COSA PENSANO LE DONNE DELLE PATOLOGIE VENOSE DELLE GAMBE?
A cura del Dott. Giuseppe Serpieri (flebologia.it).
Nei mesi di Giugno e Luglio 2000, la redazione di www.flebologia.it in collaborazione con il CENTRO PATOLOGIA DELL’IMMAGINE®, via Viberti 27, Torino, tel. 0113854878, ha condotto un’indagine, denominata “Progetto Arianna”, finalizzata a conoscere l’opinione che le donne hanno circa i disturbi e le patologie che hanno una ricaduta sull’immagine; dato il vasto settore interessato dallo studio, si è stabilito di focalizzare l’attenzione sui problemi legati alle patologie venose delle gambe.
E’ stato intervistato un campione di 1000 donne di età compresa fra 30 e 60 anni, considerando questo target di popolazione più colpito dal problema e, di conseguenza, più attento ed interessato, residenti a Torino.
Vengono di seguito presentati alcuni dei dati più significativi.
Alla domanda: “Quali sono secondo Lei le patologie ed i principali disturbi che possono avere una ricaduta, oltrechè sulla salute fisica, anche sull’immagine della persona?”, il 32% delle intervistate ha risposto l’obesità, il 17% ha risposto le varici, il 7% la cellulite.
Per quanto riguarda il grado di facilità di risoluzione dei problemi esiste una relazione inversa tra la difficoltà a trattare le problematiche considerate “estetiche” (inestetismi del volto, del setto nasale, dimensioni del seno), percepite come più facilmente risolvibili (il 40% risponde “facile/molto facile”) e quelle legate alla salute fisica, ritenute più difficoltose da risolvere (per quanto riguarda le varici il 37% dice “abbastanza facile”, mentre il 31% risponde “poco/per nulla facile”).
Parlando di malattie venose delle gambe, il 73% delle donne
dichiara di conoscere le vene varicose, il 17% cita le flebiti, il
10% le trombosi ed il 6% le ulcere; un ulteriore 10% cita anche i
“capillari”.
Fra le cause di insorgenza di tali malattie vengono citate la familiarità (33%), lo stile di vita (23%), il sovrappeso (14%), la gravidanza (9%), una cattiva alimentazione (6%), l’uso di ormoni (2%).
L’85% delle intervistate ritiene che l’età di insorgenza sia compresa tra 20 e 50 anni, il 70% tra 30 e 60 anni.
Il 65% è convinto che almeno il 50% delle donne sia interessato dal problema.
E’ stato poi richiesto di dare un’opinione circa l’opportunità di intervenire per risolvere questa patologia: il 65% delle intervistate ritiene che si debba intervenire precocemente, “all’insorgenza”; vi è tuttavia confusione su cosa si debba intendere con il termine “insorgenza”.
Tra i metodi di trattamento conosciuti vengono citati il “laser”(57%), la scleroterapia (52%), la flebectomia ambulatoriale (45%) e lo stripping (23%).
Interessante il dato che il 58% delle intervistate ritenga che la degenza media dopo un intervento sulle vene varicose vada da 1 a 3 giorni, mentre il 10% arriva a parlare di una degenza media di 4-7 giorni; questo anche in considerazione del fatto che il 65% del campione parli di anestesia locale per la realizzazione dell’intervento.
Il 20% dei soggetti ritiene che, in generale, la spesa per tali trattamenti sia “elevata”, mentre il 58% non sa esprimere un parere.
Un altro rilievo importante, anche in considerazione di quelli che saranno gli sviluppi futuri in questo campo, è rappresentato dalla constatazione che l’88% delle intervistate non è a conoscenza di “incentivi” o “aiuti” per fronteggiare le spese che tali interventi, compresi quelli per la chirurgia estetica, comportano.
E’ stato infine verificato l’interesse nei confronti di eventuali ulteriori informazioni in merito e sul modo ritenuto migliore per ottenerle. Nella quasi totalità dei casi le intervistate preferiscono rivolgersi, per avere informazioni, a “specialisti” (55%) o al medico di base (42%).
Il 67% vorrebbe avere più informazioni: a domicilio (34%), in farmacia (26%), dallo specialista (22%), attraverso seminari o convegni (13%).