ll PARTO
PRETERMINE,
UN PROBLEMA OSTETRICO IMPORTANTE.
A cura della Dott.ssa Monja Ubertosi, Specialista in Ginecologia ed Ostetricia.
| NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori. La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 18.9.2006 . |
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Cos'è
il Parto Pretermine ? Si definisce Pretermine un parto che si verifichi
prima della 37° settimana di gestazione compiuta.
Si tratta di una rilevante patologia ostetrica che interessa il 5-10% delle
gestanti e si correla ad un’elevata morbilità e mortalità neonatale.
Le cause del Parto Pretermine spontaneo non sono sempre chiare, sembra
però che esso possa essere associato a condizioni materne, a precedenti
accidenti ostetrici o alle condizioni della gravidanza in corso come più in
dettaglio potete osservare nelle seguenti tabelle:
Fattori
di rischio Materni
|
Razza (nera) Età, al di sotto dei 18 anni o al di sopra dei 40 anni Basso livello socioeconomico Primiparità Peso pregravidico (<50Kg) Basso aumento ponderale Uso di droghe e alcool Fumo |
Scarsa assistenza prenatale Attività lavorativa pesante e stressante Stress psicologico Anemia (Hb <10 g/dl) Malattie acute o croniche: · Cardiopatie · Ipertensione essenziale · Ipertiroidismo · Nefropatie · Diabete mellito complicato |
Fattori
di rischio ostetrici
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Precedente aborto spontaneo del II trimestre Precedente Parto Pretermine (15-80% ricorrenza) |
Precedenti sanguinamenti Anomalie cervicali o uterine (conizzazioni, fibromi, malformazioni, incompetenza cervicale) |
Fattori
DI RISCHIO riguardanti la gravidanza in corso
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Gravidanza gemellare Oligo- poli-amnios Malformazioni fetali IUGR (ritardo di crescita fetale) Perdite ematiche |
PROM Gestosi Insorgenza di attività contrattile Incompetenza cervicale Infezioni del tratto genitale |
Nella stragrande maggioranza dei casi il Parto Pretermine si associa alla Rottura Prematura delle Membrane (PROM) e/o ad un evento infettivo cervico-vaginale o endouterino; il passaggio di agenti patogeni oltre la barriera cervicale, infatti, può indurre una reazione infiammatoria in grado di determinare la rottura delle membrane , la dilatazione cervicale e di stimolare le contrazioni uterine. I microrganismi maggiormente coinvolti in questo processo sono: Neisseria Gonorrea, Streptococco ß emolitico, Vaginosi batterica, Micoplasma-ureaplasma, Chlamydia Tracomatis, Anaerobi.
Aspetti clinici: cerchiamo di riconoscerlo.
Minaccia di Parto Pretermine
La
minaccia di PP comprende quelle circostanze per le quali è verosimile che possa
iniziare un travaglio di parto, e cioè la comparsa di attività contrattile
uterina, percepita dalla donna come dolorosa o non dolorosa, o la comparsa di
crampi di tipo mestruale fissi o intermittenti in regione sovrapubica, dolore
lombo-sacrale, soprattutto in
presenza di uno o più fattori di rischio. ponete molta attenzione a questi
sintomi e recatevi al più presto dal vostro ginecologo di fiducia o in
Ospedale.
Travaglio di Parto Pretermine
Per
travaglio di parto pretermine si intende, invece, l’insorgenza di un normale
travaglio prima della 37ª settimana di gravidanza, con attività contrattile
uterina regolare e dolorosa, modificazioni progressive della cervice uterina,
rottura delle membrane ed eventuale nascita del feto.
Tenete
presente che in una grande percentuale di casi i sintomi che lo precedono
possono essere veramente molto scarsi.
Ricordiamo
che il parto pretermine non comporta rischi per la madre mentre può determinare
rischi per il feto in relazione
all'epoca gestazionale particolarmente quando quest'ultima è inferiore alle
34 settimane; viceversa il parto dopo la 36^ settimana è considerato abbastanza
sicuro per il feto se non esistono altre patologie concomitanti ed il suo
sviluppo è regolare.
