Nuova TECNICA CHIRURGICA per il PROLASSO VAGINALE

CERCHIAMO DI CHIARIRE COSA SI INTENDE PER  PROLASSO VAGINALE.
Quando parliamo di un organo prolassato parliamo di un suo dislocamento al di fuori della sede naturale. Il PROLASSO VAGINALE consiste nella discesa verso il basso e talvolta fuori dall’introito vaginale di una o più strutture pelviche. Esso può infatti interessare la vescica (CISTOCELE), il retto (RETTOCELE), l’utero (ISTEROCELE o PROLASSO UTERINO) in combinazioni e livelli di gravità differenti.

cistocele e prolasso genitale

Nell’immagine prolasso genitale femminile con importante discesa della vescica (cistocele di 3° grado)

 SINTOMI DEL PROLASSO VAGINALE
La prima percezione è la sensazione di un ingombro fastidioso a livello della vagina che talvolta si accompagna alla sensazione tattile di qualche cosa che esce dall’apertura vaginale particolarmente la sera o dopo uno sforzo talvolta anche lieve oppure quando si va in bagno o dopo essere state parecchio tempo in piedi. Nei casi più gravi (3° grado) la percezione è netta ed anche visiva: gli organi prolassati trascinano le mucose vaginali fuori della vagina ed il disagio è notevole. Particolarmente quando è coinvolta la vescica posso insorgere e coesistere sintomi urinari come incompleto svuotamento (ritenzione), incontinenza (perdita involontaria di urine), infezioni ricorrenti delle vie urinarie, ostruzione acuta.
La beanza (apertura) dell’introito vaginale ed il contatto delle mucose con l’ambiente esterno predispongono a fenomeni infiammatori e distrofici cronici.

 FATTORI DI RISCHIO PER IL PROLASSO GENITALE FEMMINILE

Generalmente vengono considerate cause predisponenti:

  1. fattori eredo-familiari (predisporrebbero ad una eccessiva fragilità dei legamenti pelvici);
  2. il numero delle gravidanze e dei parti, il peso dei neonati (un prolasso può insorgere talvolta anche in gravidanza), eventuali lacerazioni del perineo;
  3. l’età e la menopausa (deficit di estrogeni);
  4. l’obesità e la vita sedentaria;
  5. un eccessivo uso del “torchio addominale” (sforzi eccessivi prolungati anche talvolta legati a costipazione cronica);
  6. precedente intervento di isterectomia radicale;
  7. utero retroverso.

INCIDENZA, RILEVANZA DEL PROBLEMA

Il prolasso genitale è sicuramente una condizione altamente invalidante che importanti implicazioni psicologiche e sessuologiche. Talvolta si può accompagnare a deficit di continenza (urinaria e fecale). E’ più frequente nelle donne di razza bianca; incide meno in quelle di razza asiatica e nera. incide particolarmente dopo i 50aa ma non è infrequente il riscontro anche in donne più giovani. La forma più diffusa è il prolasso vescicale (cistocele), seguito dal prolasso uterino ed in ultimo da quello rettale (rettocele).

chirurgia del prolasso vaginale

Correzione chirurgica del prolasso vaginale con posizionamento del sistema Perigee™

LA TERAPIA DEL PROLASSO VAGINALE: UN MODERNO APPROCCIO CHIRURGICO
Le tecniche chirurgiche fino ad oggi adottate si basano principalmente sulla ricostruzione del pavimento pelvico usando le strutture fasciali preesistenti; questo tipo di approccio è effettuato prevalentemente per via vaginale ed è associato speso all’isterectomia.
Ma proprio l’utilizzo di queste strutture “native” spesso deboli, può esporre la paziente a rischio di recidiva che secondo le diverse casistiche presenti in letteratura può oscillare tra il 5 ed il 30 % delle pazienti operate.
E’ per questo motivo ed anche per rendere l’intervento più semplice e meno traumatico che si è pensato all’utilizzo di materiali protesici (reti) che possano garantire una lunga tenuta e non richiedano la contestuale asportazione dell’utero.
Questi materiali consentono di riparare sia i prolassi della parete anteriore che di quella posteriore della vagina; il tempo dell’intervento è più breve rispetto alla chirurgia classica e consente da dimissione precoce e la ripresa delle normali attività in tempi abbastanza brevi. Nella figura qui a fianco vedete l’applicazione di una rete (Perigee
™) a livello della parete vaginale anteriore.

Costituiscono una controindicazione a questo tipo di intervento lo stato di gravidanza, la presenza di infezioni evidenti o latenti; l’intervento non è indicato per la correzione dell’incontinenza urinaria da sforzo. Una futura gravidanza andrebbe attentamente discussa.

PROBLEMATICHE APERTE SULL’USO DELLE PROTESI

  • tollerabilità dei materiali a lungo termine;
  • possibile insorgenza di decubiti (lesioni tissutali da compressione).

