
Dott.ssa Daniela Viganò www.danielavigano.it
| NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori. La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 18.9.2005 . |
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fillers biologici e non biologici
Cominciano
ad apparire, per porre rimedio agli inestetismi del viso, alla fine degli anni
'60 sotto forma di olio di silicone: questo è un composto chimico che si
presenta in forma liquida più o meno viscosa.
Dagli
anni '80 è vietato l'utilizzo di silicone al fine di correggere i segni
dell'invecchiamento cutaneo.
Il
primo filler, la cui composizione e la cui tecnica d'impianto sono state
sperimentate nel 1976 a Palo Alto in California, è il COLLAGENE iniettabile.
Da
allora nuove molecole sono state studiate e proposte come materiali
riempitivi.
Fondamentalmente
possiamo distinguere due gruppi di riempitivi, classificati in base alla loro
composizione chimica:
1.
FILLERS BIOLOGICI: sono molecole totalmente "naturali" ; vanno
incontro ad un riassorbimento cutaneo più o meno rapido.
2.
FILLERS SINTETICI: a loro volta si possono dividere in
TOTALMENTE SINTETICI
PARZIALMENTE
SINTETICI
I
fillers sintetici presentano un riassorbimento molto lento o rimangono nel
derma in modo permanente
Tra
i fillers a disposizione alcuni hanno una predisposizione a trattare le rughe,
mentre altri sono specifici per il riempimento delle depressioni.
A
seconda della sede d'impianto del filler, possiamo distinguere.
FILLERS
SUPERFICIALI
vanno inseriti nel derma superficiale
correggono
il segno "mimico" delle rughe
FILLERS
PROFONDI
vanno inseriti nel derma profondo, alcuni nel tessuto sottocutaneo
correggono
le depressioni, gli svuotamenti o dei veri e propri "solchi"
E'
difficile poter definire un filler "ideale". La varietà di
materiali a disposizione permette di avere varie opportunità e varie
soluzioni.
Il filler "ideale" presenta le seguenti caratteristiche:
massimo
risultato
inteso
sia come percentuale di correzione dell'inestetismo sia percentuale di
soddisfazione del paziente.
durata
per
durata si intende la permanenza nel tempo dell'efficacia della correzione
della ruga. Come è logico i
fillers biologici hanno durata limitata (media 3-4 mesi), mentre i materiali
di sintesi possiedono una durata maggiore (anche 2 anni); dopodichè anche
loro richiedono ritocchi.
sicurezza
è
data dalla possibilità di evitare effetti collaterali indesiderati.
I
fattori che aumentano la sicurezza sono:
-numero
sempre maggiore di casi trattati
-anni
di sperimentazione e di vendita del prodotto
-
possibilità di rimuovere il materiale impiantato di natura non riassorbibile
traumatismo
poter
ridurre al minimo il traumatismo di un filler comporta una maggiore
accettazione del trattamento da parte del paziente; inoltre comporta una minor
permanenza dei segni evidenti (possono essere presenti piccoli ematomi
riassorbibili in 3-4 giorni) a seguito dell'impianto stesso.
costo
è
evidente come un "costo accettabile" sia un fattore molto importante
nella scelta di un filler. Cercando di ottenere un buon rapporto
costo-risultato, si amplia il numero dei pazienti che possono ricorrere a
questi trattamenti.
Va,
comunque, sottolineato che, per il Medico operatore, il primo dei parametri
che deve tenere in considerazione è la "sicurezza" del
prodotto da utilizzare: "primum non nocere" ( per prima cosa
non nuocere)
Come
si può capire, quindi, la scelta del materiale riveste un ruolo fondamentale.
Ciò
permette una personalizzazione del trattamento che costituisce la prerogativa
fondamentale per la soddisfazione del paziente.
L'approccio
medico-paziente deve seguire, quindi, la seguente procedura:
1.
indagine anamnestica completa: malattie croniche, allergia del paziente
informano il medico sulla necessità di scartare alcuni fillers o meno.
