Autore: Dott. Filiberto Di Prospero Specialista in Ginecologia e Ostetricia, Endocrinologia. Responsabile Modulo Endocrinologia Ginecologica, Ospedale Civitanova Marche (MC). VISITA A CIVITANOVA MARCHE, ROMA, MILANO |
| NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori. La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 18.01.2008 . |
L'ingorgo mammario è una
condizione non rara durante l'allattamento, particolarmente nelle fasi iniziali
ed è legata ad un difficoltoso svuotamento del latte per condizioni anatomiche
(materne oppure del neonato) o tecnica errata delle poppate. Il latte ristagna
nei dotti secretori ed I seni appaio gonfi, dolenti e più caldi del normale.
Questa condizione talvolta regredisce spontaneamente ma altre volte, se non
trattata adeguatamente evolve verso quadri clinici più importanti fino alla
mastite.
Per la sua gestione vi consiglio di rivolgervi alle ostetriche od a consulenti
per l'allattamento designati dal centro ospedaliero dove avete partorito. Non
perdete tempo; con piccoli accorgimenti potrete superare facilmente questo
delicato moneto comune all'esperienza di tante donne.
La mastite puerperale è una delle principali complicazioni dell'allattamento ed i suoi confini con l'ingorgo mammario sono veramente sfumati. Caratterizzata da dolenzia, tumefazione, arrossamento e calore della parte colpita è spesso monolaterale ed è favorita proprio da un inadeguato svuotamento della ghiandola. E' determinata dalla contaminazione del latte da parte principalmente di Stafilococchi, Streptococchi Beta-Emolitici, Batteri Gram negativi, talvolta Funghi (Candida).
Colpisce prevalentemente primipare, donne quindi alla prima esperienza di allattamento ma può verificarsi anche in donne con più figli e frequentemente insorge nei primi 10 giorni dal parto.
Nelle forme lievi ha un'estensione limitata e può essere associata ad un modesto rialzo febbrile mentre nelle forme più gravi può arrivare ad interessare l'intera ghiandola (mastite parenchimatosa e mastite interstiziale) e determinare febbre elevata, congestione vascolare e linfatica (particolarmente evidente a livello sottocutaneo) con ingrossamento dei linfonodi fino alle stazioni ascellari.
L'evoluzione delle forme non trattate e che non trovano una risoluzione spontanea è l'ascessualizzazione.
Per le possibili implicazioni negative sull'alimentazione del neonato e per le complicazioni che possono interessare la mamma questa patologia richiede la massima attenzione; la diagnosi va fatta precocemente ed altrettanto presto va iniziata una terapia adeguata.
La gestione della mastite è di competenza
medica, consultate sempre quindi il vostro medico di fiducia. La terapia
medica è basata
principalmente sull'uso di antibiotici ed anti-infiammatori.
Non sempre è
possibile avere in tempo utile un esame batteriologico delle secrezioni mammarie
con
antibiogramma ma io personalmente lo raccomando comunque; l'identificazione
della causa infettiva potrebbe essere utile di fronte ad un insuccesso della prima linea di trattamento.
Non sempre è necessario interrompere l'allattamento; un eventuale sospensione
sarà valutata dal medico sulla base dei farmaci impiegati e della situazione
clinica.
Quando è presente un ascesso questo andrà necessariamente inciso e
drenato.
Alcuni consigli in corso di mastite: