo, un periodo
molto delicato e che richiede la totale collaborazione della paziente nel
seguire
le indicazioni date dal medico.
Dopo
20-25 giorni è possibile sottoporsi ad un nuovo peeling.
Indicazioni:
discromie cutanee, photoaging, cronoaging, cicatrici,acne, cheratosi
solari-senili-attiniche.
Esistono
altre varianti del peeling al TCA: tca gel mask, blu-peel,easy peel.
7.Molding
mask
Peeling
profondo a base di fenolo.
Richiede:
medicazioni occlusive, trattamento farmacologico, ambiente idoneo (ambulatorio
chirurgico o sala operatoria), domiciliazione forzata per
diverso tempo, esclusione dalla vita sociale e lavorativa.
Residuano
eritemi per diversi mesi: si rende necessario un trucco specifico (coumuflage)
e schermi solari totali per 6-12 mesi.
8.Xerodem
Peeling
profondo. E’ una miscela di caustici a base di fenolo.
Necessita
di medicazioni occlusive, trattamento antibiotico e cortisonico, creme
emollienti, schermi solari totali per diversi mesi, domiciliazione forzata ed
assenza dalla vita sociale per un periodo piuttosto lungo.
Residuano
eritemi persistenti: sarà necessario un trucco correttivo e schermi solari
per diversi mesi.
Controindicazioni
assolute: diabete insulino-dipendente, cardiopatie, nefropatie, eruzioni
cutanee tipo Herpes, acne pustolosa in fase attiva.
1.
prematura asportazione di tessuto necrotico
viene
scoperto, prematuramente, tessuto non ancora riepitelizzato. Si deve
considerare esattamente come un'ustione: applicazione di garza grassa (es.
fitostimoline), antibiotici topici associati a corticosteroidi. Se il tessuto
è sufficientemente riepitelizzato, si può
trattarlo solo con corticosteroidi per ridurre al minimo il rischio
infiammatorio e, quindi, le conseguenti iperpigmentazioni post-infiammatorie.
Altro rischio conseguente ad un'esposizione forzata sono le cicatrici.
2.infezione
è
un'evenienza rara. Agenti responsabili
sono: stafilococchi, streptococchi, herpes simplex, candida. In questi
casi è necessario utilizzare una terapia basata sull'utilizzo di antibiotici,
antimicotici, antivirali. A volte possono essere scatenate da un precoce
utilizzo del trucco (sopratutto cipria in polvere)
3.eruzione
acneiforme
una
piccola percentuale di pazienti può
sviluppare una reazione acneica post-peeling. Il trattamento di base è
l'antibiotico terapia classica
per l'acne
4.iperpigmentazioni
post-infiammatorie
è
un'evenienza che può capitare, sopratutto, nei fototipi più alti (lV-V-Vl).
La causa più comune è una precoce esposizione
al sole. Bisogna, quindi, attenersi scrupolosamente al protocollo
cosmetologico fornito dal medico, che prevede l'uso quotidiano di schermi
solari total block. Naturalmente i peeling non vanno fatti in tarda primavera
od in estate! Sono trattamenti che vanno programmati nel periodo
autunno-inverno quando le radiazioni solari sono minime.
5.Herpes
recidivante
nei
pazienti predisposti all'Herpes si consiglia terapia orale preventiva. Il
peeling, come i filler (riempitivi delle rughe), o la rivitalizzazione sono
vissuti come" eventi stressanti " dalla nostra pelle.
6.reazioni
allergiche
sono
un'evenienza rara, ma possono capitare. In questo caso, per alcuni caustici,
si effettua patch test retroauricolare. Negli
altri casi l'evento viene trattato con antistaminici applicati localmente od
assunti per via orale.
7.eritema
persistente
viene
considerato, fisiologico, cioè, normale, un certo grado di arrossamento sino
a tre settimane dopo il trattamento per i peeling medi.
8.dermatite
da retinoidi
è
una risposta infiammatoria cutanea. Viene considerata "espressione"
di una tossicità acuta cutanea, conseguente ad una esagerata somministrazione
dell'acido retinoico rispetto alla sensibilità individuale.
1.
gravidanza
2.
aspettative irreali del paziente
3.
fototipi alti (lV-V-Vl)
4.
diatesi fibroblastica (tendenza ad una "brutta" cicatrizzazione,
cheloidea)
5.
Herpex simplex in fase attiva
6.
dermatite atopica
7.
rifiuto da parte del paziente verso la fotoprotezione
8.
melasma (iperpigmentazione alla fronte,zigomi,tempie
conseguente all'uso di pillola contraccettiva, antibiotici, gravidanza)
profondo
9.
orticaria cronica
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