PREVENZIONE
Una prevenzione è certamente possibile combattendo ad esempio l’obesità, la costipazione e la bronchite cronica (fumo di sigaretta) ma particolare attenzione deve essere posta al momento della gravidanza, del parto e del post-partum. Vanno evitati un prolungato impegno della testa fetale al piano perineale, la nascita per via vaginale di feti macrosomi (peso > 4000 gr), importanti lacerazioni vulvo-vaginali. Dopo ogni parto la puerpera dovrebbe essere sensibilizzata a segnalare eventuali episodi di incontinenza urinaria e dovrebbe essere incoraggiata ad effettuare una ginnastica perineale per tonificare il pavimento pelvico.

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Dott. Filiberto Di Prospero
Specialista in Ginecologia e Ostetricia, Endocrinologia e Metabolismo. Direttore dell’Unità di Endocrinologia Ginecologica presso l’Ospedale Santa Lucia di Civitanova Marche 62012. Visita a Civitanova Marche (Macerata), Milano e Roma. Prenotazioni tel. +39 337 634491 Numero Verde (rete fissa) 800131014
Dott. Filiberto Di Prospero

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  63 comments for “Nuova TECNICA CHIRURGICA per il PROLASSO VAGINALE

  1. Del Monaco Paola
    13 novembre 2013 at 17:48

    Ho subito un intervento per un prolasso della vescica, ma dopo 10 giorni mi sembra di sentire ancora qualcosa in vagina, dietro la rete di contenimento, che, se spingo si ritrae. Che significa questo? Ho cercato di non fare sforzi, ma qualche piegamento l’ ho fatto e anche le scale in casa, forse è dipeso da questo o è normale? Oppure c’è qualcosa che non ha funzionato?

    • Dott. Filiberto Di Prospero
      Dott. Filiberto Di Prospero
      17 novembre 2013 at 15:05

      Gent.ma, la cosa migliore è che lei faccia una visita di controllo. Difficile infatti dare una spiegazione alla sintomatologia che riferisce senza una visita.

    • Dott. Filiberto Di Prospero
      Dott. Filiberto Di Prospero
      19 dicembre 2013 at 22:59

      Gent.ma Paola, da quello che scrive si deduce che lei abbia fatto recentemente una ricostruzione protesica del pavimento pelvico anteriore per prolasso della vescica. Sono sempre più numerosi gli interventi chirurgici condotti con questa tecnica e dopo di essi è molto importante seguire delle regole igieniche, dietetiche e comportamentali. Per me purtroppo è impossibile dare un parere sulla sua percezione tattile locale..

  2. Nobile Paola
    15 novembre 2013 at 17:13

    Gentilissimo Dottore,
    vorrei esporle il mio problema. Mia mamma è stata sottoposta ad un intervento chirurgico per prolasso alla vagina durante il quale le hanno applicato una rete di sostegno. Secondo i medici da cui è stata ripetutamente visitata dopo l’operazione, l’intervento è riuscito bene, ma lei continua ad avvertire una fastidiosa sensazione di peso che la debilita negli spostamenti. Mia mamma all’età dell’intervento aveva 74 anni, è di costituzione minuta ed è una persona piuttosto attiva e giovanile che fatica a stare ferma. E’ possibile fare qualcosa? Un intervento del genere può essere ripetuto per applicare una rete meno rigida?
    La ringrazio.
    Un cordiale saluto,
    Paola Nobile

    • Dott. Filiberto Di Prospero
      Dott. Filiberto Di Prospero
      17 novembre 2013 at 15:14

      Gent.ma Paola, non so a quando risale l’ultima visita di controllo. Se è stata fatta recentemente ed i medici affermano che tutto è andato bene credo si possa escludere un problema protesico.

    • Dott. Filiberto Di Prospero
      Dott. Filiberto Di Prospero
      19 dicembre 2013 at 23:11

      Gent.ma, un reintervento se necessario, è certamente possibile anche se dovrebbe essere gestito da un chirurgo particolarmente esperto. La chirurgia protesica (con reti) del prolasso vaginale ha consentito di avere importanti risultati nel prolasso vaginale ed uterino ma non è certamente scevra da rischi.

    • 13 gennaio 2016 at 10:07

      Ci sono alternative a queste reti dal momento in cui spesso creano infezioni, irritazioni, erosioni e recidività? io sono stata una prima volta di cistopessi. subito dopo ho avuto problemi di prolasso uterino di 3 grado ed operata. ora la rete vescicale ha provocato erosione con conseguente ematuria.

