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CERCHIAMO DI CHIARIRE COSA SI INTENDE PER  PROLASSO VAGINALE.
Quando parliamo di un organo prolassato parliamo di un suo dislocamento al di fuori della sede naturale. Il PROLASSO VAGINALE consiste nella discesa verso il basso e talvolta fuori dall’introito vaginale di una o più strutture pelviche. Esso può infatti interessare la vescica (CISTOCELE), il retto (RETTOCELE), l’utero (ISTEROCELE o PROLASSO UTERINO) in combinazioni e livelli di gravità differenti.

cistocele e prolasso genitale

Nell’immagine prolasso genitale femminile con importante discesa della vescica (cistocele di 3° grado)

 SINTOMI DEL PROLASSO VAGINALE
La prima percezione è la sensazione di un ingombro fastidioso a livello della vagina che talvolta si accompagna alla sensazione tattile di qualche cosa che esce dall’apertura vaginale particolarmente la sera o dopo uno sforzo talvolta anche lieve oppure quando si va in bagno o dopo essere state parecchio tempo in piedi. Nei casi più gravi (3° grado) la percezione è netta ed anche visiva: gli organi prolassati trascinano le mucose vaginali fuori della vagina ed il disagio è notevole. Particolarmente quando è coinvolta la vescica posso insorgere e coesistere sintomi urinari come incompleto svuotamento (ritenzione), incontinenza (perdita involontaria di urine), infezioni ricorrenti delle vie urinarie, ostruzione acuta.
La beanza (apertura) dell’introito vaginale ed il contatto delle mucose con l’ambiente esterno predispongono a fenomeni infiammatori e distrofici cronici.

 FATTORI DI RISCHIO PER IL PROLASSO GENITALE FEMMINILE

Generalmente vengono considerate cause predisponenti:

  1. fattori eredo-familiari (predisporrebbero ad una eccessiva fragilità dei legamenti pelvici);
  2. il numero delle gravidanze e dei parti, il peso dei neonati (un prolasso può insorgere talvolta anche in gravidanza), eventuali lacerazioni del perineo;
  3. l’età e la menopausa (deficit di estrogeni);
  4. l’obesità e la vita sedentaria;
  5. un eccessivo uso del “torchio addominale” (sforzi eccessivi prolungati anche talvolta legati a costipazione cronica);
  6. precedente intervento di isterectomia radicale;
  7. utero retroverso.

INCIDENZA, RILEVANZA DEL PROBLEMA

Il prolasso genitale è sicuramente una condizione altamente invalidante che importanti implicazioni psicologiche e sessuologiche. Talvolta si può accompagnare a deficit di continenza (urinaria e fecale). E’ più frequente nelle donne di razza bianca; incide meno in quelle di razza asiatica e nera. incide particolarmente dopo i 50aa ma non è infrequente il riscontro anche in donne più giovani. La forma più diffusa è il prolasso vescicale (cistocele), seguito dal prolasso uterino ed in ultimo da quello rettale (rettocele).

chirurgia del prolasso vaginale

Correzione chirurgica del prolasso vaginale con posizionamento del sistema Perigee™

LA TERAPIA DEL PROLASSO VAGINALE: UN MODERNO APPROCCIO CHIRURGICO
Le tecniche chirurgiche fino ad oggi adottate si basano principalmente sulla ricostruzione del pavimento pelvico usando le strutture fasciali preesistenti; questo tipo di approccio è effettuato prevalentemente per via vaginale ed è associato speso all’isterectomia.
Ma proprio l’utilizzo di queste strutture “native” spesso deboli, può esporre la paziente a rischio di recidiva che secondo le diverse casistiche presenti in letteratura può oscillare tra il 5 ed il 30 % delle pazienti operate.
E’ per questo motivo ed anche per rendere l’intervento più semplice e meno traumatico che si è pensato all’utilizzo di materiali protesici (reti) che possano garantire una lunga tenuta e non richiedano la contestuale asportazione dell’utero.
Questi materiali consentono di riparare sia i prolassi della parete anteriore che di quella posteriore della vagina; il tempo dell’intervento è più breve rispetto alla chirurgia classica e consente da dimissione precoce e la ripresa delle normali attività in tempi abbastanza brevi. Nella figura qui a fianco vedete l’applicazione di una rete (Perigee
™) a livello della parete vaginale anteriore.

Costituiscono una controindicazione a questo tipo di intervento lo stato di gravidanza, la presenza di infezioni evidenti o latenti; l’intervento non è indicato per la correzione dell’incontinenza urinaria da sforzo. Una futura gravidanza andrebbe attentamente discussa.

