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PRESENTAZIONE PODALICA DEL FETO? Parole chiave: gravidanza, presentazione podalica, moxa.
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| NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori. La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 18.9.2006 . | |
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Durante
la gravidanza il feto assume la posizione cefalica orientativamente dal settimo
mese in poi; nel caso in cui questo non avvenga naturalmente e la presentazione
podalica persista in oriente si ricorre di prassi alla moxibustione o moxa.
Questo
trattamento consiste nello scaldare un punto del piede (V67) ed ha una casistica
molto favorevole dal 70-al 90% di successo. L’efficacia maggiore è da
considerarsi fra la 32^ e la 37^ settimana di gestazione.
Alcuni
medici consigliano la moxa anche nelle ultime tre settimane, ed addirittura fino
al travaglio, poiché le dimensioni fetali non sembrano influenzare il
rivolgimento spontaneo.
La
stimolazione di un altro punto della colonna lombare (V 60) aiuta l’inizio e
l’accelerazione del travaglio poco prima del parto.
Le
controindicazioni al trattamento sono: diabete, gravidanza plurima, gestosi,
febbre superiore a 38° e grave ipertensione arteriosa.
E’
opportuno monitorizzare gli eventuali rivolgimenti spontanei con esami
ecografici.
La
gestante dovrebbe avvertire il feto muoversi dopo un ora dal trattamento o la
notte successiva.
La
terapia va eseguita per minimo quindici giorni e sospesa nel momento in cui si
verifica il capovolgimento; in caso di insuccesso va eseguita per ulteriori 15
giorni poi sospesa.
E’
opportuno informare ostetrica e ginecologa riguardo l’applicazione della moxa,
poiché nel girarsi il feto può far ruotare il cordone ombelicale.
La
presentazione podalica del feto al termine della gestazione si verifica nel 3-5%
delle gravidanze; tale presentazione è considerata di norma indicazione al
taglio cesareo.
La
moxa è principalmente composta da un’erba, l’“Artemisia vulgaris”che, a
seconda delle metodologie che si scelgono per effettuare il trattamento può
essere usata sotto forma di sigari, coni, palline o in polvere.
Secondo
l’illustre medico tibetano N.Norbu* abbiamo quattro modi di applicare questa
stimolazione:
“Tzowa”:
letteralmente cucinare. In questo caso la pallina di moxa è applicata
direttamente sul punto prescelto e vi si soffia sopra finchè non esce fuori un
pezzo di pelle cauterizzato.
“Sepa”:
bruciare. La polvere di moxa si mette sopra al punto stabilito, isolata dalla
pelle con del sale grosso.
“Sowa”:
scaldare. Si applicano dei conetti di moxa preconfezionati sui punti
identificati.
“Bippa”:
minacciare. Viene utilizzato un sigaro di artemisia non direttamente sulla cute
ma alla distanza di un “tzun”o”cun”, che orientativamente corrisponde ad
una falange.
Per
la posizione podalica del feto il punto da trattare è unico e facilmente
reperibile, perché si trova all’angolo esterno del quinto dito del piede
(V67).
La
metodologia con cui applicare la moxa è facile e innocua: bisogna scaldare con
un sigaro di artemisia ad un “Tzun” di distanza l’angolo del mignolo del
piede.
Il
sigaro di moxa può essere acquistato in una farmacia ben fornita.
Sarebbe
opportuno affidarsi a qualcuno che vi somministri questo rimedio o, ancor
meglio, che lo insegni al vostro partner.
La
posizione della gestante per una migliore riuscita della terapia è supina, con
un cuscino sotto la testa e due o tre sotto le anche e fino alle ginocchia. E’
consigliabile alla neo mamma massaggiarsi la pancia in senso orario o
antiorario, comunque sempre nello stesso verso perché il feto tenderà a
girarsi nella direzione in cui è praticato il massaggio.
Se
conoscete la respirazione “ujjayi” dello yoga praticatela! Altrimenti,
durante il trattamento respirate in maniera continuativa e profonda. Inspirate
ed espirate con il naso, visualizzate il vostro bebè avvolto dalla luce che
gioca nell’acqua e che si gira.
L’odore
del fumo della moxa ha anch’esso effetto terapeutico. Non vi preoccupate e
magari arieggiate la stanza dopo il trattamento.
L’applicazione
della moxa sul piede con il bastoncino prevede un movimento con la mano detto
“a beccata di passero”: non appena la gestante avverte il calore
allontanarsi un po’ e poi ritornare.
Solitamente i medici orientali contano gli anni della paziente ma è più opportuno fidarsi della sensazione di calore che viene comunicata verbalmente dalla futura mamma.
Il
numero dei trattamenti è di uno al giorno con una stimolazione di un quarto
d’ora per piede; dopo il trattamento mantenete i piedi caldi e se avete modo
fatevi fare o fate un massaggio al piede.
Sarebbe
opportuno anche camminare un po’, non bere bevande fredde fino al giorno
successivo, non prendere yogurt, non bere birra, vino e caffè.
Non
fate lavori pesanti o esercizi ginnici eccessivi ed evitate possibilmente
“sonnellini” diurni.
Il
meccanismo d’azione di questa terapia è collegato al meridiano della vescica,
che induce l’attivazione fisiologica della post-ipofisi, che secerne l’ossitocina
-ormone che contrae l’utero-, e l’ADH -ormone antidiuretico-.
Prof.Namkai
Norbu Rimpochè è un docente che sta tenendo dei seminari sulla moxa in tutto
il mondo, ha insegnato all’università di Napoli ed è presidente dell’unico
istituto esistente in Italia di medicina tibetana: ISTITUTO SHANG-SHUNG 58031
Arcidosso (GR) tel 0564-966941- fax 0564-966846
ssinst@tiscali.it
.
N.
Norbu Rimpochè ha tradotto e messo a disposizione attraverso i suoi seminari
testi risalenti al secolo scorso del famoso medico Tibetano Timarè e del suo
maestro e medico tibetano Jan JubD’Orje.
Riferimenti
Bibliografici:
Cardini F., Basevi V.,
Valentini A., Martello A.: Moxibustione e presentazione podalica: primi
risultati. In: Padovani E., Basevi V., Valentini., (a cura di):
Umanizzazione della nascita e raccomandazioni O.M.S. C.I.C. Edizioni
Internazionali, Roma 1989.
Newman Turner R., Low R.H.:
Principi e pratica della moxa. Red Studio redazionale, Como, 1983.
Yves Réquéna: Manuale
pratico di moxa per i più comuni disturbi, Edizioni Red, 1990
N.
Norbu: Il cristallo e la via della luce, Edizioni Ubaldini,Roma 1987