  3. rosa vitali
    18 dicembre 2013 at 17:08

    Getilissimo Dottore dovrei essere operata del prolasso vaginale.nell’attesa mi devono mettere il cerchiaggio vorre informaziosi su questa cosa…premetto che non sono mai stata operata e nemmeno in ospedale per patologie tranne i 2 parti.Grazie

    • Dott. Filiberto Di Prospero
      Dott. Filiberto Di Prospero
      19 dicembre 2013 at 23:21

      Le cause del prolasso vaginale sono diverse e tra queste certamente il numero dei parti può essere considerato un fattore favorente. Molto importanti sono pure fattori genetici, patologie, alterazioni della posizione uterina (retroversione) che causano un’anomala distribuzione delle forze di pressione endoaddominali. il pessario vaginale è una soluzione temporanea in attesa dell’intervento; è di diverse misure e quindi è necessaria la prescrizione medica e normalmente è proprio il medico che provvede ad inserimento e rimozione.

  4. Sara Liccardi
    19 giugno 2014 at 10:12

    Spettabile Dottore,
    mia madre si è sottoposta ad una operazione, nel novembre scorso, durante la quale le hanno inserito una rete x sostenere la vescica in seguito ad un prolasso vaginale di 3° grado. Durante e dopo l’operazione ci sono state diverse complicanze: emorragia dovuta a un ematoma comparso in seguito all’ aver toccato con l’ago utilizzato x l’operazione una vena importante di cui non sto qui a dirLe il nome visto la mia ignoranza in materia, diverse trasfusioni di sangue x averne perso parecchio, febbre alta, diabete alle stelle, catetere che si otturava di continuo…un calvario! A distanza di 3 4 mesi ( dicitura del Dottore che l’ha operata) una forte tosse, lo sforzo di quest’ultima le ha portato di nuovo ad una abbassamento della vescica…morale della favola dopo nemmeno 5 6 mesi mia madre di 56 anni (quindi abbastanza giovane nella ripresa di un’operazione a detta di molti semplice) ha di nuovo questa vescica abbassata. La sente non solo quando compie determinati movimenti ma proprio al tatto. E’ possibile che dopo tutto questo non sia riuscita l’operazione???e nel caso cosa bisogna fare???sarei lieta di avere una sua consulenza non solo telematica ma di persona frequentando spesso le Marche. Se Mi potrà rispondere La ringrazio posticipatamente.
    Cordiali Saluti.

    • Dott. Filiberto Di Prospero
      19 giugno 2014 at 16:59

      Gent.ma, la riparazione protesica (reti) del pavimento pelvico non è affatto una cosa semplice e richiede ottime conoscenze anatomiche ed addestramento. Prima di decidere per un reintervento bisogna valutare bene le condizioni attuali e la dinamica delle complicazioni post-operatorie. Certamente quindi sarebbe preferibile una visita ginecologica con contestuale ecografia pelvica.

  5. giorgia
    3 ottobre 2014 at 18:36

    sono stata operata di cistopessi correzione colpocele anteriore con duplicazione fasciale.
    e possibile che dopo 10 giorni da l’intervento ho sanguinamento proprio rosso.
    Puo essere qualche punti che sono saltati’
    Aspetto una sua risposta e ringrazio.

    • Dott. Filiberto Di Prospero
      13 ottobre 2014 at 17:40

      Gent.ma Giorgia, dopo un recentissimo intervento di riparazione del pavimento pelvico di CISTOPESSI piccoli macchie di sangue possono vedersi sulla biancheria intima ma solitamente sono molto scarse e non persistenti. La cosa migliore comunque è sempre quella di fare un controllo ginecologico nel centro dove è stata operata o presso il suo ginecologo di fiducia.

    • Dott. Filiberto Di Prospero
      5 novembre 2014 at 19:27

      Piccoli sanguinamenti dopo un intervento vaginale possono essere presenti e durare anche alcuni giorni. Sulla base però del fatto che ha notato del sangue rosso vivo le consiglio di chiedere una visita ginecologica presso il centro dove è stata operata.

  6. carla
    26 ottobre 2014 at 11:30

    Buongiorno caro Dottore è possibile che il prolasso della vescica si stacchi e ne cade fuori ? Penso che mi dovrò operare perche sta molto giù.La ringrazio

    • Dott. Filiberto Di Prospero
      5 novembre 2014 at 19:14

      Gent.ma Carla forse parlando di distacco le intende riferirsi ad un improvviso peggioramento del prolasso vescicale tanto da percepirlo fuori della vagina. In tal caso indubbiamente l’intervento sarebbe fortemente raccomandato.

      • giuliana
        22 novembre 2014 at 16:43

        buongiorno dottore sono stata operata di cistopessi 4 giorni fa è normale avere perdite di urina con un po di sangue?la ringrazio

        • Dott. Filiberto Di Prospero
          14 dicembre 2014 at 9:31

          Nell’immediato post operatorio della cistopessi piccole perdite di urina o di sangue possono essere normali; il sintomo comunque dovrebbe progressivamente scomparire. Si consulti comunque con il suo curante.