Il
parto pretermine evolve analogamente al parto a termine ma ha
generalmente un decorso più breve assumendo talvolta le caratteristiche del
parto precipitoso. Il secondamento (espulsione della placenta), il post-partum
ed il puerperio decorrono regolarmente.
Cause Iatrogene
Talvolta
si rende necessario ricorrere ad un parto prematuro per motivi medici
nell'interesse materno o fetale o di entrambi.
Compromissione del benessere fetale: questa sfortunata evenienza obbliga a
scegliere tra i rischi legati alla prematurità e i rischi legati ad un
peggioramento delle condizioni intrauterine del feto come in caso di :
Compromissione delle condizioni cliniche materne: preservare la salute o addirittura la possibilità di sopravvivenza della madre può voler dire decidere di far nascere molto prima del termine il feto, come ad esempio in caso di:
Prevenzione del Parto
Pretermine
Nonostante l’uso diffuso dei tocolitici (farmaci che inibiscono l’attività contrattile uterina), la percentuale dei Parti Prematuri non è diminuita negli ultimi 20aa.
E’ difficile distinguere una minaccia di parto pretermine da un Parto Prematuro in atto.
Molte donne hanno attività uterina nel III trimestre, ma più della metà partotirà a termine!
E’ importante quindi
poter distinguere tra le donne sintomatiche, quelle veramente a rischio di Parto
Prematuro, soprattutto al fine di selezionare quelle pazienti che non
necessitano di ricovero e terapia
tocolotica con successivo riposo a letto e sospensione dell’attività
lavorativa.
PRINCIPALI TEST DI SCREENING PER IL RISCHIO DI PARTO PRETERMINE
Attraverso l’ecografia possiamo predire, meglio che con la visita, il rischio di Parto Prematuro; l’esame viene eseguito con la sonda trans-vaginale, a vescica vuota e fornisce informazioni sulla lunghezza del collo e sulla presenza del Funneling, cioè di uno svasamento ad imbuto dell’orifizio uterino interno.
Nel caso di
pazienti sintomatiche e cioè con minaccia di parto pretermine il dato cervicale
risulta particolarmente importante, infatti una cervice > 30 mm, e
l’assenza di Funneling è a basso rischio di parto pretermine.
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Si tratta di una Glicoproteina che agisce da collante tra la decidua materna e le membrane amniotiche; il suo ritrovamento nelle secrezioni vaginali, prelevate mediante un semplice tampone vaginale, dopo la 22ª costituisce un sensibile marker di scollamento delle membrane amniotiche dalla parete dell’utero con rischio di parto pretermine. Un valore negativo del test ci permette di escludere le pazienti non a rischio.
La presenza di processi infettivi, di sangue o di lubrificanti utilizzati per la visita, possono alterare il risultato di questo esame.
Il test alla Fibronectina è quindi un test non invasivo che consente di individuare i soggetti a rischio di Parto Pretermine, una diagnosi precoce quando associata ad altri elementi quali la dilatazione cervicale ed il reperto ecografico del collo uterino: nel caso di una dilatazione > 3 cm, infatti, la diagnosi di travaglio pretermine è certa; se la dilatazione è inferiore ai 3 cm, invece la diagnosi è incerta e possono essere utili sia la ricerca di fibronectina sia la valutazione della lunghezza cervicale : se la fibronectina risulta positiva e la cervice < 3 cm di lunghezza la diagnosi di travaglio è confermata.
Le
Terapie
Il problema risulta
tutt'oggi particolarmente complesso e delicato. Come abbiamo già accennato sono
i tocolitici i farmaci maggiormente utilizzati nel tentativo di inibire
l'attività contrattile uterina anche se numerosi studi non hanno dimostrato
significativi risultati. ITaluni hanno anche utilizzato farmaci antinfiammatori
non steroidei (FANS, inibitori delle prostaglandine), ma il loro impiego è
discutibile.
Il vero successo sul fronte degli esiti perinatali è legato alla
somministrazione di cortisonici con lo scopo di indurre la maturazione polmonare
fetale tra la 24ª e la 34ª settimana di gestazione: queste terapie
insieme al grande progresso nell'ambito dell'assistenza neonatale hanno
notevolmente migliorato la prognosi di bambini nati prima del termine.