2.check
up cutaneo: con particolare attenzione all'esame obiettivo dell'inestetismo.
può trattarsi di una ruga, piega, depressione o pseudodepressione (intesa non
come impoverimento del tessuto sottocutaneo, ma rilassamento con
plicatura eccessiva della zona sovrastante). Ciò permette al Medico di
indirizzare la sua scelta verso
un determinato filler piuttosto che un'altro.
3.valutazione
con il paziente delle sue esigenze ed aspettative: paziente e Medico
valuteranno insieme quali sono gli inestetismi meno accettati, non solo sul
piano fisico, ma anche sul piano psicologico. Ad esempio i solchi nasogenieni
"rendono tristi", le rughe tra le sopraciglia creano un aspetto cupo
in una paziente che è, invece, "si sente" solare. Molte pazienti
non vogliono eliminare le "zampe di gallina", in termini tecnici le
rughe perioculari, in quanto possono essere intese come un segno di carattere
allegro: andare a correggere queste rughe in una paziente di questo genere
vorrebbe dire non renderla soddisfatta del lavoro eseguito.
Tra i
fillers a disposizione del Medico estetico si possono considerare i seguenti
raggruppamenti:
fillers
biologici
collagene
bovino, collagene autologo, acido jaluronico, acido polilattico, endoplast 50
Sono
sostanze che vengono totalmente riassorbite utilizzando un meccanismo di
digestione enzimatica oppure una disgregazione
del prodotto causata da uno stress meccanico ( es. la mimica facciale).
fillers
non biologici
Artecoll
( 75% atelocollageno+25% sferule di polimetilmetacrilato), Mediplast (
povidone+collagene), Goretex (politetraetilene espanso a struttura microporosa),
Teflon, Aquamid, Bio-alcamid (polimero reticolato di poliacrilamide+acqua
apirogena), ecc...
I
fillers biologici vengono anche definiti fillers "di superficie"
mentre quelli non biologico vengono definiti "di profondità".
Ciò dipende dalla sede di impianto: derma superficiale o derma profondo/ tessuto sottocutaneo.
-allergia
documentata al materiale da iniettare
-gravidanza
in atto
-collagenopatie
-Herpes
in fase attiva; pazienti predisposti all'herpes possono effettuare profilassi
preventiva per via orale con anti-virali.
-malatie
dermatologiche autoimmunitarie
-disordini della coagulazione del sangue
Alcuni
fillers necessitano di test intradermico per valutare una eventuale
allergia.
Ciò
vale per il collagene e tutti i fillers semisintetici costituiti da materiale
sintetico in gel di collagene.
Il
test intradermico viene eseguito sull’avambraccio inoculando una piccola
dose di prodotto.
A
distanza di 3 settimane viene eseguito un secondo test sull'altro avambraccio.
Si
lascia trascorrere ancora una settimana prima di poter effettuare l'impianto.
Sono
possibili diverse eventualità.
1.
reazione positiva al primo test :
comparsa di pomfo pruriginoso, arrossato nella sede del test.
Questi
pazienti non potranno essere sottoposti al filler testato.
2.
reazione negativa al primo test:
si effettua il secondo test.
3.
reazione positiva al secondo test :
anche questi pazienti non potranno essere sottoposti ad
infiltrazione con il filler testato.
Esiste
infatti il rischio di scatenare reazioni allergiche più serie.
4.
reazione negativa al secondo test :
questi pazienti possono eseguire l'impianto del filler testato dopo una
settimana dall'ultimo test.
CARATTERISTICHE
SALIENTI DEI FILLERS PIU’ COMUNI
COLLAGENE
E'
un collagene bovino ottenuto da animali provenienti da allevamenti chiusi e
controllati. E' il filler di cui si ha una maggiore documentazione scientifica
e casistica, introdotto sul
mercato nel 1976. E' obbligatorio fare il doppio test a tre settimane di
distanza ed attenersi alle quattro settiman di osservazione. Nei casi in cui
si sviluppa una reazione allergica, questa si risolve con il totale
assorbimento del collagene nel corso di alcuni mesi. Esistono varie
formulazioni di collagene a seconda delle diverse necessità.
Indicazioni: rughe,pieghe, cicatrici (post-acneiche, da trauma, a seguito di interventi chirurgici)
aumento
volumi ( labbra).