  7. monica
    20 novembre 2014 at 14:29

    Buongiorno, mi hanno appena diagnosticato istorocele di 3° grado, il dottore mi ha detto che se voglio provare a rimanere incinta di non fare nulla pero continuero a peggiorare, gli ho chiesto se potevo fare l intervento con la rete per poi provare la gravidanza, solo per salvare l’utero me lo ha sconsigliato, e mi ha fissato solo una vistia di controllo per l’anno prossimo. Poi mi ha detto si valuta di salvarlo o meno ma non con la rete ma conun operazione con dei perni legati alle costole e poi niente gravidanza, ma lui e piu per estrazione e plastica , ma dopo anche i rapporti con il compagno non cambia qualcosa? non e sempre meglio salvare il salvabile?

    • Dott. Filiberto Di Prospero
      14 dicembre 2014 at 9:36

      Generalmente in una donna giovane desiderosa di gravidanza si evita l’uso di protesi nella correzione del prolasso genitale.

  8. Alessandra
    22 novembre 2014 at 15:34

    Buongiorno dottore. Vorrei chiederle una cosa.
    Settimana scorsa ho avuto una cistite curata con l’antibiotico, ora sto meglio ma a tratti ho ancora come la sensazione di dover fare pipì. Non ho dolori di alcun genere, tuttavia eseguendo un autopalpazione interna, in fondo alla vagina mi è sembrato di sentire la cervice, non sono un’esperta quindi non posso dirlo con certezza ma dopo essermi documentata un pochino credo si tratti proprio di questa. Mi chiedo è possibile che si tratti di un prolasso uterino? Ho 40 anni , non ho figli, una regolare vita sessuale e fino ad oggi non ho mai sofferto di problemi particolari. A parte una ectopia che ho bruciato quando avevo 25 anni. Ho già fissato una visita dal ginecologo ma vorrei avere dei chiarimenti anche prima se è possibile. grazie.

    • Dott. Filiberto Di Prospero
      14 dicembre 2014 at 9:33

      Gent.ma, sentire digitalmente la cervice non è indice diretto di prolasso, particolarmente quando come nel suo caso sembra sia stata percepita profondamente. Dopo un episodio di cistite, particolarmente se i sintomi non sono completamente scomparsi, sarebbe bene comunque verificare l’esame urine e l’urinocoltura.

      • Rosa
        12 marzo 2015 at 22:31

        Buona sera, ho 48 anni e due gravidanze avute a 35 e 40 anni. Subito dopo il secondo parto ho avuto un prolasso dell’utero che oggi è di terzo grado. Diversi ginecologi mi hanno consigliato l’intervento chirurgico e ora mi sono decisa a farlo anche se vorrei aspettare la menopausa. Quale tipo di intervento dovrei fare? Non ho problemi alla vescica o almeno per il momento. E’ consigliabile asportare interamente l’utero? potrei farlo con la laparoscopia? Mi può dare un consiglio? Sinceramente sono un po’ preoccupata….

        • Dott. Filiberto Di Prospero
          5 aprile 2015 at 17:16

          se si tratta di dover correggere un prolasso uterino o delle pareti vaginali oggi normalmente il problema viene affrontato con interventi chirurgici per via vaginale. Attualmente quando possibile si tende a conservare l’utero perché ha importanti funzioni fisiologiche anche dopo la menopausa; bisogna vedere se ci sono le condizioni permittenti.

  9. nadia
    18 marzo 2015 at 16:25

    Gent dott, ho 44 anni, 13 giorni fs sono stata operata per prolasso della vescica, mi e’ stata inserita la rete. Ad oggi ho ancora qualche perdita marroncina e perdita di pipi. Alla dimissione il dott che mi ha operato mi ha detto che e’ andato tutto bene,però non mi ha detto quanto devo aspettare per riprendere una vita normale, tipo passeggiare,avere rapporti sessuali, guidare….io per ora sono ancora a riposo..,ma e’ un po’ deprimente…ho la visita di controllo tra 15 giorni….mi darebbe qualche dritta??? Ringraziandola dell’ attenzione e di una sua gentile risposta,le porgo i più cordiali saluti…..Nadia.

    • Dott. Filiberto Di Prospero
      5 aprile 2015 at 17:12

      Gent.ma piccole perdite ematiche scure sono abbastanza frequenti nei primi giorni che seguono l’intervento chirurgico. riguardo ai tempi di convalescenza questi sono dipendenti dalla tipologia dell’intervento stesso e quindi sarebbe opportuno che si rivolgesse al chirurgo che l’ha operata. regole igieniche come evitare sforzi, la stipsi, l’obesità sono valide in tutti i casi.

