Roncopatia
(il russare cronico)
e le apnee del sonno
A cura del
Dott.Claudio Lambertoni Specialista in Otorinolaringoiatria
Milano -
Roma; Tel. Mobile 335 6941190; Web:
http://www.otorinolaringoiatria.org
| NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori. La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 29.06.2007 . |
RONCOPATIA - Il "russare cronico"
Il russare è
sempre stato oggetto di ilarità e scherno oltre che fonte di disturbo per il
partner e origine di conflitti familiari.
Questo rumore viene prodotto, durante il sonno, dalla vibrazione di organi e
strutture attraversati dall'aria nella respirazione: il palato molle e l'ugola,
la parete posteriore della gola, le tonsille, la lingua, l'epiglottide.
Il russare come malattia
Solo
recentemente si è compreso che questa particolare forma di emissione sonora può
provocare serie conseguenze per la salute di chi ne soffre e costituisce il
segnale d'allarme di due malattie importanti: la roncopatia cronica e la più
grave sindrome da Apnee del Sonno (SAS o Sleep Apnea Syndrome).
Nella roncopatia cronica i pazienti russano in modo discontinuo, a volte
con forte rumorosità e progressivamente tendono a presentare sintomi che
indicano un sonno disturbato e una ridotta ossigenazione dell'organismo:
risveglio difficile, affaticamento mattutino, talvolta cefalea.
SINDROME DELLE APNEE DEL SONNO (S.A.S.)
Gradualmente
viene ad instaurarsi una vera e propria Sindrome da Apnee del Sonno, che
è responsabile di una netta riduzione dell'ossigenazione dell'organismo.
Il sonno del paziente è caratterizzato da frequenti risvegli, da agitazione, da
continui cambiamenti di posizione, da forte e violento russamento interrotto da
fasi di silenzio (apnee) in cui il soggetto non riesce a respirare, seguite da
rantoli e boccheggiamenti.
Al mattino, chi ne soffre, si sveglia affaticato, spesso afflitto da mal di
testa e durante la giornata manifesta marcata stanchezza.
Il paziente tende ad addormentarsi frequentemente e facilmente anche durante le
proprie occupazioni o alla guida dell'auto.
Possono manifestarsi anche difficoltà di concentrazione, vertigini,
irritabilità, perdita di memoria, ansietà o depressione, diminuzione degli
impulsi sessuali.
Cause principali
Premesso che respirando riforniamo di ossigeno il nostro organismo, è importante
ricordare che l'aria deve entrare dal naso che rappresenta la prima via
respiratoria. Il naso, con le sue funzioni (riscaldamento, filtrazione,
umidificazione), tratta l'aria inspirata per adattarla alle altre vie
respiratorie influenzandone il corretto funzionamento. La bocca è, quindi, solo
una via di emergenza. Qualsiasi ostacolo incontri la corrente aerea nel tragitto
tra il naso e i polmoni produrrà irregolarità di flusso e quindi turbolenze,
responsabili della vibrazione e del conseguente russamento.
Il naso può essere ostruito da una deviazione del setto nasale, da un aumento
patologico (per una rinite vasomotoria o allergica) del volume dei turbinati
(ossicini delle fosse nasali rivestiti da una mucosa in grado di modificare il
proprio volume), o dalla presenza di polipi. In tutti questi casi le resistenze
nasali aumentano e la respirazione orale tende gradualmente a sostituire quella
nasale.
L'aria inspirata subisce una forza di aspirazione importante; si generano
turbolenze che mettono in vibrazione il palato molle e l'ugola, producendo il
caratteristico rumore.
Altri restringimenti anatomici responsabili di riduzioni del flusso aereo
possono localizzarsi a livello della gola (ipertrofia della tonsilla palatina),
del passaggio tra naso e gola (sfiancamento del palato molle e dell'ugola per
infiammazioni o per vibrazione), della parete posteriore della faringe
(ispessimento della mucosa nell'obesità) e della tonsilla linguale ingrossata
soprattutto nei fumatori. Nel paziente addormentato (incosciente) la lingua
tende inoltre, nella posizione supina, a scivolare all'indietro spingendo
l'epiglottide a ridurre o chiudere il lume della laringe con rischio di
asfissia.
Questi fenomeni diventano ancora più marcati in caso di macroglossia (lingua
troppo grossa) o di micro-retro-gnazia (mento piccolo e spostato all'indietro).
Oltre alle condizioni anatomiche, , contribuiscono a determinare l'insorgenza
della roncopatia cronica e della SAS: i fattori ereditari, l'eccesso di peso,
l'abuso di cibo, alcool e tabacco, l'uso di sedativi e sonniferi,
l'affaticamento, lo stress e le alterazioni ormonali (ipotiroidismo).
Complicanze
I
progressivi peggioramenti dell'evoluzione dalla roncopatia cronica alla SAS
passano il più delle volte inosservati e vengono sfortunatamente notati solo
dopo la comparsa di complicanze, a volte molto gravi. E' quindi importante non
sottostimare un problema in apparenza innocuo che deve invece essere trattato
precocemente per evitare il rischio di subire seri danni.
Complicanze cardiocircolatorie: aumento della pressione arteriosa e della
frequenza cardiaca, talvolta alterazioni del ritmo sino all'arresto. Questo
fatto potrebbe spiegare perché tanti incidenti cardiaci (edema polmonare,
tachicardia, infarto) e cerebrali (ictus) si verificano di notte.
Complicanze cerebrali: nei pazienti affetti da SAS si instaura una
insufficienza cronica del circolo cerebrale, responsabile della sofferenza delle
cellule nervose che può spiegare molti sintomi neurologici; inoltre le crisi di
apnea comportano per il paziente frequenti risvegli durante la notte, con
diminuzione della capacità di sognare e conseguenti effetti negativi anche
sull'equilibrio psichico.