PROBLEMATICHE APERTE SULL’USO DELLE PROTESI

  • tollerabilità dei materiali a lungo termine;
  • possibile insorgenza di decubiti (lesioni tissutali da compressione).

PREVENZIONE
Una prevenzione è certamente possibile combattendo ad esempio l’obesità, la costipazione e la bronchite cronica (fumo di sigaretta) ma particolare attenzione deve essere posta al momento della gravidanza, del parto e del post-partum. Vanno evitati un prolungato impegno della testa fetale al piano perineale, la nascita per via vaginale di feti macrosomi (peso > 4000 gr), importanti lacerazioni vulvo-vaginali. Dopo ogni parto la puerpera dovrebbe essere sensibilizzata a segnalare eventuali episodi di incontinenza urinaria e dovrebbe essere incoraggiata ad effettuare una ginnastica perineale per tonificare il pavimento pelvico.

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Dott. Filiberto Di Prospero
Specialista in Ginecologia e Ostetricia, Endocrinologia e Metabolismo. Direttore dell’Unità di Endocrinologia Ginecologica presso l’Ospedale Santa Lucia di Civitanova Marche 62012. Visita a Civitanova Marche (Macerata), Milano e Roma. Prenotazioni tel. +39 337 634491 Numero Verde (rete fissa) 800131014
Dott. Filiberto Di Prospero

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8 risposte a Nuova TECNICA CHIRURGICA per il PROLASSO VAGINALE

  • Ho subito un intervento per un prolasso della vescica, ma dopo 10 giorni mi sembra di sentire ancora qualcosa in vagina, dietro la rete di contenimento, che, se spingo si ritrae. Che significa questo? Ho cercato di non fare sforzi, ma qualche piegamento l’ ho fatto e anche le scale in casa, forse è dipeso da questo o è normale? Oppure c’è qualcosa che non ha funzionato?

    • Dott. Filiberto Di Prospero

      Gent.ma, la cosa migliore è che lei faccia una visita di controllo. Difficile infatti dare una spiegazione alla sintomatologia che riferisce senza una visita.

    • Dott. Filiberto Di Prospero

      Gent.ma Paola, da quello che scrive si deduce che lei abbia fatto recentemente una ricostruzione protesica del pavimento pelvico anteriore per prolasso della vescica. Sono sempre più numerosi gli interventi chirurgici condotti con questa tecnica e dopo di essi è molto importante seguire delle regole igieniche, dietetiche e comportamentali. Per me purtroppo è impossibile dare un parere sulla sua percezione tattile locale..

  • Gentilissimo Dottore,
    vorrei esporle il mio problema. Mia mamma è stata sottoposta ad un intervento chirurgico per prolasso alla vagina durante il quale le hanno applicato una rete di sostegno. Secondo i medici da cui è stata ripetutamente visitata dopo l’operazione, l’intervento è riuscito bene, ma lei continua ad avvertire una fastidiosa sensazione di peso che la debilita negli spostamenti. Mia mamma all’età dell’intervento aveva 74 anni, è di costituzione minuta ed è una persona piuttosto attiva e giovanile che fatica a stare ferma. E’ possibile fare qualcosa? Un intervento del genere può essere ripetuto per applicare una rete meno rigida?
    La ringrazio.
    Un cordiale saluto,
    Paola Nobile

    • Dott. Filiberto Di Prospero

      Gent.ma Paola, non so a quando risale l’ultima visita di controllo. Se è stata fatta recentemente ed i medici affermano che tutto è andato bene credo si possa escludere un problema protesico.

    • Dott. Filiberto Di Prospero

      Gent.ma, un reintervento se necessario, è certamente possibile anche se dovrebbe essere gestito da un chirurgo particolarmente esperto. La chirurgia protesica (con reti) del prolasso vaginale ha consentito di avere importanti risultati nel prolasso vaginale ed uterino ma non è certamente scevra da rischi.

  • Getilissimo Dottore dovrei essere operata del prolasso vaginale.nell’attesa mi devono mettere il cerchiaggio vorre informaziosi su questa cosa…premetto che non sono mai stata operata e nemmeno in ospedale per patologie tranne i 2 parti.Grazie

    • Dott. Filiberto Di Prospero

      Le cause del prolasso vaginale sono diverse e tra queste certamente il numero dei parti può essere considerato un fattore favorente. Molto importanti sono pure fattori genetici, patologie, alterazioni della posizione uterina (retroversione) che causano un’anomala distribuzione delle forze di pressione endoaddominali. il pessario vaginale è una soluzione temporanea in attesa dell’intervento; è di diverse misure e quindi è necessaria la prescrizione medica e normalmente è proprio il medico che provvede ad inserimento e rimozione.

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