  10. raffaele c
    25 marzo 2015 at 20:51

    Buon giorno dottore.Scrivo per mia moglie operata gia’ anni fa’ nel 2002 dopo due parti uno nel 1993 e l’altro 1997.Causa una ciste alle ovaie di circa cinque centimetri e mezzo.Il prolasso era presente gia’ dopo il primo parto.Quindi operata 2002 con asportazione di utero e ovaie e ‘plastica’ al prolasso.Lavora come assistenza anziani in una casa di riposo.Gia’ in convalescenza il prolasso si era ripresentato.Il lavoro certamente non l’aiuta.Ora avrebbe intenzione a 59 anni di operarsi di nuovo.Visto che la pensione le si e’ allontanata di sei sette anni e il lavoro e’ sempre quello: cosa ci consiglia che tipo di operazione: il prolasso e’ di terzo grado e la convalescenza come si dovrebbe attuare visto l’incubo di non fare sforzi e il lavoro incalza….Grazie Raffaele e Anna.

    • Dott. Filiberto Di Prospero
      5 aprile 2015 at 17:09

      Gent.mo, se ho ben capito si tratta di un prolasso della cupola vaginale in una paziente. Si tratat certamente di un intervento complesso considerando anche che sua moglie ha già fatto un intervento di “plastica”. Spesso in questi casi vengono usate delle protesi ma ovviamente la decisione parte sempre dalla valutazione clinica diretta.

      • 13 gennaio 2016 at 10:33

        Quali sono le complicanze di un reintervento, dal momento in cui ne ho fatti due. 2012.2014. Plastica vaginale anteriore, e posteriore. Quali sono le complicanze post-operatorie per rimuovere la rete di prolene vescicale? In attesa di una Vs risposta. distinti saluti

  11. Derna
    12 luglio 2015 at 15:08

    Buon giorno Dottore, vorrei un consiglio da Lei, sento di avere un processo dell`utero..prima avevo delle piccole perdite giallastro..poi questo inverno mi sono presa l’influenza con una forte tosse durata diverse settimane..e mi sono sentita scendere qualche cosa, ma ora al minimo sforzo o inchino mi esce il utero..ho preso appuntamento x visita ginecologica è x il 2 settembre..io ho 64 anni, 1 figlio di 45.cosa debbo fare? Grazie mille per la sua risposta. Distinti saluti Derna.

    • Dott. Filiberto Di Prospero
      2 agosto 2015 at 12:14

      Gent.ma Derna, la cosa migliore da fare nell’attesa della visita e con il sospetto di prolasso utero – vaginale è evitare sforzi importanti e la stipsi. la visita ginecologica senz’altro chiarirà la situazione.

  12. Patricia
    13 luglio 2015 at 16:32

    Salve, io la contatto per avere un consiglio.
    Ho 29 anno e il 24/6 ho partorito il mio secondo figlio, in seguito al parto ho dei problemi ad andare in bagno sento molto dolore e una presione nella zona perianale, inoltre durante la gravidanza mi é stato detto che avevo un leggero prolasso. Durante la gravidanza mi sono fatta seguire in un consultorio familiare ho provato a fissare un appuntamento di controllo ma me lo hanno dato per settembre, al momento riesco ad evacuare solo aiutandomi ed per me é una situazione molto difficile. Vorrei un consiglio su uno specialista a Milano a cui rivolgermi. Grazie

    • Dott. Filiberto Di Prospero
      2 agosto 2015 at 12:09

      Gent.ma, la gravidanza purtroppo uno dei fattori predisponenti al prolasso genitale. il fatto che lei debba aiutarsi credo manualmente per effettuare la defecazione potrebbe indicare che il prolasso vaginale abbia anche una componente rettale posteriore. nell’attesa della visita ginecologica che potrà senz’altro chiarire la situazione le consiglio di evitare assolutamente la stipsi (stitichezza) per evitare un eventuale ulteriore peggioramento.

  13. Milka
    21 agosto 2015 at 16:16

    Caro Dott anzitutto scusate il mio italiano, sono straniera di origine cuba, 19 mesi fa ho avuto una gravidanza gemellare, dopo il parto ho una incontinenza forte mi scapa solo di far vedere l acqua, e ha volte in mezzo alla via scusate se mi spiego in questo modo ma vorrei avere un suo parere, qualche giorno fa ho notato propio come se ĺ utero fosse fuori e quando mi lavo sento un qualcosa di duro fuori le mie parte, penso sia un prolasso, ma non sono troppo giovane ho solo 38 anni, lei pensa che e quello? In più mi sento molto stanca e i piedi gonfi, brucciore e dolore, ogni volta che alzo mio figlio sento tropo peso e se sono all impiedi più del dovuto sto male, mi fa male anche le spalle
    , grazie mille se mi puoi rispondere. Buona giornata

    • Dott. Filiberto Di Prospero
      25 agosto 2015 at 20:20

      E’ chiaro che solo una visita ginecologica può chiarire se lei ha un prolasso della vagina o dell’utero. L’incontinenza urinaria è purtroppo un fenomeno molto frequente dopo il parto ma ci sono terapie e talvolta anche una semplice ginnastica perineale può aiutare.

