
Il
narcisismo corporeo. Narcisismo e anoressia
Tratto dal libro: “La Seduzione di Narciso”, autore: Arianna Nardulli, edizioni Psiconline, 2006 (su concessione dell’Editore). Per contatti: Centro di Psicologia Clinica e Psicoterapia, via Cagliero 23, Milano. Tel +39.02.66805823 Cellulare +393403109975 Sito internet: www.centropsiche.it
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La struttura narcisistica della personalità si offre all’osservazione clinica attraverso una serie di configurazioni modali, che vanno dal narcisismo intellettuale, a quello morale e corporeo, dove si assiste a un annullamento totale di tutte le tensioni vitali.
Nel narcisismo intellettuale l’attività mentale viene sovrainvestita, a detrimento della vita emotiva. Il soggetto aspira esclusivamente all’autarchia del pensiero, al fine di ristabilire il dominio attraverso il potere straordinario della sua intelligenza. La comunicazione affettiva viene invece svuotata di qualsiasi significato e nessuna relazione profonda risulta più possibile. I narcisisti che usano l’arma dell’intelletto si difendono dal timore inconscio di non poter essere mai amati veramente da qualcuno.
A differenza del narcisista intellettuale, che elegge l’attività mentale come una possibilità, l’unica, di godimento pulsionale, il narcisista morale approda a un annullamento definitivo di tutte le tensioni vitali, essendo esclusivamente abitato dalla pulsione di morte. Il narcisista morale rinuncia al mondo e, ponendosi al di là di ogni piacere o dispiacere, aspira a una condizione di ascetismo che gli consenta di realizzare una completa autonomia da qualsiasi forma di desiderio e di dipendenza (…). La rinuncia infonde al narcisista morale un grande senso di orgoglio, celato dietro un’apparente umiltà (…). Egli valorizza l’auto-privazione, l’astinenza, la spiritualità.
Esiste una stretta concordanza tra il narcisismo morale e il narcisismo corporeo, dominato dal rifiuto del corpo in quanto emblema di limitazione e di finitudine. Il corpo come sorgente di piacere e simbolo di vergogna viene bandito. Il diniego del corpo affonda le sue radici nella fase orale, vissuta dal narcisista in maniera estremamente conflittuale, a causa dell’incapacità materna di soddisfare adeguatamente il bisogno di nutrimento del bambino (…).
L’associazione tra narcisismo e anoressia è stata convalidata da accurati studi sperimentali di comorbilità, che conferiscono una base scientifica alle intuizioni psicodinamiche (…).
Le caratteristiche fondamentali che accomunano le personalità narcisistiche a quelle anoressiche possono essere genericamente definite in termini di: grandiosità, esibizionismo, sensazione di essere speciali, ricerca di ammirazione e di potere, delirio di grandezza, onnipotenza del pensiero, senso di vuoto interiore, angoscia di annichilimento, rigidi schemi cognitivi (standard inflessibili, perfezionismo, rituali…), meccanismi di difesa primitivi (scissione, identificazione proiettiva).
Il deficit nella regolazione dell’autostima, tipico del narcisismo così come dell’anoressia, viene affrontato dal paziente anoressico attraverso il controllo delirante del Sé corporeo. Le manovre anoressiche, legate alla disciplina del corpo e alla riduzione dell’assunzione di cibo, si configurano come un tentativo narcisistico-onnipotente di sviluppare un senso di autonomia dal mondo esterno, al fine di raggiungere una forma di autarchia con evidenti risvolti narcisistici. Il soggetto anoressico rivendica il diritto di disporre liberamente del proprio corpo, rendendolo etereo e inconsistente, e di emanciparsi da tutti i condizionamenti materiali. L’universo interiore diviene il centro più intimo dell’esistenza, in grado di elevarsi oltre il mondo terreno. Il senso di superiorità e di esclusività che pervade le condotte anoressiche è assimilabile alla grandiosità narcisistica. Il movente ideale che lega queste due condizioni, esistenziali prima che patologiche, nasce dal bisogno di trascendere i limiti spaziali e temporali della propria esistenza concreta, per accedere a una dimensione ideale, in una sospensione totale del vivere.
Tali soggetti non comunicano le loro emozioni agli altri perché non li ritengono in grado di comprendere fino in fondo la loro sensibilità particolarmente raffinata, volta alla ricerca di una perfezione estetica e morale. La loro freddezza e rigidità nei rapporti col mondo scaturisce dalla necessità di rendersi distanti da ogni contaminazione esterna, a causa del loro senso di onnipotenza e di unicità. La ripugnanza verso tutte le esperienze materialistiche induce alcuni pazienti a ricercare uno stile di vita ascetico, al fine di raggiungere una verità accessibile solo agli uomini autenticamente grandi.
Nonostante la nobiltà di tale ideale, l’esperienza clinica dimostra che né il paziente narcisistico né quello anoressico approdano mai a uno stato di quiete assoluta, dominati come sono dall’idea delirante di grandezza e di perfezione che li porta a sprofondare in una condizione patologica dagli esiti a volte nefasti. La pratica psicoanalitica si propone pertanto di offrire a tali pazienti nuove opportunità, più realistiche, di realizzare il loro proposito creativo, in un equilibrio dinamico tra mondo interno ed esterno, entrambi integrabili nella totalità dell’individuo umano.