Analisi delle moderne tecniche di Rinoplastica.
A cura del Dott. Claudio Lambertoni     http://www.rinoplastica.org


NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori.  La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 17.07.2007 .

La rinoplastica è uno dei più antichi procedimenti chirurgici conosciuti. Ha come finalità la correzione di anomalie nasali estetiche o funzionali, che possono essere traumatiche, congenite o infiammatorie.

E' uno dei più comuni interventi di chirurgia estetica e viene eseguito con svariate tecniche.

Le modificazioni della dimensione e della forma del naso si ottengono rimuovendo, adattando, modificando e riposizionando le strutture osteo-cartilaginee della piramide nasale secondo parametri ben precisi.

Nella maggior parte dei casi la rinoplastica si esegue per motivi estetici, per ridurre le dimensioni del naso, per eliminare un gibbo ("gobba") del dorso nasale o per modificare una punta troppo larga.

In alcuni casi l'intervento assume un carattere prettamente ricostruttivo quando si ripristinano menomazioni estetiche e funzionali insorte in seguito a lesioni traumatiche.

La rinoplastica, nella maggior parte dei casi, si esegue per correggere l'ipertrofia globale della piramide nasale (un naso troppo grande); per eliminare un gibbo nasale (una gobba sul dorso del naso) o per ridurre e/o armonizzare la forma del lobulo nasale (la punta).

Tali modifiche dell'estetica devono essere ottenute da un lato, rispettando il più possibile l'aspetto "naturale" del paziente, dall'altro seguendo i canoni che regolano le proporzioni del naso e del volto.

Le tecniche più frequentemente utilizzate nell'esecuzione dell'intervento sono:

rinoplastica per via extramucosa

E’ la tecnica più frequentemente eseguita e, allo stesso tempo, la meno dannosa per le strutture nasali.

Attraverso alle incisioni della mucosa nasale eseguite all’interno delle narici (Fig.1) si separano molto delicatamente (dissezione) (Fig.3) i tessuti molli del naso (cute, sottocute e muscoli) dalle strutture di sostegno osteo-cartilaginee (ossa nasali, cartilagini triangolari, alari e del setto).

Tali strutture costituiscono lo scheletro della piramide nasale e dalla loro forma dipende l'aspetto estetico del naso.

Operando all'interno dello spazio che si crea con la dissezione al di sotto dei tessuti molli, si possono eseguire tutte le modifiche delle strutture di sostegno necessarie per dare al naso la forma voluta. Possono essere variate sia le strutture cartilaginee che conferiscono la forma alla parte inferiore del naso e alla punta, che le strutture ossee che conferiscono la forma alla parte superiore del naso e al dorso.

Dopo l’esecuzione di tutte le modifiche volute la cute ed i tessuti molli si riadattano in modo naturale alla nuova forma delle strutture di sostegno (Fig.8).

                                           

    Incisione              Scollamento e modifiche delle strutture        Adattamento dei tessuti 

 

L'intervento può essere eseguito a qualunque età ( dai 15-16 anni sino alla terza età).

E' quasi completamente indolore.

Non esistono cicatrici visibili.

La rinoplastica può essere eseguita in anestesia locale con sedazione o in anestesia generale.

E' un intervento quasi privo di rischi (se vengono eseguiti tutti gli accertamenti pre-operatori per il rischio anestesiologico: esami del sangue; es.urine; elettrocardiogramma; radiografia del torace).

L'intervento comporta un ricovero presso la struttura di un giorno, ma si può essere dimessi anche il giorno stesso.

Dopo l'intervento compare un modesto edema del volto (gonfiore), che dura in media tre-quattro giorni e lievi ecchimosi sotto agli occhi (lividi), che durano in media sette-otto giorni.

Il tamponamento nasale può essere evitato.

Viene applicata sul naso una protezione che viene rimossa dopo sette giorni.

Si possono riprendere le proprie occupazioni in media dopo sette giorni.

Non si possono portare occhiali ed esporsi lungamente al sole per circa due mesi.

Possono essere abbinati alla rinoplastica interventi sul setto nasale e sui turbinati quando sussistono problemi respiratori.

Se la rinoplastica viene eseguita con tecniche chirurgiche adeguate non sussistono problemi nel conservare una corretta funzione respiratoria nasale.

In una percentuale del 3-4 per cento degli interventi è necessario eseguire alcuni ritocchi per correggere eventuali piccole anomalie.

I risultati stabili e definitivi dell'intervento si ottengono dopo un anno per cui, per eseguire qualunque correzione, è necessario attendere tale periodo.

Non tutte le deformazioni del naso possono essere completamente corrette.

E' molto importante eseguire una precisa documentazione fotografica pre-operatoria per lo studio del caso e per spiegare al paziente ciò che si può fare e ciò che non si può fare.

Nello "studio del caso" e per mostrare al paziente un possibile risultato (orientativo) dell'intervento è molto utile il computer.
Le fotografie possono essere digitalizzate ed elaborate (rinoplastca virtuale-progettazione computerizzata).

Non esiste un naso teoricamente ideale. La valutazione di ciò che si vuole ottenere deve essere eseguita caso per caso tenendo conto delle esigenze del paziente, dei canoni di estetica generale, e dei parametri di armonia del volto. L'obbiettivo finale è quello di realizzare un naso il più possibile armonico con il volto; il più "naturale" possibile.

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