  14. Trudo Tullia
    26 dicembre 2015 at 18:42

    Salve dottore,
    Ho 49 anni e scrivo dalla provincia di Latina,vorrei un consiglio ho un prolasso dell’utero di secondo grado con abbassamento della vescica e del retto senza avere perdite urinarie.Il mio ginecologo mi ha consigliato di fare l’isterectomia.Innanzitutto mi può consigliare una struttura affidabile per fare l’operazione?Nel periodo che precede l’intervento posso continuare ad sollevare pesi di modesto carico?E dopo l’operazione è possibile?
    Grazie per l’aiuto
    Saluti

    • Dott. Filiberto Di Prospero
      3 gennaio 2016 at 12:27

      Norme igieniche come l’evitare di sollevare pesi eccessivi o fare comunque sforzi (stipsi ostinata compresa…) sono importanti sia prima che dopo l’intervento. L’eventuale decisione di asportare l’utero nel corso di interventi per prolasso genitale è frutto di valutazioni cliniche e scelte tecniche del chirurgo.

      • 22 febbraio 2016 at 11:20

        Gent dott.10 giorni fa sono stata operata di isterectomia vaginale totale, mentre mi operavano l’utero la vescica ha ceduto, e il ginecolo mi ha dovuto alzare la vescica . Io vorrei sapere quanti giorni di riposo ci vogliono.E se posso scendere le scale . grazie Anna 55

  15. Maria Rosa
    11 gennaio 2016 at 22:11

    Salve dott., mia madre deve essere operata per il prolasso dell’utero e sistemazione della vescica. Per chi ha un fegato con Gilbert, ci possono essere complicazioni? Ci sono precauzioni che si possono adottare? La ringrazio anticipatamente per la sua cortese risposta, cordiali saluti.

  16. margherita
    29 gennaio 2016 at 8:57

    buongiorno ho subito un isterectomia 16 anni fa con la sospensione della vescica x incontinenza urinaria , da poco mi sono accorta che ho quacosa che quasi mi fuoriesce dalla vagina..se non ho piu l,utero….cosa puo essere grazie…

  17. Rosa
    14 febbraio 2016 at 20:07

    Buona sera dottore, sono una donna di 49 anni, con due gravidanze a termine seguite da due parti naturali a 35 e 40 anni. Ho allattato al seno entrambi i miei bambini e non ho mai fumato. Premetto che nella mia famiglia non ci sono stati casi di tumori all’utero o all’ovaio ma solo un caso di tumore al seno di mia nonna in tardissima età. Le ho già scritto alcuni mesi fa per alcuni consigli sul mio prolasso dell’utero di terzo grado ed un prolasso della vescica di secondo grado che si sono verificati dopo il secondo parto. Dopo una lunga situazione di disagio, ho deciso di operarmi e mi sono rivolta ad un ginecologo oncologo (mi è stato consigliato da una mia amica ostetrica), esperto di interventi in laparascopia. Sono stata operata il 18 gennaio 2016 in laparascopia e prima dell’intervento, questo ginecologo, senza che ci fosse alcun problema se non quelli sopra indicati (prolasso di utero e vescica) mi ha consigliato un intervento di isterectomia subtotale con ASPORTAZIONE DI ENTRAMBE LE OVAIE E TUBE (completamente sane). Al pre-ricovero, anche la dr.ssa della clinica dove sono stata operata, mi ha dato lo stesso consiglio cioè di togliere entrambe le ovaie e tube (completamente sane) ma, alla mia richiesta, di ricevere un valido consiglio sul da farsi, La stessa su due piedi mi ha detto che era meglio toglierle per la mia salute. Ho firmato accettando anche l’asportazione delle ovaie, pensando in quel momento di aver fatto la cosa giusta. Dopo l’intervento, il mio medico di famiglia, invece mi diceva che le ovaie non vanno mai tolte se sono sane per la loro azione benefica, per gli ormoni che secernano nell’organismo della donna. Da ricerche fatte, ho avuto la conferma di quanto asserito dal mio medico di famiglia: LE OVAIE NON ANDAVANO ASSOLUTAMENTE ASPORTATE ed io inconsciamente ho dato il mio consenso, su consiglio del ginecologo e della ginecologa nel pre- ricovero. Assurdo!!! Non riesco a capire perché sia successo tutto questo!!! Perché due ginecologi che conoscono bene le funzioni delle ovaie, mi hanno consigliato di toglierLe anche se erano sane? Non riesco a capire. Sono in una situazione di profondo sconforto e di tristezza e ogni giorno che passa non faccio altro che pensare a tutto quanto mi è successo. Ho permesso che ciò accadesse perché ho avuto fiducia in questi due medici. Sono molto arrabbiata nei loro confronti perché non mi hanno messo al corrente dell’azione benefica delle ovaie anche in menopausa, perché mi hanno parlato solo della elevata possibilità di avere in futuro un tumore. Vorrei denunciarli entrambi, vorrei denunciare anche il sistema sanitario nazionale che permette di asportare ovaie sane, intervento che NON DOVREBBE ESSERE CONSENTITO se la donna ha solo prolassi. Perché ciò è stato possibile? Perché questi i ginecologi mi hanno consigliato l’asportazione delle ovaie? Ci sono guadagni maggiori per i due professionisti ginecologi nel caso in cui alla isterectomia subtotale si aggiunge anche annessiectomia totale?
    La ringrazio per la Sua risposta, cerco conforto in qualcuno che mi possa aiutare e con la consapevolezza che nessuno più mi potrà ridare le mie ovaie sane.

