NUOVA TECNICA CHIRURGICA PER IL PROLASSO VAGINALE.
Dott. Filiberto Di Prospero*,
Dott. Franco Catalino.
Unità
Complessa di Ostetricia e Ginecologia, Dipartimento Materno Infantile dell'Ospedale Civitanova Marche
62012(MC).
* VISITA A CIVITANOVA MARCHE, ROMA, MILANO
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| NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori. La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 18.1.2007 . |
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CERCHIAMO DI CHIARIRE
Quando parliamo di un organo prolassato parliamo di un suo dislocamento al di
fuori della sede naturale. Il prolasso vaginale consiste nella discesa verso il
basso e talvolta fuori dall'introito vaginale di una o più strutture pelviche.
Esso può infatti interessare la vescica (cistocele), il retto (rettocele),
l'utero in combinazioni e livelli di gravità differenti.
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| Donna di aa 60 con cistocele di 3° grado |
SINTOMI
La prima percezione è la sensazione di un ingombro fastidioso a livello della
vagina che talvolta si accompagna alla sensazione tattile di qualche cosa che
esce dall'apertura vaginale particolarmente la sera o dopo uno sforzo talvolta
anche lieve oppure quando si va in bagno o dopo essere state parecchio tempo in
piedi. Nei casi più gravi (3° grado) la percezione è netta ed anche visiva: gli
organi prolassati trascinano le mucose vaginali fuori della vagina ed il disagio
è notevole. Particolarmente quando è coinvolta la vescica posso insorgere e
coesistere sintomi urinari come incompleto svuotamento (ritenzione),
incontinenza (perdita involontaria di urine), infezioni ricorrenti delle vie
urinarie, ostruzione acuta.
La beanza (apertura) dell'introito vaginale ed il contatto delle mucose con
l'ambiente esterno predispongono a fenomeni infiammatori e distrofici cronici.
FATTORI DI RISCHIO
Generalmente vengono considerate cause predisponenti:
INCIDENZA, RILEVANZA DEL PROBLEMA
Il prolasso genitale è sicuramente una condizione altamente invalidante che
importanti implicazioni psicologiche e sessuologiche. Talvolta si può
accompagnare a deficit di continenza (urinaria e fecale). E' più frequente nelle donne di razza bianca; incide meno in
quelle di razza asiatica e nera. incide particolarmente dopo i 50aa ma non è
infrequente il riscontro anche in donne più giovani. La forma più diffusa è il
prolasso vescicale (cistocele), seguito dal prolasso uterino ed in ultimo da
quello rettale (rettocele).
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| Posizionamento del sistema Perigee™ |
LA TERAPIA: UN MODERNO APPROCCIO CHIRURGICO
Le tecniche chirurgiche fino ad oggi adottate si basano principalmente sulla
ricostruzione del pavimento pelvico usando le strutture fasciali preesistenti;
questo tipo di approccio è effettuato prevalentemente per via vaginale ed è
associato speso all'isterectomia.
Ma proprio l'utilizzo di queste strutture "native" spesso deboli, può esporre la
paziente a rischio di recidiva che secondo le diverse casistiche presenti in
letteratura può oscillare tra il 5 ed il 30 % delle pazienti operate.
E' per questo motivo ed anche per rendere l'intervento più semplice e meno
traumatico che si è pensato all'utilizzo di materiali protesici (reti) che
possano garantire una lunga tenuta e non richiedano la contestuale asportazione
dell'utero.
Questi materiali consentono di riparare sia i prolassi della parete anteriore
che di quella posteriore della vagina; il tempo dell'intervento è più breve
rispetto alla chirurgia classica e consente da dimissione precoce e la ripresa
delle normali attività in tempi abbastanza brevi. Nella figura qui a fianco
vedete l'applicazione di una rete (Perigee™)
a livello della parete vaginale anteriore.
Costituiscono una controindicazione a questo tipo di intervento lo stato di gravidanza, la presenza di infezioni evidenti o latenti; l'intervento non è indicato per la correzione dell'incontinenza urinaria da sforzo. Una futura gravidanza andrebbe attentamente discussa.
PROBLEMATICHE APERTE
PREVENZIONE
Una prevenzione è certamente possibile combattendo ad esempio l'obesità, la
costipazione e la bronchite cronica (fumo di sigaretta) ma particolare
attenzione deve essere posta al momento della gravidanza, del parto e del
post-partum. Vanno evitati un prolungato impegno della testa fetale al piano
perineale, la nascita per via vaginale di feti macrosomi (peso > 4000 gr),
importanti lacerazioni vulvo-vaginali. Dopo ogni parto la puerpera dovrebbe
essere sensibilizzata a segnalare eventuali episodi di incontinenza urinaria e
dovrebbe essere incoraggiata ad effettuare una ginnastica perineale per
tonificare il pavimento pelvico.