PREVENZIONE DEI TUMORI DEL COLLO DELL’UTERO
| NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori. La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 18.09.2006 . |
Il
cancro del collo dell’utero è al secondo posto tra i tumori che
colpiscono le donne, preceduto solamente dal carcinoma della mammella.
Nell’ambito
della famiglia dei tumori occupa, però, un posto tutto particolare in quanto è
del tutto prevenibile o ben curabile se rilevato o trattato precocemente.
L’insorgenza
del cancro del collo dell’utero non è in genere un evento improvviso, ma è
caratterizzata spesso da una lenta gradualità di evoluzione, cioè da
progressive modificazioni della mucosa di rivestimento del collo che da normale
diventa (per motivi non sempre riconosciuti) piano piano alterata fino ad
arrivare al cancro.
In
altre parole, il tumore insorge su lesioni displastiche che, quindi,
rappresentano uno stadio di passaggio (facoltativo) verso il cancro.
E’
questo particolare andamento evolutivo che permette nella maggior parte dei casi
una diagnosi precoce con conseguente netto miglioramento della sopravvivenza e
della qualità della vita.
Ecco
pertanto che si chiarisce il senso della prevenzione dei tumori maligni:
sorvegliare e curare quelle lesioni che sappiamo poter essere precancerose.
L’individuazione
e il trattamento delle lesioni
precancerose è quanto il ginecologo può fare in senso preventivo delle
neoplasie.
Per
questa azione preventiva il ginecologo si trova in una condizione di vantaggio
rispetto agli altri specialisti: per la facile accessibilità all’esame degli
organi genitali e per la presenza di tecniche sufficientemente sicure e semplici
nell’esecuzione.
VISITA
MEDICA
Per
l'apparato genitale il cardine fondamentale è la visita ginecologica da
eseguire almeno UNA volta l'anno.
Essa
non solo consente un primo orientamento, ma rappresenta un momento fondamentale
del rapporto medico paziente e permette, tra l'altro, di valutare malattie
associate: fibromi, cisti ovariche, etc non rivelabili con le tecniche appresso
descritte.
PAP
TEST O STRISCIO VAGINALE

Ideato
e messo a punto da un medico greco emigrato negli USA, Papanicolau (1943), è
stato e rimane il primo esame usato su larga scala per la diagnosi precoce dei
tumori del collo dell'utero.
L'esame
semplice ed indolore consiste nel prelevare un pò di secrezione vaginale che
viene, poi, analizzata al microscopio da personale specializzato.
Il
prelievo è eseguito con la donna in posizione ginecologica: dura un attimo, ma
può salvare una vita.
L’ideale
è eseguirlo una volta l’anno.
COLPOSCOPIA

Inventata
da un ginecologo tedesco, Hinselmann (1925), consiste nell'osservare il collo
dell'utero, colorato con delle sostanze specifiche, attraverso un particolare
microscopio.
É
un esame non fastidioso ed è eseguito direttamente dal medico specialista;
permette di localizzare in modo preciso le lesioni e di dare, molte volte, una
risposta immediata.
Nello
screening dei tumori del collo occupa non solo una posizione centrale, ma
permette anche una più efficace esecuzione degli altri esami: Pap Test e
Biopsia Mirata.
Può
essere eseguita in qualsiasi momento nell'intervallo tra due mestruazioni. Va
effettuata almeno UNA volta l'anno a tutte le donne, in quanto è indispensabile
per una reale prevenzione.
Per
il collo dell'utero, l'abbinamento delle due metodiche (Pap test e Colposcopia)
migliora la precisione degli accertamenti, che sfiora in tal caso, il 100%.
VULVOSCOPIA

Simile
alla colposcopia per mezzi e coloranti è indispensabile per la individuazione
delle lesioni virali della vulva. Utile per uno studio più approfondito delle
malattie della vulva.
ISTEROISCOPIA
O MHC

Di
origine più recente, di paternità francese, Hamou (1979) è un esame eseguito
con una sonda sottilissima, molto meno di una matita, che senza problemi
particolari può, anche ambulatoriamente, essere introdotta nell'utero per
guardare là dove non possono né la colposcopia né il Pap test, esami che,
d'altra parte, servono SOLO per la prevenzione dei tumori di quella parte
dell'utero che sporge in vagina: il collo.
É
un'indagine che si sta dimostrando utile per meglio definire alcune forme
tumorali del collo mentre è sempre più valida per la diagnosi precoce dei
tumori del CORPO dell'utero frequenti soprattutto dai 50 anni in su e che stanno
aumentando di numero in rapporto alle mutate condizioni socio economiche ed
all'allungamento dell'età media.
BIOPSIA

Nel
caso che la colposcopia o lo striscio o la Mhc abbiano evidenziato lesioni da
studiare ulteriormente, viene effettuato un prelievo (biopsia) di un piccolo
frammento di tessuto che viene, poi, analizzato al microscopio.
É
solamente in base a questi ultimi dati che può essere posta la diagnosi certa
di malattia tumorale che- è bene ricordarlo- se diagnosticata in tempo, è
guaribile perfettamente.
Ma
soprattutto è importante sapere che con l'associazione degli esami sopra
riportati il cancro può essere addirittura, molte volte, PREVENUTO.
COMPLEMENTARITA’
DEI DIVERSI METODI DIAGNOSTICI
“Arricchiamoci
delle nostre rispettive differenze” (Paul Valery).
Nessun
metodo di indagine medica è infallibile nei confronti del cancro, nemmeno il
microscopico.
Non
bisogna accordare fiducia cieca a nessuno di essi preso isolatamente. Il sistema
più sicuro è di utilizzarne diversi con il doppio scopo di confrontarli tra
essi in un primo momento ed obiettivare, successivamente, attraverso le loro
divergenze la “personalità” di alcuni cancri dell’utero.
L’errore
diagnostico rimane impigliato nel filtro dei diversi test perché non ha mai un
decorso perfettamente rettilineo o per lo meno è infinitamente meno probabile
che esso lo abbia nei confronti di più filtri che verso uno solo.
Molto
spesso i sospetti sono infondati; altre volte sono purtroppo indice di una realtà
maligna.
La
situazione va allora affrontata con senso di consapevolezza e di responsabilità.
Ma
non è assolutamente il caso di disperare: la scienza ha fatto grandi progressi
anche nel campo delle terapie ed oggi è possibile portare a guarigione completa
un grandissimo numero di donne ammalate.
La
terapia di prima scelta è tuttora chirurgica, affiancata da quella
radioterapica e chemioterapica.
Il sapiente uso di questi mezzi è uno dei segreti del successo terapeutico.
Per maggiori informazioni: elfusco@tiscali.it