Problemi ormonali e turbe sessuali: riduzione dell'ormone della crescita
nei bambini, problemi di impotenza (erezione difficoltosa ed eiaculazione
precoce), diminuzione del desiderio sessuale.
Complicanze bronco-polmonari: broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)
comunemente nota come bronchite cronica.I progressivi peggioramenti
dell'evoluzione dalla roncopatia cronica alla SAS passano il più delle volte
inosservati e vengono sfortunatamente notati solo dopo la comparsa di
complicanze, a volte molto gravi. E' quindi importante non sottostimare un
problema in apparenza innocuo che deve invece essere trattato precocemente per
evitare il rischio di subire seri danni.
DIAGNOSI
La
diagnosi è volta a distinguere il russatore semplice dal russatore apnoico, a
determinare ove esiste il danno anatomico responsabile del fenomeno, a svelare
l'esistenza di complicanze.
L'indagine
inizia con la raccolta dettagliata della storia clinica del paziente (anamnesi)
e continua con una serie di visite ed esami strumentali: visita
otorinolaringoiatrica con endoscopia nasale a fibre ottiche, fibrolaringoscopia
laringea con test di Muller, vista cardiologica con ECG, visita pneumologica con
spirometria, EEG, test allergologici, eventuale visita endocrinologica e
dietologica.
E' sempre
estremamente importante consultare anche un medico specialista in medicina
del sonno (in genere un neurologo) che possa valutare a fondo tutte le
anomalie del sonno che presentano questi pazienti.
In ogni caso
l'indagine più importante, specifica e preliminare ad ogni altro accertamento
per lo studio delle roncopatie, è la Polisonnografia.
Questo esame consiste nella registrazione continua simile a quella dell'holter
elettrocardiografico o pressorio, durante il sonno del paziente, di diversi
parametri fisiologici: il flusso respiratorio nasale, il livello di saturazione
dell'ossigeno del sangue, l'ECG, i movimenti respiratori toracici e addominali e
l'intensità dei suoni emessi. I dati registrati su una piccola scheda magnetica
saranno poi riversati su un computer, analizzati in dettaglio e refertati.
La registrazione polisonnografica dura tra le 6 e le 7 ore. E' possibile la
registrazione anche al domicilio del paziente. Talvolta, nei casi più gravi, si
rende necessario il ricovero di una notte.
TERAPIA
Terapia medica
Tra i vari metodi di terapia medica sono da ricordare, in particolare, le regole
igienico-sanitarie volte a ridurre i fattori che favoriscono la roncopatia quali
l'alcool, il tabacco, l'uso di sonniferi, gli abusi alimentari.
E' importante
ottenere una cospicua diminuzione di peso per ridurre i depositi di tessuto
adiposo nelle strutture della gola mediante l'intervento di un valido
Specialista in scienza dell'alimentazione competente per questo genere di
pazienti.
Gli unici
rimedi farmacologici che mantengono una sia pur limitata efficacia sono
quelli tesi a migliorare la ventilazione nasale.
Terapia meccanica
L'ossigenoterapia migliora la saturazione di ossigeno ma non riduce il numero di
apnee, la loro durata e l'entità della roncopatia. La maschera a pressione
positiva o CPAP (Continue Positive Air Pressure) consente l'insufflazione
continua di aria sotto pressione per via nasale durante la notte; è attualmente
il trattamento non chirurgico più efficace per far cessare gli episodi di apnea
e, a pressioni leggermente superiori, anche la roncopatia.
Terapia chirurgica
I trattamenti hanno lo scopo di migliorare la ventilazione nasale e di
correggere in modo specifico le alterazioni anatomiche connesse alla roncopatia.
L'adenoidectomia, associata o meno alla tonsillectomia, in genere è
sufficiente per risolvere il problema perlomeno nei bambini.
La tonsillectomia, associata o meno ad altri interventi sul palato, è
indicata anche nell'adulto in caso di tonsille voluminose e ostruenti.
La settoplastica, che consente di "riposizionare" il setto nasale deviato
sulla linea mediana, rendendolo rettilineo al fine di ristabilire la pervietà
nasale.
Gli interventi per ridurre il volume dei turbinati troppo congestionati
ed aumentati di volume (come spesso avviene nelle riniti allergiche e/o
vasomotorie).
L'intervento chirurgico di elezione per la roncopatia è l'Uvulo Palato
Faringo Plastica o UPPP Si tratta di un intervento piuttosto impegnativo da
riservare ai casi più gravi. Viene eseguito in anestesia generale e richiede una
degenza media di 8 giorni.
Laser chirugia
Oggi, una innovativa aternativa alla UPPP è costituita dalla LAUP o Uvulo
Palato Plastica Laser
Il rimodellamento e la riduzione dell'ugola e del palato molle sono effettuati
utilizzando un Laser in anestesia locale o generale. Gli atti chirurgici sopra
descritti possono essere effettuati gli uni indipendentemente dagli altri o
talvolta in associazione. In genere comunque la terapia chirurgica della
roncopatia inizia con gli interventi volti a migliorare la respirazione nasale
(interventi Laser sul setto e sui turbinati) e si completa solo in caso di
necessità con gli interventi sul palato (LAUP) o sulla laringe (sospensione
ioidea).
SE NON SI OPERA ........CHE FARE?
A cura del
Dott.Claudio Lambertoni Specialista in Otorinolaringoiatria
Milano -
Roma; Tel. Mobile 335 6941190; Web:
http://www.otorinolaringoiatria.org