  18. Giorgia
    27 marzo 2016 at 8:19

    Buongiorno io sono stata operata da pochi giorni mi è stata tolta una sling perché l’intervento precedente era andato male.alla vescica secondo lei quali danni ci potrebbero essere?

  19. Anna
    22 aprile 2016 at 11:07

    Buongiorno Dottore ,ho 50 anni ,tre anni fa circa sono stata operata di isterectomia tot e cistopessi,ho una vescica iperattiva,ora ho fatto un controllo urgente dal ginecologo ,mi ha riscontrato una modesta incontinenza ,e cistocele primo grado.sto prendendo tiobenac integratori ,betmiga l ho sospeso perché non faceva più effetto .sono molto ansiosa ,ho paura di subire un altro intervento chirurgico.dopo l intervento ho provato anche stimolazioni vaginali per la pavimentazione pelvica.nessun successo.ho paura che mi ceda la vescica 3 grado .grazie se può gentilmente tranquillizzarmi o suggerirmi tutto ciò che possa fare per rasserenarmi. Isterectomia era per prolasso utero e vescica da parti .

    • Dott. Filiberto Di Prospero
      3 maggio 2016 at 9:23

      Nel suo caso bisogna distinguere quelli che sono i sintomi urinari della “vescica iperattiva” che normalmente vengono affrontati con terpia medica (compresi eventualmente degli estrogeni locali se non controindicati) e quella che da quanto sembra le ha detto il ginecologo è una minima recidiva (I° grado). Una buona strategia per la ginnastica perineale e l’osservazione di alcune regole igieniche come evitare la stipsi, gli sforzi eccessivi, l’obesità.

  20. grazia
    28 aprile 2016 at 16:44

    Gentile Dottor Di Prospero,
    cosa si può realmente fare per dare un sostegno a un cistocele tra il secondo e terzo grado? i Kegel aiutano? E’ proprio ineluttabile l’intervento con le reti? Non è stato trovato nulla di più ‘gentile’ ? Grazie per una Sua gradita risposta. Grazia

    • Dott. Filiberto Di Prospero
      3 maggio 2016 at 9:11

      Un cistocele di secondo-terzo grado comincia solitamente ad essere sintomatico e merita quindi la valutazione di una strategia terapeutica. L’intervento di riparazione con le reti non è affatto ineluttabile ma molto dipende dalle condizioni della fascia, cioè dei suoi tessuti connettivi.

  21. Rosa D'Anna
    2 maggio 2016 at 22:08

    Buonasera dottore, le scrivo per sottoporle il mio problema, ho 48anni e a maggio scorso sono stata operata di uretropessi, ho avuto qualche beneficio ma ho cistite ricorrenti, sensazione di peso e a volte ho perdite urinarie, appena percettibili, ma ci sono, mi hanno consigliato di fare ginnastica pelvica, le chiedo se è indicata o potrei peggiorare la cosa? La ringrazio anticipatamente e le faccio i miei complimenti per la gentilezza e la semplicità con cui rassicura le persone che si rivolgono a lei.

    • Dott. Filiberto Di Prospero
      3 maggio 2016 at 9:04

      Gent.ma, la ringrazio per la sua stima. Riguardo la ginnastica pelvica che se condotta con regolarità può contribuire al buon esito dell’intervento chirurgico; il mio consiglio è di farsi sempre seguire comunque anche durante questi esercizi da una persona esperta sul pavimento pelvico.