ACIDO
JALURONICO
E'
un polisaccaride naturale presente in tutti tessuti umani e nella maggior
parte dei vertebrati. La sua completa assenza di antigenicità ed
immunogenicità lo rendono uno dei prodotti più utilizzati in diversi settori
delle medicina, dall'oftalmologia all'ortopedia.
L'acido jaluronico è la principale riserva idrica del derma, la sua molecola
lega un numero notevole di molecole d'acqua: ciò consente di mantenere
corretta l'idratazione della pelle. Questa funzione è stata sfruttata
ulteriormente nell'acido jaluronico utilizzato come riempitivo: ecco spiegato
l'effetto riempitivo delle rughe e l'estrema naturalità dell'impianto. In
commercio esistono due tipi di acido jaluronico, uno di derivazione aviaria
(creste di gallo) e uno di derivazione batterica.
Essendo
un filler biologico, la sua permanenza nel derma è limitata (media di 3-4
mesi). Va comunque detto che esiste un’estrema variabilità da soggetto a
soggetto. Per la durata influisce molto anche lo stile di vita; una vita
disordinata, l'abitudine al fumo (sopra 10 sigarette al giorno), l'assunzione
abituale di alcolici (dosi superiori a 1 bicchiere di vino al giorno per le
donne, 2 per gli uomini) o di superalcolici, la massiccia esposizione al sole
od alle lampade abbronzanti, tutto ciò influisce notevolmente sulla
permanenza del filler nel derma.
Naturalmente
questo discorso vale per qualsiasi filler biologico.
solchi
iniziali e medio livello
volumi
(labbra, zigomi, mento)
ACIDO
POLILATTICO
E'
un prodotto di sintesi chimica, biocompatibile, biodegradabile, non immunogeno,
utilizzato da oltre vent'anni in diversi settori della medicina (implantologia
dentaria, chirurgia ortopedica, ricostruzioni tessutali). Determina uno
stimola alla sintesi di nuovo collagene; ciò avviene nell'arco di diverse
sedute e non è permanente. Nell'arco di 8-10 mesi questo nuovo collagene
viene nuovamente degradato dal nostro organismo.
Indicazioni
prevalenti: solchi
profondi nasogenieni
volumi
viso
guance
scavate
rughe
e linee profonde
mani
scavate
invecchiamento
collo, decolletè
Sono
costituiti da una serie di prodotti iniettabili che richiamano uno schema
comune:
microsferule
di polimetilmetacrilato
polimeri
reticolati di poliacrilamide
gel
di collagene
gel
di acido jaluronico
Vanno
iniettati nel derma profondo o nel tessuto sottocutaneo. La loro durata è di
1-2 anni max. Ciò è dovuto al fatto che, con il tempo, il gel biologico va
incontro ad una degradazione da
parte del nostro organismo; rimane solo la componente sintetica che si è
inglobata con la nostra pelle. Quindi, dopo, 2 anni è necessario un ritocco
per riottenere una correzione ottimale. Ricordiamoci che il nostro viso non è
statico ma va incontro a modificazioni continue che fanno parte
dell'invecchiamento fisiologico del corpo: noi possiamo rallentarlo, ma certo
non fermarlo!.
volumi
(labbra, zigomi, mento)
correzioni
di depressioni cutanee
cicatrici
avvallate
Attenzione: i fillers semipermanenti che presentano come veicolo un gel al collagene, necessitano del doppio test allergologico per escludere un'eventuale allergia al collagene.
In
questo caso non dovremmo parlare di fillers, ma di vere e proprie protesi in
quanto sono trattamenti di tipi strettamente chirurgico. Sono definiti come
"materiale alloplastico", cioè estraneo all'organismo umano. Tra i
più comuni ricordiamo il proplast ed il goretex, teflon, ecc...
Il
goretex è uno dei materiali sintetici più utilizzati. Sul mercato è
presente come patch, fili, benderelle, protesi sagomate (zigomatica, nasale,
mentoniera).
ipoplasia
del labbro
solchi
nasogenieni pronunciati
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