  22. patrizia
    11 giugno 2016 at 8:47

    buongiorno dottore,vorrei sottoporle il mio problema,ho 38 anni e ho avuto una sola gravidanza 15 anni fa col bambino che pesava 3,980,dopo un anno ho saputo di avere un prolasso uterino,avendo desiderio di un’altra gravidanza non ci ho pensato dopo 5 anni abbiamo deciso di provare ad avere un’altro figlio ma senza risultati e senza sapere perchè visto che mi hanno detto che mio marito ne io non abbiamo problemi l’unica cosa era il mio prolasso che negli anni è diventato grave,cosiì l’anno scorso ho subito un’intervento modificato di prolasso anteriore e posteriore.Ad oggi mi hanno detto di non poter avere un’altra gravidanza perchè rischioso.
    Vorrei sapere la sua opinione .La ringrazio anticipatamente per la sua attenzione,aspetto una sua risposta.Patrizia

    • Dott. Filiberto Di Prospero
      13 giugno 2016 at 23:37

      Gent.ma, si tratta di un argomento senz’altro molto delicato. Certamente la gravidanza ed il parto incidono negativamente sulla statica pelvica; in soggetti predisposti possono infatti facilitare il prolasso genitale ed in pazienti già operate il fallimento di pregressi interventi di riparazione del pavimento pelvico. Qualora questi ultimi siano stati condotti con l’utilizzo di reti protesiche il parto vaginale potrebbe presentare anche delle complicazioni e viene fortemente sconsigliato.

  23. FIAMMETTA
    15 giugno 2016 at 7:27

    Buongiorno dottore … ho 47 anni .. Nel lGiugno 2003 ..sono stata operata per un prolasso dell’utero in laparoscopia ..poi negli anni è riscero ..mi sono nuovamente operata il 12 Maggio .scorso . con una rete per via vaginale ….ma ..a distanza di poco e vedendo nuovamente qualcosa che scendeva … sono andata a un controllo 8Giugno … mi è stato detto che è la parete anteriore …che è un fatto estetico che è una plica vaginale ..mi può per favore dire cosa posso fare perché non fuoriesca? E secondo lei è possibile che non sia nuovamente il prolasso.. grazie

  24. MARIA
    18 giugno 2016 at 14:06

    Buongiorno, mi è stato diagnosticato un cistocele di 2/3′ grado. Non ho disturbi, tranne la sensazione di fuoriuscita dalla vagina. Non desidero operarmi, quali saranno le conseguenze del progredire del prolasso?
    Grazie cordialmente Maria

    • Dott. Filiberto Di Prospero
      25 giugno 2016 at 16:04

      Il problema di un ulteriore peggioramento è la comparsa di sintomi urinari ostruttivi e talvolta anche di infezioni vaginali e delle vie urinarie

    • Dott. Filiberto Di Prospero
      25 giugno 2016 at 16:06

      Un ulteriore peggioramento potrebbe portare alla comparsa di sintomi urinari ostruttivi e fenomeni infettivi.

  25. maria grazia
    29 agosto 2016 at 17:23

    ho 60 anni mi è stata diagnosticata una cistocele di 3 grado non ho perdite urinarie
    mi crea un enorme fastidio nei rapporti intimi mi hanno sconsigliato lo operazione in quanto potrebbe crearmi dei preblemi a livello di incontinenza ci sono delle tecniche di contenimento della cistocele nella sua sede meno invasive ho sentito della tecnica del cerchiaggio esiste puo essere una soluzione?
    la ringrazio anticipatamente

    • Dott. Filiberto Di Prospero
      9 settembre 2016 at 16:45

      Un prolasso di vescicale di terzo grado generalmente crea disturbi ed andrebbe corretto chirurgicamente. per me però è difficile anzi impossibile dire qual’è la tecnica migliore nel suo caso.

  26. anna laura galdi
    8 settembre 2016 at 17:10

    Buongiorno Dottore,
    ho un prolasso vescicale che non mi da grandi fastidi, tolta la fuoriuscita dalla vagina nel momento della defecazione. la minzione mi sembra ancora buona: non ho problemi né di incontinenza né di ostruzione dell’urina. Rare volte, poco dopo aver urinato, ho la sensazione di voler urinare nuovamente.
    Il mio medico mi ha detto di non pensare ad un intervento se i dìsturbi sono solo quelli che Le ho citato. Ora, però, io vorrei anche un SUO parere in merito, in considerazione dell’età ( ho 66 anni 2 gravidanze e 2 aborti spontanei al 2 mese).

    • Dott. Filiberto Di Prospero
      9 settembre 2016 at 16:27

      Gent.ma, l’entità dei sintomi è molto importante nelle scelte chirurgiche per patologia benigna. Da quello che scrive sembra che tolleri molto bene il suo prolasso vescicale.

  27. Sirlei
    23 settembre 2016 at 21:20

    Caro Dott quanto tempo di riposo dopo intervento. Grazie, sirlei 60 anni

  28. Lucia
    4 ottobre 2016 at 17:35

    Sono stata operata di colpo plastica anteriore protesica da ca una settimana per via inguinale : finché rimango sdraiata o seduta tutto bene, se cammino anche per pochi metri forti dolori e faccio fatica a rimanere in piedi. E’ normale ? Per quanto dovrebbe durare la cosa prima di rientrare nella normalità? Grazie . Lucia

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